Luglio 25th, 2026 Riccardo Fucile
LA PROPOSTA DI ALESSANDRO ONORATO, ASSESSORE A ROMA E PROMOTORE DI PROGETTO CIVICO ITALIA: “NON SAREBBE UN NOME FINTO MA DI GARANZIA, DOPO IL VOTO POI CI PENSERÀ MATTARELLA A INDICARE IL PREMIER” – TRA I NOMI PAPABILI CI SONO L’EX CAPO DELLA POLIZIA GABRIELLI, IL SINDACO DI NAPOLI MANFREDI, L’EX SEGRETARIO DEM BERSANI E IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI … L’INVITO DI DARIO FRANCESCHINI A CONTE A FARE UN PASSO INDIETRO (INSIEME A SCHLEIN). MA SE ENTRAMBI I LEADER INSISTERANNO SULLA SFIDA DEI GAZEBO, ALLE PRIMARIE CI SARA’ ANCHE SILVIA SALIS CHE PUÒ PERSINO VINCERE
Le primarie non sono l’unica via per scegliere il candidato premier del campo largo. Se la
legge lo imporrà, si può indicare «un garante. Una figura autorevole che ci rappresenta tutti, non un premier».
La pensata, consegnata al Foglio, è di Alessandro Onorato, assessore di Roma e aspirante leader centrista. Ma è un’idea così affilata che non sembra farina del suo sacco. «Non sarebbe un nome finto», spiega, «per la Costituzione l’indicazione del premier spetta al Colle. Noi allora indicheremmo soltanto un garante del nostro percorso. Il premier, dopo il voto, in base ai risultati, sarà indicato in piena libertà da Mattarella».
In realtà è solo una delle ipotesi che circolano fra i dirigenti Pd che pensano che le primarie sarebbero un bagno di sangue per il centrosinistra. Su questa sono immaginabili le ironie della destra. In ogni caso nomi di papabili “garanti” circolano da tempo, tutti più o meno inverosimili: il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il presidente della Puglia Antonio Decaro, l’ex capo della Polizia Franco Gabrielli, l’ex ministra (e vicepresidente dei comitati del No) Rosy Bindi, l’ex segretario Pd Pier Luigi Bersani.
Nessuno ha intenzione di intestarsi la responsabilità di essere additato come il responsabile della permanenza di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. Anche rispetto alle “gambe” di centro, oggi litigiose e divise: alla ripresa si metteranno d’accordo, finiranno tutti in un’unica lista, e non sarà Renzi a guidarla, né Onorato. Ma chi?
Alle certezze del Nazareno si oppongono i dubbi di mezzo gruppo dirigente Pd, che ancora non affiorano per non indebolire la segretaria, convinta di essere la candidata premier, in un modo o nell’altro. La proposta messa in chiaro per interposto Onorato, che con alcuni esponenti del Pd ha rapporti fittissimi, dimostra il lavorìo per cercare alternative. Serve un accordo fra i due leader.
Dario Franceschini lo ha raccomandato la settimana scorsa direttamente a Conte. Se fosse lui a vincere le primarie – ipotesi che fra i dirigenti dem anche di osservanza schleiniana non viene esclusa, in qualche caso auspicata – il Pd ne uscirebbe indebolito, forse terremotato. Se invece vincesse Schlein, quanti elettori del M5s non la voterebbero? Dunque meglio un o una garante. Che è un altro modo per dire ai due leader di fare un passo indietro, almeno temporaneo.
Dopo il voto si vedrà. Difficile che venga considerata “di garanzia” la sindaca di Genova Silvia Salis, di cui il lato sinistro dell’alleanza diffida. Ma il discorso che le è stato fatto è: se lei non sarà in qualche modo della partita, sparirà dalla scena nazionale per tutta la campagna elettorale.
Su di lei è dunque in corso un pressing. Se Schlein o Conte restano incaponiti sulla sfida dei gazebo, sarebbe invocata e acclamata dai civici. Può persino vincere
(da EditorialeDomani)
argomento: Politica | Commenta »
Luglio 25th, 2026 Riccardo Fucile
“IL RISCHIO CHE STA CORRENDO È DI AGGREGARE PERSONAGGIUCOLI CHE PER IDENTIFICARSI DI DESTRA PARLANO DI FAMIGLIA TRADIZIONALE A VANVERA, POI VORREI VEDERE COSA FANNO SOTTO LE LENZUOLA” … OLIARI VENIVA OSTEGGIATO AI PRIDE (“MI DAVANO DEL FASCISTA”) ED ERA ISCRITTO A FRATELLI D’ITALIA … LA SVELENATA CONTRO LA DUCETTA: “BASTANO LA BOLLETTA DEL GAS E IL COSTO DELLA VITA PER VEDERE CON I PROPRI OCCHI IL FALLIMENTO DEL GOVERNO”
Questo è il racconto di uomo gay che fu un missino ma non fascista. E non si nasconde dietro l’anonimato. Il suo nome è Enrico Oliari, 56 anni compiuti a luglio, infermiere e direttore della rivista “Notizie Geopolitiche”. Fondatore di GayLib, associazione nazionale dei gay liberaldemocratici e di centrodestra. Nonostante sia stato un militante di un partito nato dai reduci di Salò, nella sua vita ha con facilità e disinvoltura incarnato più di tutti i suoi camerati una libertà unica.
Senza mai fermarsi né davanti agli insulti né davanti alle minacce. “Fascista” glielo urlavano ai Pride (che lui ha organizzato), alle manifestazioni per le unioni civili (che lui ha contribuito a far approvare). Ma fascista, dice, non lo è mai stato. “Anzi, fui redarguito perché mi dichiarai missino ma non fascista. Da lì a pochi mesi in molti si dichiararono missini ma non fascisti”.
Serviva molto coraggio per essere una persona gay di destra nel 1991 e se me lo consente una certa follia. Lei fondò anche la sua associazione Gaylib. Si ricorda le difficoltà che ha incontrato dentro la destra? L’avranno vista come un marziano.
Difficoltà sì, ma non eccessive, l’averci messo la faccia è stata la prima corazza. Anzi, ho trovato sempre porte aperte, anche perché le istanze dei diritti civili delle persone omoaffettive erano un argomento sì, nuovo a destra, ma comunque un fenomeno sociale con il quale fare i conti.
Intervenendo ad Atreju sentivo dal pubblico risatine sotto i baffi mentre a Genova durante il Pride mi urlarono con veemenza “fascista”. quando dal palco cercavo di spiegare l’importanza della trasversalità delle nostre istanze. È stato insomma un mantra per tutta la mia militanza: “frocio” da una parte, “fascista” dall’altra.
Nel 2013 lei si è iscritto a Fratelli d’Italia. Lo è ancora?
Non so quale contributo potrei apportare in Fratelli d’Italia, una destra che non è destra. Non ho rinnovato l’iscrizione perché occupandomi di geopolitica vedo Meloni e il suo partito lontani dalle mie idee e dalla realtà delle cose, di certo non “sovranisti” come si sono spacciati per conquistare voti. E non occorre seguire Travaglio mentre snocciola le tante promesse rinnegate di Meloni, bastano la bolletta del gas e il costo della vita per vedere con i propri occhi il fallimento di un governo e la perdita di una grande occasione. La politica urlata quando si è all’opposizione e non applicata quando si governa sa di tradimento dell’elettorato. Ma Meloni, va detto, continuerà a riscuotere consenso perché l’alternativa di centro sinistra fatica ad essere percepita come credibile, specie sui temi della sicurezza e dell’immigrazione.
Bisogna riconoscere che di Giorgia Meloni lei ne condivide le radici. Anche lei viene da Alleanza Nazionale, su di lei si staglia l’ombra grande di Gianfranco Fini. Eppure sembra cristallizzata in un tempo di guerra aperta alla comunità gay: l’inesistente gender, l’idea accarezzata poi abbandonata dalla stessa premier di abolire le unioni civili, la battaglia contro le famiglie omogenitoriali. È una destra che non è riuscita ad andare a passo con i tempi rispetto ad altre destre europee?
Personalmente fatico ad identificare la figura di Giorgia Meloni come l’erede di Gianfranco Fini e persino come interprete del pensiero di destra: ha preso il potere con il populismo e il populismo paga solo in termini di voti e di consenso, non necessariamente di interesse reale per il Paese.
La sua domanda tuttavia pone una serie di questioni estremamente importanti, e io non ho problemi ad affermare che il vero fascismo è imporre una cultura a tutti i costi, iniziando proprio dal “gender”. La società giusta ti deve considerare per quello che dai, non per il sesso che hai o per come sei o per come ti senti. Se sei non binario, liquido, fluido, se vai a letto con le zanzare o con i calzettoni, sono affari tuoi. La considerazione che va fatta è un’altra: che piaccia o meno, nel quadro nel nostro sistema sociale e politico, ciò che la politica tutta, di destra e di sinistra, poteva dare, mi creda, lo ha dato.
Non pensi che se domani mattina va a governare la sinistra, le cose per persone omoaffettive e transessuali cambino. Ciò che cerco di dire, è che l’obiettivo principale era il riconoscimento della coppia, e quello il centrodestra e la politica tutta lo ha potuto dare. Altro non vedo empiricamente possibile, a parte la fuffa.
Provi a pensare alla questione delle adozioni: non si tratta di “destra” o di “sinistra”, dal momento che è il nostro ordinamento a non riconoscere per nessuno, neppure per le coppie eteroaffettive, il “diritto” di adottare, bensì considera quello del minore di essere adottato. Che vuol dire “famiglia omogenitoriale”? “Utero in affitto”?
Mi creda, i bambini non si comprano, non sono merce. Adozione per il figlio biologico della compagna o del compagno? La giurisprudenza si sta già muovendo. La partenza rimane tuttavia sempre quella: il diritto del minore di essere adottato, non quello della coppia di adottare. Non è quindi una questione di “destre europee”, bensì del nostro tessuto culturale e sociale, dal momento che la società e di tutti, non solo dei gay. [….]
Pochi sanno che in parte se oggi in Italia le coppie dello stesso sesso si possono unire civilmente è anche grazie alla sentenza della Cedu nata dalla causa “Oliari contro Italia”. Una causa che lei pagò di tasca sua. Si sente deluso dall’associazionismo che non lo ha riconosciuto questa porzione di storia, dando tutto il merito a Matteo Renzi?
Sì, decisamente. Ancora oggi a casa mia vengono giovani studenti da tutta Europa per pormi domande in merito al percorso e alla sentenza della Cedu (prima c’era stata quella della Corte costituzionale, e anche lì eravamo protagonisti), ma come si dice, nemo profeta in patria sua. La stessa Rete Lendford e il mondo radicale mi aveva lasciato solo alla Cedu, forse pensando che avrei perso la causa e che la sconfitta avrebbe procurato nocumento alla battaglia stessa. Certo di vincere nell’interesse di tutti ho comunque voluto andare avanti, ma da parte del movimento, o come dice lei dell’associazionismo, non c’è stato alcun segnale di apprezzamento. Mi resta la grande soddisfazione di aver aggiunto un mattone, anzi, una chiave di volta nella costruzione della libertà e dell’uguaglianza, anche per le persone omoaffettive. Senza le gabbie e le classificazioni della cultura delle mille sigle.
Cosa pensa di Futuro Nazionale e del generale Vannacci?
Mi fa un po’ ridere il dilettantismo di Vannacci quando si riferisce ai gay. Storace c’era arrivato ben prima al “dicce qualcosa di destra… a frociii”. Il rischio che sta correndo Vannacci è di aggregare personaggiucoli che per identificarsi di destra parlano di famiglia tradizionale a vanvera, poi vorrei vedere cosa fanno sotto le lenzuola. Vannacci, che come dicevo ha delle idee sulle quali si può e si deve ragionare, rischia di cadere nel becerismo con un forte ritardo, neppure si può dire “da caserma”, dal momento che ci sono militari gay uniti civilmente.
(da “Prima che sia notte” di Simone Alliva )
argomento: Politica | Commenta »
Luglio 25th, 2026 Riccardo Fucile
BELLA FIGURA DI MERDA SUI MEDIA E SOCIAL THAILANDESI… LA PROSSIMA VOLTA PORTATELI A ZAPPARE LA TERRA, COSI’ CAPISCONO COME SI STA NEL MONDO CIVILE… PS CHE SE C’E’ UN POPOLO GENTILE, ACCOGLIENTE ED EDUCATO E’ PROPRIO QUELLO ORIENTALE
L’ambasciata italiana in Thailandia è stata costretta a scusarsi per il comportamento di un
gruppo di giovani italiani ripreso in un video diventato virale sui social e sui media thailandesi. Nel filmato, girato su un treno della metropolitana sopraelevata di Bangkok, alcuni giovani rispondono in modo provocatorio a una passeggera che aveva chiesto loro di abbassare la voce.
Una delle frasi che ha suscitato particolare indignazione è stata: «Ci dispiace aver portato i soldi nel vostro Paese». Il gruppo, composto soprattutto da minorenni, si trovava in Thailandia per una vacanza studio organizzata da Travelling Fox, società che organizza viaggi per i figli dei dipendenti pubblici italiani con il sostegno dell’Inps.
Le scuse dell’ambasciata italiana
Dopo la diffusione del filmato, il caso ha attirato l’attenzione anche delle autorità italiane: centinaia di persone hanno commentato la pagina Facebook dell’ambasciata italiana a Bangkok chiedendo chiarimenti e un intervento sulla vicenda. L’ambasciata ha quindi pubblicato un comunicato in cui ha espresso le proprie scuse ai cittadini thailandesi e condannato il «comportamento inappropriato» del gruppo di ragazzi e ragazze, ribadendo l’importanza del rispetto verso il Paese ospitante e la sua cultura.
La replica del gruppo e dell’agenzia viaggi
Nei giorni successivi, alcuni rappresentanti del gruppo hanno diffuso un video di scuse che è poi stato rilanciato dall’ambasciata italiana in Thailandia. Nel filmato compaiono tre accompagnatori e il ragazzo che aveva pronunciato la frase più contestata mentre chiedono scusa ai cittadini thailandesi per il comportamento tenuto e per aver offeso la loro cultura, ringraziando il Paese per l’accoglienza ricevuta. Una delle accompagnatrici ha inoltre annunciato che il ragazzo coinvolto nell’episodio verrà rimandato presto in Italia.
Anche Travelling Fox ha pubblicato un messaggio di scuse sui propri canali, spiegando che l’episodio certamente inappropriato «non rappresenta i valori promossi dalla società». L’azienda ha comunque sottolineato che il comportamento è stato compiuto da un gruppo di adolescenti presi dall’entusiasmo del momento.
(da Open)
argomento: Politica | Commenta »
Luglio 25th, 2026 Riccardo Fucile
MA DE LUCIA, A DIFFERENZA DI NORDIO, PARLA DI FATTI REALI: ACQUISTI DI MUNIZIONI FATTI DAL CARCERE, RICHIESTE DI PIZZO E ORDINI DI INTIMIDAZIONI PARTITI DALLE CELLE, ADDIRITTURA CONFERENCE CALL TRA CHI STA DENTRO, CHI STA FUORI E CHI IN UN ALTRO CARCERE… L’AFFONDO DI DE LUCIA SU MELONI CHE PARLA DI PORTARE L’ESERCITO A PALERMO: “L’ESERCITO HA COMPITI ISTITUZIONALI DIVERSI DA QUELLI DELLA POLIZIA. FINITO LO STRUMENTO DELL’ESERCITO A COSA SI PASSA, AI CASCHI BLU?”
Perde del tutto le staffe il Guardasigilli Carlo Nordio contro il procuratore di Palermo Maurizio De Lucia. Parte il suo affondo, attraverso un comunicato, senza neppure rendersi conto delle documentate affermazioni di un magistrato avaro di interviste e da sempre cauto nelle sue dichiarazioni pubbliche. Lo accusa addirittura di “aver perso il controllo”. Dichiara proprio così in una nota diffusa da via Arenula.
Eccola: “De Lucia ha perso il controllo di se stesso. È di una gravità inaudita che un procuratore offenda l’intero corpo della polizia penitenziaria che svolge il proprio dovere con il rischio della vita. Se qualche fenomeno patologico è avvenuto, un magistrato non può estenderlo all’intero territorio nazionale”.
Solo “qualche fenomeno patologico”? De Lucia parla di ben altro. E lo fa documenti alla mano quando interviene a un incontro sul racket del pizzo organizzato da Assostampa Siciliana che si svolge ai Cantieri Culturali della Zisa di Palermo.
Durissima la sua denuncia quando afferma che gli istituti di pena “non sono più sotto il controllo dello Stato”. E ancora: “Le carceri non esplodono perché i detenuti non vogliono farle esplodere, il controllo appartiene solo alle organizzazioni criminali che vogliono lasciare le cose per come sono”.
Ma De Lucia, che parla a Palermo dei fatti di Palermo, cita episodi concreti. Mentre Nordio la butta in politica: “Questo non è il modo migliore per creare quell’atmosfera di leale collaborazione che stiamo attuando, con interlocuzioni attente sia con il procuratore nazionale antimafia, sia con il Csm, sia con l’Anm”.
Cioè Nordio chiede a De Lucia di tacere sui fatti criminali che emergono dalle sue inchieste e dal lavoro delle forze di polizia perché questo inficia la sua politica sulla giustizia. L’accusa è pesantissima –
“De Lucia ha perso il controllo di se stesso” – perché arriva dal Guardasigilli contro il procuratore di una città come Palermo dove negli ultimi mesi c’è stata una pesantissima recrudescenza criminale, come il Fatto ha raccontato. Ma De Lucia sulle prigioni cita i fatti. Gli acquisti di munizioni fatte dal carcere e gli ordini per eseguire danneggiamenti, e far partire intimidazioni e richieste di pizzo partite dalle celle. Nonché “conference call tra chi sta fuori, chi sta dentro e chi è in un altro carcere”. Poi l’affondo su Meloni che parla di portare l’esercito a Palermo.
Ribatte De Lucia: “Per me l’esercito deve fare l’esercito, ha compiti istituzionali diversi da quelli della polizia. Finito lo strumento dell’esercito a cosa si passa, ai caschi blu?”
(da I Fatto Quotidiano)
argomento: Politica | Commenta »
Luglio 25th, 2026 Riccardo Fucile
E’ IL PRESIDENTE DELLA LEGA TICINESE E SI E’ LIMITATO A RESTITUIRE LE SUE DELEGHE AL GOVERNO… LA MAGISTRATURA INDAGA
Una telefonata registrata e diffusa via social in cui il capo del governo del Canton
Ticino,Claudio Zali, programma di «far pestare» una donna da un sicario; un’inchiesta della magistratura secondo la quale il medesimo Zali sarebbe intervenuto a favore di un ragazzo detenuto in un istituto minorile di Lugano; una richiesta unanime di dimissioni da parte di numerose formazioni politiche all’indirizzo sempre di Zali.
È uno scandalo politico senza precedenti quello esploso nella regione della Svizzera italiana e al quale il diretto interessato ha risposto in maniera minimale: ha restituito le sue deleghe di governo (era responsabile del dipartimento di polizia e giustizia) e ha annunciato querele contro i suoi rivali politici.
L’episodio centrale – la telefonata registrata e diffusa – che rischia di costare la carriera politica di Zali, esponente della Lega dei Ticinesi, risale al 2022 e sul come e il perché sia divenuto pubblico solo oggi ci sono molti interrogativi.
Nella telefonata Zali parla con una sua amica (la cui identità viene tenuta coperta): quest’ultima si lamenta di essere vittima da qualche tempo di molestie e atti di stalking da parte di un’altra donna. Che anche Zali conosce.
Ed è rispondendo alla donna che l’esponente politico elvetico rompe gli argini. Prima invita la sua interlocutrice a malmenare senza tanti complimenti la molestatrice. «Ma non è nella mia indole e se lo faccio di sicuro perdo il lavoro…» replica lei.
Al che Zali mette il carico: «Allora chiamo un mio amico di Milano, uno che non mi tradirebbe mai e mi aiuta a risolvere questo problema tramite quarte o quinte persone». Con aggiunta di una pezza d’appoggio letteraria: «Anche Orwell, in “1984”, dice che le persone hanno paura solo del dolore fisico.
E ci sono persone che capiscono solo questo». Non bastasse, in un altro passaggio il politico lascia intendere di aver già alzato le mani su quella misteriosa donna («quando è venuta a casa mia l’ho pestata»).
(da agenzie)
—
argomento: Politica | Commenta »
Luglio 25th, 2026 Riccardo Fucile
E MENO MALE CHE IL COMANDO DELL’ARMA AVEVA ASSICURATO “IL MASSIMO RIGORE”… E ARRIVA PURE LA PETIZIONE CONTRO IL TRASFERIMENTO IN NOME DELLA “LIBERTA’ DI ESPRESSIONE”, SIAMO UN PAESE ALLA FRUTTA
Ha già preso servizio altrove il brigadiere dei carabinieri Walter Lombardi, che nei giorni scorsi aveva commentato un post del consigliere comunale di Bologna Detjon Begaj sul caso di Abderrahim Fakir, invocando il Duce, scrivendo ‘bum bum bum’ e ‘uno in meno’.
Secondo quanto si apprende, infatti, nei suoi confronti è stata avviata una pratica di trasferimento.
Dopo che il consigliere aveva segnalato i commenti al suo post, i Carabinieri avevano fatto sapere che l’Istituzione stava “esperendo gli opportuni accertamenti e valuterà il comportamento del militare con il massimo rigore”.
Al momento il brigadiere, che era in servizio al radiomobile di Bologna, sarebbe stato trasferito sempre all’interno della Città metropolitana, a Imola, dove è già in servizio.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Luglio 25th, 2026 Riccardo Fucile
LA RAGAZZA HA RICEVUTO A CASA LA TESSERA DEL PRTITO FIRMATA DA VANNACCI… IN PUGLIA GLI ISCRITTI SONO DAVVERO 10.000?
Si è ritrovata iscritta a un partito politico senza aver mai scelto di aderirvi. È la vicenda
denunciata da Francesca Caterina Laquale, ventenne di Santeramo in Colle, che ha presentato un esposto ai carabinieri dopo aver ricevuto nella cassetta della posta una tessera di Futuro Nazionale, il movimento fondato dal generale Roberto Vannacci.
La busta era indirizzata a lei e conteneva una lettera di benvenuto firmata dal leader del partito. «Quella che hai tra le mani non è solo una tessera. È la testimonianza del tuo impegno per difendere la nostra terra e il motore con cui apriamo la strada al futuro», si legge nel messaggio che accompagnava il tesserino. Un contenuto che la giovane sostiene di non aver mai richiesto.
«Mi hanno rubato l’identità. È questo che mi dà più fastidio», ha raccontato. «Qualcuno ha utilizzato i miei dati senza il mio consenso. Ho saputo che la stessa tessera è arrivata anche ad altri ragazzi della mia età».
Proprio quest’ultimo elemento potrebbe ampliare la portata della vicenda. Secondo la famiglia della ventenne, infatti, non si tratterebbe di un episodio isolato, ma di un caso che avrebbe interessato altri giovani del territorio.
La denuncia è stata presentata ai carabinieri di Santeramo in Colle. Un passaggio inevitabile, spiegano i familiari della ragazza, per fare chiarezza su come i suoi dati siano finiti in quella banca dati.
L’episodio richiama inevitabilmente l’attenzione anche sui numeri rivendicati da Futuro Nazionale. All’assemblea fondativa del movimento, la Puglia era stata indicata come la terza regione italiana per adesioni, con oltre diecimila iscritti, alle spalle di Lombardia e Lazio.
Spetterà ora agli accertamenti chiarire l’origine della tessera recapitata alla giovane e verificare se si sia trattato di un caso isolato oppure di una vicenda più ampia.
Momenti di tensione si sono intanto registrati nella giornata di oggi, 25 luglio, in Piazza Maria Immacolata a Taranto, dove un gazebo di Futuro Nazionale, impegnato in una raccolta firme sui temi della sicurezza e della legittima difesa, è stato rovesciato e distrutto da un gruppo di persone. L’intervento immediato delle forze dell’ordine ha evitato che la situazione degenerasse, riportando la calma dopo oltre un’ora di insulti e urla.
(da Corriere della Sera)
argomento: Politica | Commenta »
Luglio 25th, 2026 Riccardo Fucile
L’EX CALCIATORE È STATO SCELTO DA UNA AZIENDA DI MOSCA, FONBET, IL PRINCIPALE BOOKMAKER RUSSO, “PER SFIDARE L’ISOLAMENTO SPORTIVO SUCCESSIVO ALL’INVASIONE CRIMINALE DELL’UCRAINA” … IL VIAGGIO A MOSCA DI PIRLO E LE ACCUSE DELL’ATLETA UCRAINO GIÀ SQUALIFICATO PER IL SUO CASCO A MILANO-CORTINA: “È TRISTE VEDERE LE LEGGENDE DELL’INFANZIA TRASFORMARSI IN FALLITI MORALI PER I QUALI NULLA È PIÙ PREZIOSO DEI RUBLI RUSSI. VERGOGNA”
La scelta di Andrea Pirlo come prossimo Ct della Nazionale italiana rischia di diventare anche un caso politico, dopo che l’ex calciatore era già finito al centro delle polemiche per un viaggio in Russia. Sui social cresce il malumore per chi non ha dimenticato che l’ex calciatore è diventato global ambassador di Fonbet, il principale bookmaker russo. Un accordo che la stessa azienda aveva salutato con parole di entusiasmo, visto che aveva dimostrato quanto fosse possibile coinvolgere un volto noto del calcio internazionale anche con l’isolamento di Mosca per l’invasione in Ucraina.
A maggio scorso Pirlo si è poi presentato allo stadio Luzhniki a Mosca per il «Giorno del calcio», evento organizzato proprio da Fonbet, dove aveva firmato autografi insieme ad altri protagonisti del calcio russo come Dzyuba. Quello stesso giorno, Vladimir Putin aveva ordinato uno degli attacchi più pesanti lanciati dalla Russia sull’Ucraina.
A intervenire duramente sui social era stato Vladyslav Heraskevych, skeletonista ucraino già protagonista alle Olimpiadi di Milano Cortina per un casco commemorativo dedicato agli atleti ucraini uccisi in guerra, gesto che gli è costato la squalifica per violazione della regola 50 del Cio. L’atleta ha scritto su X: «Oggi è stato uno degli attacchi russi più grandi, durante il quale sono stati lanciati 600 droni e 90 missili contro l’Ucraina. E oggi la leggenda del calcio italiano Andrea Pirlo è stato avvistato a Mosca accanto al calciatore russo Dzyuba, che sostiene apertamente la politica del Cremlino e l’uccisione di ucraini. È triste vedere le leggende dell’infanzia trasformarsi in falliti morali per i quali nulla è più prezioso dei rubli russi. Vergogna».
Dopo le indiscrezioni delle ultime ore, che indicano Pirlo scelto da Paolo Maldini e Leonardo per il nuovo corso della Figc voluto da Giovanni Malagò, sui social sono iniziate le prime proteste. C’è chi già boccia la scelta del campione del mondo, colpevole del viaggio in Russia «dal macellaio di bambini».
Altri lo accusano di aver incassato i soldi dello sponsor senza farsi troppo problemi della provenienza di quei rubli: «Poche settimane fa – scrive un utente su X – Pirlo andava in Russia a riempirsi le tasche di rubli insanguinati, con l’obiettivo dichiarato di “rompere l’isolamento internazionale della Russia”. Putin Ringrazia Giovanni Malagò. Andrea Abodi tutto ok?».
Non meno duro il commento del sito centrista Linkiesta, secondo cui Pirlo non può rappresentare l’Italia per le sue scelte commerciali. E viene sollevata una domanda alla Federcalcio italiana: «è compatibile che il volto della Nazionale italiana sia anche il volto scelto da un’azienda russa per sfidare l’isolamento della Russia?».
L’attacco da +Europa sul contratto con i russi
È il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova ad aprire la strada ai primi attacchi politici al quasi Ct azzurro: «Non si può che fare gli auguri più sentiti a Pirlo e alla nazionale italiana di calcio. Con un “ma” – scrive su X – Pirlo pochi mesi fa ha fatto una scelta per me incomprensibile e sbagliata, quella di diventare ambasciatore nel mondo di Fonbet, prima agenzia di scommesse in Russia».
Il parlamentare riconosce che il settore delle scommesse non rientra tra quelli colpiti dalle sanzioni europee, ma ritiene comunque che un personaggio pubblico con la notorietà di Pirlo dovrebbe riflettere di più sul peso pubblico delle proprie scelte private. Della Vedova si augura che il nuovo Ct decida di rescindere il rapporto con Fonbet, anche alla luce della posizione dell’Italia nei confronti di Mosca, e dice di voler credere che questo passo sia già stato compiuto. Chiude il suo intervento con un affondo diretto sul conflitto in corso: «Quando Putin interromperà la sua invasione violenta e illegale dell’Ucraina e la sua guerra ibrida contro noi europei si potrà cominciare e parlare di Russia in altri termini. Oggi no»
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Luglio 25th, 2026 Riccardo Fucile
NEL MAGGIO 2025, I SERVIZI SEGRETI TEDESCHI IN UN LUNGO RAPPORTO AVEVANO DEFINITO IL PARTITO DI ESTREMA DESTRA “UN PERICOLO PER LA DEMOCRAZIA”
Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius si sarebbe espresso a favore dell’avvio intempi
rapidi di una procedura per mettere al bando Alternativa per la Germania (Afd). Lo riferisce il settimanale “Der Spiegel”, citando diverse fonti, secondo cui Pistorius avrebbe sostenuto con forza questa linea durante l’ultima riunione della presidenza del Partito socialdemocratico (Spd) prima della pausa estiva.
Dopo la pubblicazione, a fine giugno, di un nuovo parere della Societa’ per i diritti civili su Afd, il ministro riterrebbe sussistenti i presupposti per presentare una richiesta di messa al bando. Attendere senza intervenire, secondo Pistorius, non sarebbe piu’ un’opzione e l’Spd dovrebbe ora portare avanti il processo.
Anche il ministro dell’Interno della Turingia Georg Maier, esponente socialdemocratico, ha sollecitato l’avvio della procedura, affermando che la democrazia militante impone di agire quando vengono attaccati i fondamenti dell’ordine liberale. Maier ha inoltre invitato l’Unione cristiano-democratica (Cdu) e l’Unione cristiano sociale (Csu) ad assumersi la propria “responsabilita’ storica”.
Anche nella coalizione conservatrice emergono posizioni favorevoli: Dennis Radtke, presidente dell’ala sociale di Cdu-Csu, ha chiesto di investire finalmente la Corte costituzionale federale della verifica sulla compatibilita’ di Afd con l’ordinamento costituzionale, sottolineando che soltanto i giudici di Karlsruhe possono decidere in merito.
(da agenzie)
—
argomento: Politica | Commenta »