Aprile 25th, 2010 admin
IL BRACCIO GIURIDICO DI FINI, L’ANTI-GHEDINI CHE RISPETTA I GIUDICI, CHE RICORDA BORSELLINO E DIFENDE I VALORI DELLA DESTRA E’ DIVENUTA “LA NEMICA DA CACCIARE” … SI OPPONE ALLE LEGGI AD PERSONAM, ALLA REINTRODUZIONE DELL’IMMUNITA’, AUSPICA UNA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA PER TUTTI, NON A SECONDA DEGLI INTERESSI: A QUANDO L’INTERDIZIONE?
Avvocato, palermitana, classe 1966, fondatrice con Michelle Hunziker di una onlus per assistere le donne vittime di maltrattamenti, considerata una dei migliori legali del nostro Paese, Giulia Bongiorno è un punto fermo di Fini nella battaglia contro il pensiero debole dominante nel Pdl.
Rappresenta il ritorno della legalità, del senso dello Stato, del rispetto per Borsellino e Saviano, della lotta alla corruzione.
Nella sua veste di presidente della Commissione Giustizia e come consigliera giuridica di Fini, ha avuto scontri feroci con Ghedini, l’avvocato del premier. Essendo una donna di carattere, professionalità e personalità, i falchi berlusconiani la odiano perchè non si fa mettere i piedi in testa da nessuno.
E’ noto che Berlusconi sta studiando il modo per cacciarla dalla presidenza, in quanto metterebbe “i bastoni tra le ruote” in commissione alle sue leggi personali.
Lei ribatte: “il dibattito è centrato su Berlusconi, ma la riforma deve essere per tutti”.
La distanza tra la Bongiorno e Berlusconi è grande: per Giulia la giustizia “deve essere riformata in toto, non a macchia di leopardo, a seconda degli interessi di qualcuno”, la riforma “va cercata sempre con l’opposizione”, sull’immunità parlamentare frena.
Pensa sia utile velocizzare i tempi dei processi, ma senza sacrificare pezzi di giustizia, è d’accordo sulla separazione delle carriere dei magistrati, ma i pm non devono poi rispondere ai politici. Continua »
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Marzo 2nd, 2010 admin
SCONFITTA LA LINEA DEL “CODICE ETICO” PROMOSSA DA BOCCHINO E DALLA CARFAGNA: ENTRA QUALCHE AMICO DI COSENTINO… DENTRO GAMBINO, CONDANNATO PER PECULATO E ZARA, PER CORRUZIONE… NELLE LISTE DI SOSTEGNO A CALDORO SPICCA CONTE, ACCUSATO DI CAMORRA
Addio codice etico e candidati con la fedina penale immacolata, tra le file del centrodestra: nell’ultima notte in cui si decidevano le liste, Nicola Cosentino, coordinatore regionale campano del Pdl, è riuscito a imporre le sue scelte, vincendo il braccio di ferro con Italo Bocchino e Mara Carfagna.
Il ministro e il capogruppo alla Camera da tempo si erano battuti per la limpidezza dei candidati, ma non sono riusciti a evitare qualche sconfitta.
E’ in lista Alberico Gambino, sindaco più votato d’Italia (a Pagani, in provincia di Salerno), sospeso dal prefetto lo scorso anno per una condanna a un anno e mezzo per peculato, fortemente appoggiato anche dal presidente della Commissione Difesa di Montecitorio, nonchè presidente della provincia di Salerno, Edmondo Cirielli.
Proprio venerdi era atteso il verdetto dei giudici d’Appello: se fosse stato assolto non ci sarebbero stati problemi, così erano gli accordi.
Il verdetto dei giudici ha però confermato la condanna di primo grado e dunque sarebbe stato fuorigioco.
A questo punto qualcuno ha sbarrato la strada al consigliere regionale uscente Pietro Diodato, voluto dalla Carfagna, nonostante la sede regionale del partito fosse stata occupata dai suoi sostenitori per tutto il giorno. Continua »
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Dicembre 6th, 2009 admin
UNA STRANA COINCIDENZA SE SI CONSIDERANO ANCHE LE DICHIARAZIONI IL GIORNO PRIMA DI SPATUZZA…GLI ARRESTI HANNO PERMESSO DI DECLASSARE IN TV LE ALTRE NOTIZIE…. I MAFIOSI ARRESTATI PER MERITO DELLE FORZE DELL’ORDINE, NONOSTANTE MARONI
Siamo troppi smaliziati e ne abbiamo viste troppe nel corso degli anni per non rimanere perplessi su una strana coincidenza: venerdì depone il pentito Spatuzza e rilascia dichiarazioni, peraltro tutte da dimostrare, contro il premier e Dell’Utri, ieri era in programma una grande manifestazione contro il governo promossa dal popolo di internet e non si può negare, al di là della guerra delle cifre sui partecipanti, che non sia stato un successo.
Con una connotazione nuova su cui vale pena riflettere: è stata una manifestazione spontanea, nata su imput non di partiti ma di singoli, e che, a differenza dei “girotondi”, non ha visto la partecipazione della “sinistra dei salotti”, ma di tanti giovani (e meno giovani) con una connotazione certamente più popolare del passato.
Contestualmente, nelle stesse ore, accadono due fatti rilevanti: l’arresto di due ricercati per mafia, Gianni Nicchi a Palermo e Gaetano Fidanzati a Milano, entrambi nell’elenco dei trenta ricercati più pericolosi d’Italia.
Il primo sarebbe stato localizzato “il giorno prima” in un appartamento di conoscenti, il secondo fermato mentre faceva shopping sotto la Madunina (e si presume quindi seguito da tempo). Continua »
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Ottobre 11th, 2009 admin
LE IPOCRITE MANOVRE DI CHI, INVECE CHE SCIOGLIERE UN COMUNE INQUINATO DA INFILTRAZIONI MAFIOSE, PREFERISCE ATTENDERE PER UN ANNO LE DIMISSIONI DEI CONSIGLIERI….ORA COSI’ POSSONO RIPRESENTARSI…I PADRINI DELL’OPERAZIONE
Sulla vicenda delle collusioni mafiosi al Comune di Fondi, pubblichiamo un contributo degli amici de lavocelibera.it che, operando nella provincia di Latina, hanno seguito l’iter dello scandalo.
Anche se era tutto prevedibile, la non-decisione del Consiglio dei Ministri, relativa allo scioglimento per mafia del comune di Fondi, resta comunque scandalosa e destabilizzante per la credibilità delle Istituzioni.
Smentendo le articolate motivazioni del Prefetto Bruno Frattasi, accolte solo in teoria dal ministro degli Interni Roberto Maroni, l’organo presieduto dal primo ministro Silvio Berlusconi ha escogitato una soluzione pilatesca.
Dopo avere spinto il sindaco di Fondi, Luigi Parisella, alle dimissioni, insieme ai consiglieri comunali che lo appoggiavano (su suggerimento del senatore PDL, Claudio Fazzone), si è scelto di far ritenere “inutile” lo scioglimento dell’ente comunale per infiltrazioni malavitose.
Appare quanto mai evidente come tutta la situazione rappresenti una forzatura.
Se Parisella avesse rassegnato le dimissioni insieme ai suoi nel pieno dello scandalo, perché travolto da eventi più grandi di lui, avrebbe avuto un minimo di credibilità.
Il tutto invece è avvenuto dopo mesi di tira e molla, di teatrini, dopo continui rinvii della discussione da parte dello stesso Consiglio dei Ministri.
Appare evidente, ora, come la manovra sia stata studiata a tavolino. In tal modo l’ex sindaco fondano, i componenti della sua maggioranza, assessori compresi, sono ricandidabili.
Un puntuale rompete le righe, ordinato subito dopo le richieste del Prefetto, avrebbe non solo impedito questo, ma anche la candidatura di Parisella alle elezioni provinciali, che, sponsorizzata da Fazzone, c’è stata ed ha visto il candidato arrivare al seggio di Via Costa. Continua »
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Ottobre 10th, 2009 admin
COLLUSIONI CON LA MAFIA: DA OLTRE UN ANNO UNA RELAZIONE DEL PREFETTO CHIEDEVA LO SCIOGLIMENTO DEL COMUNE DI FONDI… ALLA FINE VIENE SOLO COMMISSARIATO, COSI’ TUTTI POTRANNO RIPRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI… CHIESTE LE DIMISSIONI DI MARONI
E’ trascorso un anno e un mese dalla richiesta di scioglimento da parte del prefetto di
Latina per infiltrazioni mafiose (mai accolto dal Consiglio dei Ministri): alla fine la maggioranza di centrodestra, allargata all’Udc, di Fondi, comune del sud Pontino, ha rassegnato le dimissioni. Poiché il governo non lo aveva mai sciolto, ora sarà nominato un commissario che indirà nuove elezioni per il prossimo marzo.
Il paradosso è che tutta la giunta potrà nuovamente presentarsi e farsi teoricamente rieleggere, tanto è vero che l’Italia dei Valori ha colto l’occasione, fornitagli su un piatto d’argento dal centrodestra, per accusare la maggioranza di collusione con la mafia e di chiedere le dimissioni del ministro degli Interni Maroni.
La richiesta di sciogliere il comune in provincia di Latina era sul tavolo di Maroni da un anno: oltre 500 pagine redatte da un’apposita commissione composta dalla Prefettura di Latina e da rappresentanti delle forze dell’ordine che avevano documentato la contiguità con la ndrangheta calabrese, assunzioni sospette, speculazioni edilizie, voto di scambio, riciclaggio di denaro mafioso in cantieri e negozi. Corredate dalla testimonianza di un assessore che aveva vuotato il sacco.
Di fronte a questo materiale documentale però il governo ha sempre esitato a prendere i provvedimenti del caso perché, disse lo scorso agosto lo stesso Berlusconi, “alcuni ministri erano contrari” ( Meloni, Brunetta e Sacconi), e nessun politico era destinatario di un avviso di garanzia. Da qui le feroci critiche da parte delle opposizioni secondo le quali “quando si tratta di passare dalle parole ai fatti, il governo si tira indietro” . Continua »
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Settembre 12th, 2009 admin
A NIGUARDA, PERIFERIA DI MILANO, OCCUPARE UNA CASA POPOLARE COSTA DAI 1.500 AI 3.000 EURO DA PAGARE A UNA FAMIGLIA MAFIOSA CHE GESTISCE IL BUSINESS… SONO 70 GLI APPARTAMENTI GESTITI DA 15 ANNI DA TRE CLAN… I CITTADINI SONO ANNI CHE SEGNALANO LA COSA AL COMUNE, ALLA CIRCOSCRIZIONE, ALL’AZIENDA, ALLE FORZE DELL’ORDINE, MA NESSUNO HA FATTO MAI NULLA
Certe cose succedono, secondo certa stampa, solo nel profondo Sud, ma basta guardarsi
intorno e anche nel progredito e ricco nord non è che le cose vadano poi così meglio.
Parliamo di alloggi popolari: a Niguarda, all’estrema periferia settentrionale di Milano, occupare una casa popolare costa dai 1.500 ai 3.000 euro.
Basta contattare Giovanna Pesco, una pregiudicata di 57 anni, soprannominata “Gabetti”, e versare la somma richiesta dal clan siciliano; nel giro di pochi giorni il racket provvede ad individuare l’alloggio nei palazzi gestiti dalla Romeo.
La malavita, in questa zona, controlla circa 70 appartamenti, assegnati a italiani o immigrati clandestini in cambio di denaro.
A rivelare la vicenda è stata l’associazione “Sos racket ed usura”: prima ha agganciato la “Gabetti” attraverso un suo volontario che si è finto in cerca di un alloggio, quindi ha filmato il colloquio con la richiesta di denaro.
Secondo l’associazione il racket va avanti da ben 15 anni: occupano le case in piena notte, sfondano le porte degli alloggi liberi e intimidiscono le persone perbene.
Il business è coordinato da tre famiglie mafiose, già distributori di droga nel quartiere.
Ora il video è arrivato in Procura, ma l’associazione denuncia che già da tempo le istituzioni sapevano e nulla hanno fatto per por fine all’illegalità.
“Nessuno ha mai mosso un dito contro il racket - attacca il leader di Sos Racket - abbiamo una copia di tutte le lettere inviate dai cittadini al consiglio di zona, agli amministratori di condominio, alla giunta, ai consiglieri di maggioranza e di opposizione. Perché nessuno è mai intervenuto?”
La Romeo che gestisce gli stabili dal 2003 si difende: “Prima del nostro arrivo, le famiglie siciliane già occupavano senza titolo alcuni alloggi, abbiamo segnalato tutte le irregolarità, ma il nostro raggio di azione è limitato. Davanti a centinaia di occupazioni, possiamo programmare solo 3 sgomberi al mese”. Continua »
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Agosto 20th, 2010 admin
LA IRONICA LETTERA DI FABIO AL PREMIER: ECCO LA MIA PIATTAFORMA PER ESSERE RECUPERATO
Caro Presidente Berlusconi,
ho letto della sua volontà di recupero, sotto la sua ala magnanima e protettrice, dei
‘finiani moderati’… a parte che lei (ed è la sua parte, mi creda, che maggiormente apprezzo) non è mai stato moderato in niente e riconoscendo in questo qualcosa che ci accomuna profondamente, so per certo che i moderati non le stanno simpatici neanche un po’.
E allora, mi ascolti, recuperi i falchi. Mi recuperi!!!
In fondo basta poco: inizi convincendosi che Dell’Utri (con annessi eroi) Cosentino e famiglia, Verdini e commensali non le sono esattamente di grande utilità lungo il difficile percorso di costruzione di una grande forza europea e modernizzatrice.
Mi ascolti.
Li faccia dimettere e li reimpieghi in altre delle sue molteplici attività: hanno capacità e relazioni, seppur pericolosissime, utili a quasivoglia impresa, tranne alla più nobile, quella politica.
Poi ci proponga una riforma della giustizia che velocizzi i processi, senza farli andare in prescrizione, dando giustizia sia alle vittime che agli innocenti e dia risorse ingenti e nuove professionalità e strumenti alle Procure e alle forze dell’ordine, magari smettendo di insultare le prime e trovando i soldi per gli straordinari alle seconde.
Metta definitivamente da parte scudi, lodi e leggi ad personam: vada, invece, alla fine del suo mandato, a difendere davanti ai giudici il suo onore e la sua sacrosanta volontà di rivendicazione della sua trasparenza.
Il 19 luglio, poi, lasci stare il Premio Aznavour e venga con noi in Via D’Amelio a ribadire all’Italia chi sono gli eroi, senza se e senza ma!
Inoltre applichi alla politica del suo Governo il suo indiscutibile amore per la bellezza italiana, espellendo, senza bisogno di probiviri, chiunque proponga condoni e sanatorie, avviando la più grande azione di ripristino della bellezza e del paesaggio di tutti i tempi, bloccando cemento, pale eoliche e speculazioni edilizie, con buona pace di cricche e mafie.
Non le chiedo, pur non essendo moderato, di sostituire i triumviri con Bocchino, Briguglio e Granata poiché con questa operazione perderebbe molte colombe finiane e non sarebbe un buon consiglio, ma almeno sostituisca gli attuali attraverso un sorteggio tra tutti i parlamentari del Pdl: se esclude gli ex An (che, oggettivamente, potrebbero aggravare la situazione) non potrà che rilanciare il partito, chiunque venga sorteggiato. Continua »
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Agosto 6th, 2010 admin
IL SINDACO DI BORDIGHERA, GIOVANNI BOSIO, ACCUSA GIULIO VIALE, EX ASSESSORE DELLA CITTA’ E PADRE DI SONIA, NOMINATA DA POCO SOTTOSEGRETARIO ALL’ECONOMIA, DI AVER CHIESTO PER LA FIGLIA I VOTI CHE ORA DEFINISCE “MAFIOSI”… IMBARAZZO NELLE FILE DEL CARROCCIO
La Riviera dei fiori è sempre nell’occhio del ciclone politico-giudiziario per via delle
infiltrazioni dell ‘ngrangheta nella vita amministrativa della città, da Sanremo a Bordighera.
In quest’ultima località il sindaco Bosio, in una intervista al quotidiano indipendente ligure “Secolo XIX”, oggi replica a una precedente intervista in cui l’ex assessore leghista Giulio Viale aveva detto di essersi reso conto che “almeno quattro in giunta avevano rapporti di collaborazione elettorale con la famiglia Pellegrino”.
Mentre gli arresti connessi all’indagine in corso sono arrivati a otto, il sindaco Giovanni Bosio oggi lancia un preciso atto di accusa al padre di Sonia Viale, sottosegretario all’Economia per la Lega.
“Viale? Un ipocrita, che quando è venuto il momento di sponsorizzare sua figlia, candidata alle Europee, ha chiesto i voti che ora definisce mafiosi a tutti gli assessori e i consiglieri del Pdl”.
Giulio Viale in precedenza aveva accusato Bosio e alcuni assessori di essersi dedicati a “una caccia esasperata di preferenze, accettando pacchetti di 50 voti alla volta da persone poi finite sotto custodia cautelare”.
Il riferimento è a quello che la Procura di Sanremo chiama il clan Pellegrino, facente capo agli omonimi fratelli imprenditori del movimento terra.
Tre di loro sono finiti in carcere a giugno, insieme ad altre cinque persone. Bosio nell’intervista attacca Viale definendolo “un opportunista ipocrita, più interessato al suo tornaconto personale che al bene della città“.
E poi l’attacco preciso sulla figlia sottosegretario leghista: “le divergenze con Viale sono iniziate proprio in occasione della candidatura della figlia alle elezioni europee. In quella circostanza, i voti del Pdl che ora definisce mafiosi gli andavano più che bene, dal momento che li ha richiesti a tutti i consiglieri ed assessori dai quali ora si sente in dovere di prendere le distanze”. Continua »
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Agosto 4th, 2010 admin
IL FINIANO GRANATA DENUNCIA: CODICE ETICO VIOLATO, I PARTITI HANNO CANDIDATO POLITICI CON PENDENZE GIUDIZIARIE…PER I GIUDICI DI PALERMO SPATUZZA E’ UN PENTITO ATTENDIBILE E IL SUO AIUTO E’ STATO FONDAMENTALE PER LA CONDANNA DEI SEQUESTRATORI DEL PICCOLO DI MATTEO
“I partiti alle ultime elezioni amministrative hanno candidato in alcuni casi politici con
pendenze giudiziarie, contravvenendo al codice etico da loro sottoscritto che li obbligava a presentare in lista solo persone incensurate. I primi casi scoperti sono una decina, sia tra le candidature che tra gli eletti ci sono state infiltrazioni e zone d’ombra. Nonostante la carente collaborazione delle prefetture, stiamo ricomponendo il quadro e riferiremo alla Camera”.
La denuncia è del vicepresidente della Commissione Antimafia, il finiano Fabio Granata.
“Alcuni partiti e alcuni candidati alla presidenza delle Regioni non hanno vigilato come era richiesto e doveroso”, ha aggiunto.
Parole pesanti che non hanno sorpreso però il Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso: “Sono problemi politici e giustamente se ne occupa la politica, mi limito a ricordare che già nel 1991 un fatto del genere era stato accertato dalla Commissione di cui allora ero consulente”.
Di fronte a fatti circostanziati chissà come mai il vicepresidente dei senatori del Pdl, Francesco Casoli, non ha trovato di meglio che prendersela con Granata: “Parla a vanvera, cambia casacca, ma non atteggiamento”, come se il problema fosse che Granata è finiano e non che i mafiosi appoggiano e infiltrano candidati.
Come se i nomi non fossero già stati fatti all’interno della Commissione, come se non fossero stati chiesti accertamenti su 3 candidati della Campania, 6 in Calabria, 3 in Puglia, 1 in Liguria e 2 in Lombardia, senza peraltro mai avviarli seriamente.
Come al solito il problema è Granata che denuncia le cose, non chi le sotterra e non ne vuole sentire parlare.
E quando anche è costretto a sentirle giudica non in base ai fatti, ma al grado di parentela politica.
Contestualmente si ritorna sul caso Spatuzza, escluso, in quanto reo di aver detto la verità a rate, dal programma di protezione dei pentiti.
Dal Pdl è sempre stato bollato come “inattendibile”, a causa delle sue affermazioni circa i presunti legami tra mafia, Dell’Utri e il premier.
Ora però per il Gup di Palermo Troja, Spatuzza è stato fondamentale per condannare i sequestratori del piccolo Di Matteo.
Il giudizio positivo sulle dichiarazioni del pentito arriva da un giudice di Palermo, che ha valutato e ritenuto determinante il suo contributo alle indagini: bocciato dalla commissione ministeriale sui programmi di protezione, Spatuzza viene “promosso” (ed è la prima volta che succede) dal Gup Daniela Troja, che, col rito abbreviato, il 30 marzo scorso, condannò Cosimo Lo Nigro, Benedetto Capizzi e Cristofaro Cannella. Continua »
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