IL RIBELLE MANTERO: “CI VOGLIONO ESPELLERE? COSI’ IL M5S DIVENTA IL PARTITO DEL MONOPENSIERO”
“NON CI SONO GLI ESTREMI PER MANDARCI VIA”. ..”MA SE SI VUOLE DISTRUGGERE IL GRUPPO, BASTA DIRLO”
Il senatore Matteo Mantero ha votato no secco, è uno dei 15 del M5S a Palazzo Madama che ha scelto così.
Neanche l’astensione?
“L’astensione è un appoggio implicito, quindi no”.
Perchè ha scelto di non dare la fiducia?
“Mi sembra una scelta profondamente sbagliata. Magari è un errore mio e i 5 Stelle riusciranno ad incidere sull’operato del governo e se sarà così voterò a favore dei provvedimenti che andranno incontro alla transizione ecologica e alla tutela delle classi più deboli. Dal discorso di Draghi però mi pare che la direzione presa sia diversa”.
Quali punti non l’hanno convinta?
“Sull’immigrazione, circostanziando al fattore dell’asilo politico viene limitato nei fatti l’accesso a delle persone con oggettiva difficoltà . Non condivido l’idea che qualche azienda vada aiutata e qualcun altro no. Chi decide i parametri? Ritengo giusto investire sulle aziende proiettate nel futuro ma adesso i sussidi vanno dati a tutti, incentivare o disincentivare come facemmo noi con la tassa sulla plastica è un passaggio che va fatto dopo, ora i ristori vanno dati a tutti”.
Solo che ora verrà espulso dal Movimento, lo sa?
“Francamente non credo ci siano gli estremi, anzi non dovrebbe essere così. Il 90 per cento dei senatori era contrario all’ipotesi di formare un governo con Draghi dopo Conte, così anche alla Camera la maggior parte era per il no. Ma nonostante questo si è iniziata una trattativa che ha portato il voto su Rousseau. Il punto è che non andava neanche comininciata, sapevano che eravamo contrari. Se non avessimo avuto paura del voto, i responsabili alla fine sarebbero usciti e avremmo avuto un governo politico. Non mi interessa neanche parlare del quesito fuorviante su Rousseau, non è quello il punto”.
Resta il fatto che erano state annunciate le espulsioni per chi votava no alla fiducia.
“Se se vuole distriggere il gruppo allora andranno avanti così, se si vuole preservare il gruppo e il pluralismo allora posizioni diverse devono piuttosto essere valorizzate. Se si continuano a tagliare le teste diventiamo il partito del monopensiero. Chi ha votato in maniera difforme lo ha fatto perchè messo nelle condizioni di non fare altro”.
Lei quindi non se ne va e resta nel Movimento?
“Sì assolutamente, continuo a lavorare e a seguire le tematiche di cui mi occupo da sempre, dal fine vita alla legalizzazione della cannabis, e resto al servizio del M5S”.
(da “La Repubblica”)
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