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	<title>destra di popolo</title>
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	<description>Circolo di Cultura Politica - Genova</description>
	<pubDate>Fri, 18 May 2012 04:08:38 +0000</pubDate>
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		<title>CASA BOSSI, CHE NOIA CHE BARBA: PERSINO GLI ALIMENTI ALL&#8217;EX MOGLIE DI RICCARDO FURONO PAGATI CON I SOLDI DELLA LEGA</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 04:06:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[LegaNord]]></category>

		<category><![CDATA[Bossi]]></category>

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		<description><![CDATA[AGLI ATTI UN BONIFICO EFFETTUATO DA BELSITO A MARUSKA ABBATE, EX CONSORTE DEL PRIMO FIGLIO DEL SENATUR
Gli alimenti all´ex moglie dI Riccardo Bossi? Pagava la Lega.
Un´altra “voce di spesa” a carico del partito, dunque, che si aggiunge alle somme sborsate per titoli di studio, contravvenzioni stradali, viaggi e visite mediche dei familiari del Senatùr.
L´hanno individuata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>AGLI ATTI UN BONIFICO EFFETTUATO DA BELSITO A MARUSKA ABBATE, EX CONSORTE DEL PRIMO FIGLIO DEL SENATUR</strong></p>
<p><img src="http://a7.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc7/s320x320/580079_3512362480374_1011246615_32520998_1118978084_n.jpg" align="left" height="194" width="290" border="3" />Gli alimenti all´ex moglie dI Riccardo Bossi? Pagava la Lega.<br />
Un´altra “voce di spesa” a carico del partito, dunque, che si aggiunge alle somme sborsate per titoli di studio, contravvenzioni stradali, viaggi e visite mediche dei familiari del Senatùr.<br />
L´hanno individuata i carabinieri del Noe di Roma scavando tra i documenti sequestrati nell´ambito del filone napoletano dell´indagine.<br />
I militari, coordinati dai pm Francesco Curcio, Henry John Woodcock e Vincenzo Piscitelli, hanno trovato una cartellina sulla quale l´ex tesoriere Francesco Belsito aveva indicato, sul frontespizio, l´intestazione “alimenti”.<br />
All´interno, secondo la ricostruzione investigativa, riferimenti al bonifico che Riccardo Bossi era tenuto a versare alla ex Maruska Abbate dopo la fine del matrimonio.<br />
Tra maggio e ottobre 2011, dalle casse della Lega sarebbero stati prelevati 4.800 euro. I carabinieri guidati dal colonnello Sergio De Caprio, hanno allegato agli atti anche la ricevuta di un pagamento effettuato da Belsito presso l´agenzia di Montecitorio del Banco di Napoli e ritenuta un primo riscontro a quanto indicato nella cartellina.<br />
È cominciato tutto la mattina del 3 aprile, con le perquisizioni in via Bellerio.<br />
La prima a parlare di soldi della Lega utilizzati a scopo familiare e per spese riconducibili anche a Riccardo Bossi era stata la segretaria amministrativa del partito, Nadia Dagrada, sentita come teste dal pm Woodcock e dal pm di Milano Paolo Filippini.<br />
Dagrada aveva individuato come «l´inizio della fine» la malattia di Umberto Bossi.<br />
E aveva aggiunto: «Si è cominciato con il primo errore consistito nel fare un contratto di consulenza a Bruxelles a Riccardo Bossi. Dopo di che si sono cominciate a pagare, sempre con i soldi del finanziamento pubblico, una serie di spese a vantaggio di Riccardo e degli altri familiari dell´onorevole Bossi».<br />
Dagrada aveva detto di aver saputo da Belsito di pagamenti «con soldi della Lega di cartelle esattoriali e conti vari di Riccardo Bossi». Gli accertamenti ora vanno avanti sull´asse Milano-Napoli-Reggio Calabria.<br />
Il pool coordinato dal procuratore aggiunto Francesco Greco sta prendendo in considerazione l´ipotesi di interrogare Belsito, indagato a Napoli con l´ipotesi di riciclaggio per le operazioni finanziarie dell´imprenditore veneto Stefano Bonet.<br />
Una data però non è stata ancora individuata, anche perché preme l´intensa attività istruttoria legata a Finmeccanica e alla truffa e corruzione internazionale contestate a Valter Lavitola.</p>
<p>Dario del Porto e Conchita Sannino<br />
(da <strong>&#8220;La Repubblica&#8221;</strong>)</p>
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		<title>IL BALZELLO DELLE PROVINCE SULL&#8217;ASSICURAZIONE AUTO: TASSA AL MASSIMO IN DUE CASI SU TRE</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 04:05:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[carovita]]></category>

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		<description><![CDATA[SARANNO ANCHE ENTI INUTILI E DA TAGLIARE, MA METTONO ANCORA MANO AL PRELIEVO FISCALE SUI PREMI PAGATI DAGLI AUTOMOBILISTI&#8230;  BEN 77 SU 110 HANNO ALZATO LA TASSA AL 16%
Nell’attesa che quello che viene promesso da più parti trovi alla fine una traduzione nella pratica – cioè che vengano abolite – le Province assestano l’ultimo colpo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>SARANNO ANCHE ENTI INUTILI E DA TAGLIARE, MA METTONO ANCORA MANO AL PRELIEVO FISCALE SUI PREMI PAGATI DAGLI AUTOMOBILISTI&#8230;  BEN 77 SU 110 HANNO ALZATO LA TASSA AL 16%</strong></p>
<p>Nell’attesa che quello che viene promesso da più parti trovi alla fine una traduzione nella pratica – cioè che vengano abolite – le <img src="http://a4.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc7/s320x320/574968_3512353440148_1011246615_32520995_472110836_n.jpg" align="right" height="228" width="240" border="3" />Province assestano l’ultimo colpo nel prelievo fiscale sui premi delle Rc auto alzandolo fino al tetto massimo del 16%.<br />
Sono quelle stesse Province che in molti vorrebbero abolire giudicandole superflue e che ci costano ogni anno 2,3 miliardi di euro in spese di funzionamento.<br />
Dal 2011 è stata loro attribuita la possibilità di agire sull’aliquota base del 12,5% alzandola o abbassandola del 3,5%.<br />
Facile indovinare com’è andata a finire.<br />
Le Province che hanno ridotto l’aliquota si contano sulle dita di una mano, quelle che l’hanno portata al massimo consentito sono ormai 77 su 110.<br />
Trentasei avevano già provveduto nel 2011 mentre altre quarantuno si apprestano a farlo quest’anno.<br />
L’aliquota sull’Rc auto è ormai al top in quasi tutti i grandi centri a cominciare da Milano, Torino, Genova e Bologna e continuando al Sud con Bari, Lecce, Napoli e Palermo.<br />
Fanno eccezione Roma dove è rimasta ferma al 12,5% e soprattutto Firenze che ha abbassato il prelievo all’11%.<br />
Tra le pochissime altre amministrazioni provinciali virtuose menzione d’onore per Aosta (aliquota abbassata del 3,5% al 9%) Bolzano (-3%) e Trento (-3%).<br />
Tradotto in moneta sonante questo significa che ad esempio su un premio netto da 1000 euro un automobilista di Milano, Bologna o Palermo pagherà 35 euro in più di tasse (da 125 a 160 euro).<br />
Se il costo netto della polizza è di 1500 euro l’aggravio sale invece a 52 euro.<br />
Come in molti altri casi, dalle aliquote Irpef a quelle Imu, il giochetto è sempre lo stesso.<br />
Da un lato lo Stato taglia i trasferimenti (senza però ridurre la tassazione a livello centrale), dall’altro attribuisce agli enti locali la possibilità di rifarsi manovrando aliquote e balzelli. Nel mezzo, i cittadini.<br />
Negli ultimi tre anni le Province hanno dovuto far fronte a tagli da 1,5 miliardi di euro e una sforbiciata analoga è prevista da qui al 2014.<br />
Lo stesso è accaduto ai Comuni che nonostante la compartecipazione al gettito Imu sono ben lontani dal compensare i mancati trasferimenti e che nei prossimi tre anni vedranno sparire almeno altri 3 miliardi.<br />
Secondo Gianluigi Bizioli che insegna diritto tributario all’Università di Bergamo, “è inevitabile che gli enti locali, se non vogliono ridurre i servizi, cerchino risorse dove e come possono”.<br />
I tagli sono effettivamente pesanti e le razionalizzazioni di spesa, quando possibili, richiedono comunque tempi lunghi che non consentono di far fronte nell’immediato ai minori introiti.<br />
“D’altro canto – continua Bizioli – in una fase di crisi è inevitabile che lo Stato centrale dreni quante più risorse possibili per far fronte all’emergenza”. “Inutile sperare nel federalismo – conclude Bizioli – la riforma conteneva una buon principio, quello dei costi standard (ossia la calibrazione delle spese, specie quella sanitaria, sul livello delle regioni più virtuose) ma ormai giace nel dimenticatoio e lì resterà almeno finché la fase più acuta della crisi non sarà superata”.<br />
Rimane il fatto che nel caso specifico dell’Rc auto il fisco provinciale va a colpire una voce di spesa che negli ultimi anni ha già aumentato sensibilmente il suo peso sui bilanci familiari.<br />
Le associazioni dei consumatori stimano che negli ultimi dieci anni il costo per assicurare l’ auto sia in pratica raddoppiato e che solo nell’ultimo biennio l’aumento sia stato del 30%.<br />
Senza contare che molte Province hanno alzato anche le imposte per le iscrizioni e le annotazioni sul Pra, il Pubblico registro automobilistico.<br />
Per gli abitanti del Mezzogiorno poi la beffa è in molti casi doppia.<br />
Quasi ovunque subiscono il prelievo massimo da parte della Provincia e per di più l’aliquota si calcola su premi sensibilmente più alti rispetto al Centro-Nord.<br />
Secondo il portale Supermoney che consente di confrontare le offerte di diversi operatori, il costo medio di una polizza per chi non ha fatto incidenti negli ultimi 5 anni è di 1.456 euro al Sud contro i 920 euro del Nord.<br />
Questo sebbene il tasso di incidentalità del Mezzogiorno sia ormai più basso rispetto a quello delle altre aree del paese.</p>
<p>Mauro Del Corno<br />
(da &#8220;<strong>Il Fatto Quotidiano</strong>&#8220;)</p>
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		<item>
		<title>CAMPIDOGLIO, LA RIVOLTA DEI CONSIGLIERI COMUNALI CONTRO I VIAGGI IN ECONOMIA</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 04:05:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Comune]]></category>

		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[IL SEGRETARIO COMUNALE INVITA ALL&#8217;AUSTERITA&#8217; NELLE SPESE, I POLITICI RIBATTONO: E&#8217; UMILIANTE, NOI LAVORIAMO 18 ORE AL GIORNO
Non è solo il contenimento della spesa: per i consiglieri comunali «si fa presente che il segretario generale (Liborio Iudicello, ndr) ha evidenziato la necessità di prestare massima attenzione non solo ai profili finalizzati al contenimento della spesa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IL SEGRETARIO COMUNALE INVITA ALL&#8217;AUSTERITA&#8217; NELLE SPESE, I POLITICI RIBATTONO: E&#8217; UMILIANTE, NOI LAVORIAMO 18 ORE AL GIORNO</strong></p>
<p><img src="http://a1.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc7/s320x320/403520_3512404401422_1011246615_32521011_1632311767_n.jpg" align="left" height="208" width="312" border="3" />Non è solo il contenimento della spesa: per i consiglieri comunali «si fa presente che il segretario generale (Liborio Iudicello, ndr) ha evidenziato la necessità di prestare massima attenzione non solo ai profili finalizzati al contenimento della spesa ma anche e soprattutto ai profili di legittimità della missione, a prescindere dal fatto che comportino o meno un costo per l&#8217;amministrazione».<br />
Con i consiglieri municipali, Iudicello è parecchio più esplicito: scrive a tutti i diciannove parlamentini e mette nero su bianco che a proposito dei rimborsi chilometrici, le spese di viaggio, gli «indebiti aggravi nonché i connessi profili di responsabilità, che, peraltro, nelle circostanze ricostruite (in questa sede citate solo a titolo esemplificativo) hanno assunto un autonomo rilievo penale&#8230;».<br />
Agli uffici, invia un messaggio chiarissimo: «Ove da tali verifiche dovessero risultare anomalie non giustificabili non si procederà ad alcun rimborso (&#8230;) e nel caso emergessero profili di responsabilità, anche solo omissivi» gli uffici «provvederanno senza indugio a produrre apposita denuncia ai competenti organi dell&#8217;autorità giudiziaria».<br />
Il motivo è semplice: molti consiglieri hanno la residenza in altre regioni, e ottengono dal Campidoglio il rimborso del carburante.<br />
Parecchio caro, a guardare alcune determinazioni: solo per fare un esempio, in IV Municipio un consigliere ha chiesto 23 mila euro di rimborsi.<br />
In III Municipio invece, dopo il tetto fissato ai rimborsi per i datori di lavoro, c&#8217;è chi cambia residenza e adesso chiede quello chilometrico.<br />
In aula Giulio Cesare, alle undici e trenta del mattino, quella lettera del segretario generale non la prendono bene: Federico Mollicone, Pdl, getta la giacca sullo scranno e urla che «è umiliante, noi lavoriamo diciotto ore al giorno, non può umiliarci così», Dario Nanni del Pd annuncia un&#8217;interrogazione per «sapere chi abbia sforato, visto che io con i soldi del Comune non sono mai andato neanche a Tor Bella Monaca».<br />
Il segretario generale taglia «missioni», «spese di rappresentanza» e invita i consiglieri a «viaggiare in economy in aereo, in seconda in treno, e in alberghi a tre stelle».<br />
E viaggiare sarà possibile «solo nel caso in cui da ciò derivi un rilevante ritorno concreto in termini economici per Roma».<br />
Mollicone critica l&#8217;operato del segretario generale: «Lui è un tecnico e noi eletti dal popolo, non può trattarci come suoi impiegati, e questo non ha niente a che vedere con la casta. Anzi, gli uffici ci dicono che al suo stipendio di 250 mila euro, si aggiunge l&#8217;attività di notaio del Campidoglio&#8230;».<br />
Marco Siclari, Pdl, scuote la testa: «Faccio tutto con i miei soldi, niente telefono né auto, e non arrivo a 1.400 euro al mese».<br />
Fabrizio Panecaldo, del Pd, non si scompone: «Per noi abituati alle precedenti Giunte questa attenzione alla spesa è normale. Poi: come può chi ha la delega al turismo viaggiare con la certezza di firmare un contratto e garantire un incasso a Roma?». «Unica eccezione» prevista nella lettera per le missioni dei consiglieri «quelle collegate in maniera esclusiva e inderogabile alle esigenze del sindaco».</p>
<p>Alessandro Capponi<br />
(da &#8220;<strong>Il Corriere della Sera</strong>&#8220;)</p>
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