destra di popolo

QUANTE OFFERTE PER CONVINCERE FORMIGONI A RESTARE AL PIRELLONE!

Aprile 27th, 2008 admin

PIATTO RICCO, MI CI FICCO ?

Ricordate un vecchio thriller, “Il terrore corre sul filo”? Beh in questi giorni, sulla linea Roma-Milano della politica, sembra di assistere a una proiezione speciale del vecchio film, con molti comprimari interessati e timorosi, ma con due indubbi protagonisti: Silvio Berlusconi e Roberto Formigoni. Il governatore lombardo, anima e mente di Comunione e Liberazione, aveva deciso di candidarsi alle elezioni e lasciare la Regione, con la prospettiva di avere un incarico di spessore nel nuovo Governo: Esteri, Interno o Presidenza del Senato. Un trampolino di lancio verso “più alte responsabilità“, sicuramente in ogni caso un giusto riconoscimento al lavoro svolto in Lombardia, deve regna incontrastato da oltre 10 anni. Una gestione che ha portato la Lombardia a livelli di eccellenza in Europa, presa a modello all’estero, con successi riconosciuti anche dagli avversari nel campo della Sanità e delle Pubblica Amministrazione. D’altronde era dato per scontato il suo nuovo impegno “romano”, se ne parlava da tempo come un fatto acquisito, altrimenti che senso avrebbe avuto presentarsi candidato? Continua »

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BERLUSCONI: “DOBBIAMO UCCIDERE IL BAMBINO IN CULLA”, FINI: “SALGA AL QUIRINALE E SI DIMETTA, POI VEDIAMO COSA SUCCEDE”

Agosto 6th, 2010 admin

IL PREMIER HA PAURA CHE FINI AUMENTI I CONSENSI E SI ORGANIZZI SUL TERRITORIO, MA AL TEMPO STESSO TEME SIA NAPOLITANO CHE LE ELEZIONI… FINI LO ASPETTA AL VARCO DEL PROCESSO BREVE… I NUMERI PER UN GOVERNO TECNICO POTREBBERO TROVARSI

Silvio non vorrebbe dare né tempo né spazio a Fini: i parlamentari di “Futuro e Libertà” dovevano essere solo 10 e sono diventati 45, vatti a fidare dei caporali di giornata dell’ex An che lo avevano assicurato.
Silvio ha passato gli ultimi giorni a cercare di tamponare la falla delle fuoriuscite, promettendo mari e monti a tutti, ma i risultati sono sconcertanti. Molte offerte per entrare nel consiglio di amministrazione della premiata ditta aziendale forzaleghista sono state respinte al mittente: non solo non ha recuperato finiani, ma sta per perdere una decina di forzisti.
I sondaggi danno il Pdl in caduta libera e Fini avanza numericamente nel Paese e in parlamento: che fare?
La battuta fatta dal premier a uno dei tanti vertici di partito e che gira alla Camera “dobbiamo uccidere il bambino nella culla”, esprime più preoccupazione che determinazione.
E’ vero che Fini ha dimostrato, con l’astensione sulla mozione di sfiducia a Caliendo, che la maggioranza non c’è più (299 voti contro i 316 necessari), ma soprattutto che essa adesso diventa soggetta ai voleri di Fini.
Se a settembre Fini fa passare qualche legge, come ci si può dimettere?
E se decide di non votare ad esempio il processo breve, l’argomento del contendere e della rottura diventerà quello che deciderà Fini, non Berlusconi. Col rischio che sulla legalità il premier ne esca con le ossa rotte, vista la sua propensione alle leggi ad personam.
Presentarsi dimissionario al Quirinale? Fini lo sfida: “Salga al Quirinale e si dimetta, poi vediamo cosa succede”.
Il presidente della Camera non molla: “rispetteremo l’accordo sottoscritto con gli elettori, votando a favore dei provvedimenti indicati nel programma, gli altri no”.
Non è lui che va fuori dal seminato, è Berlusconi.
E se Napolitano gli riaffida l’incarico e Fini lo vota, come ne esce?
Peggio ancora se il Capo dello Stato lo affidasse ad altri, verrebbe meno per lui lo scudo per sottrarsi ai giudici di Milano. Continua »

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COSA SUCCEDE NEL PDL: LE STRATEGIE DELLE CORRENTI E QUELLA DI FINI

Luglio 20th, 2010 admin

“LIBERO” TITOLA “ATTENTI O QUI SALTA TUTTO”: SI FRONTEGGIANO NEL PDL IL CORRENTONE DEI COORDINATORI, DI SCHIFANI, ALFANO, GASPARRI E CICCHITTO E QUELLO DI FRATTINI, GELMINI, CARFAGNA, VALDUCCI…. ALLA CAMERA I PRIMI SONO 55 , I SECONDI 60: C’E’ UN ASSE TRA I SECONDI E I FINIANI?…FINI PUNTA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2012: “SONO IO CHE POSSO PORTARE VIA 30 DEPUTATI A SILVIO, NON LUI A ME”

Ne parliamo da mesi, spesso presi per sognatori o illusionisti: ora la crisi del Pdl è finita sulla prima pagina di “Libero”, a firma del direttore Belpietro che scrive:
“Dentro il Pdl, tira un’aria che non mi piace. Un clima da fine regime, con i gerarchi più vicini al capo che si danno da fare per mettersi al riparo, prima che grandini. Persino in via dell’Umiltà è tutto un sussurrare di veleni e di accuse, di prese di distanza e di voltafaccia. Il segnale più evidente di quello che sta succedendo sono il proliferare di correnti che, schierate una contro l’altra, danno vita ad un’atmosfera carica di sospetti che sta paralizzando il Pdl. E il malumore dilaga nell’opinione pubblica”.
Parole e musica di Belpietro che l’ambiente lo conosce, confermano quanto scriviamo da tempo.
Cerchiamo di scendere nel dettaglio: di fronte all’asse Tremonti-Bossi e quindi alla linea che sta portando allo sfascio il Pdl, il primo a prendere le distanze è stato Fini che dalla sua conta su almeno 35 deputati e 14 senatori.
Quello che Silvio non si aspettava è che sorgessero nel Pdl altre 22 correnti che in sintesi si possono poi dividere in due grossi raggruppamenti.
Il primo è quello storico: Verdini, Bondi, Cicchitto, Schifani, Quagliariello, Alfano, Brambilla, Santanchè, La Russa, Gasparri, Matteoli e tutti gli ex An che hanno preso le distanze da Fini (o meglio dire Fini da loro)
Il secondo è quello intorno alla fondazione “Liberamente”, con Frattini, l’esperto in circoli Valducci, Carfagna, Gelmini, Prestigiacomo, Miccichè, Romani.
Entrambe le correnti hanno chiesto adesioni all’interno del Pdl in Parlamento: e qui è nata la prima sorpresa.
Il correntone 55 deputati, Liberamente 60 deputati e 30 senatori.
C’è stato poi un tentativo di La Russa di mettere il suo fedele Corsaro al posto di Chiara Moroni come tesoriere, subito respinto da Liberamente.
Vi è poi una marea di parlamentari che stanno alla finestra in attesa degli eventi.
Quali differenze tra i due gruppi?
Il primo, indebolito dagli scandali, non vuole cedere il passo.
I secondi vogliono un coordinatore unico nuovo e sono già chiamati criptofiniani , in quanto farebbero gioco di sponda con Fini a favore di un ritorno alla legalità nel Pdl.
Se prevalesse questa linea però, per gli ex An sarebbe la morte politica: Fini non è tipo da perdonare. Continua »

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LA QUADRA DI TREMONTI E BOSSI: REGIONI SUBITO LIBERE DI IMPORRE NUOVE TASSE

Giugno 29th, 2010 admin

PER SCONGIURARE CHE LE REGIONI RESTITUISCANO LE DELEGHE PERCHE’ NON POSSONO GARANTIRE I SERVIZI, ALLA FINE SI ANTICIPERA’ A GENNAIO UNA QUOTA DI AUTONOMIA FISCALE….TAGLI OGGI E NUOVE TASSE DOMANI…E VISSERO TUTTI FELICI E CONTENTI (MENO GLI ITALIANI)

Le parole più chiare sulla manovra finanziaria sono state pronunciate dal governatore lombardo Formigoni: “Gli enti locali in questi anni hanno sempre fatto la loro parte. Si pensi agli ammortizzatori sociali: si è deciso che fossero le Regioni a mettere un terzo delle risorse che servivano allo Stato. Lo abbiamo fatto per più di 9 miliardi di euro. Ma ora Tremonti vorrebbe che tagliassimo di un terzo  i contributi per il trasporto pubblico locale, di due terzi i fondi per le piccole e medie imprese, la totalità di quelli per la famiglia e cosi via. Se il governo vuole farci cancellare un treno pendolare su tre perchè ritiene che si possano far funzionare gli stessi treni con un terzo di risorse in meno, allora diciamo: bene, vi restituiamo le deleghe, provateci pure voi”. Secondo Formigoni i tagli dei trasferimenti avvengono proprio sui capitoli che dovrebbero avviare il federalismo fiscale che, a questo punto, è finito ancor prima di inizare.
Tremonti pare inamovibile sui tagli, continua a parlare che il saldo finale deve rimanere lo stesso, ma poi in concreto non pare disposto a modificare quasi nulla.
Gli unici due punti che saranno soggetti a modifica sono quello relativo
alla assurda norma che portava dal 74% all’85% la soglia per ottenere l’assegno di invalidità (256 euro almese), lasciando fuori categorie come sordi e persone con sindrome di Down.
L’altra modifica riguarderà gli scatti di anzianità degli insegnanti che vengono congelati per tre anni, ma con l’impegno a recuperarli nel 2014, utlizzando il 30% dei risparmi nel comparto scuola.
Tutto fermo invece per ora per forze dell’ordine e magistrati.
Per i Comuni vi sarà la possibilità  di recuperare le entrate tagliate, attraverso la istituzione dell’Imu, imposta municipale unica, che dovrebbe accorpare più imposte.
Ma se si limitasse solo ad accorpare l’esistente non uscirebbe un euro in più, lo capirebbe anche un bambino, quindi è evidente che ci sarà un arrotondamento a crescere.
Ora Tremonti e Calderoli ne stanno preparando un’altra, che riguarda le Regioni. Continua »

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LE MANI NELLE TASCHE DEGLI ITALIANI: ALEMANNO AUMENTERA’ DEL 50% IL BIGLIETTO DEL BUS E LE QUOTE ASILI NIDO E MENSE

Giugno 21st, 2010 admin

PER RISANARE IL DEBITO DELLA CAPITALE SI COLPIRANNO TRASPORTI, ASILI, RIFIUTI, BAR, RISTORANTI, AEREI…TREMONTI TAGLIA DI 200 MILIONI I FONDI STANZIATI PER ROMA E L’EX SOCIALE ALEMANNO AUMENTA LE TARIFFE DEGLI ASILI NIDO DAL 15,6% AL 48%, LE MENSE SCOLASTICHE FINO AL 93,6%, L’IRPEF E IL PREZZO DEL BUS

La colpa non è certo solo di Alemanno: quando l’ex ministro ha salito le scale del Campidoglio, i conti della Capitale già non tornavano da tempo, ma ciò è di magra consolazione per i contribuenti romani che da anni sentono ripetere dagli esponenti del centrodestra che “non metteremo le mani nelle tasche degli italiani”.
Decenni di guasti e gestioni finanziarie dissennate hanno prodotto la bellezza di 9,8 miliardi di debito che ora va risanato, dopo anni di silenzi sia da parte dei governi di destra che di sinistra.
Berlusconi si era impegnato ad aiutare il neosindaco per consentire alla nuova giunta di rimettersi gradualmente in carreggiata, ma Tremonti ha ridotto di 200 milioni  i fondi che aveva promesso.
Il ministro ha concesso (bontà sua) la possibilità per il Campidoglio di aumentare la addizionale Irpef comunale di un ulteriore 0,4% (Roma è già al tetto massimo dello 0,5%) e di fissare il balzello di 1 euro sui diritti d’imbarco per tutti i passaggeri in transito negli aeroporti romani.
Ma la vera stangata è quella prevista per ripianare il bilancio ordinario in rosso di ben 160 milioni.
Da qui una serie di soluzioni molto onerose.
Il canone per l’occupazione del suolo pubblico salirà dal 12% al 125% in base alle zone.
E’ evidente  che il costo dei tavolini all’aperto di bar e ristoranti saranno rapidamente scaricati sui clienti, con buona pace di tutti.
La tassa sui rifiuti per le utenze non domestiche salirà del 12,5%.
Per gli asili nido le tariffe aumenteranno da un minimo del 15,6% a un massimo del 48%.
Per avere un’idea del peso di questa misura, basti sapere che può arrivare a 150 euro  di incremento della rata mesile.  Continua »

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FINI VINCE SU TUTTA LA LINEA: ADDIO INTERCETTAZIONI, SE NE RIPARLA A SETTEMBRE, RIVEDUTE E CORRETTE

Giugno 17th, 2010 admin

LE NORME SAREBBERO STATE INCOSTITUZIONALI, FINI HA SALVATO IL GOVERNO DA UNA BRUTTA FIGURA, IL RINVIO A SETTEMBRE PERMETTERA’ LE MODIFICHE NECESSARIE…. BATTUTI I FALCHI DEL PDL, ORA FINI PUNTA ALLA DEMOCRATIZZAZIONE INTERNA DEL PARTITO… LA LEGA IN DIFFICOLTA’

Alla fine Berlusconi ha ceduto al pressing finiano: fino al giorno prima aveva minacciato persino le elezioni anticipate, nel caso che “Gianfranco non si mettesse un riga”, facendo approvare con urgenza il decreto intercettazioni senza alcuna modifica alla Camera.
In 24 ore la situazione è mutata, dopo una serie di incontri informali di Gianni Letta che ha dovuto riferire al premier quanto segue: in primo luogo Napolitano non avrebbe firmato quel testo, in secondo luogo la Consulta lo avrebbe bocciato, in terzo luogo in Commissione Giustizia alla Camera i finiano son ben 5 e avrebbero potuto stravolgere completamente la legge. Dulcis in fundo, in un colloquio personale con Fini, Letta aveva capito che il presidente della Camera questa volta non avrebbe fatto alcun passo indietro.
A questo punto a Berlusconi non rimaneva che la ritirata e prendere atto che se ne riparlerà a settembre.
Non solo: i finiani hanno fissato quattro paletti per la modifica del decreto. Concedere proroghe con lassi di tempo più ampi, dare la possibilità di utilizzare microspie in spazi interni, abbassare la multa agli editori e inserire tra i reati per cui è possibile intercettare anche il traffico di rifiuti, l’usura, l’estorsione e il riciclaggio.
Parole di Bocchino: “L’unico modo per evitare il rischio di una bocciatura da parte della Consulta, è migliorare il testo”.
Fini ha poi posto precise condizioni per arrivare alla fine della legislatura: un comitato di garanzia che affianchi la dirigenza del partito, in pratica un commissariamento dell’attuale triumvirato, fino al congresso, preceduto da assise provinciali e regionali, che porti a una reale democratizzazione interna e a un riequilibrio dei rapporti di forza.
Un accordo che se andasse in porto farebbe saltare molte teste, in primis quelle dei colonnelli ex An che infatti sono i più falchi tra i cortigiani. Continua »

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CON API SI VOLA? ORA BERLUSCONI SI ATTACCA ALLA HAWAIANA RUTELLI

Giugno 16th, 2010 admin

LA REPUBBLICA DELLE BANANE: L’OSCE CHIEDE DI RITIRARE IL DECRETO INTERCETTAZIONI, FINI VUOLE MODIFICARLO, NAPOLITANO VALUTARLO… BERTOLASO DAL SEMINARIO AL PIEDATERRE… FORMIGONI GUIDA LA RIVOLTA CONTRO TREMONTI…A SILVIO NON RESTA CHE FARE LA CORTE A 7 DEPUTATI E 4 SENATORI DELL’API DI RUTELLI

Un’altra giornata da Repubblica delle banane.
Non era mai successo che la Commissione centrale del Viminale bocciasse una proposta unanime di tre procure e che decidesse di non concedere il programma di protezione a un pentito che pur ha collaborato con i pm di Firenze e Caltanissetta sulle stragi del 1992-1993.
E’ capitato per Gaspare Spatuzza, lo stragista della cosca di Brancaccio pentitosi nel 2008, definito dalla Dna “collaboratore fondamentale che ha consentito una lettura reale della strage di via d’Amelio”.
Spatuzza tirò in ballo anche Berlusconi e Dell’Utri e forse per questo si è arrivati a questa decisione politica che fa ora di Spatuzza “un morto che cammina”.
Era invece già successo che un organismo internazionale criticasse il nostro Paese perchè non rispetta le convenzioni internazionali: ora è toccato all’Osce, l’Organizzazione per la Cooperazione e la Sicurezza in Europa, che ha invitato il governo italiano “a rinunciare alla legge sulle intercettazioni o a modificarla secondo gli standard internazionali sulla libertà di espressione”.
L’ennesima figura da cioccolatai per una legge bavaglio che qualcuno vorrebbe pure blindare e che è stata criticata da un organismo che raccoglie 56 Stati.
Tutti prevenuti o imbecilli?
Frattini ha protestato (non contro le intercettazioni, contro la responsabile Ocse, Dunja Mijatovic) per lesa maestà, la Lega ha addirittura chiesto le dimissioni della “bosniaca”.
Come se essere bosniaci fosse un insulto equiparabile a quello di emettere rutti leghisti.
Nel frattempo il governo vuole ad ogni costo approvare il decreto intercettazioni entro luglio e senza modifiche.
Cosa difficile perchè alla Camera, in Commissione Giustizia, i finiani sono ben 5, compresa la presidente Giulia Bongiorno, e non intendono andare di corsa.
Anzi chiedono ulteriori, motivate modifiche.
Berlusconi minaccia elezioni “se non si fa come vuole lui”, ma Farefuturo replica ironicamente “Ma ci facci il piacere…”. Continua »

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I CANDIDATI GOVERNATORI AVEVANO GIURATO SUL PALCO: “TAGLIEREMO LE TASSE”. ORA DEVONO AUMENTARLE

Giugno 15th, 2010 admin

“GIURO CHE FARO’ IL PIANO CASA, CHE RENDERO’ EFFICIENTE LA SANITA’, CHE DIMEZZERO’ LE LISTE DI ATTESA, CHE AUMENTERO’  I SERVIZI, CHE DIMINUIRO’ LE TASSE”… DA FORMIGONI ALLA POLVERINI ORA UNA VOCE SOLA: “CON QUESTA MANOVRA METTEREMO LE MANI NELLE TASCHE DEGLI ITALIANI”

Si inasprisce lo scontro tra governo ed Enti locali.
Niente autobus nuovi, stop alle metropolitane, meno soldi per le imprese, cantieri fermi: sono solo talune delle conseguenze della manovra anticrisi che ha portato a 10 miliardi i tagli delle Regioni.
Oggi si riunirà  in via straordinaria la Conferenza delle Regioni per dimostrare, dati alla mano, come il giro di vite imposto da Tremonti si tradurrà per il cittadino in meno servizi, meno trasporto pubblico, meno strade, meno edilizia residenziale, meno personale.
Con conseguenze anche per le imprese che dovranno fare i conti con la stretta, perchè incentivi e lavori saranno erogati col contagocce.
Nella Sanità  la riduzione drastica del 50% dei lavoratori precari pubblici farà saltare gli equilibri dei Pronto Soccorsi  e avrà anche conseguenze sulla spesa sanitaria: o si tagliano i posti letto o si aumentano le tasse.
Altri 3 miliardi sono i tagli ai Comuni che non possono neanche aprire un cantiere per il Patto di stabilità interno.
Anche i sindaci protesteranno giovedi a Roma e l’impressione è che si vada allo scontro, difficili le mediazioni in corso.
Le stesse Regioni accusano il governo di aver tagliato la metà dei loro fondi, ma di aver ridotto le spese ministeriali del solo 10%.
Regioni come Lombardia, Lazio e Piemonte rischiano di perdere molti soldi:  Formigoni dovrà rinunciare a 600 milioni di euro solo di trasporto pubblico, tanto che il governatore è sbottato: “questa manovra è squilibrata e spazza via il federalismo fiscale”. Continua »

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BERLUSCONI VUOLE “PIU’ PULIZIA NELLE LISTE”: PER QUELLO CANDIDA LA SUA IGIENISTA?

Febbraio 22nd, 2010 admin

SPAZIO IN LOMBARDIA A NICOLE MINETTI, IGIENISTA DENTALE E SHOWGIRL, MA ANCHE AD  ALTRI 4 NOMI A RISCHIO..PURE IN LIGURIA CADE NEL VUOTO L’APPELLO A LISTE PULITE: TROPPA IPOCRISIA E DISTINGUO NELLA SCELTA DI CHI NON CANDIDARE:  E ORA SIAMO GIA’ ALLA RETROMARCIA

I suoi collaboratori fidati (figuriamoci gli altri..) gli hanno fatto capire di essersi spinto troppo avanti: sia nell’annunciare un provvedimento contro la corruzione quando il testo non era stato neanche abbozzato, sia nel considerare “fuori dal partito e dalle liste” quelli che non hanno la fedina pulita in politica.
Alla fine il premier ha espletato il solito “proclama-aborto” che vuol dire tutto e l’incontrario di tutto: “nelle nostre liste non inseriremo alcun personaggio che sia compromesso, in modo certo”.
Quel termine “certo”, destinato a qualsiasi interpretazione soggettiva, permetterà di candidare chiunque, salvo forse un ergastolo con sentenza passata in giudicato da anni.
Al grido di “noi siamo garantisti, non forcaioli, non inseguiamo la sinistra sul suo terreno”, le truppe cammellate dei “chiacchierati del Pdl” hanno prevalso, come sempre.
Alla fine verranno emarginati solo i “Pennisi”, ovvero coloro che si sono fatti beccare con la mazzetta in tasca, chi invece l’ha trovata in auto potrà sempre sostenere di averla parcheggiata con i finestrini aperti.
Per assurdo, le preoccupazioni pidielline al nord derivavano dal fatto che, senza forti dichiarazioni anti-corruzione, a beneficiare elettoralmente degli scandali che hanno colpito alcuni esponenti del Pdl sarebbe stata la Lega. Ovvero l’unica forza politica che si presenta con un segretario condannato con sentenza definitiva per aver intascato ai tempi di Tangentopoli 300 milioni di mazzetta come finanziamento illecito al partito.
Da un lato chi ha paura di tagliare teste corrotte, dall’altro chi oggi dice “Fuori chi mette le mani nel sacco”, salvo aver intascato a  suo tempo un bel sacchettone.
Contraddizioni della politica italiana e degli elettori dalla memoria corta?
In ogni caso non si può dire che Berlusconi non sia stato coerente con la sua dichiarazione: “C’ è un gran bisogno di pulizia nelle liste”.
Infatti ecco che ha imposto in Lombardia la sua igienista dentale nel listino bloccato di Formigoni.
Si tratta di Nicole Minetti, una carriera rapida e improvvisa: prima di portare a termine il suo corso di igiene dentale (finito a novembre), era una ballerina di Colorado Cafè su Italia Uno. Continua »

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