Destra di Popolo.net

BLOCCO ILLEGITTIMO, IL GOVERNO CONDANNATO A RISARCIRE SEA WATCH CON 76.000 EURO DOPO IL CASO RACKETE

Febbraio 18th, 2026 Riccardo Fucile

E VERRA’ IL GIORNO CHE QUALCUNO RISPONDERA’ DEI BLOCCHI INFAMI, DEI PORTI ASSEGNATI A 1.000 MIGLIA, DEI MIGRANTI FATTI AFFOGARE: NULLA DOVRA’ RESTARE IMPUNITO

Un blocco della nave costato 76 mila euro. Lo Stato italiano dovrà risarcire la ong Sea Watch per il fermo “illegittimo” dell’imbarcazione umanitaria capitanata da Carola Rackete, la Sea Watch 3, che il 29 giugno del 2019 ha forzato il divieto di sbarco facendo attraccare oltre 40 migranti a Lampedusa. Erano i tempi della “politica dei porti chiusi” con Matteo Salvini al Viminale.
La decisione arriva dal tribunale di Palermo, che ha optato per un risarcimento delle spese patrimoniali comprese tra ottobre e dicembre di quell’anno: una serie di costi sostenuti fra quelli legali, portuali, di agenzia e il carburante per mantenere la nave attiva.
“Il risarcimento a Sea-Watch dimostra ancora una volta che la disobbedienza civile è tutt’altro che arroganza, ma protezione del diritto internazionale dagli attacchi di chi abusa della propria posizione di potere per calpestarlo, ai danni dei diritti e delle libertà di tutti”, è il commento della portavoce dell’ong, Giorgia Linardi.
Che poi prende di mira Palazzo Chigi: “Mentre sulle coste italiane riaffiorano i cadaveri delle vittime invisibili delle ultime settimane, il governo, invece di lavorare per evitare tragedie future, individua ancora una volta nelle ong il nemico da abbattere. Noi, a differenza loro, non ci voltiamo dall’altra parte. C’è chi la chiama arroganza e chi giustizia”.
Il riferimento è ai commenti che negli anni si sono susseguiti da parte del centrodestra. In particolare da Fratelli d’Italia, con Giorgia Meloni che all’epoca propose anche un “blocco navale al largo delle coste libiche” come “unica soluzione possibile”. “Alla nostra reazione – ha aggiunto Linardi – davanti all’annuncio del cosiddetto blocco navale, Fratelli d’Italia ha risposto con l’intimidazione: ‘Basta con l’arroganza di certe ong’. Eppure quella che loro definiscono arroganza è stata riconosciuta dai tribunali competenti come rispetto del diritto internazionale”.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

A FORZA DI FARE IL “MAGGIORDOMO” DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC: TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ”BOARD OF PEACE” A FARE L'”OSSERVATORE”, IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE

Febbraio 18th, 2026 Riccardo Fucile

DA WEBER A MERZ, IL ”BOARD OF PEACE” È L’ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L’UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL’UNIONE EUROPEA

Quel merluzzo lesso di Antonio Tajani si è messo in una posizione difficilissima. Sarà lui il volto dell’Italia alla riunione del “Board of peace”, che si terrà domani a Washington.
Il paciarotto di Ferentino, che si è sempre vantato del suo europeismo senza limitismo, sarà circondato da dittatori, monarchi assoluti, autocrati d’ogni foggia, sancendo l’ingresso dell’Italia, seppure come “osservatore” (ma osservatore de che, non s’è ancora capito) nel club privato con cui Trump sogna di archiviare l’Onu.
Tajani, si diceva, è in una posizione difficilissima, per almeno due motivi. Il primo, e più evidente, è l’imbarazzo personale di fronte ai suoi elettori e “danti causa”. Chi vota Forza Italia, infatti, non guarda con simpatia a Donald Trump e ai suoi tentativi di demolire il multilateralismo che, dal dopoguerra, ha sempre governato il mondo.
Multilateralismo tanto caro anche a Silvio Berlusconi che al dialogo tra le potenze ha dedicato un po’ di tempo sottratto con difficolta’ alle cene eleganti. Il Cav fu l’artefice dell’incontro, nel 2002, a Pratica di Mare tra George W. Bush e Putin, in una prospettiva di dialogo e concerto globale dopo l’attentato alle Torri gemelle dell’anno prima.
Che a Forza Italia non piaccia il trumpismo-senza-limitismo, è confermato dalle dichiarazioni tonitruanti di Marina Berlusconi che, in un’intervista al “Corriere della Sera”, una settimana fa, sferzava lo “Sceicco” di Mar-a-Lago: “Sono sempre più preoccupata.
Prima schierarsi con gli Stati Uniti significava stare dalla parte giusta della storia. Oggi non ci sono più certezze. L’unica regola di Trump è cancellare tutte le regole. E lui la chiama libertà”.
E ancora: “Legge del più forte, prevaricazione, affarismo… Ma ci rendiamo conto che dentro il suo Paese sta provando a smontare tutti i sistemi di bilanciamento e controllo? E che dire dell’uso della violenza contro il dissenso?
Le parole di Marina sono state rinfacciate a Tajani anche alla Camera, ieri pomeriggio, dal Pd, che le ha utilizzate per “incastrare” il ministro degli Esteri di fronte all’evidenza delle sue contraddizioni.
Perdere la faccia di fronte a Marina Berlusconi, “proprietaria” del partito di cui è segretario, però, non è l’unica preoccupazione di Tajani. In pochi ricordano, infatti, che quel “Cuor di melone” del capo della Farnesina è ancora il vicepresidente del Partito popolare europeo. E per il Ppe, saldamente a guida tedesca, il “Board of peace” è una cagata pazzesca.
Lo ha fatto capire chiaramente la trimurti crucca al vertice del PPE: Manfred Weber, Friedrich Merz e Ursula von der Leyen.
Il primo è stato Weber, presidente del PPE e amico personale di Tajani. In un’intervista a “Repubblica”, che anticipava il discorso di Friedrich Merz alla Conferenza per la sicurezza di Monaco, Weber è stato chiarissimo: “I pilastri fondamentali dell’ordine mondiale stanno cambiando in modo radicale e a una velocità vertiginosa. C’è troppo affidamento su Washington. La speranza che torni la vecchia America. E lo dico chiaramente, sono un transatlantico, voglio il partenariato con l’America. Ma la vecchia America che conoscevamo non tornerà più. L’Europa deve affrontare questa realtà e acquisire finalmente consapevolezza di sé”.
Il giorno stesso, il 13 febbraio, il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, è salito sul palco di Monaco e ha tenuto un discorso durissimo contro gli Stati Uniti. Parole inedite con cui Berlino archivia la storica alleanza con gli Usa: “Tra di noi e l’America c’è una frattura. L’Ue deve diventare più sovrana. La nostra vacanza dalla storia mondiale è finita”
Infine, la sempre pavida Ursula, che non ha proferito parola, ma ha voluto precisare che la scelta di inviare la Commissaria croata Dubravka Suica a Washington, alla riunione del Board of Peace, non significa che l’Ue aderirà alla congrega di puzzoni messa in piedi da Trump: “Ci saremo ma non come partecipanti e nemmeno come osservatori”.
“Insomma una vera e propria dissociazione ammantata con un velo di diplomazia. Non solo non ci sarà von der Leyen, ma nemmeno uno dei sei vicepresidenti della Commissione”, commenta Claudio Tito su “Repubblica”
E dire che Giorgia Meloni e il Governo hanno provato in tutti i modi a cavalcare la presenza di Dubravka Suica e degli altri Paesi europei alla riunione di Washington.
Giorgia Meloni voleva a tutti i costi volare fra le braccia di Trump e ha provato fino all’ultimo a convincere Merz ad aderire. Ma lo spilungone crucco ha risposto, seccamente, “Nein”, ribadendo come i valori europei siano in contraddizione con l’ideologia “Maga”, e rivendicando il suo pragmatismo diplomatico. Della serie: Io parlo con Trump, ma non vuol dire che aderisco alla sua politica. Del Board of Peace non condivido la forma e i metodi…
L’ex commissario Ue Mario Monti si è spinto oltre sostenendo che l’ideologia “Maga” dei vari Trump e Bannon sia incompatibile persino con la Costituzione italiana.
Ci sarebbe stato anche un colloquio tra il consigliere diplomatico di Meloni, Fabrizio Saggio, e il suo omologo tedesco, Günter Sautter. L’italiano avrebbe provato a sondare il collega, che per chiudere la questione avrebbe invece tirato in ballo nientemeno che il Vaticano.
Sautter avrebbe infatti riferito a Sautter che le perplessità tedesche sul Board of Peace sono condivise in toto dalla Santa sede.
Una settimana fa, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, che conosce bene il Medioriente essendo il Patriarca latino di Gerusalemme, ha definito l’iniziativa di Trump una ”operazione colonialista”, ribadendo quello che ha già detto più volte: “Non si può decidere per i palestinesi senza i palestinesi”.
Una presa di posizione così forte da parte di un cardinale molto in vista non può che essere stata pronunciata senza un “imprimatur” del segretario di Stato, Pietro Parolin. Lo stesso Parolin ieri ha voluto confermare che il Vaticano “non parteciperò al Board of Peace”: “Ci sono punti che lasciano perplessi, punti critici che avrebbero bisogno di trovare delle spiegazioni”.
La diplomazia vaticana si muove in sincrono, come non succedeva da tempo. Parolin si sente molto a suo agio con Leone XIV: i due si muovono sulla stessa linea strategica, a differenza di quanto avveniva con Bergoglio, considerato troppo “tattico” e imprevedibile in politica estera.
Non a caso oggi è stato lo stesso Papa Prevost a “scomunicare” indirettamente, con molta diplomazia, il nuovo ordine trumpiamo: “Noi oggi possiamo sentire nelle ceneri che ci sono imposte il peso di un mondo che brucia, di intere città disintegrate dalla guerra: le ceneri del diritto internazionale e della giustizia fra i popoli, le ceneri di interi ecosistemi e della concordia fra le persone, le ceneri del pensiero critico e di antiche sapienze locali, le ceneri di quel senso del sacro che abita in ogni creatura”
(da Dagoreport)

argomento: Politica | Commenta »

COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? LA MISURA È DIVENTATA COLMA CON IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI, PUBBLICATO SUI SOCIAL IERI SERA

Febbraio 18th, 2026 Riccardo Fucile

DA GIORNI IL VICEPRESIDENTE DEL CSM ERA IN ALLERTA PER LE VERGOGNOSE PAROLE DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO”. PINELLI SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, POTENTE SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE … IL GUARDASIGILLI NORDIO ABBASSA LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” … L’INCAZZATURA MAGGIORE DEL COLLE È CON GIORGIA MELONI: AVEVA PROMESSO DI FAR ABBASSARE I TONI A NORDIO, E POI È STATA LEI A TORNARE ALL’ATTACCO

Cosa ha spinto Sergio Mattarella, dopo 11 anni al Quirinale, a scendere dal Colle per andare a presiedere, per la prima volta, un plenum del CSM?
La decisione del Capo dello Stato è una chiara conseguenza dell’escalation di invettive del Governo nei confronti della magistratura: un “clima infame”, di veleni, attacchi sguaiati e polarizzazione ben oltre il livello di guardia.
La misura è diventata colma con il video pubblicato ieri sera sui social da Giorgia Meloni: “Un cittadino algerino irregolare in Italia, che ha alle spalle 23 condanne, non potrà essere trattenuto in un CPR né trasferito nel centro di Albania per il rimpatrio. Per lui alcuni giudici hanno stabilito addirittura non solo che non ci sarà un’espulsione, ma che il Ministero dell’Interno dovrà risarcirlo con 700 euro per aver tentato di far rispettare un provvedimento di espulsione”.
Ma come, sono sobbalzati al Quirinale? La Ducetta aveva promesso di togliere lo spritz al ministro della Giustizia Carlo Nordio, invitandolo ad abbassare i toni, e poi lei stessa rinfocola la polemica contro le toghe?
Da qualche giorno a Palazzo Bachelet, dove ha sede il Consiglio Superiore della Magistratura, l’allerta era massima.
Dopo le vergognose parole di Nordio sul CSM “para-mafioso” (una sparata che ha infastidito Sergio Mattarella, il cui fratello, Piersanti, è stato ucciso da Cosa Nostra nel 1980), il telefono del vicepresidente dell’organo di autogoverno della magistratura, Fabio Pinelli, è diventato bollente.
Prima ci sono stati i contatti con molti politici di destra, area da cui proviene Pinelli (è stato nominato in quota Lega il 25 gennaio 2023), poi c’è stato un colloquio telefonico con Ugo Zampetti, potente segretario generale del Quirinale.
Pinelli, pur provenendo dalla destra, non poteva permettere che l’attacco indecente al CSM passasse sotto silenzio. Insieme a Zampetti ha pregato Mattarella di intervenire al plenum, come mai prima d’ora era successo.
Non c’è voluta troppa insistenza per convincere il Capo dello Stato, che stamani ha rifilato una rampogna a Nordio e Meloni: “Mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare, ancora una volta, il valore del ruolo di rilievo costituzionale del CSM”.
E poi ancora: “Avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza nell’interesse della repubblica”.
Mattarella ha sottolineato “il ruolo di rilievo costituzionale del Csm” e “soprattutto la necessità e l’intendimento di ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare particolarmente da parte di altre istituzioni nei confronti di questa istituzione”
Successivamente, prima dell’ora dell’aperitivo, Carlo Nordio ha risposto cospargendosi di cenere il cranio pelato, con tanto di plurale maiestatis (forse parla anche a nome della sua capa di gabinetto, la “Zarina” Giusi Bartolozzi): “Apprezziamo e condividiamo totalmente l’esortazione del Presidente della
Repubblica. E’ stata un’esortazione opportuna in questo momento in cui i toni si sono scaldati al di là della ragionevolezza” (Ma a scaldarli è stato lui!).
Poi la promessa: “Mi adeguerò, ovviamente. Cercherò di essere il più possibile aderente, come penso di essere stato in passato”.
Abbassare i toni è fondamentale anche in vista del 24 marzo. Come scriveva oggi Massimo Franco sul “Corriere della Sera”: “Il tema è proprio questo: il dopo referendum. Bisogna chiedersi se sarà possibile ricostruire un dialogo tra governo e magistratura, sul cumulo di macerie istituzionali che la campagna per ‘sì’ e ‘no’ sta creando.
La prospettiva di una gara a colpi di forzature come prolungamento di quanto si sta vedendo in queste settimane è un presagio di conflitti e di immobilismo, non di soluzione dei problemi. E, sullo sfondo, rimane l’incognita di un’astensione che promette di delegittimare qualsiasi risultato. Ma sarà difficile darne la colpa all’elettorato”.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

“LA CULTURA ‘MAGA’ È INCOMPATIBILE CON L’ORDINAMENTO EUROPEO E DIREI PERFINO CON LA NOSTRA COSTITUZIONE” . MARIO MONTI FA LA MESSA IN PIEGA A GIORGIA MELONI: “IL ‘BOARD OF PEACE’? TRA I PAESI PARTECIPANTI CE NE SONO ALCUNI CHE NON RISPETTANO LO STATO DI DIRITTO. GOVERNO E PARLAMENTO DEVONO VALUTARE CON CHI CI SI ACCOMPAGNA PER PERSEGUIRE LA PACE”

Febbraio 18th, 2026 Riccardo Fucile

“L’ASSE ITALO-TEDESCO? E’ UNA SEMPLIFICAZIONE. NON MI PIACCIONO LE PROPOSTE DI MELONI E MERZ SULLA DEREGOLAMENTAZIONE E SUL MAGGIORE SPAZIO AGLI AIUTI DI STATO DEI SINGOLI PAESI ALLE PROPRIE IMPRESE. ENTRAMBE LE PROPOSTE VANNO CONTRO IL RAFFORZAMENTO DEL MERCATO UNICO, E QUELLA SUGLI AIUTI DI STATO ANCHE CONTRO L’INTERESSE ITALIANO. IL RISULTATO SARÀ CHE I TEDESCHI AVRANNO UN VANTAGGIO COMPETITIVO A DANNO DELLE IMPRESE ITALIANE”

«La quintessenza del trumpismo». Così l’ex premier e senatore a vita Mario Monti definisce il Board of peace per Gaza a cui l’Italia parteciperà come Paese osservatore: «Un progetto che ha in sé tutta la capacità di iniziativa e la voglia di fare del presidente americano, ma anche tutta la sua insofferenza per gli aspetti istituzionali del fare».
Lei come lo valuta?
«L’uso di sforzi privati per la ricostruzione si è già fatto e se ne parla anche per l’Ucraina.
Ma questa è una gigantesca privatizzazione della politica internazionale: è un organismo voluto e presieduto da Trump, che decide chi invitare e chi no e manterrà la guida anche un domani che non fosse più presidente degli Stati Uniti. […]».
Dato questo quadro, fa bene l’Italia a partecipare come osservatore, non potendo aderire per vincoli costituzionali?
«Per una volta credo che la presidente del consiglio sia grata ai vincoli costituzionali, che di solito preferirebbe modificare o superare. Le consentono di motivare a Trump il suo no a una piena partecipazione, che le avrebbe anche fatto piacere, ma l’avrebbe esposta a sicure critiche oggi e incertezze domani».
Però ha scelto la strada del Paese osservatore.
«Se anche non ci fossero limiti costituzionali, io vedrei un grosso problema politico in una partecipazione piena. E ho dubbi anche su un’adesione come osservatori».
Secondo il ministro degli Esteri Tajani non esserci sarebbe contrario allo spirito dell’articolo 11 della Costituzione.
«La definizione “Board of peace” in effetti, presa letteralmente, è contro la guerra.
Ma tra i partecipanti ce ne sono alcuni che non rispettano lo stato di diritto o i confini nazionali, vedi il caso Groenlandia. […] governo e Parlamento devono esercitare il loro discernimento nel valutare con chi ci si accompagna per perseguire la pace. E il potere non è il solo ingrediente che può rendere efficace l’iniziativa».
Tra i Paesi europei parteciperanno Ungheria e Bulgaria, e come osservatori anche Grecia, Romania e Cipro. Non i nostri alleati Francia e Germania: è un problema?
«Io capisco che la presidente Meloni voglia attuare nel contesto europeo la sua politica […] ma la preferirei sovversiva verso soluzioni più ambiziose nel contesto dell’Unione, anziché alla ricerca di altre strade. Quest’operazione […] dimostra la forte influenza, anche fuori dagli Stati Uniti, della cultura Maga (il movimento di Trump, Make America Great Again, ndr)».
Quella che il cancelliere tedesco Merz critica mentre la nostra premier dissente.
«La nostra premier ha detto di non essere d’accordo con Merz, e che si tratta di una valutazione politica e non di un tema di competenza dell’Unione europea. Non è vero: consiglio di leggere l’intervista sull’Economist del presidente finlandese Stubb, che pure è un amico di Trump. Spiega bene come l’Europa non possa allinearsi ai Maga, che non accettano lo stato di diritto e negano i cambiamenti
climatici. La radice di quella cultura è incompatibile con l’ordinamento europeo e direi perfino con la nostra Costituzione».
Addirittura? Meloni non sarà d’accordo.
«Ma le va detto, io lo faccio anche in Aula».
Come giudica il suo atteggiamento verso Trump?
«L’aspirazione a essere ponte si è tradotta nell’esercitare una spinta dentro l’Unione affinché si reagisse con meno durezza possibile al presidente americano e alle sue richieste. È successo sui dazi, quando insieme alla Germania ha sostenuto un atteggiamento morbido, così come quando si è schierata contro l’imposta digitale che dall’opposizione reclamava a gran voce».
A proposito di Germania: la settimana scorsa si è parlato di un asse italo-tedesco. Esiste secondo lei, o l’ha già sgretolato, appunto, la divergenza di opinioni sulla cultura Maga?
«Su questi assi siamo anche noi osservatori, politici e giornalisti, che amiamo semplificare la realtà. Ci possono essere delle convergenze oggettive di interessi tra due Paesi.
Posto che i tre grandi Paesi dell’eurozona e dell’Unione europea – in rigoroso ordine alfabetico: Francia, Germania e Italia – dovrebbero cercare di lavorare il più possibile insieme e poi proporre alla Commissione soluzioni, non ho niente contro l’avvicinamento italo-tedesco in sé. Altro sono i contenuti».
Non le piacciono le proposte di Meloni e Merz?
«No, su due temi: la deregolamentazione e più spazio per gli aiuti di Stato dei singoli Paesi alle proprie imprese. Entrambe le proposte vanno contro il rafforzamento del mercato unico, e quella sugli aiuti di Stato anche contro l’interesse italiano».
Perché?
«Se si aumenta lo spazio degli aiuti di Stato alle proprie imprese, chi ha la possibilità di farlo lo farà. Il risultato sarà che i tedeschi avranno un vantaggio competitivo a danno delle imprese italiane. Così l’Italia si trova a fare sì l’interesse nazionale: ma quello della Germania».
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

TAJANI SALE A BOARD, CAZZO: IL MINISTRO DEGLI ESTERI VA IN BAMBOLA QUANDO ALLA CAMERA IL PIDDINO PROVENZANO GLI RICORDA LE PAROLE DI MARINA BERLUSCONI SU TRUMP (“IL SUO MONDO NON È QUELLO CHE VORREI PER ME O PER I MIEI FIGLI; L’UNICA REGOLA DI TRUMP È CANCELLARE TUTTE LE REGOLE”)

Febbraio 18th, 2026 Riccardo Fucile

IL “SACRIFICIO” DEL SEGRETARIO DI FORZA ITALIA, ORMAI SEMPRE PIÙ MAGGIORDOMO DI MELONI, CHE SARÀ L’UNICO MINISTRO DI UNA GRANDE DEMOCRAZIA EUROPEA IN MEZZO A SCEICCHI CHE AFFETTANO I GIORNALISTI, DITTATORELLI E AUTOCRATI

Tajani salga a Board, cazzo. Ministro, è vero che lei si immola, vola a Washington, per partecipare al Board di Gaza? “Io sono leale”. Ministro, ma mandare qualcuno al posto suo? “Eh…”.
La verità? Non ci vuole andare nessuno. Lorenzo Guerini alla Camera dice che “i tedeschi forse inviano un diplomatico. Il Board è la privatizzazione degli istituti di multilateralismo”.
Salvate il naufrago Tajani. Il ministro è alla colonna e il Pd affonda. Provenzano gli cita Marina Berlusconi. Sembra di stare in una strofa di Paolo Conte: “Sono qui con te, sempre più solo”. Tajani lonely.
Tajani informa le Camere sulla partecipazione dell’Italia alla prima riunione del board di Gaza, come osservatori, e spiega che “non abbiamo alternative al Piano Trump” e che se c’è qualcuno, e si rivolge all’opposizione, “me lo proponga”.
Il Pd maramaldeggia su Tajani, cuore di Meloni. Arrivano accuse di “neocolonialismo”, di “scodinzolamenti”. Provenzano legge stralci di Marina Berlusconi su Trump e Tajani cambia colore. Lo cerca con gli occhi durante la risposta e se potesse gli strapperebbe tutti quei peletti fulvi, in viso, ma Tajani è “navigato”, Tajani ogni volta che lo vogliono mettere nel sacco risponde ai cronisti: “Amico, mio. Guarda che io sono vecchio”.
Alla Cavaliera non piace l’idea del viaggio da Trump, da Don Vito Trumpone, ma Tajani a quale cuore deve rispondere? Il liberale-libertario, il ministro Paolo Zangrillo gli resta vicino, in Aula, perché “Trump non è il mio modello, sia chiaro, anzi, tutt’altro, ma è giusto andare a vedere, osservare.
Siamo vicini geograficamente”, poi si butta sul referendum e le suona a Gratteri, all’Anm: “Le frasi di Gratteri? Mi sembrava che fosse l’intelligenza artificiale, ma ho scoperto che era il vero Gratteri. Nordio fa bene a chiedere la lista di chi sta donando per il comitato del ‘no’. Anche io voglio sapere. E se ci sono delinquenti?”. Si sdrammatizza.
Da Forza Italia, un consigliori propone: “Ci sarebbe la sottosegretaria Maria Tripodi e pure Edmondo Cirielli che è rimasto viceministro degli Esteri. Io l’ho detto a Tony: manda loro”.
I vannacciani si ritagliano il loro spazio con la singolare proposta del vicecapo, Edoardo Ziello: “Io sono per invitare nel board la Russia ed estromettere il Qatar che finanzia i Fratelli Musulmani”.
Non si vedono leghisti e ministri, oltre Tajani, solo due. E’ solo. Il board si mescola con il referendum, con lo sberleffo e la Rai. E’ una panna, smontata.
Si insulta che è una bellezza tanto che il capogruppo di FI, Paolo Barelli, registra “siamo ormai alla merda in faccia”. Finisce di dirlo e si sente urlare Ricciardi del M5s “perché si sta facendo un killeraggio contro Francesca Albanese”.
La più sobria è Schlein che si limita a “l’Italia non vada, non partecipi”.
Il peggio che vi possa capitare è dover masticare come Tajani, il ministro si sta come in autunno gli alberi le foglie (e Meloni). Insomma, perché ci andiamo al board?
Spiegano i diplomatici di governo che c’è molto di più di questo invito: “Abbiamo bisogno della protezione americana nel Mediterraneo. Abbiamo bisogno di contenere i flussi migratori”.
Si scrive Gaza ma si legge ricostruzione e c’è la Libia di Haftar che preoccupa il governo. In una parola: sempre sicurezza, gli sbarchi. Provenzano, è il suo giorno, sorridente, continua a pungere Tajani lonely: “Il board è una truffa. Quando ho parlato di Marina ho visto Tajani in difficoltà. Mi attendevo un Tajani che andasse contro Meloni, che facesse l’europeista, ma ho visto solo un ministro che ha deciso di tacere”.
Lo colpisce anche Enzo Amendola, ancora: “Come dice il compagno Orfini, Tajani è un osservatore ma al ministero degli Esteri”.
Nel gergo militare il gesto di Tajani si chiamerebbe lealtà alla bandiera, alla sua presidente, ma è politica e Tajani può solo rispondere: “Gli attacchi sono strumentali, noi non scodinzoliamo, non collaboriamo con Tony Blair.
Noi non siamo quelli che andavano al bar e cercavano con la Merkel”. Se proprio ci deve andare un italiano è meglio che ci vada Tajani anziché l’ambasciatore. Ormai è fatta. Se ci va qualcun altro diventa un gesto alla Schettino e Tajani non lo merita. Meglio la faccia di Tajani (o ancora meglio di Meloni) che quella di bronzo, la faccia del vacci, vacci te.
(da il Foglio)

argomento: Politica | Commenta »

“SÌ”, “NO”, “FORSE”: IL GRANDE ENIGMA DEL REFERENDUM – I SONDAGGISTI SI DIVIDONO SUL VOTO SULLA GIUSTIZIA. PER ANTONIO NOTO LA POLITICIZZAZIONE E I TONI ASPRI VANNO A VANTAGGIO DEL FRONTE CONTRARIO: “STIAMO REGISTRANDO UN CALO DELL’AFFLUENZA RISPETTO ALL’INIZIO DELLA CAMPAGNA. I PIÙ DEMOTIVATI SONO PROPRIO GLI ELETTORI MODERATI DI CENTRODESTRA”

Febbraio 18th, 2026 Riccardo Fucile

NON LA PENSA COSI’ LORENZO PREGLIASCO, FONDATORE DI YOUTREND: “LA POLITICIZZAZIONE, NEL COMPLESSO, AIUTA LA PARTECIPAZIONE AL VOTO” … DI CERTO LA RIMONTA DEL “NO”, CHE SECONDO SWG HA RAGGIUNTO IL “SÌ”, HA GETTATO NEL PANICO GIORGIA MELONI: PALAZZO CHIGI HA AFFIDATO TRE NUOVE RILEVAZIONI A TECNÈ, CON UN CONTRATTO DA 146 MILA EURO

Il più convinto è il sondaggista Antonio Noto: la politicizzazione, i toni aspri, financo i colpi sotto la cintura vanno a vantaggio del fronte del no al referendum del 22 e 23 marzo. La ragione sta nell’identikit dell’astensionista potenziale: «Nelle ultime settimane – spiega – stiamo registrando addirittura un calo dell’affluenza rispetto all’inizio della campagna: i più demotivati sono proprio gli elettori moderati di centrodestra».
È questo, secondo Noto, a spingere verso l’alto le stime dei voti contrari al ddl Nordio, in confronto alle prime rilevazioni. Guardando alle cifre più recenti dell’istituto: il no si attesta al 47%, il sì sfiora il 53%, ma è in calo di 6 punti rispetto a gennaio.
SWG per il Tg La7 dà persino una perfetta parità tra gli schieramenti: 38% a testa, 24% gli indecisi. Numeri che hanno messo in allarme la presidente del Consiglio: Palazzo Chigi ha affidato tre nuove rilevazioni a Tecnè, anticipa Open. Valore del
contratto: 146mila euro. Un secondo, da 48mila euro, è stato stipulato con Ipsos di Nando Pagnoncelli.
Come leggere la crescita del no? «Non si tratta di elettori che passano dall’una all’altra parte», argomenta Noto. Sono invece cittadini che «si allontanano dalle urne, lasciando spazio a chi è più convinto».
Concorda Roberto Weber, presidente dell’Istituto Ixè: «Questa volta credo che la spinta verso messaggi più viscerali pagherà di più per il centrosinistra». Con una precisazione: «Al momento il rumore di fondo rende incerte le stime sull’affluenza, i dati sono oscillanti».
E tuttavia, l’ipotesi che uno scontro infiammato possa allontanare gli elettori meno partigiani trova invece scettici Lorenzo Pregliasco e Alessandra Ghisleri.
Per il fondatore di YouTrend, «la realtà è che i confronti pacati sui temi, tanto invocati, interessano solo a piccole minoranze di appassionati del genere», mentre «il grosso dell’opinione pubblica si muove se percepisce che c’è una posta in gioco più grande rispetto alla separazione delle carriere». E dunque, non è detto che il clima surriscaldato scoraggi gli indecisi: «La politicizzazione, nel complesso, aiuta la partecipazione al voto perché lo rende più sentito politicamente».
La presidente di Euromedia Research gira la domanda: «Cosa si intende per moderati? Chi lo è – dice Ghisleri – in teoria non si fa prendere dalle parti politiche e rimane ancorato ai contenuti della riforma». È lì soprattutto che si gioca la partita dei favorevoli: «Il sì ha più difficoltà perché deve entrare nel merito del provvedimento, proporre una prospettiva concreta: più complicato perché si tratta di offrire una visione, non un vantaggio immediato».
Su un punto, però, i sondaggisti sono in sintonia: un maggiore coinvolgimento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sarebbe un game changer: «Berlusconi – ricorda Noto – riusciva a rimontare anche di 5 punti negli ultimi giorni di campagna, l’elettorato di centrodestra ha bisogno di vedere che il leader ci mette la faccia». I rischi sono alti quanto i potenziali benefici: per la premier vorrebbe dire giocarsi, politicamente, l’osso del collo.
(da La Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI: LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’

Febbraio 18th, 2026 Riccardo Fucile

SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO?

Altissima tensione sulla “trattativa esclusiva” tra la Holding Exor, cassaforte della famiglia Agnelli-Elkann, e Antenna Group del magnate greco Theo Kyriakou per la vendita del gruppo Gedi.
Il negoziato doveva concludersi il 31 gennaio ma i due contraenti non riescono a trovare un accordo sul valore dell’operazione. Per disfarsi di “Repubblica”, “Stampa”, HuffPost, le radio Deejay, Capital e m2o, più la concessionaria di pubblicità Manzoni, la sommetta (non ufficiale) che John Elkann vorrebbe incassare gira intorno a 120/140 milioni di euro.
Dopo oltre sei mesi di “due diligence” di un plotone di avvocati e contabili, portati a termine i “conti della serva”, pare che Kyriakou sarebbe disposto a fare un bonifico che non raggiungerebbe nemmeno 90 milioni di euro.
I “numeri” non quadrano e le probabilità che l’operazione con il greco antennato vada a puttane aumentano giorno dopo giorno, al pari delle perdite accumulate dal
Gruppo Gedi, in un lustro 360 milioni, quasi tutte imputabili a “Repubblica” e “Stampa”.
“Oggi ‘Repubblica’ è iscritta a bilancio per 65 milioni di euro, nel 2019 valeva 150 milioni”, scrive Stefano Vergine sul “Domani”. “Sono dati che aiutano a capire perché Elkann ha deciso di vendere, da tempo, e uscire definitivamente dall’editoria italiana (non da quella internazionale, visto che è azionista di maggioranza di ‘The Economist’)”. E conclude: “Con questi numeri, però, piazzare bene Gedi non è facile”.
Non è facile nemmeno per John Elkann, già di suo incazzatissimo per il rischio di andare a processo con l’accusa di truffa allo stato e frode fiscale per la causa intentate dalla madre Margherita sull’eredità “occulta” di Marella Agnelli, ritrovarsi la palla al piede di Gedi.
Se salta la trattativa con Kyriakou, che fa il presidente di Exor? Prende il fardello Gedi e lo mette all’asta al miglior offerente? Riciccia Leonardino Del Vecchio, che ha scoperto di avere smanie da editore, avendo già egli rilevato il 30% de “il Giornale” e la maggioranza delle quote di QN?
Finora, tutto era andato in discesa per Elkann: l’acquisizione nel 2020 de “La Repubblica” e “La Stampa”, da sempre quotidiani di riferimento del Partito Democratico, è stata un’abile mossa non solo per squagliare via via la ex Fiat in Stellantis, senza rotture di cojoni mediatiche e sindacali, ma anche per portare a termine tranquillamente la cessione delle grandi aziende italiane della Holding Exor: dalla Magneti Marelli, al gruppo statunitense CK Holdings, alla Iveco agli indiani di Tata Motors, mentre Iveco Defence Vehicles è stata acquistata il 30 luglio 2025 da Leonardo, azienda partecipata dallo Stato (di seguito, l’elenco di tutte le cessioni da quando c’è il nipotino dell’Avvocato a capo di Exor).
Mentre per Stellantis e imprese dell’indotto lo stillicidio dei licenziamenti e cassa integrazione e incentivi all’esodo continua inesorabile: la delocalizzazione e il disinvestimento che, tra il 2023 e il 2025, hanno coinvolto non solo grandi multinazionali come Stellantis e Whirlpool, ma anche numerose Pmi, hanno causato la perdita di oltre 35.000 posti di lavoro.
L’unico “rosso” che fa felice il malmostoso Elkann è quello del Cavallino Rampante: la Ferrari ha chiuso il 2025 con 7,146 miliardi di euro di ricavi netti, con un aumento del 7% rispetto all’anno precedente.
Mentre la vendita della Juventus, un’altra palla al piede che al 30 giugno 2025 ha registrato una perdita netta di 58,1 milioni di euro, è stata opportunamente messa in standby: la sollevazione popolare per l’errore arbitrale che è costata la sconfitta dei bianconeri con l’Inter domenica scorsa, fa ben capire che solo il calcio, e non la politica, potrebbe oggi far esplodere una rivoluzione nel Belpaese.
Dunque, portato trionfalmente a termine gran parte del lavoro di liquidazione, la “copertura” dei giornali del gruppo Gedi non serviva più a John Elkann, ed era giunto il momento di togliersi il fardello prima di trasferirsi stabilmente sotto il ciuffo del prediletto Trumpone. Ma, si sa, non tutte le ciambelle riescono col buco…
(da Dagospia)

argomento: Politica | Commenta »

PER DONALD IL PUGNO DURO CONTRO I MIGRANTI NON PAGA: SOLO IL 38% DEGLI AMERICANI È CONVINTO CHE TRUMP STIA FACENDO UN BUON LAVORO SULL’IMMIGRAZIONE. È IL DATO PIÙ BASSO DA QUANDO IL TYCOON È TORNATO ALLA CASA BIANCA

Febbraio 18th, 2026 Riccardo Fucile

UN ANNO FA IL GRADIMENTO DELLA POLITICA MIGRATORIA DI “THE DONALD” ERA INTORNO AL 50%

Secondo un nuovo sondaggio Reuters/Ipsos, l’approvazione pubblica americana per le politiche di Donald Trump in materia di immigrazione è scesa al livello più basso dal suo ritorno alla Casa Bianca, tra i segnali di una sua perdita di sostegno tra gli uomini americani sulla questione.
Solo il 38% degli intervistati ha affermato che Trump sta facendo un buon lavoro sull’immigrazione, una questione prioritaria per l’amministrazione. Il consenso è sceso dal 39% di un sondaggio Reuters/Ipsos di gennaio, mentre aveva raggiunto il 50% nei mesi successivi al ritorno di Trump al potere.
Trump ha condotto la campagna elettorale in vista della sua rielezione nel 2024 con la promessa di lanciare la più grande campagna di deportazioni degli ultimi decenni e ha ordinato vasti raid sull’immigrazione subito dopo il suo ritorno in carica nel gennaio 2025.
Agenti mascherati in equipaggiamento tattico sono ormai comuni in America e gli agenti dell’immigrazione si sono scontrati violentemente con manifestanti e attivisti statunitensi.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

EFFETTO NORDIO: PIÙ IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA PARLA, PIÙ AUMENTANO LE POSSIBILITÀ DI UNA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM

Febbraio 18th, 2026 Riccardo Fucile

CRESCONO LE ISCRIZIONI E LE DONAZIONI AL COMITATO DEL “NO” DOPO LE PAROLE VERGOGNOSE DEL GUARDASIGILLI, CHE HA ACCUSATO IL CSM (PRESIEDUTO DA SERGIO MATTARELLA), DI AGIRE CON SISTEMI “PARA-MAFIOSI”: IN DUE GIORNI SONO PIÙ DI 800 LE PERSONE CHE HANNO ADERITO, E 160 QUELLE CHE HANNO VERSATO CONTRIBUTI AL COMITATO, FINITO SOTTO ATTACCO DEL GOVERNO, CHE VUOLE “SCHEDARE” I PARTECIPANTI ALLA RACCOLTA FONDI

Avvocati, docenti, pensionati: ecco il popolo delle donazioni al comitato del No alla riforma della Giustizia. Quello promosso dall’Associazione nazionale magistrati (Anm) finito sotto accusa dal governo che vuole nomi e cognomi di chi ha partecipato alla raccolta fondi.
«È questione di trasparenza» scrive la capo di gabinetto del ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi prendendo spunto da chi ha paventato un possibile conflitto d’interessi tra il sindacato delle toghe e il comitato “È giusto dire No”. Una richiesta che molti hanno considerato «un’intimidazione», un tentativo di fare «liste di proscrizione».
Addirittura una sfida.
Querelle politica sullo sfondo, l’intervento di via Arenula, preceduto dal Guardasigilli che ha accusato le correnti del Consiglio superiore della magistratura di agire con «sistemi para-mafiosi», pare abbia fatto impennare le iscrizioni (più di 800 tra l’altro ieri e ieri) e le donazioni (oltre 160 nelle ultime quarantotto ore).
Un avvocato di Fabriano, nelle Marche, ha scritto pure un’email per spiegare la sua scelta. Si è iscritto e ha donato quando ha saputo che si cercavano «i nomi di chi sostiene finanziariamente un Comitato di cui non sapevo l’esistenza». Il legale aggiunge: «Mi auguro che l’iniziativa vi faccia buona propaganda. Potrebbe essere una fortuna per il Comitato e un boomerang per il Sì».
Anche lo scrittore e giornalista Luigi Irdi, che sapeva bene dell’esistenza del Comitato e nelle scorse settimane aveva donato venti euro come «piccolo gesto di resistenza civile», l’altro giorno ha scritto a Bartolozzi. «La richiesta mi ha infastidito – dice -. Così ho mandato un’email spiegando chi sono e quanto ho donato. Ho chiesto anche se volessero la ricevuta, ma non ho avuto risposta».
Per comprendere lo scontro tra governo e Anm è necessario andare indietro di qualche mese. L’Associazione nazionale magistrati, il sindacato che rappresenta le toghe italiane, nato per tutelarne l’indipendenza e gli interessi professionali, ha sempre dichiarato la sua contrarietà alla riforma costituzionale della Giustizia. Dopo una lunga discussione interna ha deciso di promuovere il comitato “È giusto dire No”, presieduto dal costituzionalista Enrico Grosso.
La sede, a Roma, nel palazzo della Cassazione, è la stessa (e la questione ha sollevato non poche polemiche), ma le realtà sono giuridicamente distinte compreso il nome, lo statuto e il codice fiscale. Anche per quanto riguarda i finanziamenti.
Il patrimonio dell’Anm vive del contributo mensile di quindici euro degli oltre 9mila iscritti e viene utilizzato per pagare gli stipendi ai segretari e ai collaboratori, gli abbonamenti a riviste giuridiche, i rimborsi spese legati all’attività. Ci sarebbero poi eventuali donazioni che però, sottolineano, non arrivano da almeno sei anni.
Le cosiddette spese di rappresentanza, durante il periodo Covid, sono state quasi nulle, si è risparmiato e l’Anm, la scorsa estate e a inizio anno, ha deliberato di donare sino a 800mila euro al Comitato (soldi che non sono ancora stati versati del tutto).
Dall’altro lato c’è il Comitato che raccontano al momento abbia circa tremila iscritti. È possibile aderire tramite sito web, lasciando nome, cognome, email, telefono, codice fiscale, data e luogo di nascita. Si può scegliere di donare o meno, tramite paypal, da un minimo di dieci a un massimo di cento euro.
«È tutto perfettamente trasparente», dice il presidente onorario Grosso. Che aggiunge: «Siamo sicuri che anche i comitati per il Sì manifesteranno la stessa sensibilità alla trasparenza che manifestiamo noi ogni giorno».
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

« Previous Entries
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (37.691)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Febbraio 2026 (395)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Febbraio 2026
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    232425262728  
    « Gen    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • BLOCCO ILLEGITTIMO, IL GOVERNO CONDANNATO A RISARCIRE SEA WATCH CON 76.000 EURO DOPO IL CASO RACKETE
    • A FORZA DI FARE IL “MAGGIORDOMO” DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC: TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ”BOARD OF PEACE” A FARE L'”OSSERVATORE”, IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE
    • COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? LA MISURA È DIVENTATA COLMA CON IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI, PUBBLICATO SUI SOCIAL IERI SERA
    • “LA CULTURA ‘MAGA’ È INCOMPATIBILE CON L’ORDINAMENTO EUROPEO E DIREI PERFINO CON LA NOSTRA COSTITUZIONE” . MARIO MONTI FA LA MESSA IN PIEGA A GIORGIA MELONI: “IL ‘BOARD OF PEACE’? TRA I PAESI PARTECIPANTI CE NE SONO ALCUNI CHE NON RISPETTANO LO STATO DI DIRITTO. GOVERNO E PARLAMENTO DEVONO VALUTARE CON CHI CI SI ACCOMPAGNA PER PERSEGUIRE LA PACE”
    • TAJANI SALE A BOARD, CAZZO: IL MINISTRO DEGLI ESTERI VA IN BAMBOLA QUANDO ALLA CAMERA IL PIDDINO PROVENZANO GLI RICORDA LE PAROLE DI MARINA BERLUSCONI SU TRUMP (“IL SUO MONDO NON È QUELLO CHE VORREI PER ME O PER I MIEI FIGLI; L’UNICA REGOLA DI TRUMP È CANCELLARE TUTTE LE REGOLE”)
    • “SÌ”, “NO”, “FORSE”: IL GRANDE ENIGMA DEL REFERENDUM – I SONDAGGISTI SI DIVIDONO SUL VOTO SULLA GIUSTIZIA. PER ANTONIO NOTO LA POLITICIZZAZIONE E I TONI ASPRI VANNO A VANTAGGIO DEL FRONTE CONTRARIO: “STIAMO REGISTRANDO UN CALO DELL’AFFLUENZA RISPETTO ALL’INIZIO DELLA CAMPAGNA. I PIÙ DEMOTIVATI SONO PROPRIO GLI ELETTORI MODERATI DI CENTRODESTRA”
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA