Destra di Popolo.net

“REGENI FU PRIVATO DELLA SUA CONDIZIONE DI ESSERE UMANO”: LO AFFERMA IL PROCURATORE SERGIO COLAIOCCO NELLA SUA REQUISITORIA NEL PROCESSO A CARICO DI QUATTRO 007 EGIZIANI ACCUSATI DELLE TORTURE E DELL’OMICIDIO DEL RICERCATORE ITALIANO

Giugno 23rd, 2026 Riccardo Fucile

COLAIOCCO: “A COMPIERE TUTTO QUESTO NON FURONO CRIMINALI COMUNI, MA FURONO UOMINI DELLO STATO, APPARTENENTI AGLI APPARATI DI SICUREZZA. L’EGITTO HA SCELTO DI PROTEGGERE GLI AGUZZINI” … “SU REGENI UN ESERCIZIO METODICO, FREDDO, ORGANIZZATO DELLA VIOLENZA SU UN UOMO INERME”… UNO STATO SERIO AVREBBE FATTO TROVARE I CADAVERI DEGLI ASSASSINI APPESI A UN LAMPIONE AL CAIRO

“Un corpo spezzato dal dolore. Ed è su tutto questo che il regime egiziano non ha voluto indagare. È per tutto questo che il regime egiziano ha scelto di proteggere gli aguzzini. Non ha chiamato a rispondere i propri ufficiali delle nefandezze compiute. Ha scelto, consapevolmente, di coprirli”. Lo ha detto il procuratore aggiunto Sergio
Colaiocco nel corso della sua requisitoria mostrando le foto della Tac effettuata sul corpo di Regeni.
“Un corpo devastato dalla tortura, un’agonia senza fine – ha aggiunto Colaiocco -. Giulio ha sopportato tutto lucidamente. Senza sedazione. Senza narcotici. Senza alcun sollievo. Ogni segmento anatomico racconta una diversa modalità di sevizia, ogni distretto corporeo testimonia una fase diversa dell’accanimento. Non si tratta di percosse. Si tratta di una metodica di annientamento. I medici legali egiziani avevano individuato una sola frattura, al braccio destro.
La Tac eseguita in Italia ne rivelò venti. Cinque ai denti. Quindici alle strutture ossee. Venti fratture. Quanto alla causa terminale della morte, l’autopsia italiana accerta che Giulio non muore per la sommatoria delle lesioni, pur gravissime. Muore per un atto finale volontario: “Lo abbiamo schiantato”.
Per la Procura di Roma “tutte le lesioni non sono state inferte nello stesso momento. Sono state prodotte in tempi diversi, nel corso dei sette giorni di sequestro, tra il 25 gennaio e il 1° febbraio. Questo significa che Giulio è stato torturato ripetutamente. Interrogato, picchiato, lasciato sopravvivere, nuovamente torturato. Per giorni”.
“Ciò che qui si giudica non è la semplice soppressione di una vita umana. Ciò che qui si giudica è l’esercizio metodico, freddo, organizzato della violenza su un uomo inerme. Ciò che qui si giudica è il sequestro di una persona sottratta ad ogni garanzia”.m”Ciò che qui si giudica è la tortura protratta come strumento di dominio. E quell’uomo aveva un nome, un volto, una storia: Giulio Regeni, un cittadino italiano, un giovane ricercatore. Un uomo libero”, ha aggiunto.
Regeni “il 25 gennaio del 2016 entra, inconsapevole, in una zona d’ombra in cui il diritto cessa di esistere e al suo posto subentra soltanto la nuda forza. Da quel momento Giulio non è più una persona. Diventa un corpo sequestrato. Diventa un soggetto da piegare, diventa un destinatario di violenza”.
“Diventa, per chi lo detiene – prosegue il rappresentante dell’accusa – materia su cui esercitare il potere assoluto. E questa è la prima, sconvolgente verità che il presente processo ci consegna: Regeni fu privato non soltanto della libertà e della vita. Fu privato della sua stessa condizione di essere umano titolare di diritti. Fu collocato in uno spazio in cui non esistevano più legge, controllo, difesa, limite. Uno spazio in cui il potere aveva assunto la forma dell’arbitrio puro. Ma vi è una seconda verità, ancor più drammatica. A compiere tutto questo — alla luce delle prove che il dibattimento ha progressivamente fatto emergere — non furono criminali comuni, non furono uomini della malavita. Furono uomini dello Stato, appartenenti agli apparati di sicurezza. Furono, cioè, proprio coloro ai quali uno Stato affida l’uso legittimo della forza”.
Ed è qui che “il delitto assume una dimensione ulteriore. Quando la forza istituzionale, nata per proteggere, diventa forza di oppressione; quando la funzione pubblica, nata per garantire sicurezza, si converte in strumento di tortura, allora non è colpita soltanto la singola vittima”. E ancora: “è colpita l’idea stessa di civiltà giuridica, è colpito il principio che nessun potere può esistere senza responsabilità. È colpita la nozione, elementare e insieme solenne, che sopra lo Stato vi deve essere la legge”, aggiunge.
“Il processo che oggi giunge a conclusione non è stato, sin dal suo nascere, un processo come gli altri. Esso è stato un processo contro il silenzio, contro il silenzio di chi non voleva parlare. Di chi non voleva collaborare, di chi confidava che il tempo cancellasse le tracce.
È stato un processo contro la menzogna. Contro le ricostruzioni artificiose, contro i depistaggi”. La procura di Roma afferma, inoltre, che “secondo l’ordine naturale delle cose, questi fatti avrebbero dovuto essere accertati e giudicati nel luogo in cui furono commessi. Sarebbe stato compito dell’Egitto ricercare i responsabili, assicurare le prove, offrire alla vittima e alla comunità internazionale una risposta di giustizia”.
Ma quel che “si è progressivamente rivelato è stato l’esatto contrario: un sistema di ostacoli, di opacità, di resistenze, di chiusure che ha reso via via evidente una conclusione tanto semplice quanto drammatica. Che questo processo, se non fosse stato celebrato in Italia, non sarebbe stato celebrato in nessun luogo”.
Questa verità, se non fosse stata ricercata dalla magistratura italiana, sarebbe rimasta sommersa – aggiunge Colaiocco -. Questa morte, se non fosse stata portata davanti a un giudice, sarebbe stata consegnata all’oblio. E allora la giurisdizione
italiana si è assunta appieno le proprie responsabilità”.
“La tortura e l’omicidio non possono trovare riparo dietro i confini. Ha affermato che neppure la ragion di Stato può diventare ragione di impunità. Lo ha fatto con gli strumenti della legge, lo ha fatto nel rispetto delle garanzie, lo ha fatto entro il perimetro rigoroso del processo penale – aggiunge -. Ma lo ha fatto con una determinazione che costituisce essa stessa una risposta istituzionale al tentativo di sottrarre questi fatti alla giustizia.
Ed a proposito “di istituzioni, appare doveroso in apertura di questa requisitoria ricordare come la più alta delle istituzioni, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha più volte in questi dieci anni ribadito: che verità e giustizia non devono prestarsi a compromessi, a tutela non solo delle legittime aspettative di chiarezza dei familiari, ma a presidio dei principi fondanti del nostro ordinamento costituzionale e sociale. Nonché l’impegno del nostro ordinamento affinché sia fatta piena luce sulle circostanze e le responsabilità che segnarono il tragico destino di Regeni”.
“Occorre trarre una conclusione netta sulla pista inglese. Tutti gli elementi raccolti sulla cosiddetta pista inglese sono stati approfonditi, verificati, sviscerati in ogni possibile direzione
E deve dirsi oggi, con assoluta chiarezza, che da quel versante non è emerso alcun elemento utile alla ricostruzione del sequestro, delle torture e dell’omicidio di Giulio Regeni”. Lo afferma il procuratore aggiunto, Sergio Colaiocco, nella requisitoria del processo per la morte di Regeni che ha ribadito che il ricercatore italiano “non era una spia”.
Per il rappresentante dell’accusa è “oggi doveroso affermare che ogni aspetto dell’attività svolta da Giulio Regeni nel Regno Unito è stato chiarito in modo definitivo. Ciò vale per i rapporti scientifici tra Giulio e la professoressa Maha Abdelrahman prima della partenza per il Cairo; per le relazioni attribuite alla professoressa con la Fratellanza Musulmana o con apparati di intelligence britannici, relazioni rimaste sul piano della mera illazione; per l’assenza assoluta di qualsiasi elemento che possa anche soltanto far ipotizzare un rapporto tra Giulio Regeni e i servizi di intelligence del Regno Unito”.

(da Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

ALTRO CHE PACE NELLA LEGA: IL FRONTE DEL NORD VUOLE LO SCALPO DI SALVINI. SI È TENUTA LA PRIMA RIUNIONE DEL “TAVOLO DI COORDINAMENTO DEI TERRITORI”, PENSATO DAL SEGRETARIO PER RICOMPATTARE IL PARTITO IN PEZZI

Giugno 23rd, 2026 Riccardo Fucile

RESTA IL GELO CON ZAIA, FONTANA E FEDRIGA: “NON ARRETRIAMO NELLA PROPOSTA DI RIFORMA DEL CARROCCIO. NON SI PUÒ PENSARE CHE CON UN TAVOLO DEL GENERE SI POSSA SOSTITUIRE UN’AUTENTICA ANALISI DI CIÒ CHE È AVVENUTO NELLA LEGA: CALO DI CONSENSI E LA SCISSIONE DI VANNACCI”

Tutti collegati da remoto, la prima riunione del tavolo di coordinamento leghista è durata meno di un paio d’ore. A coordinare gli interventi ci ha pensato Matteo Salvini e, per adesso, sarà lui a tenere le redini dei lavori. Nei giorni scorsi il segretario federale aveva provato a capire se Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli-Venezia Giulia, fosse disposto ad assumere un ruolo di primo piano come coordinatore.
Un modo per andare incontro alle richieste del fronte del Nord, o magari per romperlo. Ma alla fine non se n’è parlato. Tutto fermo. In fondo, secondo il vicepremier, «non ci sono situazioni interne» alla Lega.
«Non arretriamo nella proposta di riforma della Lega». È la convinzione di Luca Zaia e dei governatori Fedriga, Maurizio Fugatti e Attilio Fontana, che si muovono coordinati da tempo. Quanto alla riunione, «è stata utile per i macrotemi ma non si può pensare che con un tavolo del genere si possa sostituire un’autentica analisi di ciò che è avvenuto nella Lega: calo di consensi e la scissione di Roberto Vannacci». Per questo, almeno per ora, Fedriga si limita a partecipare e non a presiedere la cabina di regia.
Nel corso della riunione, ognuno ha fatto un po’ il punto rispetto al proprio lavoro e alle esigenze del territorio. C’era il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, così anche Roberto Calderoli che ha ricordato i prossimi passi per portare a casa l’autonomia: dopo le quattro pre-intese firmate con Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria, a luglio Camera e Senato si esprimeranno con atti di indirizzo, poi la parola passerà ai Consigli regionali, per poi tornare di nuovo alle Camere.
Il messaggio da far passare anche all’esterno è che «manca davvero poco» per arrivare a una conclusione di una battaglia storica del Carroccio. Tra gli argomenti, le zone economiche speciali, fondi per la sanità, proposte anche dai rappresentanti del Sud: una riunione filata liscia con l’invito di Salvini a selezionare i temi su cui puntare da qui al voto.
Soddisfatto il responsabile Enti locali, Stefano Locatelli, secondo il quale viene «confermata la vitalità di un movimento radicato in tutto il Paese e attento non solo alle esigenze delle grandi realtà urbane, ma anche a quelle dei piccoli comuni e delle aree interne».
Il fronte del Nord attende dunque la due giorni di luglio, estesa anche ai parlamentari, per capire se ci sono reali margini di manovra per imporre un cambiamento più o meno concreto.
Di sicuro il Salvini degli ultimi giorni è sembrato assai refrattario ad ogni modifica reale che possa scalfirne il potere interno. Non mancano, dietro le quinte, le ironie sui gazebo milanesi che lo scorso weekend hanno incoronato il segretario federale candidato della base per Milano: da via Bellerio è stato diramato il dato di 10 mila votanti, si vocifera che i numeri reali siano molto più bassi (circa 2 mila).
Magari sono cattiverie, ma il clima resta comunque di grande preoccupazione, anche se ieri sera il sondaggio di La7 ha visto la Lega sopra a Futuro nazionale, dopo l’aggancio della settimana scorsa, di uno 0,1 per cento. Inezie, ma di questi tempi basta poco sia per far precipitare la situazione, sia per rafforzare chi è in difficoltà.

(da Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

GIORGIA, COME SI CAMBIA. IL 23 GIUGNO 2016 L’INGHILTERRA VOTAVA PER USCIRE DALL’EUROPA E GIORGIA MELONI, ALL’EPOCA DEPUTATA DI FRATELLI D’ITALIA, ESULTAVA: “È UN VOTO DI LIBERTÀ”. 10 ANNI DOPO, LA PREMIER SFANCULATA DA TRUMP FREQUENTA I CONSESSI EUROPEI ESIBENDO LE SUE DOTI DA CAMALEONTE

Giugno 23rd, 2026 Riccardo Fucile

EPPURE, NEL 2019 SOGNAVA L’USCITA DELL’ITALIA DALL’UE: “L’EURO È UNA MONETA SBAGLIATA DESTINATA A IMPLODERE. VOGLIAMO LO SCIOGLIMENTO CONCORDATO E CONTROLLATO DELL’EUROZONA”… NEL 2015, IN UN’INTERVISTA, SOSTENEVA: “TUTTI ABBIAMO AVUTO IL SOGNO DELL’EUROPA UNITA. ORA CI TROVIAMO IN MANO AD UNA BANDA DI USURAI…”

Il “leave” britannico momento premonitore di un decennio di politica italiana. Almeno a rileggere oggi le dichiarazioni a caldo del lontano 23 giugno 2016. Con i sovranisti in erba Meloni e Salvini ad esultare, i 5 stelle dilaniati tra spinta antisistema e governismo, il Pd saldamente europeista, Forza Italia scissa tra i rancori anti Ue del leader Berlusconi e la posizione istituzionale di Tajani, allora vicepresidente del parlamento europeo.
“Un voto di libertà”. Così Giorgia Meloni, allora deputata e presidente di FdI, nonché candidata al Campidoglio, commentava l’esito del referendum britannico sulla Brexit. In embrione nelle sue parole c’erano già posizioni come il sovranismo e l’antieuropeismo, ribadito fortemente durante la campagna elettorale del 2022 quando si rivolse a Bruxelles con toni come “la pacchia è finita”.
Per l’attuale presidente del Consiglio infatti, quella dei cittadini britannici è stata una scelta per “ribadire che la sovranità appartiene al popolo”, non solo: “una scelta coraggiosa che noi crediamo si debba seguire”. “Questa Unione Europea non si può riformare perché è marcia fin nelle sue fondamenta”. Di qui la richiesta di chiusura e rifondazione dell’Ue.
Anche il vicepremier Matteo Salvini ha esultato per la vittoria del “Leave” definendo il voto britannico come un atto di coraggio e un’ancora di salvezza, esaltato la capacità britannica di resistere a “bugie, minacce e ricatti” lanciando lo slogan “Grazie Uk, ora tocca a noi”.
A rimanere coerente è stato il Pd. Con Matteo Renzi, all’epoca segretario dem e presidente del Consiglio, che espresse stupore e preoccupazione a caldo, definendo il “leave” uno “shock” per l’Europa. Non mancarono inoltre le connessioni con il referendum costituzionale in vista in Italia, e chi accostò con un profetico gioco di parole “Brexit” a “Rexit”, per indicare la possibile fine dell’era Renzi.

(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

“LE MAFIE COMPRANO PEZZI DI GIORNALI E DI TELEVISIONE”: NICOLA GRATTERI LANCIA L’ALLARME SULLE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA NEL SISTEMA DEI MEDIA

Giugno 23rd, 2026 Riccardo Fucile

“DROGANO IL MERCATO, CON I MILIONI DI EURO DEI PROVENTI DELLA COCAINA COMPRANO ATTIVITÀ COMMERCIALI. SE COMPRO L’INFORMAZIONE È UN’INVOLUZIONE DEMOCRATICA, E VOI NON SAPRETE QUELLO CHE ACCADE SUL TERRITORIO”

“Tutte le riforme fatte non sono servite a nulla, se non a essere dannose, soprattutto in termini di rallentamento dell’acquisizione della prova”. Lo ha detto il procuratore di Napoli Nicola Gratteri intervenuto all’ultima serata della quindicesima edizione di “Trame”, il Festival dei libri sulle mafie, per presentare i libri scritti con Antonio Nicaso “Cartelli di sangue” e “Come radici. Una storia sulle seconde possibilità”.
Alla domanda su una sua possibile discesa in politica, Gratteri ha risposto: “Io penso di no”. E ha aggiunto: “Ho una storia di coerenza di vita. Nella mia testa sono stato sempre all’opposizione. Sono il felice procuratore di Napoli”.
“Le mafie – ha detto – anche se non uccidono, sono pericolose, perché con i milioni di euro del provento della cocaina comprano attività commerciali, drogano il mercato, comprano pezzi di giornale, comprano pezzi di televisione. Se compro l’informazione è un’involuzione democratica, e voi non saprete quello che accade nel mondo e quello che accade sul vostro territorio”.
“Le mafie – ha aggiunto ripreso da Ansa – hanno bisogno di un incontro, di abbracci con l’uomo delle istituzioni. In tanti anni è cambiata la percezione della giustizia. Adesso quando qualcuno riceve un avviso di garanzia fa la diretta Facebook, e dice: ho ricevuto adesso un avviso di garanzia. Si fa il processo, legge il capo di imputazione e spiega per quale motivo il procuratore ha sbagliato. Si tende sempre a parlare di persecuzione. Ormai non si processano più le persone in aula, si processano in televisione”.
Parlando del traffico di armi, Gratteri ha rilevato che “quando finirà la guerra Ucraina-Russia le nostre mafie andranno lì a fare shopping, a comprare armi, a comprare esplosivo a prezzi da saldo. Le mafie oggi utilizzano il dark web, utilizzano l’intelligenza artificiale per decidere quale rotta far fare alla nave e per avere meno probabilità di essere intercettati”.

(da primaonline.it)

argomento: Politica | Commenta »

“BLOOMBERG”: “GIORGIA MELONI STA VALUTANDO ELEZIONI ANTICIPATE AD APRILE 2027”, SECONDO L’AGENZIA AMERICANA, LA DUCETTA “TEME CHE IL SUO INDICE DI GRADIMENTO POSSA DIMINUIRE QUANTO PIÙ A LUNGO ASPETTERÀ”

Giugno 23rd, 2026 Riccardo Fucile

“MELONI È SOTTO PRESSIONE DA MARZO, QUANDO HA PERSO UN REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. DA ALLORA, IL PARTITO DI ESTREMA DESTRA FUTURO NAZIONALE HA GUADAGNATO CONSENSI NEI SONDAGGI, E NEL FRATTEMPO, LA COALIZIONE DI CENTROSINISTRA RISULTAVA IN VANTAGGIO”

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni sta valutando la possibilità di tenere le prossime elezioni politiche italiane già ad aprile, con mesi di anticipo rispetto alla scadenza legale prevista prima della fine del 2027, secondo persone a conoscenza della questione.
Meloni teme che il suo indice di gradimento possa diminuire quanto più a lungo aspetterà, hanno detto le persone, che hanno parlato a condizione di anonimato. È inoltre preoccupata che un’elezione tardiva lascerebbe al prossimo governo poco tempo per approvare una nuova legge di bilancio, che deve essere varata entro la fine dell’anno.
Secondo le stesse fonti, Meloni ha condiviso questa idea — una delle diverse opzioni allo studio — con l’ufficio del presidente Sergio Mattarella, che sovrintende allo scioglimento del Parlamento e indice le nuove elezioni.
Meloni è sotto pressione da marzo, quando ha perso un referendum sulla riforma della giustizia, evento che ha provocato l’estromissione di tre suoi funzionari. Da allora, il partito di estrema destra Futuro Nazionale ha guadagnato consensi nei sondaggi e ha accusato la presidente del Consiglio di essere troppo centrista.
Futuro Nazionale è stato l’unico partito in crescita in una recente media dei sondaggi realizzata da Agi/Youtrend. Nel frattempo, la coalizione di centrosinistra risultava leggermente in vantaggio rispetto allo schieramento di centrodestra guidato da Meloni, con il 44,6% contro il 43,8%.
Meloni è reduce da un inedito scontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in occasione di un recente vertice del Gruppo dei Sette. Sebbene la frattura possa alla fine giocare a suo favore, l’equilibrismo politico che porta avanti dal ritorno di Trump alla Casa Bianca lo scorso anno si è rivelato costoso sia sul piano interno sia su quello internazionale.
La guerra con l’Iran e le tensioni commerciali globali provocate dagli Stati Uniti hanno danneggiato l’Italia, la terza economia europea per dimensioni. Il deficit di bilancio del Paese nel 2025 è stato più ampio di quanto inizialmente sperato e superiore al limite del 3% fissato dall’Unione europea, costringendo i funzionari a ridurre le previsioni di crescita. Anche il debito resta ben al di sopra del 130% della produzione economica.
Ciò significa meno risorse per le iniziative volte a mantenere soddisfatti gli elettori di Meloni, comprese ulteriori riduzioni fiscali e aiuti alle famiglie alle prese con bollette energetiche elevate. Finora Meloni è riuscita a mantenere i conti pubblici più o meno in linea con le aspettative. Ma in futuro questo potrebbe diventare più difficile.
Inoltre, il Parlamento italiano dovrebbe iniziare a discutere una legge per riformare il sistema elettorale del Paese già a partire da questa settimana. Le modifiche proposte renderebbero il sistema italiano interamente proporzionale e assegnerebbero un ampio premio di seggi alla coalizione che ottenga più del 42% dei voti.
Il governo Meloni è destinato a diventare, più avanti quest’estate, il più longevo dell’Italia dal secondo dopoguerra.

(da Bloomberg)

argomento: Politica | Commenta »

OLTRE IL 70% DEI LAVORATORI DEL SETTORE TURISMO GUADAGNA MENO DI 14.800 EURO, UN REDDITO RITENUTO DALL’ISTAT AI LIMITI DELLA POVERTA’.

Giugno 23rd, 2026 Riccardo Fucile

AL SUD ALMENO QUATTRO LAVORATORI SU CINQUE PERCEPISCONO UN REDDITO BASSO … IL SETTORE DEL TURISMO E’ NOTO PER LA GRANDE QUANTITA’ DI RAPPORTI DI LAVORO DI BREVE DURATA, LEGATI PERO’ A RETRIBUZIONI BASSE

Quasi la metà dei lavoratori occupati nei settori del terziario (il 47,51% per la precisione) – ovvero commercio, servizi e turismo- sono lavoratori poveri: percepiscono una retribuzione annua pari o inferiore a 13.950 euro, soglia di povertà salariale (pari al 60% della retribuzione mediana), che sale a 14.800 euro per chi ha lavorato almeno dodici settimane nell’anno. Nel Mezzogiorno oltre 3 lavoratori del terziario su 5 sono considerati working poor.
Lo rileva il Focus sul lavoro povero della Filcams Cgil che mette sotto la lente il settore che da anni è il motore del mercato del lavoro, visto che la gran parte delle assunzioni riguardano proprio questo comparto, trainato da servizi a basso valore aggiunto nel turismo, negli alloggi e nella ristorazione, All’interno del macrosettore emerge un’ampia articolazione: la situazione peggiore si registra nel turismo dove il 71,22% resta sotto la soglia di povertà, percentuale che al Sud e nelle Isole interessa quattro lavoratori su cinque.
La ricerca è stata condotta su un campione di circa 6,3 milioni di persone (il 96% del totale), per le quali si dispone delle informazioni necessarie alla ricostruzione della distribuzione dei redditi da lavoro dipendente.
Considerando chi ha almeno una settimana lavorata per tutti i settori del terziario oggetto dell’indagine, la percentuale di dipendenti sotto la soglia di povertà è del 47,51%, con forti differenze legate al sesso (maschi 40,92% – femmine 52,93%) e all’area geografica (Nord-Ovest 38,48%, Nord-Est 43,63%, Centro 47,53%, Sud e Isole 61,47%).
Nel settore del Commercio, tra chi ha lavorato almeno una settimana, l’incidenza complessiva del lavoro povero è pari al 31,16%. Si confermano un marcato divario di genere (25,33% uomini; 36,60% donne) e territoriale, con valori pari al 22,39% nel Nord-Ovest, al 25,48% nel Nord-Est, al 31,29% nel Centro e fino a toccare il 48,52% nel Sud e nelle Isole.
Nel campione dei dipendenti con almeno 12 settimane lavorate nel settore del Commercio, l’incidenza del lavoro povero è pari al 26,89% (20,40% uomini; 33,05% donne), con un divario di genere di 12,65 punti percentuali. A livello territoriale, l’incidenza è più contenuta nel Nord-Ovest (18,44%) e nel Nord-Est (20,94%), intermedia nel Centro (27,35%) e tipicamente più elevata nel Sud e nelle Isole (44,64%).
Nel settore del Turismo, alla maggiore diffusione di rapporti di lavoro di breve durata si associano retribuzioni più basse con una più alta incidenza del lavoro povero. Per chi ha lavorato almeno una settimana, il fenomeno si attesta su valori particolarmente alti, pari al 71,22% (66,72% uomini; 75,32% donne), con un divario di genere di 8,60 punti percentuali; sul piano territoriale, i valori risultano elevati in tutto il Paese, attestandosi intorno al 66% nel Nord (66,10% Nord-Ovest; 66,44% Nord-Est), al 69,39% nel Centro e raggiungendo l’81,14% nel Sud e nelle Isole.
Tra i lavoratori con almeno 12 settimane lavorate nell’anno, l’incidenza del lavoro povero si attesta al 64,69% (59,00% uomini; 69,94% donne), con un divario di genere pari a 10,94 punti percentuali; sul piano territoriale, i valori scendono al di sotto del 60% nel Nord (59,57% Nord-Ovest; 58,83% Nord-Est), si collocano al 63,08% nel Centro e raggiungono il 76,20% nel Sud e nelle Isole.

(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

LA TAV TORINO-LIONE E’ IN ALTO MARE: IN FRANCIA LAVORI FERMI E MANCANO PURE I SOLDI

Giugno 23rd, 2026 Riccardo Fucile

SI ALLUNGANO I TEMPI MENTRE AUMENTANO SPAVENTOSAMENTE I COSTI

La Torino-Lione torna a inciampare sui punti più delicato dell’intera partita: i soldi e le tempistiche. Durante la Conferenza Intergovernativa del 17 giugno 2026, tenutasi a Chambéry, sono emersi rischi di arresto per i lavori a causa di potenziali carenze nei finanziamenti pubblici: il costo del solo tunnel transfrontaliero supera gli 11 miliardi di euro, spingendo la Commissione europea a proporre soluzioni alternative, come il ricorso a capitali privati, risparmi dei cittadini o garanzie sul debito dell’opera. Oltre ai costi, l’infrastruttura sconta un forte disallineamento nei tempi. La Francia, infatti, registra un ritardo di dieci anni rispetto all’Italia nella progettazione delle vie d’accesso, i cui cantieri non partiranno prima del 2038, con completamento forse nel 2045. Un’asimmetria rischia di compromettere la piena efficacia del trasporto merci su rotaia, previsto dal 2034 con l’apertura del tunnel di base.
Mathieu Grosch, rappresentante della Commissione Europea alla Conferenza Intergovernativa di Chambéry, ha riconosciuto che opere di questa scala soffrono spesso lentezze amministrative e carenze di fondi, aprendo alla possibilità di finanziamenti di diverso tipo. «Per il momento non abbiamo ancora avuto problemi di finanziamento con l’Europa», ha riferito Grosch, avvertendo però che i veri ostacoli arriveranno a breve. «Rischiamo di averne nella fase finale dei lavori, con l’impiego di tutte le frese da galleria previste. […] Ecco perché oggi siamo tutti d’accordo nel dire che non bisogna contare solo sugli Stati e sull’Europa per finanziare spese di questa portata. Bisogna anche pensare a ricorrere a finanziamenti alternativi». Nonostante tutto, a detta di Grosch il progetto «rimane emblematico per l’Europa, poiché soddisfa tutti i requisiti: mobilità, scambi e decarbonizzazione».
A fine gennaio, la Corte dei Conti europea aveva bollato il progetto della TAV con dati impietosi, evidenziando un aumento dei costi del 127% rispetto alle stime iniziali (il progetto originario degli anni Novanta prevedeva 5,2 miliardi) e un ritardo cumulato di diciotto anni nella consegna dell’opera. L’analisi, contenuta in un aggiornamento della relazione sulle grandi “infrastrutture-faro” dei trasporti UE, ha delineato un quadro di criticità condiviso da molti megaprogetti continentali, ma particolarmente problematico per il collegamento transalpino. I costi, già lievitati a 11,1 miliardi di euro in valuta 2012 (circa 14,7 miliardi a valori correnti), salgono impietosamente. Se si considerano anche le tratte nazionali di accesso, la cifra complessiva raggiunge i 25-27 miliardi, come documentato dai rapporti della Cour des Comptes francese e dai monitoraggi dell’Osservatorio Torino-Lione.La conferenza di Chambéry ha messo in luce non solo le difficoltà economiche, ma anche il profondo divario nei tempi di realizzazione tra i due Paesi. Mentre l’Italia è già avanti con i cantieri per gli accessi al tunnel, la Francia ammette senza mezzi termini di aver accumulato un ritardo decennale. Josiane Beaud, capo della delegazione francese, ha dichiarato: «È vero che, sul versante francese, abbiamo perso 10 anni tra l’indagine di pubblica utilità per gli accessi francesi del 2013 e la decisione dello Stato, prevista solo nel 2024. Non so come recuperare questo ritardo». La prospettiva è che i cantieri francesi possano partire non prima del 2038, con un’entrata in servizio che slitterebbe al 2045, un orizzonte temporale che rischia di compromettere l’intero progetto. Maurizio Bufalini, presidente di TELT, ha comunque manifestato fiducia nella capacità di trovare soluzioni condivise, sottolineando l’obiettivo del trasferimento modale dagli autocarri ai treni, essenziale per ridurre l’attuale 95% di merci su gomma tra i due paesi.
Un ulteriore fronte di contestazione riguarda la tratta nazionale Avigliana-Orbassano, circa 23 chilometri di infrastruttura inseriti nel sistema della Torino-Lione. Durante il recente tavolo convocato dalla Regione Piemonte sulla cantierizzazione dell’opera, l’Unione Montana Valle Susa ha sollevato numerose criticità legate agli impatti sul territorio. Nel mirino ci sono il consumo di suolo agricolo, gli espropri, la gestione delle terre e rocce da scavo, l’aumento del traffico pesante, le emissioni di polveri, il rumore e le vibrazioni prodotte dai cantieri. Secondo la commissione tecnica dell’Unione Montana, la documentazione attualmente disponibile non consentirebbe una valutazione completa degli effetti dell’opera. Secondo l’Unione Montana, prima di procedere con opere come l’Avigliana-Orbassano sarebbe necessario chiarire come verrà finanziato l’intero sistema Torino-Lione e se le tratte nazionali francesi, ancora in forte ritardo, verranno effettivamente realizzate nei tempi previsti. Di qui la richiesta di fermare il progetto, sbloccando gli oltre 800 milioni di euro già impegnati sulla tratta nazionale per il trasporto pubblico.
(da lindipendente.online)

argomento: Politica | Commenta »

GIORGIA MELONI RINCULA E AMMORBIDISCE I TONI CONTRO WASHINGTON. MORALE: SERVI SIAMO E SERVI RIMANIAMO

Giugno 23rd, 2026 Riccardo Fucile

OLTRE AGLI ATTRITI POLITICI, CI SONO TROPPI DOSSIER ECONOMICI CHE NON SI POSSONO IGNORARE. A PARTIRE DALL’EXPORT ALIMENTARE, FINO ALLA DIFESA: L’UNICA CONTRAEREA CHE ABBIAMO IN ITALIA È GARANTITA DALLE BASI AMERICANE. SENZA QUELLE, SIAMO SCOPERTE…LA MISSIONE DI FRANCESCO LOLLOBRIGIDA A NEW YORK E IL VIA LIBERA DELLA DUCETTA ALLA PARTECIPAZIONE DI TAJANI E SALVINI ALLA FESTA DEL 4 LUGLIO

Un rapido ragguaglio con i due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani, per ufficializzare l’inversione a U rispetto alla disputa social con Trump: ora abbassiamo i toni. Poi, per far sì che tutti nel governo intendano il messaggio, un breve discorso in apertura di Cdm.
Giorgia Meloni evita di ribattere pubblicamente alle sortite, sempre più ruvide e aggressive, del presidente degli Stati Uniti, ma dentro Palazzo Chigi impartisce direttive ai suoi ministri.
«Il caso per me è chiuso», sostiene, anche se è più una speranza, al momento, che una costatazione. A confermarlo c’è l’ennesimo affondo del leader Usa che in serata, parlando nello studio Ovale, ribadisce le accuse: «L’Italia si è comportata molto male»
E pensare che nel pomeriggio la premier era tornata in cdm sul fatto con un’ironia che stupisce qualche presente: «Avrete visto il mio scambio amichevole con Trump…». Amichevole, certo. «Ma per quanto mi riguarda la vicenda è chiusa». Dunque vanno scongiurati incidenti o, peggio, provocazioni.
«Vi chiedo di evitare uscite individuali, dobbiamo comportarci con gli Stati Uniti come abbiamo sempre fatto». Vale anche per il ricevimento dell’Independence day Villa Taverna, l’ambasciata degli Usa a Roma, il prossimo 2 luglio, appuntamento che il giorno del primo scontro con Trump il grosso dell’esecutivo voleva disertare. «Nessuno faccia iniziative di boicottaggio — è invece l’ordine della premier — anche perché il nostro rapporto con Fertitta è buono, l’ambasciatore è sempre stato estremamente disponibile e professionale nei nostri confronti».
Tilman Fertitta, il miliardario patron degli Houston Rockets e dall’aprile ‘25 ambasciatore a Roma, ieri sera è intervenuto, spargendo parole al miele per l’Italia: «Riconosco che possono esserci momenti di disaccordo tra due leader. Ciò che conta è che la relazione tra Stati Uniti e Italia continui ad essere una vera partnership cooperativa tra i nostri due paesi. America e Italia sono da tempo importanti l’uno per l’altra ed è stato un vero piacere per me lavorare ogni giorno con il popolo italiano su una vasta gamma di questioni, incluse quelle economiche, politiche e di difesa».
L’ambasciata Usa di via Veneto ha spedito gli inviti per la festa del 4 luglio. Meloni non dovrebbe esserci, i due vicepremier sì.
Oltre gli attriti, sul tavolo c’è una pila di dossier politico-economici su cui si cerca di evitare costosi strappi. A partire dall’export alimentare. Segnale: nel fine settimana il ministro Lollobrigida volerà a New York, per partecipare alla fiera Fancy Food.
Giovedì invece l’Italia aderirà alla “Pax Silica”, l’iniziativa Usa (anti-Cina) che punta a costruire una filiera del silicio sicura, rafforzando le catene del valore dell’intelligenza artificiale, dai minerali critici ai semiconduttori.
A Washington non dovrebbe andare un ministro, ma la sottosegretaria (leghista) all’Ambiente Vannia Gava. Anche Germania e Olanda si apprestano ad aderire, come la Grecia.
Altro segnale: Meloni ha deciso, con Tajani, di dare seguito alla bozza di memorandum Italia-Usa. Avrebbe dovuto essere firmata ieri, ma la missione a Miami del vicepremier è saltata dopo le randellate del tycoon. Non finirà però cestinata: l’accordo sarà siglato da «alti funzionari», fanno sapere dalla Farnesina. Si lavora pure alla firma di una dichiarazione congiunta sull’intelligenza artificiale.
L’appuntamento politico di maggior peso sarà il vertice Nato ad Ankara il 7 e 8 luglio, dove Trump e Meloni si ritroveranno. Poi inizierà una lunga serie di incontri legati al fatto che il capo della Casa Bianca ospiterà il G20 a Miami nel suo resort Doral, il 14 e 15 dicembre. Il 30 ottobre ad Atlanta si vedranno i ministri degli Esteri, ma prima a settembre ci sarà l’Assemblea generale dell’Onu. Il mese successivo si celebrerà Colombo e l’eredità italiana negli Usa, incluso il gala della Niaf dedicato alla Lombardia.
L’anno scorso sfilò tutta la prima linea di FdI, inclusa Arianna Meloni. Ora si vedrà. «Speriamo di tornare a concentrarci sui valori e gli interessi che ci uniscono», dice la vice presidente fondazione degli italo americani, Anita McBride.
(da Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

“NEL MOVIMENTO SOCIALE C’ERA SICURAMENTE UNA COMPONENTE ANTIAMERICANA”: FABIO RAMPELLI, ORA CHE SI E’ CONSUMATO IL “VAFFA” DI TRUMP A GIORGIA MELONI, RITROVA LA MEMORIA

Giugno 23rd, 2026 Riccardo Fucile

“SI CONTESTAVA L’AMERICAN WAY OF LIFE, LE DISUGUAGLIANZE SOCIALI E DELLA VISIONE MONETARISTA: LA DOMANDA FONDAMENTALE NEGLI USA È ‘HOW MUCH DO YOU EARN’, QUANTO GUADAGNI?”… PENSA A COME SEI FINITO, FABIO, A GIUSTIFICARE E A REGGERE LO STRASCICO A QUELLI CHE NON AVEVANO NULLA A CHE FARE CON NOI

Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera, voi del Msi eravate anti-americani?
«No, il rapporto del Movimento sociale con gli Usa era bivalente. C’era sicuramente una componente antiamericana, che contestava l’american way of life, critica nei confronti delle disuguaglianze sociali e della visione monetarista: la domanda fondamentale negli Usa è “how much do you earn”, quanto guadagni?».
Non nasceva dal fatto che gli americani avevano liberato l’Italia dal nazifascismo?
«No, no. Non metteva in discussione le conquiste della democrazia».
E cosa contestava?
«La voglia di livellare le identità. Tanto è vero che la maggioranza, guidata da Giorgio Almirante era schierata con il Patto atlantico. Almirante e il Msi erano anche filo Israele, anche se molti simpatizzavano per Arafat».
Lei, alla presentazione dei Meridiani di Antonio Pennacchi alla Camera, ha ricordato che Pennacchi venne cacciato dal Msi per una manifestazione anti-Usa a Latina.
“Io facevo parte, non da solo, di questo gruppo critico».
Chi c’era, oltre a lei?
«Tutto il vecchio Fronte della Gioventù: Marsilio, Milani e molti altri di cui non sono autorizzato a divulgare i nomi».
Non c’era anche Alemanno?
«Sì che c’era, ma Alemanno è la generazione precedente alla loro».
Non c’era anche una corrente nostalgica?
«Questa corrente nostalgica non ha mai avuto a che fare con noi».
Lei nell’89, da capo del Fronte della Gioventù, contestò la visita di George Bush al cimitero americano di Nettuno.
«Era un sit-in non violento, purtroppo dall’altra parte non ebbero la stessa sensibilità, perché fummo tutti malmenati brutalmente».
Venne ferito?
«Ci ho rimesso anche delle diottrie».Non contestavate il fatto che Bush non avesse onorato anche i repubblichini che si erano battuti contro l’esercito americano?
«Non era quella la ragione. Andammo a Nettuno perché ci era stato segnalato che al municipio il tricolore era stato sostituito con la bandiera americana. Tanto bastò per scatenare la nostra indignazione».
Oggi lei come la pensa sugli Usa?
«Un conto è essere alleati, quindi vicini al popolo americano, un conto è essere servili. Per fornire le basi militari agli Usa serve un mandato Onu o Nato. E quindi in assenza di questi via libera le basi militari sul nostro territorio non possono essere utilizzate per andare a muovere guerra, peraltro non condivisa con nessuno».
Lei andrà alla festa del 2 luglio all’ambasciata americana?
«Ci andrò. Non è in discussione l’amicizia con gli Stati Uniti d’America».
L’atteggiamento di Meloni con Trump non è stato troppo accondiscendente?
«Di cosa ci dovremmo pentire? L’obiettivo era, d’accordo con Ursula von der Leyen e gli altri leader europei, di utilizzare la leader di una formazione conservatrice per facilitare il dialogo tra Usa ed Europa».

(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

« Previous Entries
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.221)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.581)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.528)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.784)
    • governo (5.799)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.411)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (39.955)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.682)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (452)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Giugno 2026 (418)
    • Maggio 2026 (402)
    • Aprile 2026 (591)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (652)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (457)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (632)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (157)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Giugno 2026
    L M M G V S D
    1234567
    891011121314
    15161718192021
    22232425262728
    2930  
    « Mag    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • “REGENI FU PRIVATO DELLA SUA CONDIZIONE DI ESSERE UMANO”: LO AFFERMA IL PROCURATORE SERGIO COLAIOCCO NELLA SUA REQUISITORIA NEL PROCESSO A CARICO DI QUATTRO 007 EGIZIANI ACCUSATI DELLE TORTURE E DELL’OMICIDIO DEL RICERCATORE ITALIANO
    • ALTRO CHE PACE NELLA LEGA: IL FRONTE DEL NORD VUOLE LO SCALPO DI SALVINI. SI È TENUTA LA PRIMA RIUNIONE DEL “TAVOLO DI COORDINAMENTO DEI TERRITORI”, PENSATO DAL SEGRETARIO PER RICOMPATTARE IL PARTITO IN PEZZI
    • GIORGIA, COME SI CAMBIA. IL 23 GIUGNO 2016 L’INGHILTERRA VOTAVA PER USCIRE DALL’EUROPA E GIORGIA MELONI, ALL’EPOCA DEPUTATA DI FRATELLI D’ITALIA, ESULTAVA: “È UN VOTO DI LIBERTÀ”. 10 ANNI DOPO, LA PREMIER SFANCULATA DA TRUMP FREQUENTA I CONSESSI EUROPEI ESIBENDO LE SUE DOTI DA CAMALEONTE
    • “LE MAFIE COMPRANO PEZZI DI GIORNALI E DI TELEVISIONE”: NICOLA GRATTERI LANCIA L’ALLARME SULLE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA NEL SISTEMA DEI MEDIA
    • “BLOOMBERG”: “GIORGIA MELONI STA VALUTANDO ELEZIONI ANTICIPATE AD APRILE 2027”, SECONDO L’AGENZIA AMERICANA, LA DUCETTA “TEME CHE IL SUO INDICE DI GRADIMENTO POSSA DIMINUIRE QUANTO PIÙ A LUNGO ASPETTERÀ”
    • OLTRE IL 70% DEI LAVORATORI DEL SETTORE TURISMO GUADAGNA MENO DI 14.800 EURO, UN REDDITO RITENUTO DALL’ISTAT AI LIMITI DELLA POVERTA’.
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA