Settembre 10th, 2010 admin
LE IPOCRITE ACCUSE CONTRO ANGELA NAPOLI, REA DI AVERE SOLO DETTO QUELLO CHE GRAN PARTE DEGLI ITALIANI PENSANO… LA D’ADDDARIO NON ERA FORSE STATA CANDIDATA? DI “CIARPAME SENZA PUDORE” NON AVEVA FORSE PARLATO QUALCUNA? … E GLI UOMINI NON SI VENDONO PER LA CARRIERA E PER UN POSTO?
Non ci è piaciuto lo starnazzare di tante “politiche”o presunte tali di fronte alla risposta della deputata finiana Angela Napoli a una precisa domanda di Klaus Davi: “Non escludo che senatrici e deputate siano state elette dopo essersi prostituite. Questo porta alla necessità di cambiare l’attuale legge elettorale. E’ chiaro che, essendo nominati, la donna spesso è costretta, per avere una determinata posizione in lista, ad assecondare quelle che sono le volontà del padrone di turno”.
Prima delle scuse a metà della Napoli, è stato un volare di tacchi a spillo e di ciglia finte, un volteggiare di autoreggenti e di tette rifatte, di sdegno e di raffinate accuse alla Napoli di “essere una donna sessualmente frustrata”: insomma molte hanno attinto al peggior vocabolario maschilista per dimostrare la loro “purezza ideologica”.
Dimostrando che forse la Napoli, una donna preparata che ha fatto battaglie contro la mafia in prima linea e che vive per questo sotto scorta, tanto lontana dalla verità non fosse andata.
Sarebbe interessante vedere gli esiti di un sondaggio che chiedesse agli italiani quanti la pensano come lei e quanti no, ovviamente non generalizzando o criminalizzando l’intera categoria.
Anche perchè non è un mistero che la D’Addario fosse stata candidata in lista a Bari, ad esempio, o a chi si riferisse Veronica Lario quando denunciò il “ciarpame senza pudore” che circonda certi personaggi politici a lei familiari.
Nessuno si è scandalizzato in quei casi, segno evidente che sarà anche un luogo comune, ma certamente ha talvolta avuto riscontri oggettivi.
Dove la Napoli ha mancato invece, secondo noi, è nel non avere rimarcato la forma più grave di prostituzione politica, quella maschile.
Ovvero quella forma di perdità di dignità, di servilismo, di assecondare il capomanipolo per interesse, per convenienza, per arrivare o per mantenere la poltrona.
Un puttanesimo morale che porta a tradire amicizie, a rinunciare a fare quello che è giusto per adattarsi a quello che è utile, a trasformare la propria esistenza in una vita da cortigiani, tra ipocrisie e servilismi.
“Battere” obbedienti per il capo di turno per garantirsi l’esclusiva del selciato, della via che porta alla “gratifica elettorale”.
Non a caso una delle promesse che il premier ha fatto nei giorni scorsi è stata quella che “chi si pente avrà garantita la candidatura alle prossime elezioni”.
Come si potrebbe trattare una meretrice che ha osato cambiare protettore ma che se ritorna e garantisce la percentuale di incasso può essere riamessa nel giro giusto. Continua »
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Aprile 24th, 2010 admin
IL DOCUMENTO CONTRO FINI HA AVUTO SOLO 60 VOTI A FAVORE E 13 CONTRO, NON 171 A 12…. 171 SONO I COMPONENTI TOTALI DELLA DIREZIONE, MA I PRESENTI ERANO SOLO 73…..BRIGUGLIO: “IL TESTO APPROVATO E’ UNA DERIVA AUTORITARIA, UN VULNUS ALLA DEMOCRAZIA, STABILISCE UN LEGAME ARBITRARIO TRA LEADER E POPOLO”
Non cambierebbe certo l’esito finale della votazione, dato fin dalla vigilia scontato, ma
quanto accaduto al termine della direzione del Pdl a Roma è significativo dell’aria da regime che ormai si è instaurato nel partito.
I giornali e i media in generale hanno scritto, su indicazione dei vertici del Pdl, che il documento anti-finiani finale ha ricevuto 171 voti a favore e 12 contrari, avallando quindi la tesi che gli amici di Fini rappresentino solo il 6% del partito.
Cosa che il premier nelle ore successive ha più volte sottolineato.
In realtà si tratta di cifre taroccate vergognosamente che tendono a manipolare l’informazione, come ha sottolineato Italo Bocchino in una dichiarazione.
Cosa è accaduto esattamente?
Che su un totale di 171 componenti la direzione aventi diritto al voto, al termine di una giornata convulsa, i presenti alla fine fossero solo 73, di cui 13 hanno votato a favore di Fini e 60 contro.
Ma il buon Verdini, chiacchierato coordinatore forzaitaliota, ha “stranamente” considerato solo i voti contrari al documento, glissando sui favorevoli presenti.
A quel punto Fini avrebbe avuto in percentuale non il 6%, ma il 18%. Ripetiamo, conta poco, ma è un fatto rilevante per la malafede insita nel pubblicizzare dati taroccati.
Nel merito del documento è invece entrato il parlamentare finiano Carmelo Briguglio che l’ha definito “un vulnus per la democrazia italiana, una pericolosa deriva populista e autoritaria”. Continua »
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Marzo 3rd, 2010 admin
TRE CANDIDATI SOSPETTATI DI RAPPRESENTARE DEI CLAN MAFIOSI NELLE LISTE PER LE REGIONALI….ALTRI, SIA DI DESTRA CHE DI SINISTRA, SOTTO PROCESSO PER TRUFFA, CONCUSSIONE, ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, TANGENTI, APPALTI TRUCCATI… NON DOVEVANO ESSERE LISTE PULITE?
Tra neanche un mese qualcuno di loro potrebbe essere seduto in un consiglio
regionale e gestire, magari come assessore, appalti pubblici e fondi europei o presiedere commissioni e determinare piani regolatori.
Parliamo in particolare di tre candidati più che “chiaccherati”, messi in lista per le prossime regionali dai partiti di appartenenza.
Il primo è Tommaso Signorelli (Pdl) in Calabria, sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa: sarebbe il politico di riferimento del clan Gentile che avrebbe favorito negli appalti dal 2004 al 2007.
Il secondo è Luigi Scaglione (Popolari uniti) in Basilicata, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, in merito alla Calciopoli lucana.
Il terzo è Roberto Conte (Pdl) in Campania, arrestato già due volte, coinvolto in quattro inchieste per rapporti con i clan.
Il fenomeno è talmente esteso e trasversale che il presidente della Commissione Antimafia, Beppe Pisanu, ha lanciato ieri l’allarme sugli intrecci tra criminalità organizzata e politica e sul pericolo che si crei nei Palazzi delle istituzioni una rete di collaboratori che aiutano le cosche ad alimentare i propri affari.
Pisanu vede le mafie impegnate in un progetto di governo “alternativo” del territorio, attraverso rapporti tra economia, finanza e potere politico.
Ma al di là dei candidati in odor di mafia, è lungo l’elenco dei personaggi che hanno conti aperti con la giustizia e precedenti poco rassicuranti.
In Calabria viene candidato Sergio Stancato (Nuovo Psi) con una brutta storia alle spalle, relativa al traffico di rifiuti. Continua »
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Marzo 2nd, 2010 admin
SILVIO IMPONE I DUE FIDANZATI A CAPO DEI GIOVANI PDL, LA SUA IGIENISTA, IL SUO GEOMETRA E IL SUO FISIOTERAPISTA… BOSSI SISTEMA IL FIGLIO, PRESENTI ANCHE I FIGLI DI CRAXI, GAVA E SBARDELLA…IL RITORNO DI COSIMO MELE, LA METEORINA DI FEDE, UNA SHOW GIRL IN CALABRIA, LA SEGRETARIA DI VERDINI, MENTRE LA PASCALE ASPETTA UN ASSESSORATO AL TURISMO
Iniziamo da una che non ce l’ha fatta: la collaboratrice del ministro Scajola, Fabiana Santini, capo della segreteria che avrebbe dovuto essere accreditata nel listino della Polverini.
Silvio ha invece imposto il capo dei giovani del Pdl, Francesco Pasquali, e pure la sua compagna, Veronica Cappellaro, per fare doppio stipendio.
In Lombardia , nel listino bloccato di Formigoni, altro colpo del premier che sistema la show girl Nicole MInetti, attualmente sua igienista dentale, Giorgio Puricelli, fisioterapista del Milan, e Francesco Magnano, noto per essere il suo geometra di fiducia.
Tra i figli di “cotanti padri” ecco il salario garantito a Renzo Bossi, candidato a Brescia e ai figli di Craxi, Sbardella e Gava.
Premiato anche Cosimo Mele, ex deputato Udc, coinvolto nei festini a luci rosse in via Veneto, che trova spazio nella lista “Io Sud” in Puglia.
Sempre in Puglia, in una lista di appoggio al Pdl creata dal ministro Fitto, troviamo Tato Greco, indagato a Bari assieme a Tarantino del quale è ritenuto socio occulto.
In Campania ritorna Lady Mastella, alias Sandra Lonardo, in quota Udeur, alleato del Pdl.
Altri colpi del premier in Campania dove ha imposto Giovanna Del Giudice, ex meteorina di Fede, da poco segretaria del senatore Ghigo, Emanuela Romano, psicologa e a capo del comitato “Silvio ci manchi”.
Famosa anche perchè il padre Romano, quando la sua Emanuela venne esclusa dalla lista per le Europee, prese tanto male la cosa da minacciare di cospargersi di benzina davanti a Palazo Grazioli, dove fu bloccato in tempo. Non va in lista Francesca Pascale, colei che disse “o posto sicuro nel listino o nulla”: nel caso Caldoro vincesse però, senza colpo ferire, ha già prenotato l’assessorato al Turismo. Continua »
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Marzo 2nd, 2010 admin
SCONFITTA LA LINEA DEL “CODICE ETICO” PROMOSSA DA BOCCHINO E DALLA CARFAGNA: ENTRA QUALCHE AMICO DI COSENTINO… DENTRO GAMBINO, CONDANNATO PER PECULATO E ZARA, PER CORRUZIONE… NELLE LISTE DI SOSTEGNO A CALDORO SPICCA CONTE, ACCUSATO DI CAMORRA
Addio codice etico e candidati con la fedina penale immacolata, tra le file del centrodestra: nell’ultima notte in cui si decidevano le liste, Nicola Cosentino, coordinatore regionale campano del Pdl, è riuscito a imporre le sue scelte, vincendo il braccio di ferro con Italo Bocchino e Mara Carfagna.
Il ministro e il capogruppo alla Camera da tempo si erano battuti per la limpidezza dei candidati, ma non sono riusciti a evitare qualche sconfitta.
E’ in lista Alberico Gambino, sindaco più votato d’Italia (a Pagani, in provincia di Salerno), sospeso dal prefetto lo scorso anno per una condanna a un anno e mezzo per peculato, fortemente appoggiato anche dal presidente della Commissione Difesa di Montecitorio, nonchè presidente della provincia di Salerno, Edmondo Cirielli.
Proprio venerdi era atteso il verdetto dei giudici d’Appello: se fosse stato assolto non ci sarebbero stati problemi, così erano gli accordi.
Il verdetto dei giudici ha però confermato la condanna di primo grado e dunque sarebbe stato fuorigioco.
A questo punto qualcuno ha sbarrato la strada al consigliere regionale uscente Pietro Diodato, voluto dalla Carfagna, nonostante la sede regionale del partito fosse stata occupata dai suoi sostenitori per tutto il giorno. Continua »
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Dicembre 3rd, 2009 admin
SECONDO IL MINISTRO, PUBBLICARE I COMPENSI NEI TITOLI DI CODA SERVIREBBE A “CONTROLLARLI”: E DOPO CHE LI ABBIAMO CONTROLLATI CAMBIA QUALCOSA? …. IL SOLITO SPOT DEMAGOGICO: INVECE CHE RIDURLI, LO SPETTATORE LI LEGGE E SI INCAZZA PURE
Occorre riconoscere al ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, una grande fantasia da paraculo: riesce a far diventare uno spottone qualsiasi banalità che si sogna la notte e ipotizza ai media di giorno.
Tanto gente che abbocca ne trova sempre, e le sue trovate vengono amplificate, garantendogli la nomea (solo quella) di gran moralizzatore.
La gente è scandalizzata da quanto percepiscono certi personaggi dello spettacolo?
Diamo loro in pasto, ma solo alla fine della trasmissione in Rai, perchè se glielo dici prima magari si incazzano e cambiano canale, la cifra che guadagna un presentatore, un attore, una velina, facciamo scorrere nei titoli di coda i quattrini che la Rai elargisce, e la “trasparenza” è assicurata.
Il popolo felice va a letto sereno se conosce il compenso dei conduttori del programma che ha appena visto.
Non è chiaro se la cifra deve indicare il contratto globale annuale o quello diviso per singolo programma, in ogni caso già immaginiamo le critiche. Peccato che Brunetta dimentichi che pubblicare i compensi non equivale a controllarli, a quello ci dovrebbe pensare la Rai e i suoi referenti politici, Brunetta compreso.
Il povero cittadino, quando ben ha “controllato” quanto guadagnano tizio e caio, poi che fa? Cosa cambia?
Al massimo maledice di aver pagato il canone.
Non glielo ha certo firmato lui il contratto, a certi big dello spettacolo.
Se poi uno vuole solo sapere quanto guadagna qualche conduttore, eccolo servito, senza bisogno di titoli di coda.
Fabio Fazio per “Che tempo che fa” prende 2.185.000 euro, Bruno Vespa per “Porta a Porta” 1.780.000 euro, Simona Ventura per “Quelli che il calcio” 1.800.000, Milly Carlucci per “Ballando sotto le stelle” 1.200.000 euro, Michele Santoro per “Anno Zero” 600.000 euro. Continua »
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Dicembre 3rd, 2009 admin
MA QUALE RISPETTO DEL PROGRAMMA? QUELLO INAPPLICATO? O FORSE LO HANNO SCAMBIATO PER QUELLO DELLA LEGA?…. E DOVE MAI SI PARLAVA DI PROCESSO BREVE, IMMUNITA’, PRESCRIZIONI, SCUDO FISCALE? …DOVE SONO FINITE LA LOTTA ALLA CASTA, L’ABOLIZIONE DELLE PROVINCE, LA RIDUZIONE DELLA TASSE, LE MISURE SOCIALI, IL DIVIETO DEI DOPPI INCARICHI?
Il nostro commento di ieri al fuori-onda del presidente della Camera, Gianfranco Fini, e le relative polemiche, pare abbiano suscitato un discreto vespaio: centinaia di collegamenti, ivi compresi giornali, direzione del Pdl, istituzioni e lettori vari.
Riteniamo quindi doveroso dare una risposta cumulativa a tanti che ci hanno scritto, dichiarandosi anche critici verso quanto da noi affermato.
Premesso che noi siano autonomi da vincoli partitici e non abbiamo gli occhi foderati di prosciutto, diciamo intanto a chi ci ha scritto, sostendendo che in An non c’era democrazia interna, non si svolgeva mai un congresso e decideva tutto Fini, che sfonda una porta aperta.
Però noi lo abbiamo scritto allora, non adesso.
Se a qualcuno non piaceva An, le sue tesi o la sua gestione poteva non entrarci (come abbiamo fatto noi) o andarsene.
Un po’ di coerenza su: troppo comodo criticare Fini ora, quando non avete avuto le palle di dirgli le cose in faccia per convenienza.
Noi abbiamo sempre fatto opposizione a Fini e ne abbiamo pagato giustamente le conseguenze: altri gli pulivano le scarpe al suo passaggio per avere qualche poltroncina e ora fanno gli indignati.
Seconda considerazione: noi guardiamo a quello che uno sostiene come tesi politiche al momento e come tali le valutiamo.
Fini è incoerente, ha cambiato idea?
Giusto: ma allora qualcuno ci spieghi che coerenza avrebbe Berlusconi che ha prima ha finanziato Craxi e poi è entrato in politica anche per tutelare le sue aziende, che coerenza avrebbe Capezzone che nel 2004 accusava il premier di aver pagato magistrati, quale un Bondi che militava nel Pci, quale chi è saltato sul carro di Forza Italia perchè Dc e Psi erano state seppelliti dalle tangenti, quale chi ha visto nel nuovo partito solo un modo di arrivare a una poltrona?
O forse fare parte dei quadri di Publitalia ed essere prestati alla politica era un segno di impegno sociale e civile?
Le palle raccontatele ad altri non a noi.
Altra critica: Fini poteva starsene fuori dal Pdl, cosa ci è entrato a fare per contaminarlo?
A parte che Fini per noi può fare quello che crede, come tutti, a qualche forzaitaliota sfugge un dettaglio: senza An , Forza Italia non sarebbe al governo a studiare processi brevi per il premier, sarebbe col suo 26-28% ad arrancare tra un’aula di giustizia e un’altra.
Tanto per essere chiari a chi è convenuta la “fusione a freddo”. Continua »
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Dicembre 2nd, 2009 admin
DOPO AVER DECANTATO LE AUTONOMIE SPAGNOLE, BOSSI INVITA A CENA IL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO CATALANO CHE NON CONDIVIDE PER NULLA LE SUE SPARATE CONTRO GLI IMMIGRATI….”NOI SIAMO FAVOREVOLI AL VOTO AGLI IMMIGRATI ALLE AMMINISTRATIVE”…. E A BOSSI VA DI TRAVERSO L’OSSOBUCO
La padagna del magna magna ha trovato la location adatta in un noto albergo milanese per
una cena in onore del presidente del parlamento catalano, Ernest Benach Pascual.
Finalmente il rappresentante di uno dei miti federalisti e autonomisti della Lega si siede a tavola imbadita con loro, curioso di conoscere le ultime novità della politica italiana.
Se il vino annebbia la vista, la Coca Cola fa forse parlare troppo il Senatur che liquida gli alleati con la solita arroganza privata: “Berlusconi? Lo controlliamo bene, senza di noi va a casa. Fini? Un ex fascista ora amico della sinistra”.
Pascual, poveretto, deve sorbettarsi le solite sparate uso gonzi del Senatur contro “chi vuole dare il voto agli immigrati, ma dovrà fare i conti con la nostra gente, prima dei diritti contano i doveri e da noi i musulmani sbatteranno sempre le corna”.
Ma, anche per Pascual, a tutto c’è un limite ed ecco che gela il Senatur con un “noi siamo favorevoli al voto agli immigrati alle elezioni amministrative”. Panico in sala, che sia anche il catalano una spia di Fini?
E Bossi fa una analisi delle sue, profonde e circostanziare : “E allora vorrà dire che li manderemo tutti da voi”.
Il leader catalano si limita a una battuta raffinata: “Lei fuma troppo” che forse non viene compresa a fondo, nella bolgia di fauci affamate. Continua »
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Novembre 26th, 2009 admin
DOPO IL PACCO SICUREZZA SI IMPONE IL PACCO NATALIZIO: CON TANTI PADANI INDIGENTI, NON SI VORRANNO TENERE I SOLDI DI ROMA LADRONA? ….E I 12 MILIONI DI VALORE DI IMMOBILI E TERRENI LI VOGLIAMO DARE AI GIOVANI PADANI PER SPOSARSI O NO?
Con 17 milioni di rimborsi elettorali arrivati da “Roma Ladrona” e senza più il mutuo, estinto
da un anno, per il quartier generale di via Bellerio, la Lega ha il portafoglio gonfio e può finalmente fare del bene al popolo padano.
Il rendiconto dell’esercizio 2008 parla chiaro: il saldo patrimoniale al 31 dicembre si attesta a 24 milioni di euro, con un avanzo di esercizio di 7 milioni di euro.
Senza contare i terreni e gli immobili di proprietà per un valore stimato di 12 milioni di eurini.
E già che ci siamo ricordiamo anche i movimenti consolidati, divisi su due società: la Pontida Srl che gestisce i beni immobili e la Fin Group spa, la holding cui fanno capo tutte le attività commerciali e industriali, compresa la organizzazione di viaggi e l’elaborazione di sondaggi e ricerche di mercato. Un partito “ricco” di ideali insomma: a testimonianza del quale, ecco anche i contributi che arrivano dai parlamentari.
Si tratta della solita percentuale che tutti i partiti cercano di riscuotere dai propri deputati e senatori per consolidare la cassa.
Un partito fatto di militanti vedrà tutti i combattenti in coda per versare l’obolo alle casse del partito: leggiamo invece che sono “ben 39″ tra deputati, senatori, ministri e sottosegretari coloro che hanno finanziato le casse. Peccato che 26 senatori più 60 deputati facciano un totale di 86.
E ci sembra che 39 versanti siano circa il 45%, un po’ pochino per i martiri dell’idea.
Qualcuno fa osservare che il ministro Zaia non ha versato nulla, ma non ci sembra il solo.
Poi lui avrà da pensare al radicchio trevigiano, al grana padano ed è anche risaputo che si è dato all’ippica, che volete pretendere…
Certo che vedere tre deputati peones che hanno versato cifre due-tre volte superiori a quelle di Calderoli, Castelli, Cota e Bricolo e sei volte a quelle di Maroni fa un po’ pensare. Continua »
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