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MARONI BRUCIATO DA CALDEROLI: AUSPICA IL DASPO PER I CALCIATORI RISSOSI, NON SA NEANCHE CHE E’ GIA PREVISTO

Aprile 27th, 2010 admin

ENNESIMA BRUTTA FIGURA DEL MINISTRO: DAL 2007 LA CASSAZIONE AVEVA GIA’ STABILITO LA LEGITTIMITA’ DELLA MISURA CAUTELARE DI ALLONTANAMENTO TEMPORANEO PER I TESSERATI VIOLENTI… E’ STATO INFATTI APPLICATO NELLE CATEGORIE MINORI, AD ADRANO E PONTEDERA… LA DIMENTICANZA DI MARONI CAUSATA DA CALDEROLI CHE HA BRUCIATO LA NORMA PER SBAGLIO?

Nel festival dell’ovvio, un musicista come Maroni trova sempre la sua giusta collocazione sul palcoscenico.
Qualche giorno fa ha gonfiato il petto a un convegno, non per suonare il sax, ma sparare qualche pallonata delle sue.
Questa volta il suo intervento è stato a metà tra il giuridico (visto il suo passato di avvocato della Avon cosmetici) e il sociologico: l’argomento è stato la “subcultura” del pallone.
La sua proposta è stata di applicare il Daspo ai calciatori rissosi, ovvero di applicare il divieto di accesso allo stadio non solo ai violenti delle curve  (fino ad oggi 1.500 provvedimenti), ma anche ai giocatori che si azzuffano in campo.
Il D.A.SPO. significa “divieto di accedere alle manifestazioni sportive” ed è una misura introdotta con la legge 13 dicembre 1989, n. 401 per contrastare la violenza negli stadi di calcio.
Il Daspo vieta l’accesso in luoghi dove si svolgono determinate manifestazioni sportive, viene emesso dal questore e la sua durata può variare da 1 a 5 anni.
Può anche essere accompagnato dalll’obbligo di presentarsi a un ufficio di polizia in concomitanza temporale della manifestazione vietata.  Comprendiamo che Maroni si sia lasciato trascinare dalla platea del “Memorial Bardelli” di Pistoia, emerita iniziativa volta a promuovere una corretta pratica sportiva, ma auspicare un provvedimento già esistente forse è un po’ troppo anche per un noto cacciatore di spot.
L’importante è che i Tg abbiano riportata la sua “linea dura” a uso elettorale: che poi abbia fatto la figura del pirla di fronte agli addetti ai lavori è secondario, basta che non si sappia troppo in giro. Continua »

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DISEGNO DI LEGGE SULLE INTERCETTAZIONI: BAVAGLIO AI GIORNALISTI, SARA’ IMPOSSIBILE DARE NOTIZIE SCOMODE

Aprile 27th, 2010 admin

NON SI SAPRA’ PIU’ NULLA DI UN’INDAGINE E ALL’OPINIONE PUBBLICA SARA’ IMPEDITO OGNI TIPO DI CONTROLLO…LA STAMPA NON POTRA’ SCRIVERE DELL’ARRESTO DI UN PRESUNTO OMICIDA…ANCHE “STRISCIA LA NOTIZIA” E “LE IENE” NON POTRANNO PIU’ UTILIZZARE INTERCETTAZIONI AMBIENTALI CARPITE, PENA LA GALERA….GLI ITALIANI MENO SANNO, MEGLIO E’: MA CHE DESTRA E’ QUESTA?

Va avanti, tra mille polemiche, il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche: cerchiamo di analizzare di cosa si tratta.
L’autorizzazione ad intercettare potrà essere richiesta qualora sussistano “gravi indizi di reato”, sparisce dal testo il concetto di “gravi indizi di colpevolezza”, inizialmente voluto dal governo.
Non aveva senso, in quanto se si è già in presenza di elementi per stabilire la colpevolezza di un imputato, non c’è certo bisogno di controllargli il telefono, se invece ci si trova di fronte a meri indizi ha senso farlo.
Ma, dice il disegno di legge, anche in questo caso ciò può avvenire solo per interventi assolutamente necessari.
Poi ci sono limitazioni pesanti per le inchieste giornalistiche: i responsabili di trasmissioni tipo “le Iene” e “Striscia la notizia” rischiano la galera se diffonderanno video o conversazioni carpite.
Inoltre non sparemo più nulla di chi rideva per il terremoto, di chi comprava arbitri, di chi voleva cacciare Santoro dalla Rai.
Non saranno ammesse “registrazioni a strascico”, ovvero su altre persone che vengano in contatto con un indagato.
I giornalisti che pubblicheranno colloqui prima dell’udienza preliminare rischiano il doppio degli anni di pena rispetto a prima.
Si potranno ascoltare le telefonate per un massimo di 75 giorni.
L’utenza da controllare deve appartenere all’indagato o a persona a lui vicina, ma che sia stata individuata come a “conoscenza dei fatti”, altrimenti nulla.
Stesso discorso per eventuali intercettazioni ambientali: i luoghi devono essere riconducibili ai sospettati. Continua »

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IL SINDACATO DI POLIZIA ATTACCA IL GOVERNO: “BASTA COMPLIMENTI, DATECI RISORSE E MEZZI”

Dicembre 9th, 2009 admin

PESANTE COMUNICATO DEL COISP, SINDACATO DI POLIZIA DI DESTRA: “LA CATTURA DEI MAFIOSI E’ SOLO MERITO DEGLI AGENTI, NON CERTO DI UN GOVERNO CHE SE NE APPROPRIA E CHE OSTACOLA IL CONTRASTO ALLA CRIMINALITA’”…. “A PALERMO I COLLEGHI RICICLANO PERSINO LA CARTA E I MINISTRI POI FANNO I SORRISI IN CONFERENZA STAMPA”

Da queste colonne lo sosteniamo da tempo, le forze dell’ordine stanno facendo un lavoro straordinario nel contrasto alla criminalità, nonostante Maroni, nonostante questo Governo che si definisce di destra, ma poi nei fatti, quei “fatti” tanto cari al premier, ha saputo solo tagliare di 3 miliardi i fondi per la sicurezza e proporre un rinnovo di contratto vergognoso agli agenti.
Ora Maroni si appropria pure dei successi contro la mafia e casualmente gli arresti servono al premier per “togliere spazio” sui media a Spatuzza e ai suoi processi.
Ecco il durissimo comunicato del sindacato di polizia Coisp:

“La cattura dei due super-latitanti di Cosa nostra, Gianni Nicchi e Gaetano Fidanzati, che segue di pochi giorni l’arresto del boss Mimmo Raccuglia, rappresenta un nuovo, straordinario successo della Polizia e della Polizia soltanto, non certo di un governo che si appropria di meriti non suoi e che anzi ostacola nei fatti, con i tagli alle risorse, il contrasto alla criminalità organizzata.
Queste brillanti operazioni di servizio sono state possibili solo grazie allo spirito di sacrificio e al senso del dovere di colleghi valorosi, come quelli della Squadra Catturandi della Mobile di Palermo e Milano, ma anche di tanti altri uffici e uomini anonimi nei nomi, ma non nei fatti, che continuano a lavorare senza mezzi e strumenti adeguati.
I continui tagli da parte del governo al comparto della Sicurezza costringono i poliziotti ad anticipare le spese per il carburante, per gli appostamenti, per i computer, per la  carta, per le missioni. Continua »

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MANCANO 700 AGENTI E LA QUESTURA CADE A PEZZI: ECCO COME A GENOVA I TAGLI DI MARONI GARANTISCONO LA SICUREZZA

Settembre 28th, 2009 admin

NEL PALAZZO DELLA QUESTURA NON CI SONO SOLDI PER SISTEMARE NEANCHE LE TAPPARELLE…GLI AGENTI SONO SOTTO ORGANICO DEL 35%, APPENA 7 VOLANTI SU 5 TURNI… CONTRATTO SCADUTO DA 21 MESI E LA PROPOSTA DI AUMENTO E’ DI 40 EURO LORDI…UNA VERGOGNA DENUNCIA IL SINDACATO AUTONOMO

Hanno tagliato di 3 miliardi di euro i fondi per le forze dell’ordine, parlano di “maggiore sicurezza” per i cittadini, finanziano l’istituzione delle ronde per dare la “percezione” di una città più controllata, ma la realtà è ben diversa.
Non lo diciamo solo noi da mesi, lo denuncia a Genova il Sap, il sindacato autonomo di polizia, non certo sospettato di essere di sinistra.
E allora vediamo il quadro che ci viene rivelato dai rappresentanti di polizia: intanto a Genova  (come in tutte le altre città italiane) le forze dell’ordine sono sotto-organico.
In città mancano 700 agenti, nei vari commissariati servirebbe il 30-40% in più di personale, come previsto dalla pianta organica.
Il Sap parla di una vera e propria “emergenza sicurezza”, si dice indignato della proposta di rinnovo di un contratto scaduto da 21 mesi per un importo di 40 euro lordi di aumento e zero euro per la previdenza complementare.
Mancano uomini in tutti i commissariati che per natura sono quelli che dovrebbero controllare i vari quartieri, a  contatto con la gente.
Premesso che la pianta organica fa addirittura riferimento al 1989, quando la microcriminalità non era certo diffusa come oggi, e quindi si tratterebbe in ogni caso già di un’ipotesi riduttiva, vediamo gli agenti in forza ai vari commissariati. Continua »

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LA SVOLTA: GLI IMMIGRATI IN PIAZZA PER SOSTENERE FINI

Settembre 17th, 2009 admin

PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA  SETTANTA ASSOCIAZIONI DI IMMIGRATI REGOLARI DECIDONO DI MANIFESTARE A SOSTEGNO DI UN LEADER POLITICO ITALIANO… SMENTITA LA TEORIA CHE VUOLE VEDERE LA SINISTRA EGEMONE TRA GLI STRANIERI …NON SI DEVE AVERE PAURA DELL’IMMIGRAZIONE: IMPARATE A TRATTARLI DA ESSERI UMANI INVECE DI BERCIARE ALLA LUNA

La notizia è di quelle che può lasciare stupiti: la riporta il “Secolo XIX”, con un documentato articolo in prima pagina.
Per la prima volta in Italia, le varie comunità di immigrati che lavorano e pagano le tasse, stanno organizzando una manifestazione a sostegno di un leader politico italiano: Gianfranco Fini.
E non si tratta di un’iniziativa foraggiata, con padrini o padroni, ma spontanea, nata sull’impulso delle recenti prese di posizione del Presidente della Camera che ha parlato non solo di doveri degli immigrati, ma anche del doveroso riconoscimento dei loro diritti.
La deputata Souad Sbai, marocchina di origine, racconta al Secolo XIX:  “Non sa quanti immigrati mi hanno chiamata dicendo che desiderano realizzare una manifestazione di sostegno per Fini, per quello che ha detto e ha fatto per loro”.
La Sbai è presidente dell’Associazione donne marocchine in Italia e caporedattore della rivista  in lingua araba Al Maghrebiya e precisa: “Siamo tempestati da richieste di adesione a questa manifestazione, oltre 70 associazioni si stanno mobilitando,: eritrei, somali, pachistani, tunisini, algerini, egiziani, polacchi. Sono realtà che non hanno partiti alle spalle, ma che si stanno costituendo come una sorta di Movimento per Fini. Non solo il Parlamento ci si muove a favore di Fini. Anche fuori, tra la gente, ha un grande seguito. In Marocco è molto conosciuto e se ne parla come se fosse un leader religioso”.  Continua »

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A MILANO IL RACKET DELLE CASE POPOLARI IN MANO AI CLAN MAFIOSI: LA POLITICA FA A SCARICABARILE

Settembre 12th, 2009 admin

A NIGUARDA, PERIFERIA DI MILANO, OCCUPARE UNA CASA POPOLARE COSTA DAI 1.500 AI 3.000 EURO DA PAGARE A UNA FAMIGLIA MAFIOSA CHE GESTISCE IL BUSINESS… SONO 70 GLI APPARTAMENTI GESTITI DA 15 ANNI  DA TRE CLAN… I CITTADINI SONO ANNI CHE SEGNALANO LA COSA AL COMUNE, ALLA CIRCOSCRIZIONE, ALL’AZIENDA, ALLE FORZE DELL’ORDINE, MA NESSUNO HA FATTO MAI NULLA

Certe cose succedono, secondo certa stampa, solo nel profondo Sud, ma basta guardarsi intorno e anche nel progredito e ricco nord non è che le cose vadano poi così meglio.
Parliamo di alloggi popolari: a Niguarda, all’estrema periferia settentrionale di Milano, occupare una casa popolare costa dai 1.500 ai 3.000 euro.
Basta contattare Giovanna Pesco, una pregiudicata di 57 anni, soprannominata “Gabetti”, e versare la somma richiesta dal clan siciliano; nel giro di pochi giorni il racket provvede ad individuare l’alloggio nei palazzi gestiti dalla Romeo.
La malavita, in questa zona, controlla circa 70 appartamenti, assegnati a italiani o immigrati clandestini in cambio di denaro.
A rivelare la vicenda è stata l’associazione “Sos racket ed usura”: prima ha agganciato la “Gabetti” attraverso un suo volontario che si è finto in cerca di un alloggio, quindi ha filmato il colloquio con la richiesta di denaro.
Secondo l’associazione il racket va avanti da ben 15 anni: occupano le case in piena notte, sfondano le porte degli alloggi liberi e intimidiscono le persone perbene.
Il business è coordinato da tre famiglie mafiose, già distributori di droga nel quartiere.
Ora il video è arrivato in Procura, ma l’associazione denuncia che già da tempo le istituzioni sapevano e nulla hanno fatto per por fine all’illegalità.
“Nessuno ha mai mosso un dito contro il racket - attacca il leader di Sos Racket -  abbiamo una copia di tutte le lettere inviate dai cittadini al consiglio di zona, agli amministratori di condominio, alla giunta, ai consiglieri di maggioranza e di opposizione. Perché nessuno è mai intervenuto?”
La Romeo che gestisce gli stabili dal 2003 si difende: “Prima del nostro arrivo, le famiglie siciliane già occupavano senza titolo alcuni alloggi, abbiamo segnalato tutte le irregolarità, ma il nostro raggio di azione è limitato. Davanti a centinaia di occupazioni, possiamo programmare solo 3 sgomberi al mese”.  Continua »

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AL SINDACO LEGHISTA NON PIACE LA TARGA ANTIMAFIA

Settembre 12th, 2009 admin

IL SINDACO DI UN PAESE DEL BERGAMASCO FA RIMUOVERE LA TARGA NELLA BIBLIOTECA COMUNALE INTESTATA A PEPPINO IMPASTATO, VITTIMA DELLA MAFIA… SDEGNO DELLA FAMIGLIA DELLA VITTIMA E IMBARAZZO NEL PDL… COME MAI IL MINISTRO DEGLI INTERNI NON DESTITUISCE UN SINDACO CHE DA’ QUESTI SEGNALI AI MAFIOSI?

La targa era nella biblioteca comunale di Ponteranica, provincia di Bergamo, intestata al siciliano Peppino Impastato, ucciso dalla mafia nel 1978.
La vittima era un giornalista che nacque ed operò a Cinisi e che, tramite Radio Aut, denunciava i rapporti tra mafia e politica. Per questo venne assassinato.
Da parte del sindaco leghista Cristiano Aldeghani, non si può parlare di iniziativa improvvisa: la rimozione della targa era stata annunciata durante la sua campagna elettorale con toni solenni, neanche si fosse trovato di fronte a uno spot di Padania Trans.
Appena eletto, l’ha fatta rimuovere: avrebbe voluto sostituirla subito con un’altra dedicata a Giancarlo Baggi, un padre sacramentino morto nel 2000 e residente per molti anni in paese.
La prefettura di Bergamo ha però negato qualsiasi deroga alla legge che vieta di dedicare un edificio o una strada a una persona scomparsa da meno di dieci anni.
Il sindaco Aldeghani non si è arreso, nonostante la dissociazione dei suoi stessi compagni di giunta del Pdl.
La biblioteca resterà senza targa, fino a quando non potrà essere fatta la nuova intitolazione.
La notizia ha rattristato la famiglia Impastato, il fratello Giovanni ha commentato: “E’ una cosa indegna, un gesto incivile che offende la dignità umana, nella decisione del sindaco leggo solo razzismo. A parole si parla di lotta alla mafia, ma da certi fatti si capisce che la lotta alla mafia non interessa”. Continua »

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FINANZA BORBONICA: IL SUD ERA RICCO PRIMA DI DIVENTARE ITALIA

Agosto 26th, 2009 admin

ALLA VIGILIA DELL’UNIFICAZIONE, IL REGNO DELLE DUE SICILIE AVEVA UN’ECONOMIA IN SALUTE… IL PIEMONTE DI CAVOUR ERA INVECE SULL’ORLO DELLA BANCAROTTA… A NAPOLI NON SI PAGAVANO TASSE DI SUCCESSIONE, A TORINO ARRIVAVANO AL 10%

Qualche settimana fa, il Sole 24 ore  riportava un’interessante analisi storico-finanziaria dal titolo: “Il debito? nasce con l’Unità d’Italia”, in cui si evidenziava che il debito pubblico nasce col Regno di Sardegna nella sua fase liberale.
In un intervento alla Camera, il 1 luglio 1850,  Cavour, non ancora ministro, descrive la penosa situazione finanziaria del regno sardo: “Continuando nella via che abbiamo seguito da due anni, andremo difilati al fallimento e continuando ad aumentare le spese, tra pochissimi anni saremo nell’impossibilità di contrarre nuovi prestiti e di onorare gli antichi”.
Divenuto ministro delle Finanze del governo D’Azeglio e successivamente primo ministro,  la situazione non migliora.
Basti pensare che mentre nei 34 anni che vanno dalla caduta di Napoleone al 1848, il Regno di Sardegna accumula 135 milioni di debiti, in soli 12 anni, dal 1848 al 1860, ne totalizza oltre un miliardo.
Pier Carlo Boggio, liberale, massone, illustre intellettuale, nel 1859 scrive: “La pace ora significherebbe per il Piemonte la bancarotta”, ritenendo necessaria la guerra con l’Austria. Continua »

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PARTITO DEL SUD: NEL PDL LA PAURA FA NOVANTA

Luglio 30th, 2009 admin

ORA BERLUSCONI PROMETTE INTERVENTI PER IL MEZZOGIORNO, MA QUANDO TREMONTI HA SOTTRATTO AL SUD I FONDI FAS NAZIONALI DOV’ERA? … SU 25,4 MILIARDI NE SARANNO RIMASTI SE VA BENE 4, IL RESTO E’ ANDATO ALLA PADAGNA DEL MAGNA MAGNA… ORA RIMANGONO I FAS REGIONALI CUI ATTINGERE…

Il “partito del Sud” si è materializzato un paio di giorni fa alla Camera e ha fatto andare “sotto” il Governo, battuto su un ordine del giorno che impegnava l’esecutivo a individuare in Palermo la sede del forum del Mediterraneo.
Documento firmato da Fabio Granata e Antonino Russo del Pdl (area An) e votato dai parlamentari siciliani del centrodestra, compresi gli uomini vicini a Gianfranco Miccichè, nonostante il parere contrario del Governo.
Un paio d’ore più tardi il sottosegretario ai Trasporti Giuseppe Reina aveva invitato i deputati siciliani a “non votare le leggi che vanno a sfavore del Mezzogiorno” e ha denunciato che “a bloccare i fondi Fas sono stati alcuni ministri di questo esecutivo”.
Il premier Berlusconi ora sta cercando di rimediare allo strapotere dell’asse Tremonti-Lega e ha promesso di sbloccare quei fondi, ma sempre in modo ambiguo.
Miccichè  è arrivato a lanciare un ultimatum: “Vogliamo vedere i fatti, il tempo delle deleghe in bianco è finito”.
L’asse sudista ormai è molto esteso e giustamente al Sud ne hanno le scatole piene di essere presi in giro dal “mono-incolore” leghista che governa da mesi l’Italia, con la copertura di Berlusconi.
E l’alleanza comprende personalità come la Prestigiacomo, Dell’Utri, Miccichè, An al completo, Lombardo. Continua »

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