Dibattito Radici e Valori
Spazio aperto sia ad articoli della redazione sia al contributo dei lettori
IN RICORDO DI UN UOMO DI VALORE
Si sono svolti ieri a Genova, in Carignano, i funerali del Generale Giorgio Farotti.
N.H. GIORGIO FAROTTI (1921-2207), Ufficiale in s.p.e. dal 1943 al 1986. Combattente nel Goriziano e sul fronte Sud dal 1943 al 1945, è decorato di Croce di Guerra al Valor Militare. Tenente nel REI, dopo l’8 settembre combattè nel Raggruppamento Alpino Carnevalis e quindi nel Btg Barbarigo della X MAS, dove ne comandò la Cp Mitraglieri, divenendo poi Ufficiale addetto alle operazioni del Btg. Ha frequentato la Regia Accademia di Fanteria e di Cavalleria di Modena, le Scuole di Applicazione di Parma e Torino e numerosi Corsi di alta specializzazione presso vari Centri Studi ed Esperienze dell’Esercito. Nel 1965 ha conseguito la qualifica di Psicologo Militare rilasciatagli dal C.N.R. dell’Università di Roma e per tre lustri ha fatto parte, divenendone Presidente, della Commissione mobile per gli accertamenti d’idoneità psico-attitudinale dei concorrenti all’ammissione alle Accademie, Scuole e Collegi Militari.
Nell’arco della sua lunga carriera, terminata con il grado di Maggior Generale, ha comandato tutte le unità operative corrispondenti ai vari gradi rivestiti, ottenendo molteplici encomi dalle S.A. e essendo insignito dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine del Merito della Repubblica Italiana. Attualmente è Presidente dell’A.N.U.P.S.A. per la regione Liguria e dell’Associazione “Campo della Memoria”, con la quale è riuscito a far costruire il Cimitero di Guerra dei caduti del Btg. Barbarigo ad Anzio/Nettuno. I reduci della IV Compagnia del Barbarigo lo hanno nominato Marò Honoris Causa con la motivazione: “con profonda stima ed affetto, per le sue doti eccezionali e per la dedizione ai nostri ideali in pace ed in guerra”.
Tra i reduci della Decima MAS, Fiamma Morini, Cateni, Nardin, i fratelli Crosio, Grechi e Ilariucci. Commovente l’orazione del fratello, anche lui Generale dell’EI, che ha ripercorso la figura militare e privata del defunto. Nutrita anche la partecipazione dell’EI.
Angelo Lombardi
quali valori? sempre citando Nietzsche la risposta viene da “così parlò Zarathustra”, l’unico valore che ormai possiede la gente è la “Virtù che rimpicciolisce” … come ci siamo ridotti? la gente ha perso valori e rispetto, pensa soltanto a chi dovrà essere eliminato o meno dal reality di turno o a crearsi un’illusoria felice second life … ormai siamo governati tramite l’ignoranza e grazie al vecchio sistema panem e circensi di modo che i giovani sono sempre più annullati (basti guardare il numero di circoli culturali-letterari conosciuti a Genova, 0, contro locali e luoghi di svago effimero … ) e raramente si accorgono quindi di quel che gli succede attorno (avvertendone però l’opprimente disperazione). un esempio? quanto peso si è dato pubblicamente alla prodiana legge sui blog che limita niente meno di una cosuccia solamente costituzionale comela libertà di pensiero parola e opinione? ….
DRG
Per secoli la Chiesa ha rappresentato un modello di valori vivibili. La sinistra ha portato il relativismo, il progressismo, il permissivismo, non esiste piu’ una trincea da difendere nella società . Siamo di fronte a un crollo dei valori a cominciare dalla famiglia e dalla scuola. Il nuovo Pontefice sta tentando di riportare anche nella Chiesa un rigore teologico che ci voleva.
Cristina
Citando Nietzsche ” ogni società organizza la propria esperienza storica in base a tavole di valori che essa giudica assoluti ed eterni”.
In realtà essi non sono altro che il frutto di scelte ispirate dalla “volontà di potenza”( o dalla necessita di sopravvivenza) della società medesima.
Una mia conclusione, spero condivisibile, è che ogni società stabilisce una scala di valori atta a garantirne la continuità, ed è dunque compito di chi intende cambiarla sovvertirli per superare la crisi dell ‘attuale sistema.
Quali sono i valori di riferimento attuali?
Quali contrapporre?
E da quali profonde radici trarre quei valori che , eterni, sono sempre stati alla base di ogni civiltà?
Rolando Robustelli