Destra di Popolo.net

VOLANO PORCHETTE IN FORZA ITALIA, LO SCAZZO TRA I SINDACI FORZISTI DI TODI, ANTONINO RUGGIANO, E DI GUALDO CATTANEO, ENRICO VALENTINI: I PRIMI CITTADINI UMBRI LITIGANO PERCHÉ IL FESTIVAL “PORCHETTIAMO” SI È TRASFERITO DALLA PIÙ PICCOLA GUALDO CATTANEO ALLA PIÙ “CHIC” TODI

Maggio 29th, 2026 Riccardo Fucile

ENRICO VALENTINI, PER RIPICCA, HA ORGANIZZATO UN’ALTRA RASSEGNA (“PORQUESÌ”) SIMILE A QUELLA CHE GLI E’ STATA “SCIPPATA” DA ANTONINO RUGGIANO (I DIRIGENTI DI FORZA ITALIA A ROMA SI SONO DOVUTI IMPEGNARE MOLTO PER RIPORTARE LA CALMA TRA LE DUE AMMINISTRAZIONI)

I suini allo stato semibrado che teneva una volta in località Farnetta, nel comune di Montecastrilli: «Ora puntiamo sui cereali», dice. Però lo stesso resta un grande cultore della materia, così come il suo collega Francesco Battistoni, il responsabile dell’organizzazione del partito, «e a lui sì che la porchetta piace molto…», chiosa Nevi.
Così adesso i due dirigenti apicali si trovano alle prese con quella che Michele Masneri, ieri sul Foglio, ha ribattezzato «la disfida umbra della porchetta targata FI», la guerra ipercalorica a colpi di panini imbottiti che vede di fronte due comuni quasi confinanti: da una parte Gualdo Cattaneo (dal nome del conte germanico Edoardo Cattaneo che lo fondò nel 975) e dall’altra Todi, da sempre patria di grandi artisti e buen retiro di vip. Davide contro Golia, insomma. Entrambi i sindaci sono di Forza Italia.
Quello di Todi, Antonino Ruggiano, al suo secondo mandato, ha letto ieri dal Kazakistan (dove si trova per una missione di cooperazione internazionale) della presunta «disfida della porchetta», ma giura che i suoi rapporti col collega di
Gualdo Cattaneo, Enrico Valentini, non si sono mai guastati: «Lui c’è rimasto male, è vero, ma è comprensibile dopo tanti anni…». E Valentini conferma via sms: «Con Ruggiano? No problem».
Il problema, però, è nato quest’anno quando Anna Setteposte, l’organizzatrice di «Porchettiamo», storico festival delle «porchette d’Italia» che dal 2009 si era sempre svolto a Gualdo Cattaneo, ha deciso di traslocare puntando sul maggior fascino di Todi: «Sono un’imprenditrice, nessun tradimento, da anni dicevo a Valentini che volevo cambiare», spiega. Col sindaco si rivedranno in tribunale
E così dal 22 al 24 maggio scorso, a Todi, c’è stato il boom, con oltre 30 mila panini venduti. Valentini, però, orgogliosissimo («i nostri porchettai, tutti col codice Ateco, sono rimasti a Gualdo»), ha bruciato i tempi (dal 15 al 17 maggio) e si è inventato un festival di porchette alternativo, dal nome spagnoleggiante («Porquesì») nello stesso posto, San Terenziano, dove fino all’anno scorso si teneva «Porchettiamo».
Anche in questo caso è stato un successo: «Volevo tutelare un’identità territoriale — dice — e ci sono riuscito. Eppoi la nostra porchetta è più buona e non lo dico io, ma chi la prova…». Comunque sia, i dirigenti di Forza Italia a Roma si sono dovuti impegnare molto per riportare la calma tra le due amministrazioni. E Raffaele Nevi, Francesco Battistoni e la deputata Catia Polidori (umbra come Nevi), in questi mesi si sono adoperati per riuscire a trovare alla Camera una sala conferenze sia per l’una che per l’altra rassegna. Presentazioni separate in giorni separati, per far contenti tutti.
(da il “Corriere della Sera”)

argomento: Politica | Commenta »

MICHELA BRAMBILLA E L’INCHESTA SULLE FATTURE FALSE: 900.000 EURO PER IL PROGRAMMA, LE ACCUSE DEI PM

Maggio 29th, 2026 Riccardo Fucile

LA DEPUTATA E’ INDAGATA ANCHE PER EVASIONE DELL’IVA… COME FUNZIONAVA IL MECCANISMO SECONDO LA PROCURA

Tra il 2020 e il 2023 alla deputata di Noi Moderati Michela Vittoria Brambilla sarebbero finiti oltre 900mila euro, una somma quasi identica a quella che nello stesso triennio l’Enci aveva versato alle società che producono il suo programma televisivo per sponsorizzarlo. Lo mettono nero su bianco i pm milanesi Antonio Pansa e Giancarla Serafini nel decreto di perquisizione eseguito dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza e dalla Squadra mobile. Alla parlamentare viene contestata, in concorso, anche un’ipotesi di evasione fiscale sull’Iva.
Come funzionava il meccanismo delle fatture
Secondo la Procura, le «società di produzione interposte» avrebbero girato alla deputata «sostanzialmente, l’intero flusso economico percepito» dall’Ente nazionale cinofilia italiana. In quei tre anni il denaro fatturato dalle tre società all’Enci, pari a 976mila euro, risulta «sostanzialmente sovrapponibile» a quanto Brambilla aveva a sua volta fatturato alle stesse società, ossia poco più di 937mila euro. Per gli inquirenti quelle aziende «non trattengono alcunché per la attività “asseritamente” svolta di realizzazione del programma, situazione di fatto incompatibile con l’esistenza delle attività economiche dedotte in fattura»
Su cosa indaga la procura di Milano
L’inchiesta, coordinata dall’aggiunto Paolo Ielo e diretta dal procuratore Marcello Viola, contesta fatture false tra il 2020 e il 2026 per circa 1,5 milioni di euro, legate al sistema con cui l’Enci sponsorizzava la trasmissione «Dalla parte degli animali». Di quella cifra la deputata avrebbe incassato circa il 90%, mentre solo la parte restante sarebbe servita davvero alla produzione. Le perquisizioni delle Fiamme Gialle hanno toccato Milano, Torino e Roma, la sede dell’Enci e tre studi di produzione, senza riguardare direttamente la parlamentare.
Chi sono gli altri indagati e di cosa sono accusati
Nel registro degli indagati, oltre a Brambilla, che risponde di sei capi di imputazione, figura il presidente dell’Enci Espedito Massimo Muto, insieme agli amministratori delle società di produzione, ritenuti consapevoli del giro di denaro. Per i pm Muto avrebbe agito «per far affluire risorse economiche all’onorevole Brambilla», utilizzando «l’annotazione in contabilità di fatture» per «operazioni inesistenti». Un doppio scopo, secondo l’accusa, «dare copertura contabile al flusso economico in uscita, dall’altro per avere un risparmio fiscale, generato dalla deduzione dei costi, diversi e non deducibili in quanto illegali».
Da dove nasce l’inchiesta
Il fascicolo sarebbe nato dopo alcune puntate di Report su Raitre andate in onda circa un anno fa, che avevano acceso i riflettori sul rapporto tra l’ente e la trasmissione. L’Enci, con sede nel capoluogo lombardo, è un’associazione di diritto privato ma con funzioni di natura pubblicistica, e proprio il titolo della sua sponsorizzazione è uno dei nodi al centro delle verifiche. Gli indagati, almeno sei, sono assistiti dagli avvocati Antonio Tomaso Pisapia, Luca Olivetti, Alessandro Diddi e Daniele Pezza.
La versione dell’avvocato di Michela Brambilla
«Le fatturazioni dell’onorevole Brambilla sono per prestazioni esistenti, come conduttrice della trasmissione – spiega l’avvocato Mario Zanchetti, difensore di Michela Vittoria Brambilla – I suoi redditi, inoltre, sono pubblici in quanto parlamentare». Il legale sottolinea anche che «l’Enci è uno sponsor dell
trasmissione con regolari contratti stipulati con le società di produzione» e non con l’onorevole Brambilla.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

LE “DUE PAROLE” DI MARIO SECHI SUL LICENZIAMENTO DA LIBERO E LA REPLICA: “UNA SCENEGGIATA”

Maggio 29th, 2026 Riccardo Fucile

COMICHE SOVRANISTE: L’EDITORIALE DI ADDIO DEL DIRETTORE ALL’EDITORE E I RETROSCENA

«Due parole sul mio addio a Libero»: così Mario Sechi intitola oggi il suo editoriale di saluto sul quotidiano degli Angelucci che lo ha ufficialmente licenziato ieri. L’articolo è piuttosto criptico, visto che si apre con una domanda sulla libertà di stampa, la scontata citazione di George Orwell («È il diritto di dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire») e la considerazione che questa riguarda anche l’editore «a cui bisogna spesso rispondere con le cose che non vorrebbe sentirsi dire». Dalle parti degli Angelucci intanto arriva una risposta: quella sulla scorta è «una sceneggiata» e Sechi avrebbe avuto un «atteggiamento ostile» nei confronti di un investitore. Ovvero il presidente della FederTennis Angelo Binaghi.
Il lungo addio di Mario Sechi a Libero
Nel suo editoriale piuttosto criptico Sechi dice che «parleranno i fatti. Come sempre». E poi: «La stampa ha un legame diretto con il buon funzionamento del capitalismo, ne costituisce il sistema nervoso, i giornali sono un filamento che accende le società competitive. I quotidiani vivono un periodo di profondissima crisi, molti chiuderanno e, forse, risorgeranno in altra forma. È finito un modello di business, non il giornalismo di cui c’è in realtà una grande domanda. Per questo sono ottimista e non mi spaventa affatto la disoccupazione, il mondo è pieno di opportunità. Voglio ringraziare i lettori che mi sono stati vicini e tutti i colleghi che in questi tre anni hanno lavorato al mio fianco. Libero mi ha dato tanto, ma si è preso troppo».
I retroscena
Il Corriere della Sera racconta invece alcuni retroscena sull’addio di Sechi. Che ha lamentato pressioni continue da parte dell’editore, aumentate negli ultimi sei mesi, accompagnate da ripicche, come il diniego delle sostituzioni estive, necessarie per coprire i periodi di ferie. Ma in particolare quello che ha portato alla rottura è il caso Binaghi. Il quale oggi è azionista di minoranza de La Stampa. Secondo le stesse fonti, Sechi non sarebbe stato licenziato direttamente da Angelucci, ma «sollevato dall’incarico nell’ambito delle decisioni editoriali del quotidiano», legate anche «all’insoddisfacente numero di copie vendute», e il direttore «ne sarebbe stato informato già da diverse settimane». Mentre il direttore defenestrato è pronto a dimostrare in tribunale che il licenziamento non è adeguatamente motivato, poiché il calo delle copie è un fenomeno generalizzato dell’editoria.
La linea editoriale
Il Fatto Quotidiano invece dice che la linea di Libero era troppo schiacciata su Giorgia Meloni a scapito della Lega. Il rapporto con Angelucci era pessimo ed è peggiorato nelle ultime ore. Proprio per la prima pagina sul direttore da ammazzare. Gli Angelucci hanno visto la scelta come un estremo tentativo di barricarsi alla guida del quotidiano. E infatti Il Tempo e il Giornale non hanno scritto una riga sulla vicenda. Proprio per ordine dell’editore. Qui si parla di “una sceneggiata” pensata solo per mettere in difficoltà, visti i comunicati di vicinanza a Sechi arrivati persino dal Quirinale. Gli Angelucci fanno pure sapere che «misure di tutela nei confronti di direttori di giornale non sono un fatto eccezionale e, in altri casi, risultano anche più estese e rilevanti».
Il tesoretto di Binaghi
E qui si parla del possibile investimento della Federtennis sul quotidiano. Come anticipato dal Foglio, gli Angelucci avevano fatto la bocca al tesoretto portato in dote da Antonio Binaghi, n. 1 del tennis, magari sotto forma di pubblicità. Binaghi ha scelto invece La Stampa, secondo gli Angelucci anche per l’atteggiamento ostile di Sechi.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

DRONE RUSSO COLPISCE UN PALAZZO IN ROMANIA, DUE FERITI

Maggio 29th, 2026 Riccardo Fucile

PROTESTE DEGLI STATI EUROPEI, LE SOLITE CHIACCHIERE INUTILI

Un drone russo ha colpito un condominio a Galați, nel sudest della Romania, ferendo due persone. Lo ha reso noto il ministero della Difesa rumeno spiegando che il drone Shahed ha colpito il tetto di un edificio residenziale vicino al confine ucraino. Si tratta di «una grave e pericolosa escalation», come hanno riferito i media rumeni. La Romania è stata colpita durante gli attacchi russi notturni contro i porti ucraini sul Danubio e in particolare la città di Izmail. In seguito all’attacco due F-16 rumeni sono decollati. Questa è la prima volta che un attacco russo causa vittime sul suolo Nato.
Il drone russo e la Romania
Da quando nel febbraio 2022 è iniziata l’offensiva russa contro l’Ucraina sono state rilevate più volte incursioni di droni in Romania. Ma questa è la prima volta che uno di questi velivoli si schianta contro un edificio residenziale. Quando i droni sono stati individuati in prossimità dello spazio aereo rumeno, due caccia F-16 sono decollati dalla base aerea di Fetesti, nella Romania orientale. Sono stati «autorizzati a ingaggiare il combattimento con i bersagli per tutta la durata dell’allerta», ha precisato il ministero della Difesa rumeno. Secondo i servizi di soccorso rumeni, l’intero carico del drone è esploso e i due occupanti dell’appartamento colpito, che sono riusciti a evacuare l’edificio con le proprie forze, sono stati soccorsi sul posto per alcune escoriazioni.
La condanna della Nato
Nella notte tra giovedì e venerdì è stato diramato un allarme aereo nazionale in Ucraina in previsione di nuovi raid russi. «Questa mattina presto, un condominio in Romania è stato colpito da un drone durante un attacco russo alle infrastrutture ucraine vicino al confine. Il Segretario Generale della NATO è in contatto con le autorità rumene. Condanniamo l’imprudenza della Russia e la NATO continuerà a rafforzare le proprie difese contro tutte le minacce, compresi i droni», ha scritto la portavoce della Nato Allison Hart sui social media.
Zelensky: Russia sta preparando attacco su larga scala
La Russia si sta apprestando a lanciare un nuovo massiccio attacco contro l’Ucraina. Lo ribadisce il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. «Abbiamo ricevuto informazioni dai nostri servizi segreti secondo cui la Russia starebbe preparando un nuovo attacco su larga scala», ha scritto su Telegram. «E’ importante che tutti i nostri partner siano a conoscenza di quanto sta accadendo e che la Russia continui a puntare sui missili e su un’ulteriore escalation bellica piuttosto che su misure diplomatiche», ha insistito. Zelensky ha invocato nuove sanzioni e «l’attuazione degli accordi con i partner in materia di difesa aerea e antimissile» senza ritardi. Il presidente ne ha parlato con il ministro degli Esteri, Andriy Sybiha, e sta lavorando a «proposte dettagliate per il nuovo pacchetto di sanzioni europee e misure aggiuntive per contrastare l’elusione delle sanzioni esistenti».
Anche Berlino condanna l’episodio
Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha condannato il «comportamento sconsiderato della Russia» a seguito dell’incidente con un drone che ha causato il ferimento di due persone in Romania, affermando che «continua a minacciare la nostra sicurezza collettiva». «La nostra risposta è l’unità», ha scritto Wadephul su X. «Siamo al fianco della Romania. I nostri pensieri vanno alle persone ferite nell’incidente con il drone di questa notte. Continueremo a rafforzare la difesa ucraina ed europea all’interno della Nato».
Per Bucarest è stato impossibile abbatterlo: solo 4 minuti di tempo
L’esercito rumeno «non ha avuto il tempo di abbattere il drone” che ha ferito due persone schiantandosi contro un condominio a Galati, vicino al confine con l’Ucraina, ha dichiarato il generale Gheorghe Maxim in una conferenza stampa. «Non c’era alcuna possibilità concreta di intercettarlo in sicurezza», ha aggiunto, «dato che il tempo a nostra disposizione – quattro minuti – era estremamente breve». «La decisione di non ingaggiare il bersaglio è stata presa perché non sussistevano le condizioni necessarie per distruggerlo senza mettere seriamente in pericolo la sicurezza della popolazione civile», ha dichiarato il presidente rumeno Nicusor Dan.
Ambasciatore Usa alla Nato: «Difenderemo ogni suo centimetro»
«Siamo al fianco del nostro alleato Nato, la Romania, e condanniamo questa sconsiderata incursione sul suo territorio. Il nostro pensiero va ai feriti di Galati. Difenderemo ogni centimetro del territorio Nato». Lo scrive in un post su X l’ambasciatore Usa presso la Nato, Matthew Whitaker.
(da Open)

argomento: Politica | Commenta »

LO STATO ORA PAGA I FARMACI PIU’ DI QUANTO COSTANO

Maggio 29th, 2026 Riccardo Fucile

COME SPENDERE DI MENO CON I FARMACI EQUIVALENTI

Ci sono soldi che il Servizio sanitario nazionale spende senza che qualcuno se ne accorga. Escono dalle casse pubbliche attraverso norme scritte nel tipico linguaggio tecnico incomprensibile ai più. Sono testi di legge che quasi nessuno si prende la briga di decifrare, ma che autorizzano spese da milioni di euro a vantaggio di pochi e con costi aggiuntivi per tutti gli altri. È in questo contesto che va letta la modifica al sistema di remunerazione dei farmaci voluta dal governo Meloni e dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, farmacista con delega alla farmaceutica. Una riforma costruita su passaggi tecnici che, una volta riportati alla pratica quotidiana, producono un effetto paradossale: invece di far risparmiare il Servizio sanitario nazionale, lo portano a pagare di più. Un cambiamento che sottrae risorse alla Sanità, eternamente sotto pressione. Per capire come funziona il meccanismo bisogna mettere in fila le regole, vedere come sono state ritoccate e seguire le conseguenze concrete che hanno avuto sulla gestione delle risorse pubbliche. Ed è proprio guardando a queste ricadute che diventa chiaro quanto le decisioni prese in ambito tecnico finiscano per incidere anche sulle scelte più ordinarie dei cittadini, a partire da cosa acquistiamo in farmacia e da quanto siamo chiamati a pagare di tasca nostra.
Un miliardo di euro
Ogni anno noi cittadini spendiamo, in modo spesso poco consapevole, un miliardo di euro che potremmo evitare di sborsare. Accade quando scegliamo un farmaco di marca invece del suo equivalente generico, che è uguale in tutto e per tutto ma ha un prezzo inferiore (qui pag. 18). È una decisione che si ripete infinite volte al
giorno nelle farmacie e che riguarda una porzione molto ampia dei medicinali in commercio.
Il Servizio sanitario nazionale mette infatti a nostra disposizione 10.809 farmaci gratuitamente o al solo costo del ticket: sono i medicinali di fascia A (qui pag. 757). Nel 2024 la spesa complessiva per questa categoria ha raggiunto 8 miliardi e 353 milioni di euro (qui pag. 6). Una cifra enorme, il cui peso è determinato soprattutto da un dato: l’87,5% dei consumi riguarda farmaci con brevetto scaduto (qui pag. 161). Quasi tutti questi medicinali hanno un equivalente generico, con la stessa capacità terapeutica del brand: stesso principio attivo, stessa efficacia, stessa sicurezza, stesso modo di assunzione.
Farmaci di marca e farmaci generici
I farmaci generici compaiono sul mercato dopo circa dieci anni dalla commercializzazione del farmaco originale, periodo nel quale l’azienda titolare del brevetto recupera i costi sostenuti per ricerca e sviluppo. Una volta scaduta la protezione brevettuale, i prezzi si abbassano per tutti (qui pag. 4), aprendo la strada al principio su cui si fonda il sistema: contenere la spesa pubblica senza ridurre la qualità delle cure.
Ci sono casi in cui il medico specifica che un paziente debba assumere proprio un farmaco di marca, ma sono eccezioni. Di norma la scelta ricade su di noi. La legge stabilisce che il farmacista debba consegnare il generico, a meno che sia il cittadino a chiedere espressamente il contrario (decreto legge 18 settembre 2001, n. 347 qui art. 7 comma 2 e 3). In questo modo, se preferiamo il brand, la differenza di prezzo non viene scaricata sul Servizio sanitario nazionale: la paghiamo noi.
Il funzionamento del sistema è sintetizzato in una regola: «I medicinali con uguale composizione in principi attivi, forma farmaceutica, via di somministrazione, modalità di rilascio, numero di unità posologiche e dosi unitarie sono rimborsati al farmacista dal Servizio sanitario nazionale fino al prezzo più basso disponibile» (qui art. 7 comma 1). La logica è chiara: se due farmaci sono uguali, il rimborso del Ssn non può superare il prezzo più basso
Da marzo 2024, però, questo meccanismo smette di funzionare come prima. La norma resta valida, ma gli effetti non sono più quelli originali. Il sistema, nato per produrre risparmi, inizia a generare costi aggiuntivi: in diversi casi il Servizio sanitario nazionale arriva a pagare i farmaci più del prezzo fissato dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), cioè più del prezzo al pubblico. Per capire l’impatto concreto della riforma abbiamo analizzato un caso esemplare.
Un caso concreto: l’Atorvastatina
L’Atorvastatina è il principio attivo che genera la maggiore spesa per le casse pubbliche: è un farmaco molto diffuso, usato per tenere sotto controllo il colesterolo (qui pag. 355). La sua storia, ricostruita attraverso documenti ufficiali delle Asl, consente di vedere con chiarezza cosa sia cambiato. Fino al 2011, la confezione da 30 compresse da 10 mg del farmaco di marca costa 24,44 euro (qui art. 1). Dopo la scadenza del brevetto, il 6 dicembre 2012, il prezzo scende a 6,36 euro (qui). Nello stesso anno arriva il generico, venduto a 4,35 euro (qui).
È la dinamica classica: l’ingresso del generico abbassa anche il costo del brand. La differenza tra i due prezzi è 2,01 euro. Se il cittadino sceglie il generico non paga nulla. Chi preferisce la marca, versa quella differenza. Il sistema garantisce libertà, ma attribuisce il costo aggiuntivo a chi compie la scelta (qui comma 4).
Cosa succede ora
Con l’introduzione della nuova remunerazione, emergono due effetti che ribaltano la finalità del generico.
Primo: il farmaco che dovrebbe far risparmiare il Servizio sanitario finisce per costargli più del prezzo al pubblico. Chi compra l’Atorvastatina generica privatamente continua a pagarla 4,35 euro, il prezzo stabilito da Aifa. Ma quando lo stesso medicinale viene erogato tramite il Servizio sanitario, lo Stato rimborsa alla farmacia 5,24 euro: 89 centesimi in più rispetto al prezzo esposto sugli scaffali. L’aumento è dovuto alla nuova modalità di remunerazione che fa crescere per lo Stato il costo del rimborso del 24%.
È come se il proprietario di un supermercato acquistasse un prodotto a un prezzo più alto di quello che il rivenditore espone sugli scaffali per i clienti che lo comprano
Due. L’anomalia riguarda anche il farmaco di marca. Il suo prezzo al pubblico rimane 6,36 euro. Ma oggi il Servizio sanitario lo rimborsa alla farmacia a 4,75 euro: il 20% in più rispetto al passato e comunque più del prezzo di riferimento Aifa. A questi 4,75 euro si aggiungono, come sempre, i 2,01 euro che il cittadino continua a pagare. Il totale per il sistema – tra spesa pubblica e privata – arriva così a 6,76 euro, 40 centesimi oltre il prezzo esposto.
Quanto è diffuso il fenomeno
Questi due effetti non sono limitati all’Atorvastatina. Si ripetono in quasi la metà dei farmaci a carico del Ssn, in particolare tra quelli con un costo inferiore agli 8 euro. Il risultato è un trasferimento di risorse consistente verso le farmacie, a scapito di altre aree della spesa sanitaria.
Le novità
Siamo davanti al ribaltamento del principio originario: il Sistema sanitario paga di più proprio dove la legge aveva stabilito che dovesse pagare meno. Prima della riforma, le farmacie ricevevano il 30,35% del prezzo al pubblico, con sconti differenziati in base al costo del medicinale, secondo quanto previsto dalla legge 662 del 1996 e successive modifiche (art. 1, comma 40 qui e art. 11 comma 6 qui). Il produttore incassava il 66,65%, il grossista il 3%.
Con la riforma, lo schema cambia: la farmacia riceve il 6% del prezzo del farmaco più una quota fissa che va da 55 centesimi a 2,50 euro per confezione, variabile a seconda del prezzo del medicinale e della tipologia della farmacia (comma 225 qui). Un meccanismo che serve a riempire le casse delle farmacie: con la nuova remunerazione più il prezzo del farmaco è basso, maggiore è il margine di guadagno (almeno fino agli 8 euro a confezione). Lo scorso febbraio avevamo denunciato un altro caso emblematico. Una confezione di acido acetilsalicilico, un comune antinfiammatorio con la formulazione per problemi cardiaci, costa come generico 1,41 euro. Fino al 2024 la farmacia guadagnava il 30,35% più l’8% come farmaco generico, meno lo sconto: in totale 50 centesimi. Con le nuove regole, la remunerazione diventa il 6% più 55 centesimi più l’8% come generico, meno lo sconto: 93 centesimi. Un aumento dell’86% nei ricavi della farmacia, con un costo maggiore per lo Stato pari al 31%.
Le nostre scelte
C’è almeno una decisione immediata che possiamo prendere come cittadini: evitare di comprare il farmaco di marca, pagando di tasca nostra la differenza con il suo equivalente generico. Si tratta di una spesa inutile perché l’effetto curativo è identico. Su base individuale sono spiccioli, ma su base nazionale valgono un miliardo di euro l’anno che escono dalle nostre tasche.
Milena Gabanelli e Simona Ravizza
(da corriere.it)

argomento: Politica | Commenta »

LA PROTESTA DELLA GINNASTA UCRAINA: SI COPRE GLI OCCHI DURANTE L’INNO RUSSO

Maggio 29th, 2026 Riccardo Fucile

SOFIIA KRAINSKA E’ STATA COSTRETTA ALLA FUGA DA KIEV … UNA FEDERAZIONE INDEGNA HA RIAMMESSO UN PAESE CRIMINALE ALLE GARE DI GINNASTICA

Ha chiuso la sua gara al secondo posto. Davanti a lei, soltanto una rivale. Ma sul podio, non c’è stato spazio per la soddisfazione, perché oltre quattro anni di guerra le si sono rovesciati addosso come una valanga. Portandola a un gesto per lei inevitabile. Lei è Sofiia Krainska, 15 anni, stella ucraina della ritmica. Ma quando durante la premiazione ha sentito l’inno russo suonato per la vincente della sua gara, Iana Zaikina, si è coperta il volto con le mani.
La protesta della ginnasta ucraina contro l’inno russo
È successo a Varna, in Bulgaria, per le gare juniores agli Europei di ginnastica ritmica, in cui peraltro l’azzurra Flavia Cassano ha vinto il bronzo al cerchio. Nell’esercizio al nastro, invece, Krainska si è classificata seconda, davanti alla tedesca Melissa Diete. Davanti a lei, solo una avversaria, Iana Zaikina, anche lei di 15 anni (sono entrambe del 2011). Nelle gare di ginnastica gli atleti russi sono stati riammessi e possono gareggiare sotto la loro bandiera. Ma durante la cerimonia di premiazione, quando ha sentito eseguire l’inno russo, Sofiia non ha resistito. E si è portata le ani sugli occhi, coprendosi il volto.
Il passato in Italia di Krainska
Un gesto fortissimo, nel momento più intenso della giornata. D’altronde, cosa sia la guerra che sta sconvolgendo il suo paese, la giovanissima atleta lo sa bene: nel 2022 Sofiia e la mamma Olena sono state costrette a lasciare l’Ucraina per scampare agli attacchi russi: avevano trovato rifugio a Milano, accolte dalla comunità di Sant’Egidio. Il gesto resta un segnale intenso, una presa di stanze, ma anche un atto di dolore per quello che ha dovuto passare lei, la sua famiglia – è originaria di Kiev – e che il paese in cui è nata sta sopportando da oltre 4 anni. E
mitato poco dopo anche da una sua compagna ucraina, Varvara Chubarova, che ha fatto la stessa cosa durante la premiazione della bielorussa Kira Babkevich.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

ANNUNCI DI LAVORO, OBBLIGATORIO INDICARE LA RETRIBUZIONE PRIMA DEI COLLOQUI: LE NUOVE REGOLE UE

Maggio 29th, 2026 Riccardo Fucile

LO PREVEDE LA DIRETTIVA EUROPEA 2023/970

Scatta l’obbligo di indicare la retribuzione all’interno degli annunci di lavoro. Lo prevede la direttiva europea 2023/970 sulla trasparenza salariale che dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il prossimo 7 giugno. L’Italia l’ha già fatto, lo scorso 30 aprile. Le nuove regole, che hanno l’obiettivo di azzerare il divario salariale e contrastare il gender gay gap, si applicano ai datori di lavoro del settore pubblico e privato e ai lavoratori e lavoratrici che hanno un contratto di lavoro in
regola. Tra le novità principali l’obbligo di mostrare, all’interno di qualsiasi offerta di lavoro e prima del colloquio, il livello di retribuzione.
Cosa prevedono le misure sulla trasparenza retribuitiva
La direttiva stabilisce che chi si candida per una posizione lavorativa ha il diritto di ottenere informazioni dal potenziale datore di lavoro sulla retribuzione iniziale o sulla relativa fascia prima di effettuare il colloquio. Il candidato potrà, se lo richiede, ottenere dettagli sul contratto collettivo applicato in relazione alla posizione. Inoltre, i lavoratori e le lavoratrici hanno il diritto di richiedere, direttamente o tramite rappresentanti sindacali, informazioni sul livello retributivo individuale e sui livelli retributivi medi, ripartiti per sesso, delle categorie di lavoratori e lavoratrici che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore.
Dall’altra parte i datori di lavoro saranno tenuti a rispettare tali richieste. Inoltre, non potranno chiedere ai candidati informazioni sulla loro retribuzione, attuale o passata, e dovranno assicurare che le procedure di assunzione siano condotte in modo non discriminatorio.Tra gli obiettivi della normativa c’è anche quello di garantire la parità di genere sul luogo di lavoro, imponendo ai datori di fornire delle informazioni come il divario retributivo di genere o la percentuale di personale di sesso femminile e di sesso maschile che riceve componenti complementari o variabili e di porre rimedio per evitare differenze retributive discriminatorie.
Quando entra in vigore l’obbligo in Italia
Oggi in Italia sono ancora poche le aziende che riportano l’indicazione della RAL, la retribuzione annuale lorda, all’interno dell’annuncio di lavoro. A breve però tutti i datori di lavoro saranno obbligati a inserirla. Lo scorso 30 aprile il governo ha varato il decreto attuativo che recepisce la direttiva europea rispettando la scadenza fissata per il 7 giugno. Entro questa data tutti i 27 Stati membri saranno tenuti ad adeguarsi alla normativa europea, obbligando le aziende a comunicare le informazioni salariali all’interno degli annunci.
(da Fanpage)

argomento: Politica | Commenta »

NEGLI USA CHI CRITICA TRUMP VIENE FATTO FUORI: LA “CBS” NON RINNOVA IL CONTRATTO A SHARYN ALFONSI, GIORNALISTA DI “60 MINUTES”, CHE HA REALIZZATO UN SERVIZIO SULLE TORTURE NELLE CARCERI DI EL SALVADOR, DOVE TRUMP RISPEDISCE GLI IMMIGRATI IRREGOLARI

Maggio 29th, 2026 Riccardo Fucile

L’INCHIESTA SCOMODA ALLA CASA BIANCA È STATA BLOCCATA DALLA NUOVA DIRETTRICE EDITORIALE BARI WEISS … SHARYN ALFONSI: “È UNA SCELTA PER PUNIRE UNA GIORNALISTA CHE SI È RIFIUTATA DI EDULCORARE UN’INCHIESTA”

La Cbs ha deciso di non rinnovare il contratto della giornalista di ’60 Minutes’ Sharyn Alfonsi, sei mesi dopo che un suo servizio sulle torture nelle carceri salvadoregne era stato improvvisamente bloccato dalla nuova direttrice editoriale delle news, Bari Weiss.
Il contratto della Alfonsi è scaduto sabato. In un’intervista con il New York Times, la giornalista ha raccontato che le richieste del suo agente a Cbs nelle ultime settimane erano state accolte con il silenzio: “Il messaggio per la redazione e’ agghiacciante: c’e’ stata una scelta deliberata per punire una giornalista che si è rifiutata di edulcorare un’inchiesta accurata”.
La Alfonsi resta formalmente impiegata alla Cbs, ma senza un nuovo contratto ha detto di non aspettarsi un ritorno a ’60 Minutes’. “Non mi dimetto”, ha affermato. “Se vogliono mandarmi via perché ho fatto il mio lavoro, dovranno licenziarmi”.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

IL BOARD OF PEACE NON SERVE A UN CAZZO (MA QUALCUNO SI STA ARRICCHENDO ALLE SPALLE DEI PALESTINESI DI GAZA)

Maggio 29th, 2026 Riccardo Fucile

È VERO CHE IL FONDO UFFICIALE DELL’ORGANISMO VOLUTO DA TRUMP NON HA RICEVUTO UN SOLO DOLLARO DAI DONATORI, MA I SOLDI CI SONO. CONTRIBUTI DEL MAROCCO E DEGLI EMIRATI ARABI, RISPETTIVAMENTE PER TRE E VENTI MILIONI, HANNO FINANZIATO L’UFFICIO DI NICKOLAY MLADENOV, L’ALTO RAPPRESENTANTE PER GAZA. IL GUAIO È CHE I FONDI NON TRANSITANO ATTRAVERSO IL MECCANISMO TRASPARENTE DELLA BANCA MONDIALE, MA SU UN CONTO JPMORGAN CONTROLLATO DAL BOARD, PER IL QUALE NON SONO PREVISTI REQUISITI INDIPENDENTI DI TRASPARENZA

Ieri il Financial Times ha rivelato che il fondo ufficiale del Board of Peace di Donald Trump – il meccanismo finanziario istituito attraverso la Banca Mondiale e approvato dall’Onu – non ha ricevuto un solo dollaro dai donatori. «Zero dollars have been deposited» («Non è stato depositato alcun dollaro»), ha dichiarato una fonte a conoscenza della situazione
Quattro mesi dopo la nascita dell’organismo che Trump aveva definito uno dei più «consequential» («importanti») mai creati, quello che resta è un conto vuoto, un limbo giuridico e una domanda precisa: chi controlla i soldi che ci sono davvero?
Perché i soldi, almeno in parte, ci sono. Contributi del Marocco e degli Emirati Arabi, per circa tre milioni e venti milioni di dollari rispettivamente, hanno finanziato l’ufficio di Nickolay Mladenov, l’alto rappresentante per Gaza nel dopoguerra, e i salari del comitato tecnocratico palestinese che il board ha formato per governare la striscia.
Ma questi fondi non transitano attraverso il meccanismo trasparente della Banca Mondiale. I donatori hanno invece versato direttamente su un conto JPMorgan controllato dal board, per il quale non sono previsti requisiti indipendenti di trasparenza.§Un organismo internazionale creato per governare la ricostruzione di due milioni di persone, che raccoglie denaro senza obbligo di rendiconto pubblico, attraverso la banca privata con cui il suo fondatore ha una causa legale aperta da cinque miliardi di dollari.
La Carnegie Endowment lo ha scritto chiaramente a marzo: la struttura non prevede meccanismi di supervisione e audit, e solleva domande su chi potrà prelevare da quel conto anche dopo la fine del mandato Onu e dopo che Trump lascerà la Casa Bianca.
Mladenov, il diplomatico bulgaro incaricato di tradurre questo progetto in realtà, lo sa. Lo sa così bene che la settimana scorsa, parlando al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ha avvertito che il deteriorarsi dello status quo rischia di diventare permanente: una Gaza divisa, in cui Hamas detiene il controllo militare e amministrativo su due milioni di persone in meno della metà del territorio
I monitor del conflitto registrano che i bombardamenti israeliani su Gaza sono accelerati del 35% dopo il cessate il fuoco con l’Iran, stipulato il mese scorso. Come se la fine di una guerra in un teatro avesse liberato energia per intensificare quella nell’altro.
L’occupazione militare israeliana si estende ora a circa il 65% del territorio di Gaza: quando Trump dichiarò la tregua in ottobre, le forze israeliane occupavano il 53% della Striscia. Da allora si sono spinte più a ovest, definendo un nuovo perimetro
chiamato “linea arancione”. I sopravvissuti palestinesi vivono nel 35% rimanente del loro territorio originario.
Due milioni di persone in un terzo di uno spazio già minuscolo, con i bombardamenti, i cecchini e i checkpoint come confini mobili della loro esistenza quotidiana. Israele mantiene il controllo di oltre il 60% della Striscia, inclusi tutti i valichi di entrata e di uscita, mentre la popolazione è concentrata lungo la costa.
È in questo scenario che si inserisce la seconda fase del piano Trump, quella che dovrebbe portare al disarmo di Hamas, alla governance civile, alla ricostruzione. Il problema è che l’accordo firmato da Israele e Hamas a ottobre riguardava esclusivamente il ritiro iniziale dalle parti di Gaza, il cessate il fuoco, lo scambio di ostaggi e le disposizioni sugli aiuti umanitari. Hamas non ha ancora accettato la seconda fase del piano in venti punti, e i negoziati tra i mediatori – Stati Uniti, Egitto, Qatar, Turchia – si sono ripetutamente arenati.
Nessuna delle parti ha interesse a un accordo definitivo nelle condizioni date. Hamas perché cedere le armi senza garanzie di sovranità significa cedere l’unica leva rimasta. Israele perché ogni settimana che passa consolida una presenza militare e territoriale che, nella visione dei ministri della destra estrema del governo Netanyahu, è l’obiettivo reale, non il mezzo.
Questa è la struttura del blocco: un fondo senza fondi, un organismo di pace senza autorità, un cessate il fuoco che non ferma le bombe, un piano di disarmo che nessuno ha firmato, un’occupazione che avanza ogni settimana ridefinendo i propri confini come se la geometria fosse più solida del diritto.
La verità è che dopo oltre due anni e più di 72.775 morti palestinesi, entrambe le cose possono essere vere insieme, e questa coesistenza è esattamente il problema che né il Board of Peace né nessun altro ha affrontato con onestà: Gaza non è un territorio da ricostruire. È un territorio in cui la distruzione è ancora in corso. E costruire una pace sopra una guerra attiva non si chiama ricostruzione. Si chiama architettura del limbo, e qualcuno ne trae vantaggio.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

« Previous Entries
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.221)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.581)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.528)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.784)
    • governo (5.799)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.411)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (39.487)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.682)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (452)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Maggio 2026 (351)
    • Aprile 2026 (591)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (652)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (632)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (157)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Maggio 2026
    L M M G V S D
     123
    45678910
    11121314151617
    18192021222324
    25262728293031
    « Apr    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • VOLANO PORCHETTE IN FORZA ITALIA, LO SCAZZO TRA I SINDACI FORZISTI DI TODI, ANTONINO RUGGIANO, E DI GUALDO CATTANEO, ENRICO VALENTINI: I PRIMI CITTADINI UMBRI LITIGANO PERCHÉ IL FESTIVAL “PORCHETTIAMO” SI È TRASFERITO DALLA PIÙ PICCOLA GUALDO CATTANEO ALLA PIÙ “CHIC” TODI
    • MICHELA BRAMBILLA E L’INCHESTA SULLE FATTURE FALSE: 900.000 EURO PER IL PROGRAMMA, LE ACCUSE DEI PM
    • LE “DUE PAROLE” DI MARIO SECHI SUL LICENZIAMENTO DA LIBERO E LA REPLICA: “UNA SCENEGGIATA”
    • DRONE RUSSO COLPISCE UN PALAZZO IN ROMANIA, DUE FERITI
    • LO STATO ORA PAGA I FARMACI PIU’ DI QUANTO COSTANO
    • LA PROTESTA DELLA GINNASTA UCRAINA: SI COPRE GLI OCCHI DURANTE L’INNO RUSSO
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA