Dicembre 9th, 2009 admin
L’ASSESSORE DELLA LEGA ORA SI DIMETTA, INVECE CHE SCARICARE LA COLPA SUI VIGILI: FORTI COI DEBOLI E DEBOLI COI FORTI ?…I POVERI AIUTATELI, INVECE CHE RUBARGLI LE MONETINE DI TASCA….
Recco rischia di diventare famosa non solo per la squadra di pallanuoto e la focaccia al
formaggio: da un paio di giorni è al centro di una polemica che travalica il contesto locale.
Amministrata da una giunta di centrodestra (con un assessore leghista addetto alla sicurezza), la tranquilla cittadina rivierasca è stata scossa da una vicenda penosa per la classe politica locale che la dice lunga sulla nefasta presenza della Lega in certe amministrazioni locali.
Domenica scorsa, davanti alla chiesa dei frati francescani, una povera donna 50enne di origine maghebina, di nome Salima, chiede l’elemosina senza disturbare nessuno.
I fedeli che escono dalla chiesa vedono la poveretta che aveva raccolto qualche spicciolo alle prese con i vigili della locale sezione che le contestano il reato di accattonaggio, in base a una recente ordinanza che prevede la multa di 50 euro e il sequestro del corpo del reato.
Di fronte “all’efferatezza del crimine” i vigili sequestrano le monete e staccano la multa.
Salima non sa leggere e a Recco ci va di rado, nulla sapeva dell’ordinanza, implora di non farle la multa, i vigili tentennano, probabilmente chiamano l’assessore per sapere che fare.
Nel frattempo esce dalla chiesa padre Ilario, guardiano del convento, e cerca di convincere inutilmente i i vigili a soprassedere: alla fine prende lui il bollettino, la multa la pagherà lui.
I fedeli assistono indignati a questa “brillante e incisiva” azione di polizia urbana, contro il crimine “disorganizzato”, dei dipendenti dell’assessore leghista che tanto ha voluto l’ordinanza: la notizia fa il giro di Recco e finisce sui giornali locali e non.
Evidentemente il sindaco, Dario Capurro, fiuta l’aria e, memore dei suoi trascorsi “sociali” (ex Msi), ritiene che occorra porre rimedio alla brutta figura fatta e annuncia che la multa la pagherà lui. Continua »
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Dicembre 7th, 2009 admin
LE DONNE OCCUPATE NEL PUBBLICO IMPIEGO FANNO PIU’ FIGLI DELLE DONNE CHE LAVORANO NEL PRIVATO ( + 30%)….IN FONDO ALLA CLASSIFICA LE LAVORATRICI PART-TIME E CON CONTRATTI ATIPICI… UNA GENERAZIONE DI GIOVANI SENZA POTER PROGETTARE IL FUTURO
Le donne italiane che lavorano nel settore pubblico fanno figli con maggiore probabilità
(+30%) delle donne impiegate nel privato.
E’ quanto emerge da un’indagine svolta presso l’università di Oxford.
Hanno meno chance di diventare mamme le italiane libere professioniste. In fondo alla classifica, ci sono le lavoratrici part-time o con contratti atipici.
I numeri non fanno altro che confermare ciò che molti giovani vivono sulla loro pelle: in Italia spesso i “contrattini” non permettono progetti per il futuro, men che meno la possibilità di formare una famiglia.
Al contrario, secondo la ricerca, il pubblico impiego aumenta per le donne “la probabilità di concepire un figlio, forse perchè è un lavoro più sicuro, con scatti di carriera decisi per anzianità e perchè ha orari più flessibili e compatibili con gli impegni familiari”.
Per lo studio sono stati utilizzati dati su coppie in età fertile, inglesi e italiane. Analizzando i fattori che possono influenzare la scelta di fare figli e di entrare o uscire dall’impiego retribuito, è emerso che mentre il tipo di lavoro dell’uomo non influenza tale scelta all’interno della coppia, quello della donna lo fa. Continua »
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Dicembre 4th, 2009 admin
IL 74% NON CREDE CHE I LAVORATORI STRANIERI TOLGANO LAVORO AGLI ITALIANI….. IL BLUFF DELLA LEGA E LE RAGIONI DI FINI… SOLO IL 43% RITIENE CHE IL GOVERNO STIA OPERANDO BENE SUL FRONTE SICUREZZA….MARONI VAI A CASA , NON HAI LA FIDUCIA NEANCHE DELL’ELETTORATO DI CENTRODESTRA
Stavolta non si può parlare di dati manipolati da qualche istituto di sondaggi vicino alla destra
o alla sinistra e quindi poco attendibili.
Si tratta intanto di una indagine che fotografa, a settembre 2009, le opinioni dei cittadini di Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna, Olanda e ovviamente Italia.
I risultati si possono leggere nel rapporto “Transatlantic Trend Immigration”, curato dal German Marshall Fund of the United States.
Emerge intanto, per quanto riguarda l’Italia, che, indotta o reale che sia, l’immigrazione clandestina preoccupa 8 italiani su 10, mentre con gli immigrati regolari le cose cambiano: ben il 53% degli italiani è favorevole a estendere il diritto di voto amministrativo agli immigrati con regolare permesso di soggiorno.
Rispetto all’anno precedente , per effetto della crisi economica, cresce in tutti i Paesi considerati il numero di persone che si dimostra preoccupata per l’immigrazione: l’Europa passa dal 43% al 50% di questo anno, gli Stati Uniti dal 50% al 54%.
Per quanto riguarda l’Italia emergono numerose contraddizioni: in primo luogo la grande disinformazione in materia che qualcuno alimenta ad arte per fomentare odio e razzismo.
Gli italiani infatti pensano che i cittadini stranieri in Italia siano il 23% della popolazione complessiva, mentre in realtà sono appena il 7%.
E ben il 77% addossa agli irregolari la colpa dell’aumento della criminalità. Dato in controtendenza: ben il 36% degli italiani però metterebbe in regola tutti gli immigrati privi del permesso di soggiorno. Continua »
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Novembre 26th, 2009 admin
DOPO IL PACCO SICUREZZA SI IMPONE IL PACCO NATALIZIO: CON TANTI PADANI INDIGENTI, NON SI VORRANNO TENERE I SOLDI DI ROMA LADRONA? ….E I 12 MILIONI DI VALORE DI IMMOBILI E TERRENI LI VOGLIAMO DARE AI GIOVANI PADANI PER SPOSARSI O NO?
Con 17 milioni di rimborsi elettorali arrivati da “Roma Ladrona” e senza più il mutuo, estinto
da un anno, per il quartier generale di via Bellerio, la Lega ha il portafoglio gonfio e può finalmente fare del bene al popolo padano.
Il rendiconto dell’esercizio 2008 parla chiaro: il saldo patrimoniale al 31 dicembre si attesta a 24 milioni di euro, con un avanzo di esercizio di 7 milioni di euro.
Senza contare i terreni e gli immobili di proprietà per un valore stimato di 12 milioni di eurini.
E già che ci siamo ricordiamo anche i movimenti consolidati, divisi su due società: la Pontida Srl che gestisce i beni immobili e la Fin Group spa, la holding cui fanno capo tutte le attività commerciali e industriali, compresa la organizzazione di viaggi e l’elaborazione di sondaggi e ricerche di mercato. Un partito “ricco” di ideali insomma: a testimonianza del quale, ecco anche i contributi che arrivano dai parlamentari.
Si tratta della solita percentuale che tutti i partiti cercano di riscuotere dai propri deputati e senatori per consolidare la cassa.
Un partito fatto di militanti vedrà tutti i combattenti in coda per versare l’obolo alle casse del partito: leggiamo invece che sono “ben 39″ tra deputati, senatori, ministri e sottosegretari coloro che hanno finanziato le casse. Peccato che 26 senatori più 60 deputati facciano un totale di 86.
E ci sembra che 39 versanti siano circa il 45%, un po’ pochino per i martiri dell’idea.
Qualcuno fa osservare che il ministro Zaia non ha versato nulla, ma non ci sembra il solo.
Poi lui avrà da pensare al radicchio trevigiano, al grana padano ed è anche risaputo che si è dato all’ippica, che volete pretendere…
Certo che vedere tre deputati peones che hanno versato cifre due-tre volte superiori a quelle di Calderoli, Castelli, Cota e Bricolo e sei volte a quelle di Maroni fa un po’ pensare. Continua »
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Novembre 24th, 2009 admin
NELL’INCHIESTA GIUDIZIARIA IN CORSO, EMERGE CHE LA FORNITURA DI PASTI COSTA 10 MILIONI DI EURO…PER 30 ANZIANI SOLO 20 PEZZI DI FRITTATINA, PASTI FREDDI E LA NOTTE 1 INFERMIERE PER 120 RICOVERATI… E PAGANO PURE 1.400 EURO: UNA VERGOGNA
Per quattro secoli era noto e caro ai genovesi con la denominazione di “Albergo dei poveri”:
oggi nello storico e monumentale palazzo settecentesco i “poveri” non ci sono più, sono stati alloggiati in sei sedi distaccate.
Mentre risuona ancora la lettura del testamento di Emanuele Brignole, fondatore del rifugio, datato 1786, dove al punto 83 si legge “che serva in perpetuo per uso e abitazione dei poveri”, la Guardia di Finanza continua a indagare sugli appalti per le forniture dei pasti agli ospiti delle residenze per anziani.
La fornitura è un affare da quasi 10 milioni di euro e il dubbio che gli inquirenti sono chiamati ad accertare è se l’asta aggiudicatrice sia stata truccata.
Ma al di là della vicenda giudiziaria, quello che è emerso dal racconto dei parenti dei ricoverati, dà l’immagine di una società senza controlli e senza rispetto per gli anziani.
Sono emersi dettagli per cui per il pasto di 30 ricoverati erano disponibili 4 pezzi di frittata e 14 hamburger, oppure in altra occasione 20 pezzi di frittata sempre per 30 persone..
Spesso i pasti arrivano freddi e con sfasamento di orari, per cui si pranza alle 14 e si cena alle 17.
Altri esposti riguardano il fatto che spesso la cena è costituita da una ricottina di 100 grammi, oppure un formaggino o una fetta di prosciutto cotto.
I panini sono vecchi e la frutta fresca inesistente.
Eppure nessuno ha mai fatto nulla, nonostante le rimostranze dei parenti presentate alle autorità.
Speso mancano posate, tovaglioli, piatti, sovente i ricoverati non autosufficienti non hanno aiuto per mangiare, l’assistenza notturna per 120 ricoverati è affidata a un solo infermiere che dovrebbe controllare quattro piani. Continua »
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Ottobre 4th, 2009 admin
I NUOVI ASSUNTI CALANO DA 171.900 NEL 2008 A 92.500 NEL 2009… L’ACQUISTO DI UNA CASA SCENDE DEL 23,7%, LE RIMESSE DI DENARO NEL PAESE DI ORIGINE DEL 10% … LA MAGGIOR INCIDENZA DI IMMIGRATI A PRATO, BRESCIA, PORDENONE E REGGIO EMILIA… SONO 67.000 LE DONNE IMMIGRATE TITOLARI DI IMPRESA
La crisi sta facendo sentire i propri effetti negativi non solo sugli italiani, ma anche sulle
condizioni di vita e di lavoro degli immigrati in Italia.
E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto “International Migration Outlook” realizzato ogni anno dal Censis per l’Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, in cui vengono raccolti ed analizzati i dati disponibili sul fenomeno migratorio.
In relazione all’offerta di lavoro, le imprese del nostro Paese hanno rivisto al ribasso le previsioni di assunzione di personale immigrato: solo 92.500 assunzioni nel 2009 a fronte dei 171.900 previsti per il 2008.
Aumentano anche gli sfratti per morosità a causa del rincaro del canone o della perdita del lavoro. Tra il 2007 e il 2008 gli acquisti di immobili da parte degli immigrati sono diminuiti del 23,7%.
Le rimesse in denaro degli immigrati ai loro Paesi di origine subiscono un calo del 10% della cifra pro-capite inviata ogni mese (155 euro nel 2008 contro i 172 euro nel 2007).
Secondo il rapporto, le difficoltà legate alla crisi avvertite dagli italiani, hanno determinato anche un calo del livello di tolleranza nei confronti degli immigrati.
In aumento anche gli episodi di discriminazione, il 22,1% dei quali subiti proprio in ambito lavorativo. Continua »
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Ottobre 4th, 2009 admin
BACCHETTATI PER ESSERE MOROSI, AL G8 BERLUSCONI PROMISE CHE L’ITALIA AVREBBE VERSATO ENTRO IL 31 AGOSTO NON SOLO I 130 MILIONI DI QUOTA, MA ANCHE 30 MILIONI IN PIU’….SIAMO A OTTOBRE E NON HANNO VISTO UN EURO…ORA SI PARLA DI PAGARE NEL 2010: CHE BELLA FIGURA DA ACCATTONI
I soldi promessi dall’Italia, durante il G8 dell’Aquila, al Fondo globale per la
lotta all’Aids, malaria e tubercolosi, non sono mai stati erogati e, secondo una nota del Ministero dell’economia, sembra potranno essere disponibili solo nel 2010.
Mentre tutti gli Stati versano la quota, l’Italia promette e non mantiene, suscitando le proteste delle organizzazioni non governative che avevano dato fiducia alle promesse del premier Berlusconi: da ActionAid, Aidos, Amref, Aidos, Cesvi, Coopi, Intervita, World Friends fino a Medici senza frontiere, è un coro di proteste.
Nel corso del G8, essendo stato giustamente bacchettato dagli altri Stati che versano quote ben più elevate della nostra e pure nei tempi stabiliti, Berlusconi, per salvare la faccia, nel corso della conferenza stampa serale del secondo giorno dei lavori, aveva dichiarato: “Il nostro Paese è in leggero ritardo nel versare i soldi al Global Fund, ma entro il 31 agosto verseremo 130 milioni di dollari, a cui aggiungeremo altri 30 milioni”.
Solito colpo di teatro o smargiassata, a secondo dei punti di vista?
Le organizzazioni che aiutano il Terzo mondo questa volta speravano che si mantenesse la parola data in questo grande consesso.
Per farla breve: siamo a ottobre e da Ginevra confermano che non hanno visto un dollaro. Tecnicamente ci sarebbe tempo ancora fino a fine anno, ma il timore è che, abbassati i riflettori del summit, le promesse finiscano nel dimenticatoio.
Anche perché una nota del Ministero dell’Economia farebbe indurre a pensare che fino al 2010 non sarà erogato un bel nulla. Continua »
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Agosto 1st, 2009 admin
RAPPORTO ISTAT: GLI INDIGENTI RAPPRESENTANO IL 13,6% DELLA POPOLAZIONE… LA POVERTA’ SI TRAMANDA DI PADRE IN FIGLIO E LE REGIONI PIU’ POVERE LO DIVENTANO SEMPRE DI PIU’… EMILIA, LOMBARDIA E VENETO LE PIU’ RICCHE, SICILIA, CALABRIA E CAMPANIA LE PIU’ INDIGENTI… LA MANCANZA DI UNA POLITICA SOCIALE PER IL RISCATTO
In Italia la povertà è senza via d’uscita, priva di una concreta possibilità di
migliorare la propria posizione economica e insufficiente a uscire dalle due categorie sociali che l’Istat definisce “povertà assoluta” e “povertà relativa”.
Sono 8.078.000 gli italiani poveri censiti dall’Istat nel 2008, pari al 13,6% dell’intera popolazione. Dal 2005 la percentuale non cambia di molto: un esercito di persone che si aggira per il nostro Paese faticando a vivere, in attesa di un serio intervento di politica economica e di riscatto sociale.
La povertà si tramanda di padre in figlio, se qualcosa si muove lo fa negli equilibri interni, già precari, del nostro Paese.
Le regioni povere diventano un poco più povere.
Nel 2008 la situazione è peggiorata sensibilmente nel Mezzogiorno. Dove la povertà assoluta ha raggiunto il 7,9%, due punti in più rispetto al 2007.
Al Nord invece le regioni con il tasso di povertà più basso sono l’Emilia Romagna (3,9%), la Lombardia (4,4%) e il Veneto (4,5%).
La Liguria tra le regioni settentrionali è quella a maggiore incidenza di povertà con il 6,4%. Percentuali basse se raffrontate con il 28,8% di Sicilia a Basilicata e con il 25% di Campania e Calabria. Continua »
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Luglio 29th, 2009 admin
INTERESSANTE RICERCA DEL “MULINO”: FAMIGLIE SOLE, PICCOLE E POVERE… GLI OVER 60 SONO ORMAI IL 20% DELLA POPOLAZIONE, LE RISORSE DESTINATE ALLA FAMIGLIA SONO LA META’ DELLA MEDIA EUROPEA, IL TASSO DI 1,4 FIGLI PER DONNA UNO DEI PIU’ BASSI AL MONDO, GLI ASILI NIDO 1/4 DELLA FRANCIA
Famiglie cancellate dal welfare e dimenticate dallo Stato, microcosmi con
pochissimi figli e molti anziani.
Siamo il primo Paese occidentale dove gli over 60 hanno superato il 20% della popolazione, il tasso di fecondità di 1,4 figli per donna è uno dei più bassi al mondo, le risorse destinate alla voce “famiglia” sono la metà della media europea, i giovani laureati sono il 16% contro il 32% delle statistiche Ocse, il numero dei posti nido disponibili per i piccoli da 0 a 3 anni è dell’11%, contro il 50% della Norvegia e il 40% della Francia.
E’ quanto emerge dalla ricerca di due studiosi, Alessandro Rosina, professore di Demografia alla Cattolica di Milano, e Daniela Del Boca, docente di Economia all’università di Torino, autori di un interessante opera, “Famiglie sole”, edito da Mulino.
Si racconta quanto è duro sopravvivere in Italia partendo da un dato: chi è nato negli anni Sessanta, in pieno baby boom, ha circa un milione di coetanei, la generazione che invece ha 20-25 anni è ridotta del 40%.
La famiglia italiana, al di là dei numeri, è vicina al crac per un fatto nuovo e irreversibile. Continua »
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