Settembre 9th, 2010 admin
“C’E’ CHI NON CONCEPISCE ALTRA DESTRA CHE QUELLA CHE BERLUSCONI HA PRIVATIZZATO”…”FINI RICONQUISTA LA VECCHIA DESTRA LIBERALE E LAICA E LA FONDE CON LA DESTRA SOCIALE”…”AL NORD CI SONO MILIONI DI PERSONE ESASPERATE DAL LEGHISMO: E’ UN BACINO ELETTORALE DOVE FINI PUO’ PESCARE”
Pubblichiamo l’intervista rilasciata da Michele Serra al “Secolo d’Italia”, certi di fare cosa gradita ai nostri lettori
Michele Serra, scrittore e autore tv, editorialista della Repubblica e curatore della rubrica “L’amaca”
sul quotidiano diretto da Ezio Mauro, ha sempre avuto un piccolo zoccolo duro costituito da lettori di destra.
Tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta, infatti, dirigeva il settimanale di satira Cuore, una lettura immancabile per tanti militanti del Fronte della Gioventù, che ritrovavano sfumature longanesiane nei suoi indimenticabili titoli “fustiga-potenti”.
L’estate rovente di polemiche sui quotidiani vicini alla maggioranza ha messo in evidenza che in Italia ci sono, ben distinte, due destre: il duello Berlusconi-Fini può essere inteso come un confronto tra destra populista e destra repubblicana?
Così, almeno, il duello viene percepito dall’opinione pubblica più informata: Fini cerca di sottrarre il destino della destra italiana alla sua attuale forma populista e personalistica.
Il guaio è che la gran parte dei media rappresentano lo scontro in una forma molto “pop” e molto vuota di contenuti, con grande spreco di termini come “tradimento”, “divorzio”, “riconciliazione”.
La politica come soap opera avvantaggia Berlusconi, non so se Fini e i suoi riusciranno a fare intendere anche al grosso dell’elettorato che stanno parlando di politica, non di altro.
Media e politica, tra chi ha invocato “un metodo Boffo” e chi ha condotto campagne volte alla delegittimazione dell’avversario politico interno. È sorpreso da questo trend?
Impossibile sorprendersi. Questo il menù che, lungo gli anni, il potere mediatico di Berlusconi ha servito agli italiani.
Un’accelerazione del banale che è al tempo stesso una retrocessione della politica a scontro personale e a odio fisico.
La bastonatura mediatica delle singole persone è il frutto, ripugnante, di una prassi politica che avendo abolito le idee non sa più metterle a fuoco.
E attacca direttamente le persone fisiche, perché non è capace di riconoscere altro bersaglio.
Una parte della stampa filo-governativa incasella Fini come un “compagno”. Le posizioni culturali espresse dal presidente della Camera le sembrano di “sinistra”?
“Fini di sinistra” è la spiegazione pigra e stupida che la stampa governativa dà in pasto all’opinione pubblica di destra, e a se stessa, perché non concepisce altra destra al di fuori di quella che Berlusconi ha privatizzato.
Quali sono i confini di una destra che si presenta come laica, sociale e sensibile al tema dell’Unità nazionale?
Sono confini interni. Di riconquista progressiva di quanto resta della vecchia destra liberale, laica e repubblicana, e della nuova destra sociale che evolve dal post-fascismo. Nessuno sa quanto valga in termini elettorali, penso nemmeno Fini.
Maggioranza e rapporto con la Lega. Nuove elezioni porterebbero a un ulteriore avanzamento delle truppe leghiste…
Dimentichiamo tutti, a sinistra come a destra, che la Lega su scala nazionale ha il dieci per cento dei voti. Arrivasse anche al 12 o al 13, siamo di fronte a un partito importante ma non soverchiante.
Da sola la Lega conta zero.
Bisognerebbe averne meno paura.
Al Nord ci sono milioni di persone esasperate dal leghismo: quello è un bacino elettorale almeno tanto importante quanto quello di Bossi.
Deriva carismatica e comitati elettorali che hanno soppiantato i partiti. Finiremo per gridare “Aridatece le sezioni”?
Io lo grido già adesso.
Unità d’Italia e celebrazioni. La vedremo con una spilletta delle frecce tricolore appuntata sulla giacca?
Penso proprio di sì. Un piccolo segno di identità italiana. Per un italiano che abita al Nord, oggi, dire “sono italiano” non è più così lapalissiano. Proprio per questo sta diventando un bisogno di molti.
Michele De Feudis
(da il Secolo d’Italia)
argomento: PdL, LegaNord, Costume, Fini, Berlusconi, radici e valori, destra, governo, Politica | Commenta »
Aprile 28th, 2010 admin
IL NOSTRO SITO E’ VISITATO ORMAI OGNI GIORNO DA MIGLIAIA DI AMICI E RAPPRESENTA, COMUNQUE LA PENSIATE, UNA VOCE LIBERA NEL DESERTO DEL CONFORMISMO DELLA DESTRA…ECCO COME POTETE DARCI UNA MANO PER FARCI CONOSCERE ANCORA DI PIU’
In un momento in cui finalmente a destra qualcosa si muove e il dibattito delle idee prende forza, per un sito come il nostro è motivo di orgoglio rappresentare da quasi tre anni una nicchia di approfondimento e di analisi fuori dagli steccati e un’isola di libera espressione senza padroni.
Tante cose che abbiamo sostenuto si stanno avverando, tante critiche che avevamo avanzato in tempi non sospetti stanno diventando patrimonio comune di tanti amici di area.
Abbiamo raggiunto traguardi impensabili: 540.000 visite, 2.000 articoli, punte giornaliere anche sopra le 5.000 entrate.
Dati che ci pongono tra i primi siti italiani di destra e che ci fanno monitorare da agenzie di stampa, quotidiani, istituzioni, enti locali.
Sicuramente non tutti quelli che ci leggono sono d’accordo con noi o sono riferibili alla nostra area politica: non è un difetto, è un valore aggiunto.
Non amiamo una destra chiusa, bloccata, autoreferenziale, riteniamo piuttosto che solo attraverso il confronto delle idee si possa crescere insieme, fermo restando le proprie personali convinzioni di fondo.
Abbiamo scelto la strada della coerenza a una visione del mondo e a una concezione di destra sociale, vicina ai più deboli, che sappia coniugare legalità e solidarietà, valori di unità nazionale e rispetto degli avversari.
Siamo scomodi, ce ne rendiamo conto: questo è un paese delle fazioni, non del confronto e delle sintesi.
E’ un Paese dove i partiti cercano di “carpire” il voto, non di dimostrare di “meritarlo” e in cui assistiamo a una trasposizione dei valori dell’avere, non di quelli dell’essere.
Una politica dove conta ciò che appare e non la sostanza, la percezione non la realtà. Continua »
argomento: destra, destradipopolo, radici e valori, Politica | 4 commenti presenti »
Aprile 27th, 2010 admin
BOCCHINO BRUCIA SUL TEMPO CHI VUOLE CACCIARLO E METTE A DISPOSIZIONE LA SUA CARICA DI VICE-CAPOGRUPPO: MA E’ LEGATA A QUELLO DI CICCHITTO….IL 22 MAGGIO VANNO RINNOVATI I PRESIDENTI DI COMMISSIONE, TRA CUI I FINIANI BONGIORNO, MOFFA E BALDASSARRI: MA SE I BERLUSCONIANI LI FANNO FUORI, CHI ASSICURA CHE POI IN COMMISSIONE LA MAGGIORANZA RESTI TALE?
Iniziata e programmata come la “grande purga della libertà” che avrebbe dovuto fare piazza pulita di tutti i finiani che ancora osano rappresentare il Pdl ai massimi vertici di Camera e Senato, rei del delitto di lesa maestà alla statua equestre del premier e di voler discutere di politica, pensate un po’, non al bar, ma all’interno di un partito politico, ora gli epuratori sembrano come quei famosi pifferi di montagna.
Quelli che erano andati per suonare e sono tornati a casa suonati.
Le disposizioni iniziali della “pulizia etnica” prevedeva nell’ordine : far fuori Bocchino come vicecapogruppo del Pdl alla Camera, a seguire Giulia Bongiorno dalla presidenza della Commissione Giustizia della Camera, poco sensibile alle leggi ad personam, Silvano Moffa da quella del Lavoro e Mario Baldassari da quella delle Finanze .
Questi ultimi tre, approfittando di un cavillo del regolamento che prevede, a metà legislatura, un “rinnovo” formale delle presidenze (tutte vengono per prassi confermate), con relativa votazione che in questo caso avrebbe dovuto ghigliottinare i finiani.
Terza fase: rimpastino di governo per far fuori anche Andrea Ronchi e Adolfo Urso e così gli “epuratori della libertà” avrebbero garantito il “pluralismo liberale”.
Alla mossa propedeutica che nessun finiano avrebbe dovuto più comparire in tv, in primis Bocchino, ha posto argine Fini in persona: “non volete che i miei vadano in tv? Bene ci andrò direttamente io, vediamo se qualcuno ha qualcosa da dire”. Continua »
argomento: PdL, Fini, AN, Bossi, Costume, Berlusconi, governo, radici e valori, destra, denuncia, emergenza, Politica | Commenta »
Aprile 27th, 2010 admin
NON SI SAPRA’ PIU’ NULLA DI UN’INDAGINE E ALL’OPINIONE PUBBLICA SARA’ IMPEDITO OGNI TIPO DI CONTROLLO…LA STAMPA NON POTRA’ SCRIVERE DELL’ARRESTO DI UN PRESUNTO OMICIDA…ANCHE “STRISCIA LA NOTIZIA” E “LE IENE” NON POTRANNO PIU’ UTILIZZARE INTERCETTAZIONI AMBIENTALI CARPITE, PENA LA GALERA….GLI ITALIANI MENO SANNO, MEGLIO E’: MA CHE DESTRA E’ QUESTA?
Va avanti, tra mille polemiche, il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche:
cerchiamo di analizzare di cosa si tratta.
L’autorizzazione ad intercettare potrà essere richiesta qualora sussistano “gravi indizi di reato”, sparisce dal testo il concetto di “gravi indizi di colpevolezza”, inizialmente voluto dal governo.
Non aveva senso, in quanto se si è già in presenza di elementi per stabilire la colpevolezza di un imputato, non c’è certo bisogno di controllargli il telefono, se invece ci si trova di fronte a meri indizi ha senso farlo.
Ma, dice il disegno di legge, anche in questo caso ciò può avvenire solo per interventi assolutamente necessari.
Poi ci sono limitazioni pesanti per le inchieste giornalistiche: i responsabili di trasmissioni tipo “le Iene” e “Striscia la notizia” rischiano la galera se diffonderanno video o conversazioni carpite.
Inoltre non sparemo più nulla di chi rideva per il terremoto, di chi comprava arbitri, di chi voleva cacciare Santoro dalla Rai.
Non saranno ammesse “registrazioni a strascico”, ovvero su altre persone che vengano in contatto con un indagato.
I giornalisti che pubblicheranno colloqui prima dell’udienza preliminare rischiano il doppio degli anni di pena rispetto a prima.
Si potranno ascoltare le telefonate per un massimo di 75 giorni.
L’utenza da controllare deve appartenere all’indagato o a persona a lui vicina, ma che sia stata individuata come a “conoscenza dei fatti”, altrimenti nulla.
Stesso discorso per eventuali intercettazioni ambientali: i luoghi devono essere riconducibili ai sospettati. Continua »
argomento: LegaNord, Bossi, PdL, Giustizia, Parlamento, Stampa, televisione, Costume, Berlusconi, governo, destra, radici e valori, Sicurezza, criminalità, denuncia, emergenza, rapine, polizia, Politica | 3 commenti presenti »
Aprile 26th, 2010 admin
IL 64% DEGLI ITALIANI LO RITIENE IL VINCITORE DELLO SCONTRO IN TV… “VOLETE VIETARE AI MIEI DI PARTECIPARE ALLE TRASMISSIONI? ALLORA IN TV ORA CI VADO IO”… IERI OSPITE DI LUCIA ANNUNZIATA, MARTEDI A BALLARO’…”CON NOI DOVRANNO FARE I CONTI, SENZA DI NOI NULLA POTRA’ ESSERE PIU’ DECISO”… LA LEGA ORA HA PAURA
L’analisi del politologo Carlo Galli è impietosa: “Bossi ha capito subito chi è
uscito vincitore dallo scontro fatale tra Berlusconi e Fini: lo sfregio al corpo mistico del Capo lo ha indebolito sul decisivo piano simbolico. Fini avrà un prestigio, una capacità di iniziativa politica che lo renderanno pericoloso punto di riferimento e di coagulo di ogni malumore e di ogni scontento all’interno del Pdl. Quel dito puntato e quel dare sulla voce in diretta tv hanno sconsacrato Berlusconi e renderanno più difficile il cammino parlamentare delle leggi sul processo breve, sulle intercettazioni, sui decreti attuativi del federalismo fiscale, ovvero delle materie che interessano solo Berlusconi e Bossi”.
Se qualcuno avesse dei dubbi su chi è uscito meglio dal duro confronto in direzione nazionale, un sondaggio Sky lo indica chiaramente: il 64% degli italiani ha detto Fini, solo il 36% Berlusconi.
Piccola osservazione: dato che l’elettorato di sinistra non arriva attualmente neanche al 45%, se anche tutti costoro avessero indicato vincitore Fini, vorrebbe dire che il restante 20% va ricercato nell’ambito degli elettori di centrodestra.
Vorrebbe cioè dire che il 40% dell’elettorato del Pdl ha dato ragione a Fini.
Qualcuno si stupisce?
Andiamo in loro soccorso con altri tre sondaggi: tutti danno Fini tra il 6 e il 9% subito, anche se già domani fondasse un nuovo partito, solo sulla fiducia e sulle tesi che porta avanti, dato che fa già tremare i berlusconiani.
Ma la cosa ancora più significativa è che un altro 38% di italiani (sondaggio Demos) dichiara “potrei votarlo”: se solo 2 su 10 di costoro decidessero in tal senso, Fini volerebbe al 15%.
L’analisi Demos, molto dettagliata, rivela che Fini pescherebbe il 26% degli elettori “certi” e anche di quelli “possibili” nel Pdl e il 20% dei “certi” nella Lega.
Quest’ultimo dato sembra strano, ma non lo è: vi sono elettori di centrodestra che attualmente votano Lega per non votare Berlusconi o il governo, un sistema per evitare di votare la sinistra. Se esistesse l’alternativa Fini, dicono, voterebbero certamente per lui.
Altro dato: il 33% di chi voterebbe certamente Fini sono gli elettori indecisi, mentre alta è la provenienza di sinistra e di centro di chi potrebbe votarlo.
In base a questi elementi si delinea la strategia di Fini che guarda a un partito “diverso”, capace di restituire un’immagine seria a una destra moderna, aperta al confronto e al dialogo, fondata sulla legalità, la giustizia e la socialità.
E un equilibrio tra Nord e Sud. Continua »
argomento: PdL, Bossi, LegaNord, Parlamento, Fini, Berlusconi, radici e valori, destra, elezioni, governo, Politica | 1 Commento »
Aprile 25th, 2010 admin
IL BRACCIO GIURIDICO DI FINI, L’ANTI-GHEDINI CHE RISPETTA I GIUDICI, CHE RICORDA BORSELLINO E DIFENDE I VALORI DELLA DESTRA E’ DIVENUTA “LA NEMICA DA CACCIARE” … SI OPPONE ALLE LEGGI AD PERSONAM, ALLA REINTRODUZIONE DELL’IMMUNITA’, AUSPICA UNA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA PER TUTTI, NON A SECONDA DEGLI INTERESSI: A QUANDO L’INTERDIZIONE?
Avvocato, palermitana, classe 1966, fondatrice con Michelle Hunziker di una onlus per assistere le donne vittime di maltrattamenti, considerata una dei migliori legali del nostro Paese, Giulia Bongiorno è un punto fermo di Fini nella battaglia contro il pensiero debole dominante nel Pdl.
Rappresenta il ritorno della legalità, del senso dello Stato, del rispetto per Borsellino e Saviano, della lotta alla corruzione.
Nella sua veste di presidente della Commissione Giustizia e come consigliera giuridica di Fini, ha avuto scontri feroci con Ghedini, l’avvocato del premier. Essendo una donna di carattere, professionalità e personalità, i falchi berlusconiani la odiano perchè non si fa mettere i piedi in testa da nessuno.
E’ noto che Berlusconi sta studiando il modo per cacciarla dalla presidenza, in quanto metterebbe “i bastoni tra le ruote” in commissione alle sue leggi personali.
Lei ribatte: “il dibattito è centrato su Berlusconi, ma la riforma deve essere per tutti”.
La distanza tra la Bongiorno e Berlusconi è grande: per Giulia la giustizia “deve essere riformata in toto, non a macchia di leopardo, a seconda degli interessi di qualcuno”, la riforma “va cercata sempre con l’opposizione”, sull’immunità parlamentare frena.
Pensa sia utile velocizzare i tempi dei processi, ma senza sacrificare pezzi di giustizia, è d’accordo sulla separazione delle carriere dei magistrati, ma i pm non devono poi rispondere ai politici. Continua »
argomento: PdL, Fini, AN, Bossi, mafia, Parlamento, violenza sulle donne, Berlusconi, destra, radici e valori, criminalità, denuncia, governo, emergenza, Politica | 1 Commento »
Aprile 24th, 2010 admin
IL DOCUMENTO CONTRO FINI HA AVUTO SOLO 60 VOTI A FAVORE E 13 CONTRO, NON 171 A 12…. 171 SONO I COMPONENTI TOTALI DELLA DIREZIONE, MA I PRESENTI ERANO SOLO 73…..BRIGUGLIO: “IL TESTO APPROVATO E’ UNA DERIVA AUTORITARIA, UN VULNUS ALLA DEMOCRAZIA, STABILISCE UN LEGAME ARBITRARIO TRA LEADER E POPOLO”
Non cambierebbe certo l’esito finale della votazione, dato fin dalla vigilia scontato, ma
quanto accaduto al termine della direzione del Pdl a Roma è significativo dell’aria da regime che ormai si è instaurato nel partito.
I giornali e i media in generale hanno scritto, su indicazione dei vertici del Pdl, che il documento anti-finiani finale ha ricevuto 171 voti a favore e 12 contrari, avallando quindi la tesi che gli amici di Fini rappresentino solo il 6% del partito.
Cosa che il premier nelle ore successive ha più volte sottolineato.
In realtà si tratta di cifre taroccate vergognosamente che tendono a manipolare l’informazione, come ha sottolineato Italo Bocchino in una dichiarazione.
Cosa è accaduto esattamente?
Che su un totale di 171 componenti la direzione aventi diritto al voto, al termine di una giornata convulsa, i presenti alla fine fossero solo 73, di cui 13 hanno votato a favore di Fini e 60 contro.
Ma il buon Verdini, chiacchierato coordinatore forzaitaliota, ha “stranamente” considerato solo i voti contrari al documento, glissando sui favorevoli presenti.
A quel punto Fini avrebbe avuto in percentuale non il 6%, ma il 18%. Ripetiamo, conta poco, ma è un fatto rilevante per la malafede insita nel pubblicizzare dati taroccati.
Nel merito del documento è invece entrato il parlamentare finiano Carmelo Briguglio che l’ha definito “un vulnus per la democrazia italiana, una pericolosa deriva populista e autoritaria”. Continua »
argomento: Fini, la casta, PdL, AN, Costume, Berlusconi, emergenza, radici e valori, destra, elezioni, denuncia, Politica | 2 commenti presenti »
Aprile 24th, 2010 admin
I SILENZI DI TROPPI, LA CONVENIENZA DI MOLTI, IL CORAGGIO DI POCHI
Riprendiamo un articolo di Flavia Perina, direttore del “Secolo d’Italia”, che riteniamo di estrema attualità e interesse
I numeri sono chiari, e adesso si può cominciare a parlare di politica.
Nel “mare magnum” delle dichiarazioni degli “ex colonnelli”, l’argomentazione che più colpisce l’abbiamo trovata ieri in un’intervista a Giorgia Meloni (ma il giorno prima era evocata in quella di Ignazio La Russa, e Maurizio Gasparri ne ha fatto da tempo un suo cavallo di battaglia).
È la “questione ideologica”, quella che Giorgia sintetizza dicendo: «Io ho una storia, fatta di An, destra, giovani, conservatorismo etico», una storia «che va difesa», quasi che Gianfranco Fini fosse al di là di quella storia, o addirittura se ne fosse messo al di fuori.
Come ha spiegato, appunto, Gasparri: «Il problema vero è che io sono rimasto sulle posizioni che abbiamo sempre espresso: lui invece è diventato un innovatore, ha cambiato idea su tante cose».
Per poi chiedersi: ma se un capo di partito cambia idea, dirigenti e militanti devono adeguarsi?
Adesso che i posizionamenti politici sono trasparenti, che ci si è schierati pro e contro, questo è il primo argomento su cui essere trasparenti.
Crediamo, ad esempio, che abbia fatto molte più cose “di destra” la finiana Giulia Bongiorno fermando, correggendo o limando provvedimenti come la prescrizione breve (che avrebbe cancellato 600mila processi), piuttosto che tutti gli ex An (noi compresi) messi insieme.
Senza la sua competenza e determinazione avremmo mortificato le forze dell’ordine che su quei 600mila casi hanno indagato, schiaffeggiato le vittime che hanno speso tempo e quattrini per avere giustizia, probabilmente premiato i colpevoli.
Chi si fregia del titolo di difensore dei valori della cosiddetta “vera destra” dovrebbe spiegarci a quale punto della graduatoria mette la legalità.
E a quale il senso dello Stato e dell’interesse nazionale, e un’idea repubblicana che non si basi sulla sopraffazione dei più deboli ma sulla garanzia di un diritto uguale per tutti.
Ecco, se è naturale che a un ex Forza Italia venga in mente, ad esempio, di dichiarare che si deve fare «la riforma istituzionale che ci conviene di più», non è normale che un’idea così sia sostenuta da uno “di destra”. Continua »
argomento: AN, Giustizia, Parlamento, Stampa, PdL, Fini, radici e valori, destra, governo, Berlusconi, Politica | Commenta »
Marzo 4th, 2010 admin
UN SITO NATO DAL NULLA HA RAGGIUNTO MEZZO MILIONE DI ITALIANI, PARLANDO IL LINGUAGGIO DELLA TOLLERANZA, DELLA LEGALITA’, DELLA SOLIDARIETA’, DEI VALORI, DELLA COERENZA… IN UN GIORNO ABBIAMO PIU’ RAPPORTI CON GLI ITALIANI CHE UN SEGRETARIO DI PARTITO IN UN NORMALE COMIZIO: GRAZIE A VOI
Forse è la dimostrazione che anche a Destra qualcosa può cambiare o forse sta già cambiando, nella coscienza e nella mentalità dell’elettore.
Meno sicuramente nei vertici dei partiti, presi da beghe interne, arrivismo, ambizioni, corruzione delle anime, prima ancora che delle persone.
Abbiamo traguardato i 500.000 contatti, marciamo giornalmente su livelli superiori alle presenze degli elettori a un normale comizio dei massimi esponenti di un partito, riusciamo a parlare e confrontarci serenamente con tutti.
Non amiamo divise e reggimenti, chiamate alle armi e trombettieri: esponiamo fatti, dati, cifre per dimostrare le nostre tesi, argomentiamo le nostre opinioni.
Abbiamo anticipato notizie e accadimenti, non fermandoci alle apparenze e agli spottoni.
Se siamo critici verso il governo è perchè riteniamo un dovere, per un uomo e una donna di destra militante, vigilare sull’applicazione delle idee che si amano.
A destra non si sta per convenienza o per evitare processi, non si sta coi poteri forti, ma con i più deboli, con coloro che non hanno voce, con i milioni di italiani a basso reddito che hanno visto nella destra una speranza di vita, di cambiamento, un progetto di società, un modello di sviluppo che tuteli l’ambiente, la legalità, la giustizia.
E se un governo latita, non è solo un diritto, ma è un preciso dovere esprimere dissenso.
Abbiamo fatto spesso una opposizione sui contenuti che neanche la sinistra è stata capace di fare, perennemente presa dalle divisioni interne.
Un Paese si regge anche sul controllo dell’opposizione e attualmente non c’è nè chi governa nè chi si oppone: solo una palude di conformismo, dove emergono solo le verità o le obiezioni precostituite.
Ben vengano gruppi critici e osservatori imparziali sia a destra che a sinistra, il Paese ha bisogno di questo. Continua »
argomento: governo, destra, destradipopolo, radici e valori, Politica | 7 commenti presenti »