Settembre 27th, 2025 Riccardo Fucile
È IN CALO ANCHE IL GRADIMENTO PER MELONI, PASSATO DAL 43 AL 39% IN CINQUE MESI … OLTRE IL 60% DEGLI INTERVISTATI CONSIDERA L’INFLAZIONE IL PROBLEMA PIÙ GRAVE, CON UN AUMENTO DEL 5% RISPETTO A GIUGNO, A CONFERMA CHE IL MONDO REALE È MOLTO DIVERSO DAL PAESE DELLE MERAVIGLIE RACCONTATO DALLA DUCETTA
La fiducia degli italiani nel governo Meloni è scesa del 5% dall’inizio dell’anno, passando
dal 42% al 37%. Fratelli d’Italia cresce leggermente (29,2%), rafforzando il centrodestra, che si avvicina al 48% (Forza Italia al 9,3%, Lega all’8,2%). Lo certifica un sondaggio dell’Istituto Ixè-
Nell’opposizione, il Partito Democratico sale dello 0,3% (22%) e il Movimento 5 Stelle dello 0,4% (14,1%). Azione, invece, perde lo 0,7%, scendendo al 3,1%.
L’astensionismo risulta essere in forte calo: solo il 49,2% degli italiani andrebbe a votare oggi, rispetto al 58,1% di tre mesi fa.
Secondo il sondaggio dell’Istituto Ixè, tre italiani su quattro ritengono che Israele stia compiendo un genocidio a Gaza, e quasi il 71% sostiene la missione della Global Sumud Flotilla. Anche se il sondaggio non collega direttamente il calo di fiducia con la posizione del governo sul conflitto a Gaza, il sostegno all’esecutivo continua a diminuire.
Oltre il 60% degli italiani considera l’inflazione il problema più grave, con un aumento del 5% rispetto a giugno, seguito dal peggioramento della sanità, indicato dal 46,2% degli intervistati.
(da agenzie)
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Settembre 27th, 2025 Riccardo Fucile
L’ANOMALIA È STATA DENUNCIATA DA TRE CONSIGLIERE DI SINISTRA. E LA SINDACA, MANUELA DEL GRANDE, HA RISPOSTO SPIEGANDO IL DOMINIO DEL SITO È SCADUTO LO SCORSO MARZO E DA ALLORA È SUBENTRATO UN PORTALE A LUCI ROSSE
Basta un click. E invece del sito della coalizione Santa Maria a Monte Sempre, che governa il Comune in provincia di Pisa dal 2023, si accede a pagine chiaramente e inequivocabilmente erotiche.
Donne nude che si offrono «in un raggio di trenta chilometri». L’anomalia, diciamo così, è stata segnalata alla sindaca Manuela Del Grande dalle consigliere del gruppo di opposizione Sinistra Plurale, Elisa Eugeni e Patrizia Faraoni, con una posta elettronica certificata.
Ed è scoppiato il putiferio. Perché alle due di Sinistra non è piaciuta la risposta della sindaca e così hanno deciso di rendere pubblico (sui social) lo scambio di missive.
«Le scriviamo in qualità di consigliere comunali di opposizione, ma soprattutto come cittadine preoccupate per la reputazione delle istituzioni che rappresentiamo – la pec di Eugeni e Faraoni alla sindaca di Santa Maria a Monte – Nel cercare in rete il suo programma elettorale, abbiamo constatato che il sito ufficiale della lista civica Santa Maria a Monte Sempre risulta compromesso.
Avremmo potuto utilizzare la vicenda per una facile ironia sui social, ma abbiamo preferito informarla in via riservata, affinché
possa attivarsi per ripristinare la corretta funzionalità del sito e tutelare l’immagine della sua lista e, indirettamente, dell’intero consiglio comunale».
«Abbiamo ricevuto la vostra comunicazione pec – la risposta della sindaca Del Grande – che abbiamo letto con una certa perplessità. Un po’ per il tono, un po’ per la gravità che cercate di attribuire a un fatto in sé del tutto neutro, ma soprattutto per il livello di confusione tecnica che permea ogni riga della vostra missiva…
Facciamo chiarezza, ripercorrendo una semplice cronologia che vi avrebbe evitato la figuraccia. Il dominio oggetto della vostra preoccupazione è stato acquistato dalla nostra lista civica il 22 marzo 2023 ed è regolarmente scaduto il 22 marzo 2025. Non essendo stato rinnovato è rientrato nel circuito libero del mercato digitale…
Dal 22 marzo 2025 la responsabilità, il controllo e l’associazione con qualsiasi contenuto presente su quel dominio non sono più in alcun modo riconducibili alla lista Santa Maria a Monte Sempre.
L’impatto istituzionale non è quello che pensate voi, dato che nel vostro testo, parlate di ’reputazione delle istituzioni’, di ’contenuti lesivi’, di rischio per l’immagine pubblica. Siete responsabili di un attacco infondato, costruito su una totale mancanza di comprensione tecnica, e portato avanti con leggerezza e superficialità».
(da agenzie)
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Settembre 27th, 2025 Riccardo Fucile
AFD È STATO PUNITO PER AVER ORGANIZZATO NEL 2022 UNA FESTA CON TANTO DI GRIGLIATA NEL CORTILE INTERNO DELL’IMMOBILE E PER AVERE ESPOSTO IL LOGO DEL PARTITO, VIOLANDO IL DIVIETO DI PUBBLICITÀ PREVISTO DAL CONTRATTO
Il partito tedesco Alternative fuer Deutschland (Afd) deve lasciare la maggior parte del suo
quartier generale a Berlino entro il 30 settembre 2026, ovvero prima della fine del 2027, il termine iniziale previsto dal contratto. Il motivo? Un contenzioso con il proprietario che tocca da vicino i locali dell’ufficio politico federale dell’estrema destra.
É la sentenza del tribunale regionale della capitale, arrivata dopo una denuncia da parte del locatore a causa della festa elettorale tenuta il 23 febbraio scorso – nel cortile interno dell’immobile – contro le regole presenti nel contratto.
Il party con grigliata tenuto dall’ultradestra fu organizzato – in quella che è la sua sede centrale dal 2022 – per festeggiare con la stampa invitata e con i simpatizzanti lo storico risultato
raggiunto alle elezioni federali
L’imprenditore austriaco Lukas Hufnagl, proprietario dell’immobile situato nel quartiere settentrionale di Reinickendorf, aveva lamentato – nel giustificare lo sfratto senza preavviso – che la festa si era svolta in aree pubbliche che l’Afd non aveva affittato e che la proiezione del logo del partito aveva violato il divieto di pubblicità concordato. Solo grazie alla stampa Hufnagl era venuto a conoscenza della festa
Da sempre l’Afd ha difficoltà a trovare spazi, sia per i congressi, che per gli incontri riservati o le feste. Molti proprietari non vogliono avere a che fare con il partito accusato di estremismo e sorvegliato dall’Ufficio federale per la protezione della Costituzione – Il Bundesamt fuer Verfassungsschutz – o essere associati ad esso.
Come spiega però il Sueddeutsche Zeitung, il partito ha vinto parte della causa portando Gottschalk a parlare di “un grande giorno”: la società proprietaria dell’immobile, la Quercus Grund, aveva infatti disdetto il contratto a marzo 2025 senza preavviso, e – come ricordato dal giudice Burkhard Niebisch – senza aver inviato prima un doveroso richiamo per il mancato rispetto delle disposizioni da parte dell’ultradestra. Sfratto quindi accordato dal giudice, ma non con effetto immediato come richiesto da Hufnagl.
“L’Afd si è comportata come se la proprietà fosse sua”, ha detto Hufnagl in un’intervista a Politico. Da quando ha rescisso il contratto, l’uomo ha affermato di esser stato vittima di minacce che hanno turbato anche sua moglie, e di aver avuto difficoltà a ottenere credito dalle banche a causa dei suoi rapporti con i
militanti dell’ultradestra.
“Esponenti dell’Afd mi hanno detto che non sarebbe stato un problema far arrivare due o tre autobus di ragazzi forti!”, ha affermato l’imprenditore, che si è commosso in tribunale mentre il giudice riassumeva la situazione: nonostante la tensione del processo, Hufnagl non rimpiange di aver affittato all’Afd.
Il partito di Tino Chrupalla e Alice Weidel potrà a questo punto impugnare la decisione in appello. E questo vale anche per Hufnagl. Contro la sentenza, infatti, si può fare ricorso al Kammergericht di Berlino, la corte di grado superiore.
(da agenzie)
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Settembre 27th, 2025 Riccardo Fucile
SCIPPATI I SOLDI CHE SERVIVANO A COMPLETARE I LAVORI CHE ORA SONO SENZA COPERTURA
Audizione del direttore del Consorzio autostrade siciliane ieri in Commissione bicamerale per il contrasto agli svantaggi dell’insularità.
Le domande dei commissari si sono concentrati sui ritardi del completamento della tratta Modica-Gela, sulle decennali interruzioni nella A18, sui tempi e i costi della sostituzione delle barriere, sulle tratte Messina-Palermo.
È stata confermata l’assenza di copertura di circa 700 milioni per il completamento della Siracusa-Gela a causa del dirottamento al fatidico Ponte di Salvini delle precedenti risorse già assegnate, nonché del quasi raddoppio dei costi rispetto al precedente progetto.
Fazio ha affermato che il progetto esecutivo è stato definito e che occorre ora trovare al più presto queste risorse.
“Si conferma – ha dichiarato il Sen. Antonio Nicita – lo scippo di risorse già assegnate per essere dirottate sulla ipotesi Ponte, quando la rete autostradale siciliana versa in condizioni critiche anche solo per i lavori di manutenzione, uno scenario che stride con i fantastici video di un ponte immaginario realizzato con l’intelligenza artificiale”.
(da Siracusapost)
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Settembre 27th, 2025 Riccardo Fucile
SE LA DESTRA DOVESSE PERDERE, PREVEDE: “MELONI FARÀ IL FALLO DI REAZIONE SU SALVINI. GLI CHIEDERÀ LA GUIDA DEL VENETO”
Francesco Boccia dà la linea e il Foglio la declina. Effetto Gaza nelle Marche? “La
coscienza collettiva sta con Gaza. Può avere un peso”. Matteo Ricci vince o perde? “Innanzitutto giochiamo fuori casa”.
Il Pd quanti goal farà? “Saremo primo partito, il Pd lo sarà ovunque, in Calabria, in Veneto, ovunque. Siamo la forza trainante del centrosinistra. Dobbiamo essere uniti sempre per battere Meloni”.
Ma se nelle Marche si perde? “Non ci dobbiamo abbattere se si perde e neppure esaltare se si vince. Lottare. Avanti, con Ricci per le Marche”. Se Meloni crolla nelle Marche? “Farà il fallo di reazione su Salvini. Vedrete”
Parliamo con il tattico del Partito democratico, il coach Boccia, il capogruppo al Senato, e marito di Nunzia De Girolamo (viva De Girolamo in Rai! Ciao Nunzia!).
Allenatore Boccia, torniamo sulla palla. Le Marche? “Ce la stiamo giocando, fino alla fine”. Fino al novantesimo minuto (messaggi dalle Marche: Ricci in grande recupero, testa a testa)
ma se lunedì, facendo le corna (come le ha fatte Dario Franceschini, il Grande) si perde, cosa accade? “Siamo un grande partito e come sempre…”.
Caro Boccia non teme i fischi del riformismo? Non teme il contropiede dei “Gendarmi con Gentiloni e Guerini”, la nuova corrente che ha esonerato Stefano Bonaccini? “Tengo a precisare che ho stima per Lorenzo, come per Paolo. Siamo nella stessa squadra”.
Ma quando si perde è sempre colpa dell’allenatore. Intendiamo Schlein. Cosa succede alla segretaria, al numero 10? Risposta: “Lo spiego ancora. Elly ha avuto il merito di risvegliare un popolo. Il nostro popolo di sinistra. Vi invito a venire con me. Quando Elly parla, guardate i capelli di chi l’ascolta”.
Cosa si evince dal capello? “Che sono tutti giovanissimi, che il nostro popolo è trascinato dalla forza della segretaria. Ha presa anche sul popolo del sindacato, sul popolo di Landini. Lo ha capito anche Dario”. Intende Dario Franceschini, Dario Grande? “Dario”. Ci sembra di capire che nel Pd siete scaramantici.
Le Marche sono solo le Marche? “Sono le Marche e il governo, per aiutare Acquaroli, ha distribuito mance. E’ la destra che rischia, non la sinistra”. Cosa succede se Meloni dovesse uscire sconfitta? In un’immagine: la nostra premier manda Salvini a fare la doccia e in ritiro. Dice Boccia coach: “Io conosco Meloni. Farà il fallo di reazione. Chiederà a Salvini la guida del Veneto. Glielo toglierà. A quel punto si sfasciano”.
Nel calcio esiste il 4-4-2 ma nel Pd in caso di sconfitta esiste il “confronto”. Ancora l’allenatore Boccia: “Lo ripeto. Ci sarà un momento di confronto senza drammi”. Il congresso Pd
anticipato? “Un grande partito ha tutti gli strumenti. Al momento serve unità”.
Con l’allenatore ragioniamo anche sulla legge elettorale, la legge che arbitra la gara: “Se Meloni – dice Boccia coach – modifica la legge elettorale sapete qual è il risultato?”. Che si prende il pallone e pure il Quirinale? “Primo effetto. La Lega perde tutti i seggi che ha in Lombardia.
Alle ultime elezioni è stata sovradimensionata. Con la nuova legge, Salvini perderebbe tutta la sua attuale classe dirigente lombarda. Ecco perché cambiare la legge elettorale provocherà un durissimo scontro nel centrodestra. E poi voglio ricordare una legge fondamentale”.
È la legge del calcio Boccia: “Governare stanca, governare logora. Meloni arriverà logorata alle elezioni”. Il Pd? “Può benissimo attestarsi al 26 per cento. Tutti insieme possiamo vincere, battere le destre”. E Calenda? “L’auspicio è che stia con noi”. L’allenatore ora va in trasferta. “Corro in Calabria per sostenere Tridico”. Salutiamo il coach Boccia. Dallo spogliatoio del Senato è tutto. 90° minuto Boccia.
(da Il Foglio)
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Settembre 27th, 2025 Riccardo Fucile
“MISSIONE NON NEGOZIABILE”
La Global Sumud Flotilla si prepara a ripartire da Creta e proseguire verso Gaza, senza lo “scudo” Frontex chiesto da un gruppo di parlamentari europei. Al momento gli italiani a bordo sono 40 e altre 10 barche si preparano ad attraversare il Mediterraneo con l’obiettivo di rompere il blocco navale e raggiungere la Striscia di Gaza.
«La delegazione italiana è composta da circa 50 persone – spiegano gli attivisti – di cui circa 40 sono rimaste a bordo e le rimanenti hanno legittimamente deciso di tornare in Italia per proseguire l’attività insieme all’equipaggio di terra».
A organizzare le dieci barche Freedom Flotilla Coalition, storica organizzazione che da anni tenta di rompere l’assedio via mare, e la Thousand Madleens to Gaza (TMTG), nata dopo la violenta intercettazione che ha messo fine alla missione della Madleen, la barca che a giugno ha tentato di raggiungere Gaza via mare ed è stata abbordata in acque internazionali dalla Marina israeliana, che ha poi incarcerato tutti gli attivisti.
Gli attivisti affermano che «ridurre la Global Sumud Flotilla al solo scopo (seppur importantissimo) della consegna degli aiuti umanitari è strumentale al boicottaggio della missione, e quindi all’ennesimo sostegno alle illegalità di Israele». «Fin dall’inizio l’attenzione massima della Global Sumud Flotilla è stata rivolta al blocco navale illegale dal 2007 di Israele a largo di Gaza, sull’assedio alla popolazione palestinese, sull’occupazione coloniale, sul genocidio che ogni giorno, anche mentre
scriviamo, genera sofferenza, fame, distruzione e morte per due milioni di persone. La delegazione italiana – concludono – continua la navigazione insieme al resto della flotta internazionale verso est. All eyes on Gaza».
«Io mi trovo sulla barca Alma, la Family stanno venendo a trainarla via, il nostro piano è di partire anche oggi per Gaza, siamo pronti» dice all’Adnkronos Tony La Piccirella, l’attivista barese della Global Sumud Flotilla. La portavoce della delegazione Maria Elena Delia, «è tornata in Italia per spiegare perché le proposte non sono state accettate, visto che molti non capiscono che noi non siamo un partito o un’associazione. Siamo un movimento che, tra l’altro, è anche più grande della Global Sumud Flotilla e anche senza il direttivo probabilmente la missione continuerebbe».
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Settembre 27th, 2025 Riccardo Fucile
NEL PLICO DESTINATO A DONZELLI ANCHE RIFERIMENTI A ORIENTAMENTO SESSUALE
Un corvo in parlamento. Che ha confezionato un dossier con accuse e riferimenti sessuali
nei confronti di alti dirigenti della Camera dei Deputati. Che erano in corsa per diventare
vicesegretari a Montecitorio. Ma ha fatto un errore. Ha dimenticato che l’aula del Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica è videosorvegliata. E così Roberto Cerreto, oggi consigliere caposervizio con delega a tutte le commissioni bicamerali, è finito nei guai.
La storia la raccontano Il Fatto, Il Foglio e Il Messaggero. Tutto è accaduto tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. Il plico era destinato a Giovanni Donzelli, membro del Copasir, a Palazzo San Macuto. L’intestatario era falso. E le persone citate sono i consiglieri dei politici, depositari di atti e leggi. Cerreto non ha risposto alle richieste di commenti dei quotidiani. Ha ribadito agli amici la propria estraneità alla vicenda. Ma rischia di salutare gli uffici parlamentari. Il dirigente voleva bruciare altri pretendenti a quel ruolo, nel frattempo assegnato ad agosto. Nel dossier c’erano riferimenti agli orientamenti sessuali di altri consiglieri parlamentari e accuse di merito sulla gestione del Copasir.
La versione di Fontana
Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha fatto sapere che si tratta di un procedimento disciplinare senza alcuna rilevanza politica. Nel plico incriminato indirizzato a Donzelli, membro della commissione bicamerale, era stato scritto un falso mittente: segreteria del Copasir. Ma in quell’auletta non può entrare quasi nessuno, a parte i parlamentari che ne fanno parte e un nucleo ristretto di dirigenti.
(da agenzie)
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Settembre 27th, 2025 Riccardo Fucile
IL CONDUTTORE MEDIASET: ORMAI E’ DIVENTATA ESTABLISHMENT
Giorgia Meloni è una delusione. Anzi, di più: una speranza tradita. Perché ormai la presidente del Consiglio fa parte dell’establishment. A dirlo è Mario Giordano, conduttore Mediaset, che in un’intervista al Fatto Quotidiano sostiene che i primi tre anni di melonismo lo lasciano perplesso: «Proprio quella stabilità che è il maggior valore del governo Meloni, è anche ciò che ha deluso molti suoi elettori: si aspettavano cambiamenti più radicali»
La politica estera
Per esempio sulla politica estera «è irriconoscibile. All’opposizione Meloni contestava le sanzioni alla Russia,
accusava l’Europa di essere serva degli Stati Uniti». Secondo Giordano è strozzata dal sistema, ma il suo rimane un tradimento: «Però è chiaro: per anni fai campagna dicendo “cambiamo l’Europa”, poi ti ritrovi a braccetto con quella stessa Europa, che persino Mario Draghi è arrivato a definire fallimentare… è inevitabile che una parte dell’elettorato si senta tradita. Bisognava cambiare, invece ci ritroviamo ancora con Ursula von der Truppen». E ancora: «Se governare significa non poter cambiare nulla, allora ditelo. E non stupitevi se cresce l’astensionismo».
Meloni è brava ma…
«Se io voto una brava e poi vedo che siamo costretti a tenerci von der Leyen e quell’Europa lì, allora la prossima volta alle urne ci andrà al massimo il 40%», continua Giordano.
Che poi la richiama anche su Israele e Gaza: «Timidissima, anche lì. La capisco pure: provo sulla pelle le stesse difficoltà di chi viene da un certo tipo di cultura, di ammettere che siamo di fronte a un genocidio inaccettabile, da parte di quella che abbiamo sempre difeso come democrazia occidentale. Ma ci vorrebbe un po’ di coraggio: fanno i timidi sulle sanzioni a Israele e poi ne votano 19 alla Russia».
L’immigrazione
Il piatto piange anche sull‘immigrazione: «Gli sbarchi sono altalenanti e non c’è stato quel blocco che ci si aspettava, ma il vero buco è la sicurezza nelle città: da un governo di centrodestra ci si aspetta altro. Non è possibile che ci siano quartieri in mano agli spacciatori, dove si commettono stupri e la polizia viene aggredita». Anche sulla sicurezza «si è presa le
critiche da sinistra e ha prodotto comunque un decreto all’acqua di rose. Faccio un esempio su un tema che mi è caro: i ladri di case. Lei sa benissimo di aver fatto una norma inutile, perché riguarda solo la prima casa e non sfiora il 95% del problema, che sono gli altri immobili dati in affitto. A quel punto era meglio non intervenire, invece ha fatto un decreto a metà, buono solo per annunciarlo sui social».
L’establishment
Insomma, Giorgia si è trasformata nel suo peggior nemico: l’establishment: «In parte è anche fisiologico: non si va a Palazzo Chigi per fare le barricate. Però quali sono le intenzioni di fondo? Vuoi governare per cambiarlo, l’establishment, o per lasciarlo così? Lo so che i sondaggi al momento vanno bene, ma nei due anni che mancano alle elezioni, le consiglio di lavorare per recuperare l’insoddisfazione di una parte del suo popolo, che cova sotto la cenere».
(da agenzie)
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Settembre 27th, 2025 Riccardo Fucile
“QUELLE SONO ACQUE TERRITORIALI PALESTINESI, NON ISRAELIANE, LA CORTE DI GIUSTIZIA INTERNAZIONALE CON IL PARERE DEL LUGLIO 2024 LO HA STABILITO”
La professoressa Francesca De Vittor, docente del corso di Diritti dell’uomo presso
l’Università Cattolica, spiega a La Stampa che «se ragioniamo in termini di diritto internazionale, la Flotilla non commetterebbe nessun illecito nel portare gli aiuti a Gaza perché è il blocco navale a essere illegittimo. Poi va considerata la risposta di Israele che come sappiamo può essere molto pericolosa, ma guardando alle convenzioni internazionali la Flotilla non sta violando nessuna norma».
E questo perché «quelli non sono i confini di Israele né le acque territoriali israeliane, ma palestinesi. Indipendentemente dal riconoscimento o meno dello Stato di Palestina, non sono acque israeliane. Il diritto internazionale impone che non si possano riconoscere effetti giuridici ad annessioni territoriali illecite. E dunque non si può attribuire quel mare, antistante Gaza, a Israele. Su questo è intervenuta anche la Corte internazionale di giustizia nel parere del 19 luglio 2024, e poi nella risoluzione dell’Assemblea Generale Onu che chiede a Israele di cessare l’occupazione di tutti i territori palestinesi, tra cui Gaza».
Il blocco navale
Secondo De Vittor il blocco navale è illegittimo nella misura in cui concerne l’ingresso di aiuti umanitari. Un blocco navale, benché sia un istituto previsto dal diritto di guerra, non può mai essere funzionale ad affamare una popolazione civile, in questo caso costituisce violazione del diritto internazionale umanitario. Anche qualora questa non ne fosse la finalità, un blocco navale
non può mai essere impiegato per impedire l’arrivo di aiuti umanitari quando i civili non sono sufficientemente approvvigionati. La starvation è un crimine di guerra e può essere inteso come uno strumento per realizzare il genocidio, come appare chiaro nelle ordinanze della Corte internazionale di giustizia che impongono a Israele di permettere gli aiuti come conseguenza dell’obbligo di prevenire il genocidio. E sono vincolanti».
Se Israele attacca una nave italiana
Se l’esercito di Israele attacca una nave italiana «sono possibili tutte le contromisure pacifiche contro lo Stato come le sanzioni economiche. Inoltre è lecito l’uso della forza a protezione dei propri cittadini per fermare un attacco in corso, una nave della Marina militare potrebbe lecitamente abbattere i droni che attaccano la Flotilla perché così difenderebbe gli italiani. Saremmo nel campo della protezione della vita delle persone: una reazione non solo giustificata ma doverosa. L’Italia ha un obbligo di tutela derivante dai trattati sui diritti umani».
Il caso peggiore sarebbe «l’attacco o l’abbordaggio della nave, con l’arresto delle persone. Sarebbero un illecito internazionale, anche in questo caso quindi il nostro paese sarebbe legittimato a rispondere con contromisure pacifiche».
No a biscotti, miele e marmellata
In ultimo l’ong Music For Peace denuncia che dai pacchi umanitari destinati alla popolazione di Gaza vanno tolti gli alimenti «ad alto contenuto energetico per donne e bambini». Lo impone il Cogat, l’agenzia governativa israeliana che gestisce l’ingresso degli aiuti nella Striscia. L’ong avrebbe dovuto partire la prossima settimana con 300 tonnellate di beni di prima necessità diretta a Gaza dalla Giordania. Ma le è stato chiesto di smembrare e lasciare fuori dai pacchi famiglia alimenti a base di «amido e zucchero», conferma una nota della Jhco, responsabile dei passaggi dei convogli in Giordania.
(da Open)
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