Gennaio 19th, 2011 Riccardo Fucile
ARTICOLI E CORRISPONDENZE SU TUTTI I PRINCIPALI GIORNALI DEL MONDO, DI VARI ORIENTAMENTI….LA BBC: “I MAGISTRATI MILANESI HANNO MORSO IL FRENO”
Il caso Ruby continua a conquistare spazio sulle pagine dei quotidiani e i siti web di mezzo mondo.
A seguire le vicende del premier con maggiore attenzione è in particolare la stampa britannica.
Aggiornamenti sulle novità emerse dal deposito degli atti giudiziari alla Camera dei deputati, corredate da gallerie di immagini delle donne che sono solite accompagnare Silvio Berlusconi, sono presenti sulle edizioni online di Finacial TImes, Guardian e Daily Mail , con tanto di dettagli sulle più scabrose conversazioni intercettate dagli inquirenti.
The Independent interviene invece anche con un commento di Peter Popham nel quale l’editorialista sostiene che “stavolta neppure Silvio se la può cavare”.
Altro editoriale sul sito della Bbc .
“Un premier miliardario di una grande nazione europea nasconde prostitute e fornisce loro appartamenti gratis o elargisce denaro? In un mondo socialmente collegato, iper-controllato e senza segreti potrebbe sembrare bizzarro che si scherzi con queste cose, come Berlusconi suggerisce. Eppure – scrive Duncan Kennedy – si ha la sensazione che i magistrati milanesi abbiano morso il freno sulla questione”.
Restano accesi i riflettori sul presidente del Consiglio anche negli Stati Uniti. Se il Washington Post si limita a pubblicare un breve articolo ripreso dall’agenzia Ap, va invece in profondità il Wall Street Journal che arricchisce la sua corrispondenza da Roma con una mappa interattiva della carriera politica di Berlusconi, delle sue disgrazie giudiziarie e dei ripetuti tentativi di sottrarsi alle inchieste attraverso leggi ad personam.
Spazio alla difesa del premier anche sul sito della Cnn .
Molto seguito lo scandalo Ruby pure In Germania, nazione abituata a dimissioni di politici e uomini delle istituzioni per molto meno.
La Sudduetsche Zeitung titola: “Prove contro Berlusconi”, mentre la versione web del settimanale Spiegel sottolinea che ieri “nuovi dettagli hanno messo in imbarazzo” il Cavaliere.
Il tabloid popolare Bild nel titolo di un breve articolo, si chiede: “Berlusconi e Putin si sono incontrati nell’affare sexy?”.
In Francia l’edizione online di Le Monde parla di una situazione che “si fa più e più imbarazzante per Berlusconi”.
In Spagna articolo sia sull’edizione cartacea che su quella telematica per El Pais . Secondo il corrispondente da Roma Miguel Mora “la vicenda ha assunto dimensioni enormi”, e quelle attuali sono “ore decisive per la sopravvivenza politica di Berlusconi”.
Il catalano La Vanguardia si concentra invece sulla possibile “fidanzata” del Cavaliere e sostiene – indicando Nicole Minetti – che “potrebbe essere la sua igienista dentale e consigliera regionale lombarda”.
Ma il caso Ruby balza alle cronache anche in Sud America, ed è riportato dall’argentino El Clarin e dal messicano El Milenio, mentre il foglio brasiliano La Folha de Sao Paulo titola in prima pagina: “Secondo la procura, Berlusconi ha indotto alla prostituzione diverse giovani ragazze”.
Lo sputtanamento del nostro Paese continua.
argomento: Berlusconi, Costume, denuncia, emergenza, Europa, Giustizia, governo, Politica, radici e valori, Stampa | Commenta »
Gennaio 19th, 2011 Riccardo Fucile
A RACCONTARE DEI FESTINI A LUCI ROSSE NON CI SONO SOLO RAGAZZE ED ESCORT…NELLE CARTE DELLA PROCURA ANCHE IL RACCONTO DI CARLO FERRIGNO, PREFETTO E COMMISSARIO ANTI-RACKET, OSPITE A SETTEMBRE A UNA SERATA AD ARCORE
“C’erano orge, lì dentro…!”. Non ci sono soltanto le voci di ragazze a caccia di soldi e
successo, nelle carte mandate dalla Procura di Milano alla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera.
Altri ospiti delle feste di Arcore raccontano il Bunga-bunga.
In telefonate che sono state intercettate dagli investigatori e ora a disposizione dei deputati.
C’è, a raccontare i riti dei festini a luci rosse, anche la voce di un uomo che è stato a lungo funzionario dello Stato: Carlo Ferrigno, poliziotto, poi prefetto ad Asti, a Napoli (2000-2003), commissario anti-racket (2003-2006).
Una carriera non senza guai e incidenti di percorso.
“C’erano orge…! Non con droga, non mi risulta”, racconta Ferrigno al suo interlocutore il 29 settembre 2010. “Ma bevevano tutte mezzo discinte… Berlusconi si è messo a cantare e a raccontare barzellette. C’erano loro tre”, e dalla conversazione si capisce che erano Silvio Berlusconi, Lele Mora ed Emilio Fede, “e 28 ragazze.
Tutte ragazze che poi alla fine erano senza reggipetto, solo le mutandine strette”.
La terminologia (“discinte”, “reggipetto”) è quella di un uomo di una certa età . Ferrigno è un settantenne che ne ha viste tante nella sua vita.
Eppure si mostra stupito. “Capito…? Bella roba, tutta la sera…!”.
Poi il prefetto racconta i particolari. Descrive al suo interlocutore la scena dell’“orgia” a cui ha assistito.
Gli dice di “Maria… mezzo araba”, che faceva la danza del ventre mentre gli altri “stavano a guardarla”. Con regalo finale di Silvio: “Un anello e un bracciale”…
A essete perfidi, si potrebbe ipotizzare che Ferrigno sia stato invitato a quella che chiama “orgia” per meriti acquisiti sul campo.
Sì, perchè da commissario anti-racket è stato accusato di essere un “prefetto a luci rosse”: di aver preteso prestazioni sessuali da donne vittime di usura che si rivolgevano a lui.
A far scoppiare lo scandalo, due uomini simbolo della lotta all’usura: Frediano Manzi, animatore del comitato Sos racket e usura, e Paolo Bocedi, presidente dell’associazione Sos Italia Libera.
“Non potevamo più tacere, come associazioni anti-racket abbiamo il dovere di denunciare questo scandalo fatto di ricatti, minacce, intimidazioni e richieste di natura sessuale, che sono state perpetrate nel tempo dal commissario straordinario anti-racket Carlo Ferrigno”.
Così Manzi e Bocedi scrivono in una lettera aperta del febbraio 2010. “Era abitudine del commissario anti-racket inviare il suo fido segretario e autista, Tonino, con la macchina in dotazione del ministero a prelevare prostitute giovani e soprattutto minorenni, per fare orge e festini presso l’abitazione del prefetto a Roma; e si afferma che il prefetto facesse abitudinariamente uso di cocaina”. Ora spetterà ai magistrati stabilire se è vero quanto raccontato da Manzi e Bocedi, sulla base delle testimonianze di alcune presunte vittime…
Prima di questa vicenda, Ferrigno era stato protagonista di un’altra disavventura, questa volta non a luci rosse, ma nere.
Nel 1996, Aldo Giannuli, consulente del giudice di Milano Guido Salvini a caccia dei terroristi di Piazza Fontana, aveva scoperto, sulla circonvallazione Appia, a Roma, l’archivio segreto dell’Ufficio affari riservati del ministero dell’Interno: decine di migliaia di reperti, mai messi a disposizione della magistratura.
Tra questi, una parte di un ordigno esploso nella notte tra l’8 e il 9 agosto del 1969 su un treno a Pescara, in uno dei primi attentati eseguiti dal gruppo di Franco Freda durante la campagna terroristica culminata in Piazza Fontana.
E documenti sullo strano incidente aereo in cui perse la vita, nel 1962, il presidente dell’Eni Enrico Mattei.
In seguito al ritrovamento, viene avviata un’indagine nei confronti di Ferrigno, che all’epoca è capo della Direzione centrale della polizia di prevenzione, erede degli Affari riservati.
Nel 1977, il giudice di Venezia Carlo Mastelloni sequestra altri dossier illegali, aggiornati fino al 1994.
Nessuna conseguenza penale per il prefetto, che si dimette ma poi continua la sua carriera.
Fino agli inviti ad Arcore, fino alle “orge” del Bunga bunga…
Gianni Barbacetto
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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