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SONDAGGIO BIDIMEDIA: E’ SILVIA SALIS LA CANDIDATA DEL CAMPO LARGO CHE PUO’ BATTERE GIORGIA MELONI

Aprile 2nd, 2026 Riccardo Fucile

MELONI-SCHLEIN 54,5%-45,5%, MELONI-CONTE 53,6%-46,4%, MELONI-SALIS 51,1%-48,9%… CON SILVIA CANDIDATA PREMIER SALIREBBE DI 6 PUNTI L’AFFLUENZA ALLE URNE GIA’ OGGI (59%)… QUALCUNO LO VUOLE CAPIRE CHE CON SEI MESI DI PRESENZA SUI MEDIA E UNA COALIZIONE COMPATTA DIETRO, SILVIA PORTA A VOTARE ANCHE GLI SCAZZATI E ASFALTA IL MITO SOVRANISTA?

Si parte dalla considerazione che i due schieramenti sono di fatto in equilibrio. Se gli si chiede di scegliere solo tra il campo largo e il centrodestra (incluso Vannacci), gli elettori si dividono a metà.
Potrebbe essere importante, quindi, anche la scelta del ‘leader’ dello schieramento di centrosinistra. Il ruolo di Giorgia Meloni, a meno di passi indietro clamorosi, è ben chiaro. Lo stesso non si può dire nella coalizione di opposizione, e anche gli elettori non sembrano del tutto convinti delle figure che emergono.
Secondo il sondaggio, dovendo scegliere tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein, il 54,5% voterebbe la prima e il 45,5% la seconda. In questo scenario, l’affluenza sarebbe solo al 53%. Insomma, poco entusiasmo per la segretaria del Pd.
Giuseppe Conte andrebbe solo leggermente meglio, con il 46,4% contro il 53,6% di Meloni. L’affluenza crescerebbe al 57%.
Infine Silvia Salis, attuale sindaca di Genova, otterrebbe ad oggi ( non è ancora molto conosciuta) il 48,9%. Contro di lei Meloni arriverebbe al 51,1% e l’affluenza sarebbe più alta, al 59%.
Salis, tuttavia, ha già ribadito in più occasioni che non intende (giustamente) partecipare a eventuali primarie.
(da Fanpage)

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SONDAGGIO BIDIMEDIA: ORA PER VINCERE LE ELEZIONI MELONI HA BISOGNO DI ALLEARSI CON VANNACCI

Aprile 2nd, 2026 Riccardo Fucile

IL CENTRODESTRA E’ ALLA PARI CON IL CAMPO LARGO SOLO SE SI ALLEA CON FUTURO NAZIONALE, ALTRIMENTI E’ DIETRO DI QUASI TRE PIUNTI… TRA I GIOVANI E GLI UNDER45 VINCE NETTAMENTE IL CENTROSINISTRA, OLTRE QUELLA FASCIA RECUPERA IL CENTRODESTRA

I partiti del centrodestra stanno registrando un calo nei sondaggi: lo conferma anche la nuova rilevazione di Bidimedia. La maggioranza in dieci giorni ha perso oltre mezzo punto e ha visto il campo largo avvicinarsi definitivamente. Ora le due forze risultano in pareggio, ma solo se si considera che anche il partito di Roberto Vannacci faccia parte della coalizione, cosa non scontata.
Il sondaggio mostra anche quanto sono divisi gli elettori se si guarda alle fasce d’età: sotto i 45 anni vince nettamente il centrosinistra, e al contrario tra gli over 50 è in netto vantaggio la destra. In più, c’è la questione primarie nel campo largo: chi è il leader più adatto a sfidare Meloni?
Centrodestra in calo, senza Vannacci il campo largo è avanti
Fratelli d’Italia è al 28,3% dei consensi, con un calo deciso dello 0,6% registrato dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia e le dimissioni di diversi esponenti di governo. Reggono gli alleati, che però sono su numeri più bassi di quelli registrati a inizio legislatura: Forza Italia prende il 7,4%, la Lega il 6,5%.
L’ultimo partito che fa ufficialmente parte del centrodestra è Noi moderati, allo 0,9%. Poi si apre l’incognita Vannacci: Futuro nazionale è al 3% (in calo dello 0,2%) e non è chiaro cosa farà alle prossime elezioni. I deputati vannacciani non hanno votato la fiducia al governo, sull’ultimo decreto Bollette. Il punto è che con Futuro nazionale la coalizione, sulla carta, arriverebbe al 46,1%. Senza, si fermerebbe al 43,1%.
Il Partito democratico è al 22,4% e si mantiene in linea con i risultati pre-referendum (+0,1%). Crescono rispettivamente di due e di tre decimi il Movimento 5 stelle al 12,9% e Alleanza Verdi-Sinistra al 7,1%. Ci sono poi le forze centriste-liberali del campo largo: Italia viva di Matteo Renzi è al 2,3%, +Europa sale all’1,2% (+0,2%).
Nel complesso, si arriva al 45,9% dei consensi. Numeri alla mano, quindi, è evidente che per competere con il centrosinistra Giorgia Meloni potrebbe essere spinta a includere anche il partito di Roberto Vannacci. Se fare i conti è semplice, però, costruire alleanze lo è meno. E la presenza di Futuro nazionale, schierato apertamente con l’estrema destra radicale, potrebbe aprire più di un problema per Forza Italia e anche per la Lega, ex partito del generale.
Azione di Carlo Calenda arriva al 2,6% con un -0,4%, scendendo sotto l’attuale soglia di sbarramento. In compenso il Partito liberaldemocratico di Luigi Marattin sale allo 0,6% (+0,1%).
Tra i giovani trionfa il centrosinistra
Un dato interessante riportato dal sondaggio è quello del voto per fasce d’età. In generale, il centrosinistra è in forte vantaggio tra i giovani. Riceve il 50% dei voti tra gli under 35, ed è comunque in vantaggio con il 48% tra i 35-44enni. Con l’aumentare delle età le cose si invertono. Il centrodestra raggiunge il 51% tra i 45-54enni, il 50% con i 55-64enni e il 49% con gli over 65.
Va detto che il passaggio è meno ‘brusco’ per la sinistra rispetto alla destra. Ovvero: il campo largo cala, con gli elettori più anziani, tra il 42% e il 44%. Invece il centrodestra prende il 35% tra i più giovani, per salire al 40% con i 35-44enni.
Anche i risultati dei singoli partiti sono significativi. Tra gli under 25 Fratelli d’Italia non è il primo partito, superato dal Pd, e cala al 19%. In compenso raggiunge il 34% con chi ha più di 65 anni. Forza Italia ha il suo picco con il 25-34enni (l’11%) mentre la Lega arriva al massimo all’8%, con i 45-54enni. Nella fascia d’età subito superiore, tra 55 e 64 anni, il partito di Vannacci raggiunge il 5%.
Il Partito democratico è piuttosto costante al 22%, ma cala al 19% con i 45-54enni per poi tornare al 25% con gli over 65. Il Movimento 5 stelle oscilla moltissimo, dal 7% con i più giovani al 18% tra i 55 e i 64 anni. E lo stesso vale, in direzione inversa, per Alleanza Verdi-Sinistra: prende il 16% tra gli under 25, cala al 4% tra ultra-sessantacinquenni.
Sono costanti +Europa e Italia viva, mentre le forze centriste registrano una forte popolarità con i giovani. L’unione di Azione, Partito liberaldemocratico e Ora! raccoglie ben il 9% tra gli under 35 (in gran parte voti, apparentemente, tolti al centrodestra) mentre arriva solo al 2% tra i più anziani.

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PIANTEDOSI VOLEVA MOLLARLA E CLAUDIA CONTE HA FATTO COMING OUT. ORA SONO IN LITE

Aprile 2nd, 2026 Riccardo Fucile

LO SAPEVANO TUTTI DELLA LORO RELAZIONE MA IL PUNTO E’ UN ALTRO: COME HA FATTO CONTE AD ACCREDITARSI A CORTE E ESSERE NOMINATA IN VARI INCARICHI

Lo sapevano tutti da tempo che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, alle prese con un doloroso divorzio, avesse una relazione con la bella giornalista ciociara, Anna Claudia Conte.
Non tutti sanno, però, che “Amore” è una parola abusata, troppo abusata, diceva qualcuno, Piantedosi incluso. Per questa ragione lei avrebbe scelto di far sapere a tutti della loro storia, e si sarebbe rivolta proprio a Marco Gaetani – voce del podcast di Atreju, ma su Money.it – dopo aver sondato varie possibilità per effettuare questa intervista. Il ministro, ora, sarebbe furibondo con la sua amante e sul punto di mettere la parola fine alla loro storia.
Anna Claudia Conte, dal canto suo, è una donna determinata. Non si ferma mai, è frenetica, e vanta entrature in ogni dove per la sua straordinaria abilità nel creare connessioni. Il suo curriculum su Linkedin lo dimostra.
Nel 2019 l’esordio come attrice su Rai Cinema, passando per la meditazione poetico-musicale presso la Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola e poi Maxxi, Santa Sede, Unicef, Ferrara Film Festival (tra cui ospiti come il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco e il commissario alla Cultura Federico Mollicone), editorialista presso il Riformista.
Nel dicembre del 2024 ha anche presentato alla Comunità Ebraica romana un documentario sul 7 ottobre in sala della Regina a Montecitorio, con tanto di intervento del commissario alla Cultura di Fratelli d’Italia Federico Mollicone e alla presenza del questore di Roma Roberto Massucci. In prima fila il presidente dell’associazione Italia-Israele Pierluigi Battista e il presidente dell’Ucei Noemi Di Segni.
E dopo tutti questi risultati, l’appuntamento fisso settimanale per appena 200 euro a puntata a “La Mezz’ora Legale” su Rai Radio 1 e infine la nomina in Commissione Sicurezza come consulente (a titolo gratuito).
Ne ha fatta tanta di strada, Anna Claudia Conte, che dalla piccola Aquino è arrivata ad essere un volto noto della Roma che conta, ma l’amore per il Viminale non è un cinico punto d’arrivo come molti giornalisti sibillini insinuano, ma piuttosto un album di famiglia, pieno di ricordi.
Suo padre è poliziotto nel piccolo comune ciociaro dove è cresciuta Anna Claudia, che nel 2024 è stata per la seconda volta madrina della Festa della Polizia a Frosinone, dove ha frequentato il liceo. Ricordi luminosi, ma lontani. Infatti, anche i suoi genitori sarebbero divorziati.
Poi la laurea in giurisprudenza alla Luiss, la scuola politica di Sabino Cassese. Nel gennaio del 2022 fonda la Far From Shallow Srls, che fino al settembre dello stesso anno è posseduta al 30% da Lodovico Mazzolin – il liquidatore di Banca Progetto nominato da Banca d’Italia a marzo 2025 – e per il 70% da lei, che ne diviene l’unica proprietaria fino alla liquidazione nel febbraio 2024.
Parallelamente, nel luglio del 2021 fonda la Shallow srls: “un’impresa culturale femminile, con focus sulla responsabilità sociale e lo sviluppo sostenibile”. Nell’atto costitutivo, accanto ad Anna Claudia Conte risulta Renzo Lusetti (non è attualmente socio, ma lo è stato al 50% fino al febbraio 2022), ex parlamentare del Pd ed e volto storico della Democrazia Cristiana (un vero e proprio protagonista della Prima Repubblica) marito di Vira Carbone, inviata di Porta a Porta nonché conduttrice de “La Mezz’Ora Legale”.
Lussetti, inoltre, è intimo amico di Francesco Pionati, il direttore di Rai Radio 1, natìo di Avellino, proprio come Matteo Piantedosi.
Anna Claudia Conte, poi, ha fondato l’associazione “per la cultura a 360 gradi” Nova Era, insieme ad Emanuele Ajello, con cui la giornalista ha prodotto numerose rappresentazioni cinematografiche, e che attualmente è un militante del partito Futuro Nazionale fondato da Roberto Vannacci. Ad oggi, la quasi ex amante di Piantedosi si occupa della Shallow Srls insieme a Cristina Dragut, che da quel che ci viene riferito, alloggerebbe in casa sua.
(da mowmag.com/)

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“FINANCIAL TIMES”: “IL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI SEMBRA AVER COMPIUTO L’IMPRESA QUASI MIRACOLOSA DI UNIRE I VESCOVI AMERICANI, STORICAMENTE DIVISI TRA PROGRESSISTI E CONSERVATORI, IN UNA COMUNE OPPOSIZIONE ALLE POLITICHE PORTATE AVANTI DA UNA DELLE AMMINISTRAZIONI STATUNITENSI CON IL PIÙ ALTO NUMERO DI CATTOLICI DI SEMPRE”

Aprile 2nd, 2026 Riccardo Fucile

“LA FREDDA ACCOGLIENZA RISERVATA A THIEL A ROMA NON È SOLO IL PRODOTTO DI UNA DISPUTA TEOLOGICA. RIFLETTE ANCHE IL SUO RUOLO PERCEPITO COME AMBASCIATORE INFORMALE DI TRUMP, INCARICATO DI FARE LA SUA VOLONTÀ ‘IN TERRA COME IN CIELO’”

Papa Leone ha definito la guerra “di scelta” di Donald Trump in Iran uno «scandalo per l’intera famiglia umana». Il conflitto porta con sé anche una forte dimensione divina, con funzionari dell’amministrazione e leader militari che ricorrono a una retorica religiosa per giustificare il combattimento.
Durante una recente funzione religiosa al Pentagono, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha pregato per una «travolgente violenza d’azione contro coloro che non meritano alcuna misericordia». In quella che è apparsa come una replica indiretta, Leone ha affermato che Gesù «non ascolta le preghiere di coloro che fanno la guerra».
La guerra in Iran non è l’unico punto di attrito. Il Vaticano e la Casa Bianca sono profondamente in disaccordo sulla politica migratoria, sull’offensiva contro il Venezuela, sul confronto degli Stati Uniti con l’Europa e sullo smantellamento delle istituzioni multilaterali.
La Santa Sede sta inoltre monitorando con crescente preoccupazione la situazione a Cuba. Molte delle guerre di Washington e delle repressioni interne si basano su software di Palantir Technologies, motivo per cui il Vaticano ha reagito anche contro gli alleati tecnologici di Trump.
Il mese scorso, l’investitore tecnologico dalle visioni apocalittiche Peter Thiel è giunto nella Città Eterna per tenere le sue conferenze, altamente riservate ma ben note, sull’anticristo e la fine dei tempi. Il mondo cattolico lo ha accolto come se fosse un Visigoto venuto a saccheggiare la città.
I dignitari cattolici hanno trattato il cofondatore di Palantir come un apostata pericoloso da evitare, non come un cristiano non convenzionale degno di essere ascoltato. La stampa cattolica lo ha attaccato definendolo un sinistro pseudo-pensatore che promuove una teologia politica distorta, e un teologo di un’università pontificia ha persino suggerito che lo stesso Thiel potrebbe essere l’anticristo.
Sono stati impartiti ordini dall’alto per tenere lontani i teologi autentici dalle conferenze, e i media italiani hanno riferito che, nel palazzo romano in cui Thiel teneva le sue lezioni, i flâneur dai baffi impomatati superavano di gran lunga gli studiosi della Bibbia. Il magnate tecnologico evangelico è stato informalmente scomunicato da una Chiesa alla quale, peraltro, nemmeno appartiene.
Un’enciclica intitolata “Magnifica Humanitas” è in uscita a breve e offrirà una riflessione sulla visione cattolica della natura umana e sul suo rapporto con la tecnologia. Nella lotta finale tra accelerazionisti e fautori del contenimento, Thiel e il Vaticano non potrebbero essere più distanti.
Il dibattito escatologico ha una chiara dimensione politica. Thiel è stato uno dei primi sostenitori di Trump nel 2016 e ha interpretato la sua rielezione nel 2024 come una vera e propria apokálypsis, un momento di «disvelamento» di tutte le malefatte che il precedente governo aveva nascosto ai cittadini.
È anche mentore del vicepresidente JD Vance, che ha iniziato il suo percorso verso la Chiesa cattolica proprio dopo aver assistito a una conferenza di Thiel. Insieme al segretario di Stato Marco Rubio, Vance è tra i cattolici più influenti alla guida di un’amministrazione che potrebbe essere più in contrasto con l’insegnamento della Chiesa di qualsiasi altra negli ultimi tempi.
Vance ha seguito da vicino i rapporti con la Santa Sede e si è scontrato più volte, in modo turbolento, con i vescovi statunitensi e con i rappresentanti vaticani. Il forte legame tra Thiel e Vance non è sfuggito ai funzionari vaticani che hanno evitato Thiel a Roma
La fredda accoglienza riservata a Thiel non è solo il prodotto di una disputa teologica. Riflette anche il suo ruolo percepito come ambasciatore informale di Trump, incaricato di fare la sua volontà «in terra come in cielo». In quello che forse voleva essere un gesto di buona volontà, Trump ha invitato Leone a visitare il suo Paese d’origine per il 250° anniversario dell’indipendenza; il papa ha declinato.
Nel frattempo, i vescovi americani hanno scelto di non rinnovare gli accordi di cooperazione con il governo federale sul reinsediamento dei rifugiati e sui servizi per i minori migranti, e il Vaticano ha rifiutato in modo esplicito di aderire al “Board of Peace” di Trump.
Il presidente degli Stati Uniti sembra aver compiuto l’impresa quasi miracolosa di unire i vescovi americani, storicamente divisi tra progressisti e conservatori, in una comune opposizione alle politiche portate avanti da una delle amministrazioni statunitensi con il più alto numero di cattolici di sempre.
La guerra in Iran si sta trasformando in un banco di prova per i rapporti tra Washington e la Santa Sede, che non perde occasione per manifestare la propria opposizione a questo presidente americano.

(da agenzie)

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NIGEL FARAGE, LEADER DEL TRUMPIANO REFORM UK, SILURA SIMON DUDLEY, PORTAVOCE PER LE POLITICHE ABITATIVE DEL SUO PARTITO. PARLANDO DEL ROGO DELLA GRENFELL TOWER DI LONDRA IN CUI, NEL 2017, MORIRONO 72 PERSONE, DUDLEY IN UNA INTERVISTA HA DETTO CINICAMENTE: “PURTROPPO, SAPETE, ALLA FINE TUTTI DEVONO MORIRE”

Aprile 2nd, 2026 Riccardo Fucile

DOPO LE POLEMICHE E’ INTERVENUTO FARAGE: “SONO COMMENTI DEL TUTTO INAPPROPRIATI E SCIOCCANTI PER MOLTE PERSONE”

Nigel Farage, leader del trumpiano Reform Uk, ha rimosso Simon Dudley dall’incarico di portavoce per le Politiche abitative del suo partito dopo le frasi shock sul rogo della Grenfell Tower, il grattacielo di edilizia popolare di Londra teatro nel giugno del 2017 di un incendio devastante ai margini del quartiere del lusso di Chelsea che costò la vita a 72 persone residenti, inclusi i giovani architetti veneti Gloria Trevisan e Marco Gottardi
“Purtroppo, sapete, alla fine tutti devono morire”, aveva detto Dudley in un’intervista, pur riconoscendo la tragedia ma allo stesso tempo lamentando le norme edilizie più rigide – introdotte dopo il rogo causato dall’installazione di
micidiali pannelli decorativi a basso costo rivelatisi incendiabili – in quanto limite allo sviluppo immobiliare nel Regno Unito.
A fronte della bufera e delle reazioni di condanna, inclusa quella del premier laburista Keir Starmer che ha parlato di dichiarazioni “vergognose”, l’ex tribuno della Brexit nel corso di una conferenza stampa ha annunciato la rimozione di Dudley dal suo incarico per i commenti “del tutto inappropriati” e “scioccanti per molte persone”.
(da agenzie)

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CASO ALMASRI: LA CORTE PENALE INTERNAZIONALE HA DEFERITO L’ITALIA ALL’ASSEMBLEA DEGLI STATI MEMBRI PER “INADEMPIENZA A UNA RICHIESTA DI COOPERAZIONE” SUL CASO DEL TORTURATORE LIBICO

Aprile 2nd, 2026 Riccardo Fucile

IL CASO DEL TORTURATORE LIBICO DI BAMBINI, COLPITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE E RIPORTATO INVECE IN LIBIA CON UN VOLO DI STATO RESTA UNA VERGOGNA INDELEBILE PER UNO STATO VILE

La presidenza della Corte penale internazionale (Cpi) ha deferito l’Italia all’Assemblea degli Stati membri per “inadempienza a una richiesta di cooperazione” sul caso Almasri.
Lo riferisce la stessa Cpi, spiegando che “il 29 gennaio 2026 la presidenza della Corte ha trasmesso al presidente dell’Assemblea degli Stati membri la ‘Decisione di deferire all’Assemblea degli Stati membri l’inadempienza dell’Italia a una richiesta di cooperazione’ della Camera preliminare I, datata 26 gennaio 2026, rinviando così la questione all’Assemblea degli Stati membri”.
La Corte ricorda che “il 17 ottobre del 2025 la Camera preliminare I aveva emesso una ‘Decisione sulla mancata ottemperanza dell’Italia a una richiesta di cooperazione’, nella quale aveva constatato che l’Italia non ha ottemperato ai propri obblighi internazionali ai sensi dello Statuto di Roma, impedendo alla Corte di esercitare le proprie funzioni e i propri poteri ai sensi dello Statuto ‘non dando debita esecuzione alla richiesta della Corte di arrestare e consegnare il sig. Njeem (cioè Almasri ndr.) mentre si trovava sul territorio italiano, e non consultando né cooperando con la Corte per risolvere eventuali presunte questioni derivanti dalla formulazione del mandato d’arresto e dalla presunta richiesta concorrente di estradizione'”.
La Cpi ha fatto sapere anche che un rappresentante dell’Italia è stato invitato alla riunione dell’ufficio di presidenza dell’Assemblea del 1° aprile 2026 per discutere le implicazioni della decisione della Corte relativa alla sua mancata cooperazione e per presentare le proprie opinioni su come intenda cooperare con la Corte in futuro e aggiunge che l’ufficio di presidenza presenterà una relazione sulle misure adottate, unitamente a eventuali raccomandazioni, alla prossima sessione dell’Assemblea.
L’Assemblea degli Stati membri è l’organo di controllo gestionale e legislativo della Corte penale internazionale ed è composta dai rappresentanti degli Stati che hanno ratificato lo Statuto di Roma.
(da agenzie)

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L’ENNESIMO PASTICCIO DELL’ARMATA BRANCA-MELONI: DOPO LE PROTESTE DI CONFINDUSTRIA, CHE HA MINACCIATO CAUSE LEGALI ALLO STATO, IL GOVERNO HA RESTITUITO ALLE IMPRESE TUTTO IL FONDO STANZIATO IN MANOVRA DA 1,3 MILIARDI PER GLI INCENTIVI DI “TRANSIZIONE 5.0”, CHE ERA STATO TAGLIATO PER DUE TERZI UNA SETTIMANA FA. E HA AGGIUNTO ALTRI 200 MILIONI

Aprile 2nd, 2026 Riccardo Fucile

LA RETROMARCIA, OLTRE A PLACARE LE IRE DEGLI IMPRENDITORI, È UNA CIAMBELLA DI SALVATAGGIO AL TRABALLANTE MINISTRO URSO – IL GELO DI CONFINDUSTRIA NEI CONFRONTI DI GIORGETTI “MANI DI FORBICE”, CHE AVEVA DECURTATO I BONUS

Un pasticcio che si chiude con una retromarcia. Quella del governo che restituisce alle imprese tutto il fondo stanziato in manovra da 1,3 miliardi per gli incentivi di Transizione 5.0 e poi tagliato per due terzi venerdì con il decreto fiscale. Aggiungendo pure altri 200 milioni, coperti con fondi del ministero delle Imprese. Si arriva così a un miliardo e mezzo. Associazioni soddisfatte.
A partire da Confindustria, andata in fibrillazione nei giorni scorsi fin quasi alle minacce legali di ricorsi agitate da alcune compagini territoriali per una misura «ingiusta, retroattiva, che lede la fiducia e crea esodati».
Il taglio di 763 milioni, arrivato a sorpresa nel primo Consiglio dei ministri dopo la sconfitta referendaria e senza la premier Meloni, evapora nel giro di appena cinque giorni, densi però di polemiche.
Che la tensione fosse alla stelle lo dimostra l’ingresso in anticipo di un’ora del presidente degli industriali Emanuele Orsini. Varca Palazzo Piacentini alle 10 spaccate, sale lo scalone e si infila in un confronto riservato con i due ministri Adolfo Urso, il padrone di casa appena rientrato dalla missione negli Usa, e Tommaso Foti, plenipotenziario del Pnrr.
Manca il terzo annunciato: il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Un’assenza che pesa. Al suo posto, il viceministro Maurizio Leo.
Quando parte il tavolo tutto è già risolto. Il viceministro Leo annuncia il miliardo e mezzo. Il ministro Urso spiega che era pronto ad arrivare a 1,65 miliardi per coprire tutti gli investimenti delle imprese in efficientamento energetico arrivati in coda nel mese di dicembre.
Se l’avesse fatto, spiega, Eurostat avrebbe caricato quella cifra per intero sul 2025 facendo lievitare il deficit che già oscilla poco sopra il 3% e rischia di tenere l’Italia in procedura per disavanzo eccessivo. Invece così il miliardo e mezzo, «massimo sforzo», pesa sul 2026. Poi si vedrà. Orsini incassa la mediazione che per Confindustria sa di vittoria: «Non si arriva al 100% dei fondi, ma ci avviciniamo. Bene».
Uscendo ai cronisti consegna una perla: «Apprezzamento per il tavolo e, devo dire, anche per il ministro Urso per la difesa dell’industria». Neanche un accenno a Giorgetti, il grande assente. «Ha tagliato e tradito le promesse fatte il 20 novembre a tutti noi», dicono molti dei presenti parlando del ministro Mef.
E così i fondi aumentano di 1,4 miliardi che si sommano agli 8,4 miliardi già stanziati: quasi 10 miliardi nel triennio per l’iperammortamento. Sommati ai 4 del bonus 5.0, «parliamo di 14 miliardi e addirittura di 20 miliardi con Transizione 4.0».
Rivendica Urso, ministro in bilico secondo le cronache di palazzo. Ieri però appoggiato dalle imprese. Una piccola luna di miele che durerà poco. Il tempo di riparlare di bollette e costi dell’energia. «Fare presto» è uno slogan destinato a tornare.
(da agenzie)

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“FATEMI USCIRE DA QUESTO CARCERE, NON SONO UNO STRAGISTA” – IL 17ENNE DI PERUGIA CHE PROGETTAVA UNA CARNEFICINA IN UNA SCUOLA SOSTIENE DI ESSERE UN AGNELLINO: “ERO ENTRATO IN UN CANALE TELEGRAM SBAGLIATO. NE VOLEVO USCIRE MA ERO MINACCIATO DAGLI ALTRI ISCRITTI E MI SPAVENTAVO”

Aprile 2nd, 2026 Riccardo Fucile

MA LE INDAGINI DICONO TUTT’ALTRO: IL GIOVANE (“INCEL”) NON ERA UN “SEMPLICE ISCRITTO” A DEI GRUPPI NEONAZI E CHE INCITAVANO ALL’ODIO CONTRO LE DONNE. MA NE ERA IL PROMOTORE – IN DUE CANALI CARICAVA I MANUALI PER COSTRUIRE ARMI ED ESPLOSIVI – – COME LA GALASSIA NEONAZISTA MANIPOLA GLI ADOLESCENTI SUL WEB

“Fatemi uscire da questo carcere, non sono uno stragista”. Andrea, il ragazzo di 17 anni indicato dagli inquirenti come un terrorista in erba, si difende dal carcere di Firenze dove è rinchiuso. Le accuse contro di lui sono quelle di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, ma anche di detenzione di materiale con finalità di terrorismo.
Adesso lui dice, in una telefonata di pochi minuti al suo avvocato, Angelo Pettinella: «Ero entrato in un canale sbagliato quando ero poco più che un bambino. Ne volevo uscire ma ero minacciato dagli altri iscritti e mi spaventavo. Ci sono tracce di quando scrivevo agli amici che ero preoccupato e volevo sfilarmi. È tutto nel mio cellulare, in mano a chi indaga».
Molto probabilmente questa versione, oggi, Andrea la ripeterà davanti al giudice per le indagini preliminari durante l’interrogatorio di convalida del suo arresto. Le indagini dicono tutt’altro. Ad esempio, che Andrea non era un semplice iscritto a dei gruppi suprematisti, neonazi e che incitavano all’odio contro le donne.
Ma che ne sarebbe stato anche il promotore, almeno in due casi: i canali Telegram Libreria e V2. Su questi ha caricato i manuali per costruire armi micidiali, le istruzioni per preparare il Tatp, l’esplosivo impiegato nelle stragi di Bruxelles e Parigi soprannominato la ‘”Madre di Satana”
Ci sono poi le frasi scritte sui gruppi neonazi che hanno convinto il Ros a chiedere l’arresto. La prima, comparsa in una chat Whatsapp nel 2024: «Magari un giorno faccio una sparatoria e poi mi ammazzo. Però devo ancora decidere il posto dove farla prima di andarmene»
E, poi, quell’annuncio da gelare il sangue nelle vene: «Io quando sarò in quinta replicherò la Columbine». Si riferiva al massacro della Columbine High School in Colorado del 1999. La fascinazione per assassini come Filippo Turetta, o per i «Santi» Anders Behring Breivik e Brenton Harris Tarrant, hanno chiuso il cerchio sulla sua personalità reputata violenta.
A Perugia un ragazzo di 17 anni affiliato al canale neonazista “Werwolf Division”, finisce in carcere con l’accusa di voler fare una strage a scuola con armi costruite in 3D. Qualche giorno prima, a Trescore Balneario, un adolescente di 13 anni accoltella la sua professoressa trasmettendo tutto in diretta su Telegram
Due storie, due città, un tratto comune: la violenza come performance e copione premeditato. «La costruzione dell’atto violento è, di per sé, collettiva. Per questo non si può parlare di persone isolate», spiega Leonardo Bianchi, esperto di movimenti dell’estrema destra extrapartitica e autore di saggi e del podcast Complott
Cosa accomuna e cosa distingue i due casi?
«Entrambi nascono in ambienti digitali chiusi in cui è possibile autoradicalizzarsi, e si rifanno alla pratica dello school shooting, le sparatorie di massa negli Stati Uniti. Non a caso il culto citato è quello di Columbine: un modello capace di creare un linguaggio, meme e riferimenti specifici. Ma i due casi divergono completamente nelle motivazioni e nelle finalità».
Lei è contro la narrativa del “lupo solitario”. Pensa sia fuorviante?
«Queste forme di violenza si basano sull’emulazione di personaggi come Brenton Tarrant — autore nel 2019 della strage di Christchurch — e Behring Breivik, artefice degli attentati a Utoya nel 2011. Uomini santificati, martirizzati».
Sono tutti casi stranieri.
«Il 17enne di Perugia ha citato anche Filippo Turetta, trasformato in questi anni in un meme antifemminista. L’anno scorso c’è stato un caso simile a Bolzano ad opera di un 15enne. Prima ancora, diversi altri. Per non parlare di Luca Traini, spesso rimosso dai discorsi. È un fenomeno che non nasce nel vuoto e riguarda anche l’Italia».
Sembra un mondo impossibile da definire. Non c’è uniformità in termini di età, estrazione sociale, geografia?
«No, è quello che rende difficile un’eventuale prevenzione. Si spazia dai figli della borghesia a ragazzini di 16 anni politicamente non formati; da chi ha situazioni familiari svantaggiate a chi è incensurato e non ha alle spalle alcun percorso accidentato. È un groviglio inestricabile fatto anche di precisi vocabolari che è importante conoscere».
Quali possono essere i segni di un retroterra ideologico?
«Quello che interessa di più è l’estetica della controcultura. I manifesti scritti, caratteristica cruciale del nuovo terrorismo di estrema destra. Altre tracce digitali utili a lasciare segnali per ispirare chi verrà dopo. Iconografie o meme provenienti dall’alt-right statunitense o dal Terrorgram: la rete di canali Telegram di estrema destra. È il caso di Perugia, ma anche di altri arresti recenti».
Chi costruisce questo immaginario?
«La Casa Bianca trumpiana utilizza già i videogiochi per fare propaganda, alternandoli con immagini di bombardamenti in Iran. Non deve sorprendere che ragazzi a cavallo della maggiore età possano esserne affascinati. È un fenomeno globale ed è miope pensare che la responsabilità sia del singolo».
C’è qualcosa che stiamo sottovalutando oggi?
«Italia e Stati Uniti sono differenti in una cosa: l’accesso alle armi. Ma alcuni aspiranti terroristi, come pare il ragazzo di Perugia, stanno iniziando a stampare armi in 3D. Se ne parla ancora poco in Europa, ma questo potrebbe cambiare il fenomeno: armi in grado di eludere i sospetti delle forze dell’ordine o i metal detector nelle scuole».
(da agenzie)

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IN PROVINCIA DI FERRARA, UN UOMO PUBBLICAVA SUL SUO PROFILO FACEBOOK ESPRESSIONI RAZZISTE E ANTISEMITE, OLTRE CHE IMMAGINI RAFFIGURANTI HITLER E L’INGRESSO DEL CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI AUSCHWITZ

Aprile 2nd, 2026 Riccardo Fucile

QUANDO LA POLIZIA HA PERQUISITO L’APPARTAMENTO DELL’UOMO, GLI AGENTI HANNO TROVATO UN CHILO DI STUPEFACENTE E ARMI

Un uomo residente nel Ferrarese è stato arrestato al termine di un’indagine avviata dalla Polizia di Stato per attività di propaganda online legata a contenuti razzisti e di ispirazione nazista.
’indagine è partita da una segnalazione arrivata al Commissariato di pubblica sicurezza online, riguardante un profilo Facebook attivo in un gruppo pubblico. Secondo quanto accertato, l’utente pubblicava messaggi e immagini con contenuti razzisti, antisemiti e di incitamento alla violenza, oltre a riferimenti espliciti al nazismo e al fascismo.
Gli approfondimenti condotti dalla Polizia Postale di Bologna e dalla Digos di Ferrara hanno permesso di identificare il presunto responsabile e di raccogliere elementi sull’attività svolta in rete. Sulla base di quanto emerso, la Procura di Ferrara ha disposto una perquisizione personale, domiciliare e informatica.
Di particolare rilievo, nel quadro investigativo, è risultata la natura dei contenuti pubblicati, consistenti in espressioni razziste e antisemite, nonché incitanti alla
violenza, oltre che in immagini raffiguranti Hitler, Mussolini e l’ingresso del campo di concentramento di Auschwitz
Nel corso della perquisizione è emerso anche il possesso di oltre un chilogrammo di droga, insieme a materiale per il confezionamento. Per questo motivo, oltre alle accuse legate alla propaganda online, l’uomo è stato arrestato e trasferito in carcere, in attesa dell’udienza di convalida.
(da w.lanuovaferrara.it

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