Agosto 21st, 2008 admin
IN ARRIVO UNA STANGATA DA 600 EURO ANNUI… OCCORRONO MISURE SERIE PER CALMIERARE I PREZZI DI CERTI GENERI DI PRIMA NECESSITA’, ALTRIMENTI TANTE FAMIGLIE SARANNO IN DIFFICOLTA’
Le previsioni sono chiare: appena il tempo di svuotare le valigie di ritorno dalle ferie e per gli Italiani si prospetta un autunno di forti aumenti di molti generi di prima necessità, calcolati dalle associazioni dei consumatori, sulla base delle spese fisse e annue, intorno a circa 600 euro a famiglia.
Questo dopo l’aumento record dell’inflazione registrato a luglio, ovvero un + 4,1% ( mai così alto dal 1996), con un 6,1% per i beni di prima necessità. La mappa dei rincari, secondo le stime previste dagli istituti di ricerca, prevede una maggiore spesa di 180 euro per il riscaldamento, di 120 euro sul carrello della spesa al supermercato, di 90 euro delle bollette della luce e del gas (aggiornamento previsto ad ottobre), come conseguenza del caro petrolio.
Specificatamente il gas costerà 70 euro in più, la luce altri 20 euro. Circa 62 euro se ne andranno per coprire le spese scolastiche dei figli, tra libri, cartelle, astucci, penne e quaderni. Continua »
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Agosto 7th, 2008 admin
LA TUTELA DEI CONSUMATORI GESTITA DA ASSOCIAZIONI LEGATE A PARTITI E SINDACATI… FINANZIAMENTI A PIOGGIA DAL 2003 …PRENDONO SOLDI DALLO STATO E DOVREBBERO CONTROLLARE POSTE, ACQUA, FERROVIE, GESTIONE RIFIUTI E ALTRI ORGANI DELLO STATO…PERSINO IL NUMERO VERDE E’ A PAGAMENTO ( 1,80 EURO AL MINUTO)
Esiste un’altra Casta nel nostro Paese, non bastavano quelle già esistenti, dalla politica alla
magistratura, dai giornalisti agli affari: ora abbiamo anche quella delle associazioni a tutela del consumatore, sì proprio quelle agguerrite, specializzate, pronte a fare causa contro tutti e tutte per difendere il cittadino che si barcamena tra beni e servizi. Associazioni che non guardano in faccia nessuno, tranne che lo Stato, perché da Roma esse sono massicciamente finanziate. Ecco i dati: dal 2003 ad oggi sono stati 47,7 milioni di euro i contributi erogati dallo Stato alle associazioni dei consumatori, alle quali va circa il 50% del ricavato delle multe dell’Antitrust. Le società sbagliano, l’Authority le punisce e quei soldi vanno in parte alle Associazioni, ovvero a quelle sigle che dal 1998 fanno parte del Cncu (Consiglio nazionale dei consumatori e utenti, che ha sede presso il Ministero dello Sviluppo Economico). Continua »
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Agosto 6th, 2008 admin
AL GRIDO DI “ BAMBOLE NON C’E’ UNA LIRA”, TREMONTI CONGEDA IL PARLAMENTO … TRE MESI DI POCHE LEGGI POSITIVE, MOLTI ERRORI E TROPPI SILENZI… IL CENTRODESTRA HA BISOGNO DI UNA BELLA RINFRESCATA… FATTI NON PAROLE
Varata la maxi manovra triennale da 36 miliardi di euro, approvata dal Parlamento con il voto di fiducia, deputati, senatori, ministri, sottosegretari, faccendieri, vivandiere, porta borsette e scorte varie hanno rifatto le valigie in tutta fretta e sono rientrati alla base, pronti a involarsi verso l’agognata meta delle vacanze… se ne riparlerà a settembre. Debiti formativi da recuperare, promesse non mantenute, provvedimenti rinviati, leggi incostituzionali, agitazioni sindacali, siamo a ferragosto e non è tempo di bilanci, meglio pensare ad altro.
Se leggi la stampa vicino alla Sinistra siamo di fronte a un disastro completo, in questi primi tre mesi di Governo Berlusconi, se leggi quella vicino al Centrodestra l’Italia è prossima al Rinascimento. Posizioni estreme, entrambe non veritiere, ma dato che pensiamo di interpretare l’elettore di centrodestra di buonsenso ( e se ci seguono in centinaia ogni giorno sul ns. sito anche in pieno periodo estivo, qualcosa vorrà pur dire…), non ci uniamo ai “servi di corte” che, se vedono il Principe accoltellare un domestico in un momento d’ira, sono disposti a giurare che è stato il maggiordomo a volersi dirigere volontariamente sulla lama affilata. Continua »
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Giugno 6th, 2008 admin
DUE MILIARDI DI EURO AI PARTITI IN 5 ANNI …I PIU’ CARI D’EUROPA…NEL 1993 IL 90,3% DEGLI ITALIANI CON UN REFERENDUM AVEVA ABOLITO IL FINANZIAMENTO PUBBLICO AI PARTITI …FONDI STATALI PER TUTTI…UNA VERGOGNA TUTTA ITALIANA
Paolo Baroni, in un recente articolo su “la Stampa” ha definito i partiti italiani i più
cari d’Europa: come dargli torto?. Ogni anno assorbono centinaia di milioni di fondi pubblici, più delle presidenziali americane. In Francia i partiti costano 80 milioni, la punta massima in Germania con 130 milioni, per non parlare dell’Inghilterra dove il finanziamento pubblico, tranne alcuni servizi a disposizione nel corso delle campagne elettorali, è limitato ad alcuni contributi modesti concessi solo ai partiti di opposizione.
In Italia, l’ultimo rimborso per le politiche è stato di 408 milioni di euro…. In Francia poi chi non raggiunge il 5% dei consensi, si vede rimborsare meno della metà di quello che ha effettivamente speso, in Italia rimborsiamo cinque volte quello viene documentato come spesa reale.
Nel 1993, ricorderete che, a seguito di un referendum, il 90,3% degli Italiani si era espresso per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Rammentiamo le parole di Giuliano Amato allora premier: ” L’abolizione del finanziamento statale esprime il ripudio del partito parificato agli organi pubblici e collocato tra essi”. Continua »
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Giugno 1st, 2008 admin
SALARI CRESCIUTI DEL 2,8%, MA L’INFLAZIONE DEI BENI AD ALTA FREQUENZA DI ACQUISTO SCATTA AL 5,1%… SENZA CONTRATTO ANCORA 7 MILIONI DI LAVORATORI
I salari non corrono quanti i prezzi. Ufficialmente è uno stacco di mezzo punto in percentuale a lasciare dietro le retribuzioni, per le quali l’incremento del 2,8% su base tendenziale, registrato ad aprile, non è bastato ad eguagliare la performance messa a segno dall’inflazione, che lo scorso mese ha raggiunto il 3,6% . In realtà l’inflazione vera, ossia quella sui beni ad alta frequenza di acquisto, in altre parole sulla spesa di tutti i giorni, sempre per l’Istat è salita al 5,1% ad aprile, rispetto allo stesso mese del 2007. Sono dati che non confortano certamente i consumatori e che confermano una vera e propria emergenza salariale in atto. Interventi in difesa di redditi e potere di acquisto non sono, a detta di molti, più rinviabili.
A influire sull’andamento delle retribuzioni sono certamente anche le tensioni contrattuali. La quota di dipendenti in attesa di rinnovo è nettamente più alta degli occupati con un contratto nazionale in vigore: si tratta del 57,8% contro il 42,2%. Continua »
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Aprile 13th, 2008 admin
MENTRE LE FAMIGLIE RICORRONO AI PRESTITI .. .. ARRIVATI A 16.000 EURO A NUCLEO FAMILIARE ( + 91%)
L’Italia è il Paese dove uno degli ultimi amministratori di Alitalia, Giancarlo Cimoli, percepiva uno stipendio da 2,7 milioni di euro l’anno, per tentare di rilanciare l’Alitalia. Il tentativo non si può dire che sia andato troppo bene, eppure gli hanno dato una buonuscita di 5 milioni di euro per ringraziamento…
L’Italia è il Paese in vi sono 50 manager che prendono più di 2 milione di euro l’anno e altri 150 che ne prendono più di un milione. Con la semplice osservazione che negli Stati Uniti gli emolumenti sono legati ai risultati, da noi a prescindere dagli stessi. Negli States, se non fai risultati vai a casa, in Italia manager lasciano passivi devastanti ( vedi Alitalia e Ferrovie) e vengono riempiti di denaro all’atto del congedo. Banche, assicurazioni, società finanziarie, capitali spesso pubblici, con manager da un milione di euro e con risultati dubbi, se non negativi, che si riciclano da una società ad un altra.
Nel frattempo leggiamo ( studio Cgia di Mestre) che dall’entrata in vigore dell’euro ad oggi, l’indebitamento medio di una famiglia italiana è aumentato del 91% , fino ad arrivare alla impressionante cifra di 15.578 euro a nucleo. Solo nell’ultimo anno le “sofferenze” sono cresciute del 9,2 %.
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Luglio 9th, 2010 admin
IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE DAL 5,8% DEL 2007 E’ SALITO ALL’8,7%… LA BUSTA PAGA MEDIA IN ITALIA E’ DI 31.462 EURO, CONTRO LA MEDIA UE DI 37.172 EURO…80 MILIONI DI EUROPEI IN DIFFICOLTA’
Partito dal 5,8% a fine 2007, il tasso di disoccupazione nell’area Ocse è cresciuto fino al
punto massimo del dopoguerra, l’8,7%, nel primo trimestre 2010, che corrisponde a 17 milioni di persone disoccupate in più.
Lo denuncia l’Employm ent outlook 2010 dell’Ocse, presentato a Parigi, che sottolinea come questo calo del tasso di occupati sia stato di intensità differente nei vari Paesi membri.
Nel documento si ribadisce anche come i salari italiani siano agli ultimi posti tra quelli dei paesi avanzati.
Nel 2008 si attestano in media a 31.462 euro (-0,1% rispetto al 2007), contro i 37.172 euro dei paesi Ocse (+0,1%) e i 37.677 dei paesi Ue (+0,5%).
Dietro di noi solo Polonia (11.786 euro), Ungheria (12.462), Repubblica Ceca (13.613), Corea (20.838), Grecia (25.177) e Spagna (28.821).
Nettamente meglio Stati Uniti (40.243 euro), Francia (39.241) e Germania(37.203)
“I paesi Ocse devono creare 17 milioni di nuovi posti di lavoro per tornare ai livelli precedenti la crisi, ha detto il segretario generale dell’organizzazione Angel Gurrìa.
“Rudirre insieme la disoccupazione e i deficit pubblici è una sfida molto difficile, ma antrambe le cose sono necessarie. Nonostante i segni di ripresa nella maggior parte dei paesi, rimane il rischio che milioni di persone perdano contatto con il mondo del lavoro. L’alta disoccupazione non può essere accettata come una nuova normalità e bisogna adottare una strategia politica di integrazione”.
Il “job gap”, ha proseguito Gurrìa, varia a seconda dei paesi. Gli Stati Uniti hanno bisogno di creare 10 milioni di nuovi posti, nella piccola Irlanda ne bastano 318.000, ma è un aumento del 20%; in Spagna mancano due milioni e mezzo di posti per tornare ai livelli pre-crisi di fine 2007.
Nel complesso dell’area Ocse i disoccupati sono oggi 47 milioni. Ma aggiungendo le persone che hanno smesso di cercare lavoro o sono a part-time e vorrebbero un impiego a tempo pieno, cioè i sotto-occupati, si arriva alla stratosferica cifra di 80 milioni. Continua »
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Giugno 16th, 2010 admin
SUI REDDITI ALTI AUMENTA IL PRELIEVO IN FRANCIA, REGNO UNITO E GERMANIA…GLI STESSI PAESI TASSANO BANCHE, SOCIETA’ ENERGETICHE E RENDITE FINANZIARIE…. IN ITALIA SACRIFICI SOLO PER GLI STATALI E TAGLI AI SERVIZI LOCALI
L’austerity un Eurolandia non è fatta solo di tagli alla spesa pubblica e sacrifici per gli statali.
La nuova tendenza continentale, a differenza della manovra di Tremonti, per recuperare risorse e dare un senso di equità agli aggiustamenti di bilancio, è quella di ritoccare in vario modo le aliquote per i redditi alti e di elevare il prelievo su rendite finanziarie, stock option e superstipendi.
Questa tendenza è trasversale ai governi di destra e di sinistra, a parte il nostro, dove chi è ricco non viene minimamente sfiorato da questa manovra, mentre i dipendenti pubblici per 4 anni si vedranno congelata la retribuzione e gli enti locali ridotti i trasferimenti per i servizi anche del 30%.
La Merkel in Germania, ad es., non ha escluso un imminente aumento dell’aliquota Irpef più alta, oggi ferma al 42%.
In Francia è previsto un prelievo straordinario sui redditi oltre gli 11.000 euro mensili, in Portogallo è stata fissata una nuova aliquota del 45% per i redditi sopra i 150 euro, in Gran Bretagna del 50% sui redditi oltre le 150.000 sterline e anche in Spagna è stato annunciato un aumento fiscale.
Solo in Italia l’aliquota sopra i 75.000 euro resta inchiodata aal 43%.
Per quanto riguarda la tassa sui redditi da capitale, mentre il nostro Paese non ha adottato nessuna nuova misura, in Spagna l’aliquota è aumentata dal 18% al 19-21%, in Portogallo hanno messo una tassa del 20% sulle plusvalenze azionarie, in Francia una ritenuta alla fonte del 50% nei paradisi fiscali, nel Regno Unito un prelievo sui capital gain.
Vediamo le banche: in Italia nessun intervento, in Portogallo una tassa del 2,5% sugli utili degli istituti di credito, in Francia e Gran Bretagna è prevista una nuova tassa nel 2011, in Germania hanno messo un prelievo sulle società energetiche. Continua »
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Giugno 1st, 2010 admin
STUDIO CONFARTIGIANATO: TRASPORTO AEREO AUMENTO DEL 13,4% (EUROPA -0,2%), FERROVIE +11,3% (EUROPA +3,7%), POSTE +11,2% (EUROPA +2,8%)…. ASSICURAZIONI + 7,1% ( +3,6%), ACQUA POTABILE + 8% (+3,3%), RACCOLTA RIFIUTI +6% (+3,1%)
Trasporto aereo, ferroviario, servizi postali e assicurativi, acqua potabile e raccolta rifiuti: chi è nato o vive in Italia per questi servizi sborsa mediamente di più rispetto ai coinquilini della zona euro.
Da noi latita la concorrenza e i prezzi salgono.
E’ quanto emerge da uno studio di Confartigianato: a fronte di un tasso di inflazione sostanzialmente analogo (+1,6% per l’Italia, contro l’1,5% per l’area euro ad aprile 2010), il dossier registra una sensibile crescita dei prezzi di diversi servizi, con differenze notevoli rispetto all’area euro.
Per tutti valga il settore trasporti: quello aereo in Italia vede i prezzi aumentati del 13,4%, mentre nell’Eurozona sono diminuiti dello 0,2%.
Il trasporto ferroviario è cresciuto dell’11,1% contro un 3,7% europeo.
E non parliamo del servizio.
Spostandoci alle poste, qua la concorrenza proprio non esiste e pesa sul prezzo: +11,2% in Italia, contro una media europea del 2,8%, idem per le assicurazioni (+7,1% contro il +3,6%).
Vediamo gli altri servizi di pubblica utilità: per l’acqua potabile un +8% contro il +3,3%, per la raccolta dei rifiuti solidi urbani un +6% rispetto al dato europeo del +3,1%.
Per assurdo l’unico settore dove il nostro Paese registra un dato migliore rispetto alla media europea è quello dei carburanti (+15,8% contro un +19,5% di Eurolandia). Continua »
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