Gennaio 17th, 2018 Riccardo Fucile
“NON HO MAI CHIESTO DI ESSERE IN LISTA PER IL PARLAMENTO E NON HO MAI PRODOTTO I RELATIVI DOCUMENTI”: E SPORGE DENUNCIA AI CARABINIERI
Sonia Corrado è un’attivista del MoVimento 5 Stelle di Fondi: qualche tempo fa si è presentata con il M5S a Fondi anche se della sua scelta non c’è più traccia sul blog di Beppe Grillo.
Stamattina però Sonia Corrado ha vissuto un interessante avanzamento di carriera politica: si è ritrovata infatti candidata al Senato con il MoVimento 5 Stelle a Fondi a sua insaputa.
Nel pomeriggio si è presentata dai carabinieri di Fondi per sporgere quindi denuncia-querela: “Sono stata contattata da un mio amico, il quale mi metteva al corrente della mia candidatura al Senato della Repubblica italiana. Preciso di non aver mai chiesto a nessuno di candidarmi, nè l’ho mai fatto io di persona, sia in modo cartaceo che on line. Sono stata vittima di trattamento illecito di dati personali”.
Contattata da neXt Quotidiano, la Corrado ha raccontato di essere entrata il primo gennaio su Rousseau per comprendere le regole e i cambiamenti che sono arrivati per gli attivisti grillini (e che hanno dato il via a un ricorso in discussione a Genova). Ma ricorda perfettamente di non aver in alcun modo cliccato per candidarsi. E d’altro canto non ha mai mandato la documentazione necessaria per completare l’iter della candidatura.
Anzi, fa sapere anche di essere in profondo disaccordo con la nuova linea del MoVimento 5 Stelle, che a suo parere è molto lontana dalla Carta di Firenze e dal progetto originario del M5S: «Io non capisco cosa stia succedendo, ma sono un’attivista e non mi piace la deriva che sta prendendo; sono un’ammiratrice di Alessandro Di Battista e ritengo che abbia fatto benissimo lui a chiamarsi fuori prima dello scoppio di questo caos».
La sua vicenda è diversa da quella raccontata oggi da alcuni attivisti, che avevano pensato di candidarsi ma poi hanno rinunciato e si sono ritrovati lo stesso in lista: «Io rivorrei soltanto il mio MoVimento 5 Stelle, quello in cui ho creduto dall’inizio. Secondo me nemmeno Grillo è tanto contento».
La Corrado ha aderito al Comitato Di.Di.A. M5S, che difende i diritti degli ex associati, anche se non è tra i 33 che si sono mossi all’inizio.
Intanto però ha sprecato un’occasione: magari a forza di candidature a sua insaputa poteva diventare anche presidente della Repubblica.
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 17th, 2018 Riccardo Fucile
LA LEADER E’ VIOLA GAROFALO, 37 ANNI
Le citazioni più frequenti sono di Marx, Lenin, Fidel Castro, Hugo Chavez, Antonio
Gramsci, Salvador Allende.
L’obiettivo dichiarato è la “liquefazione delle tolleranze morali verso i governanti”. Sembra complicato, ma è quel “punto di rottura” in cui le masse di proletari e sfruttati si ribellano fino a sovvertire lo status quo.
Parliamo di Potere al popolo, la lista di ultrasinistra che nasce dalle ceneri del movimento del Teatro Brancaccio dello storico dell’arte Tomaso Montanari: una lista che parte da un video-appello notturno di un centro sociale occupato di Napoli “Je so pazzo”, nato nell’ex ospedale psichiatrico del quartiere Materdei.
A novembre l’appello su Facebook, pochi giorni dopo un’affollata assemblea a Roma. Il capo politico è stato individuato in Viola Carofalo, 37 anni, assegnista in Filosofia all’Orientale di Napoli, una vita nei movimenti antagonisti, una che già alla parola “capo” inorridisce.
La lista sta nascendo da assemblee territoriali, mette insieme No Tav, No Triv, No Mose e tutto quello che sa di ribelle all’ordine costituito.
Una lista che guarda al mutualismo di Podemos e della prima Syriza (prima che Alexis Tsipras chinasse il capo all’Europa), e ha ottimi rapporti anche con i francesi di France Insoumise guidata da Jean-Luc Melenchon, che ha mandato un rappresentante all’ultima assemblea romana.
Il traguardo del 3% resta un miraggio, ma il tentativo è quello di ricostruire delle reti dal basso e rosicchiare voti al M5S, soprattutto al Sud, sui cavalli di battaglie dell’ambientalismo e del no alle grandi opere.
Puntano sui delusi del grillismo che tornerebbero a votare un partito di sinistra radicale invece di affollare le fila dell’astensionismo.
L’altro bacino possibile di voti è quello di Liberi e uguali, considerati una sorta di “Pd-2”, un partito “ambiguo”.
“Molti di loro hanno votato il fiscal compact e la legge Fornero”, una delle accuse. Carofalo non usa gira di parole verso i big di Liberi e uguali: “D’Alema, Speranza, Bersani sono i responsabili del collasso della sinistra e dell’arretramento delle nostre condizioni di vita, odiati da tutti».
Qualche timido tentativo di contatto c’è stato nei mesi scorsi, sponsorizzato da alcuni ex Sel confluiti sotto le insegne di Pietro Grasso. Ma la scelta come leader dell’ex pm ha contribuito alla rottura: Pap (l’acronimo usato dagli attivisti di Potere al popolo) contrasta ogni logica securitaria, propone l’abolizione dell’ergastolo e del 41 bis. Non vuole magistrati al potere.
Al di là della partecipazione spontanea, che pure c’è, l’ossatura arriva dalla vecchia Rifondazione comunista, che ha totalizzato circa 60mila donazioni con il 2 per mille, oltre 600mila euro.
Un risultato record per una forza che da tempo è fuori dal Parlamento. Rifondazione resta un po’ defilata, per scelta: nel simbolo non c’è traccia della falce e martello rimasti in custodia dopo la fine del Pci. Al loro posto una stella rossa.
Il segretario del Prc Maurizio Acerbo sarà uno dei candidati, mentre sono stati posti paletti invalicabili verso chi è stato già eletto in qualche istituzione: stop dunque a Paolo Ferrero ma anche a Paolo Cacciari, fratello antagonista dell’ex sindaco di Venezia.
E tuttavia alle assemblee si sono viste vecchie glorie della sinistra come Franco Turigliatto (il senatore che voleva far cadere Prodi), Giorgio Cremaschi, e poi Haidi Giuliani, l’eurodeputata della Lista Tsipras Eleonora Forenza.
Ci sono stati endorsment di peso come quello della ex staffetta partigiana Lidia Menapace, ma anche di sportivi come il tecnico Renzo Ulivieri e del cantautore e autore di “Contessa” Paolo Pietrangeli.
Schierati i sindacalisti di base dell’Ubs, si attende una lettera -appello firmata da alcuni dirigenti della Cgil. Col sindaco di Napoli Luigi De Magistris un rapporto dialettico.
“Lo sosteniamo, ma non a scatola chiusa”, spiega Carofalo. Che lo invita, la prossima volta, a “candidarsi con noi”. Per il momento, a Napoli correrà con Pap lo storico Giuseppe Aragno, molto vicino al sindaco di Napoli. Ma i punti di riferimento di Pap sono soprattutto stranieri. E’ all’estero che i nuovi marxisti italiani cercano le ricette per “riannodare il dialogo con le masse popolari”.
Come? “Camminare domandando”, come dicono gli zapatisti. E così facendo abbiamo imparato tantissimo”.
(da “La Stampa”)
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Gennaio 17th, 2018 Riccardo Fucile
APPARENTAMENTO NEI COLLEGI UNINOMINALI, CIASCUNO MANTIENE IL SUO CANDIDATO PREMIER E IL PROPRIO PROGRAMMA
Mancano ancora alcuni dettagli, ma l’accordo tra Emma Bonino e il Pd sembra ormai fatto.
Ieri l’incontro alla sede dem del Nazareno, il primo dopo molte settimane. Per la lista +Europa c’erano Benedetto Della Vedova, Riccardo Magi e la new entry Bruno Tabacci, che con suo simbolo di Centro democratico ha evitato ai radicali la complicata raccolta firme.
Per il PD la triade composta da Maurizio Martina, Piero Fassino e Lorenzo Guerini.
In gioco c’è l’apparentamento alle elezioni, molto auspicato dai dem che in caso di rottura si ritroverebbero praticamente privi di alleati.
Tra domani e giovedì nuovo incontro, entro il 19 gennaio l’intesa deve essere chiusa, perchè devono essere presentati i simboli delle liste.
«L’intesa è in primo luogo possibile per la comune convinzione che per l’Italia non vi sia futuro senza l’Europa», è l’incipit del comunicato congiunto.
L’europeismo è la sostanza del possibile accordo: Bonino di fronte alla crescita delle forze euroscettiche ha deciso di investire sul Pd come argine ai sovranisti, pur avendo opinioni diverse su alcuni temi come l’immigrazione e il deficit.
Nel comunicato si citano solo quelle comuni, cioè lo ius soli e la crescita «nel segno della sostenibilità », il risanamento finanziario e la riduzione del debito pubblico.
Nessun accenno alla proposta di Renzi di portare il deficit al 3% per 5 anni, su cui Bonino e Tabacci sono decisamente contrari.
Ma i nodi di programma non saranno dirimenti. Come ha spiegato Bonino, infatti, «questa non è una coalizione, ma solo un apparentamento nei collegi uninominali: ciascuno mantiene il suo programma e il suo candidato premier».
Nei giorni scorsi la riflessione dentro +Europa è stata molto accesa.
Ci sono alcuni sondaggi che premiano l’intesa col Pd, e altri che suggeriscono una corsa in solitaria, nonostante la soglia di sbarramento al 3% sia molto difficile da superare.
Sul tavolo del vertice la questione della pari dignità dei potenziali alleati e gli spazi tv.
I radicali chiedono garanzie di visibilità , spazi garantiti sulle tv. E vogliono anche una presenza del premier Paolo Gentiloni alle loro iniziative.
La questione dei collegi sicuri, spiega una fonte di +Europa, «non sarà dirimente». «Il Pd ha talmente pochi collegi sicuri che può concederci davvero poco. Non romperemo certo se i collegi per noi saranno 3 invece di 4…».
Bonino potrebbe correre a Torino, collegio considerato non sicuro. Ci sarebbe poi posto anche per Riccardo Magi o Benedetto Della Vedova e per Bruno Tabacci.
Queste le dimensioni della pattuglia di +Europa che potrebbe sbarcare nel prossimo Parlamento. Sempre che la lista superi il 3%.
(da “La Stampa”)
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Gennaio 17th, 2018 Riccardo Fucile
CONTESTATI GLI ASSESSORI PER IL FORFAIT DELLA SINDACA: “SCAPPA, NON HA RISPETTO PER I CITTADINI”… “IL SUO E’ UN BACIO DI GIUDA”
Contestazione a distanza per la sindaca di Torino, Chiara Appendino, attesa per un incontro con i cittadini della circoscrizione 1, ma assente per “evitare strumentalizzazioni in campagna elettorale”.
Arrabbiati gli abitanti del centro: “La sindaca scappa e non ha rispetto per i suoi cittadini” hanno gridato prensendosela con gli assessori presenti, tra cui il vice Guido Montanari cui è toccato l’ingrato compito di annunciare il forfait
La prima cittadina era attesa anche dai lavoratori della fondazione Musei a rischio licenziamento che hanno atteso invano il suo arrivo.
Il forfait, secondo quanto sostenuto dall’entourage di Appendino, era stato comunicato al presidente della 1, Massimo Guerrini, già da alcuni giorni: “In campagna elettorale preferiamo non esserci a questi appuntamenti – fanno sapere – Abbiamo già detto che possiamo riprogrammare l’incontro dopo il 4 marzo”.
Molto arrabbiati gli abitanti: “Questa è una farsa. La sindaca scappa perchè ci sono le elezioni”, “fregatevene delle elezioni e risolvete i problemi della città “, “aveva ragione Pizzarotti”, alcune delle urla rivolte contro il tavolo dove siedono gli esponenti della giunta Appendino presenti all’appuntamento.
Nella sala del Collegio degli Artigianelli sono arrivati Montanari, l’assessore all’Ambiente, Alberto Unia, la collega all’Istruzione, Federica Patti, e il titolare delle Pari Opportunità , Marco Giusta.
Dopo diversi minuti di tensione il presidente Guerini è riuscito a riportare la calma e l’assemblea è iniziata con gli interventi dei cittadini del centro che volevano raccontare alla sindaca Appendino i problemi del cuore di Torino, ma la rabbia per l’assenza della prima cittadina resta tanta.
Presenti anche gli attivisti del comitato Vallette che, dopo l’avvicinamento ai 5stelle prima delle comunali, da mesi cercano di incontrare la sindaca senza successo e hanno lanciato il “bacio di Giuda tour”, andando a ogni appuntamento pubblico dove è annunciata la presenza di Appendino: “La sindaca ci ha dato un bacio, ma poi non ha fatto nulla per noi – spiegano – Il suo è un bacio di Giuda”.
(da agenzie)
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Gennaio 17th, 2018 Riccardo Fucile
MENO MALE CHE SONO QUELLI CHE DOVREBBERO CONTROLLARE GLI ALTRI
Uscivano dal lavoro poco dopo essere arrivati senza passare il badge o lo lasciavano a un collega che “strisciava” per loro.
Dodici dipendenti dell’Agenzia delle Dogane Roma 1 sono indagati per il reato di truffa aggravata e falsa attestazione.
I carabinieri del Nucleo operativo della compagnia Roma – Eur e della stazione Garbatella stanno eseguendo altrettante ordinanze di applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione emessa dal tribunale della Capitale.
Secondo quanto emerso dalle indagini, condotte anche attraverso l’installazione di un sistema di videoriprese all’interno dell’Ufficio Pubblico e diversi pedinamenti svolti dai carabinieri, i “furbetti del cartellino” giungevano sul posto di lavoro per poi abbandonarlo poco dopo senza segnalare l’uscita con il “badge” elettronico oppure, in alcuni casi, lasciavano l’agenzia cedendo il badge ad un altro collega che lo timbrava più tardi attestando la fine del turno di lavoro.
La pratica, frequente e diffusa, consentiva agli impiegati di svolgere mansioni private e di intrattenersi in esercizi pubblici risultando comunque in servizio e continuando pertanto a percepire il compenso previsto dal contratto di lavoro.
Durante i mesi dell’indagine avviata nel settembre del 2016, sono state riscontrate 209 ore di lavoro retribuite e non svolte per un danno nei confronti dell’amministrazione di migliaia di euro.
(da agenzie)
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