Marzo 12th, 2019 Riccardo Fucile
ALLA SOCIETA’ CHE AVEVA RILEVATO L’EX STABILIMENTO FIAT SEQUESTRATI BENI PER 16,5 MILIONI DI EURO
Il blitz è scattato nell’ambito di un’attività investigativa coordinata dalla procura della
Repubblica di Termini Imerese.
I finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Palermo hanno eseguito l’ordinanza emessa dal gip Termitano per il reato di malversazione a danno dello Stato.
Al centro del caso Blutec emerso nei mesi scorsi anche la restituzione di 20 milioni a Invitalia. Stabilita una misura interdittiva concernente il divieto per la durata di 12 mesi di esercitare imprese e uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese. Contestualmente, è stato emesso un decreto di sequestro preventivo dell’intero complesso aziendale e delle relative quote sociali della Blutec, nonchè delle disponibilità .
Secondo l’accusa Roberto Ginatta e Cosimo Di Cursi avrebbero distratto 16 dei 21 milioni di euro di contributi statali che dovevano rappresentare una grande occasione di sviluppo per 700 lavoratori.
A Roberto Ginetta e Cosimo Di Cursi è stata notificata anche una misura interdittiva, per la durata di 12 mesi, che riguarda il divieto di esercitare imprese e uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese
Da tempo gli operai sono in presidio davanti ai cancelli dello stabilimento, sotto accusa la mancata attuazione del piano industriale e soprattutto il silenzio del MISE.
Luigi Di Maio il 26 ottobre 2018 lanciava un collegamento in diretta su Facebook assieme ai lavoratori della Blutec durante il quale avrebbe annunciato che «non possiamo più cedere al ricatto occupazionale di chi viene qui a dire “tu mi dai i sodi altrimenti licenzio” e poi allo stesso tempo prendi i soldi e non fai lavorare le persone. Questo è solo un modo per sfruttare le sofferenze della gente».
Ma come è già successo in altre occasioni Di Maio ha dimenticato quelle promesse e ieri gli operai, alla soglia dell’esasperazione, hanno occupato la sede del Comune di Termini Imerese.
Un mese fa i segretari di Fim Fiom e Uilm, Ludovico Guercio, Roberto Mastrosimone e Vincenzo Comella hanno appreso che nonostante le numerose rassicurazioni e promesse del bisministro del lavoro e dello Sviluppo Economico «ci sarebbero delle perplessità da parte degli uffici preposti del ministero alla firma del decreto per il rinnovo della cassa integrazione per i lavoratori di Blutec e dell’indotto a Termini Imerese nonostante sia stato firmato l’accordo a gennaio per la proroga».
La Fiom siciliana commenta a caldo: “Il grande bluff è stato svelato, il quadro si è chiuso”. Intanto i lavoratori stanno assistendo al sequestro da parte dei finanzieri che si trovano negli uffici amministrativi. Uomini della guardia di finanza si trovano all’interno della fabbrica Blutec di Termini Imerese per eseguire il sequestro dei cespiti su disposizione della Procura
(da agenzie)
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Marzo 12th, 2019 Riccardo Fucile
HA CONVINTO IL SINDACO DELLA SUA CITTA’ A ESPORRE LE SUE TELE E RICEVE TANTI AIUTI DA OGNI PARTE DELLA FRANCIA… QUANTI ADULTI, CHUSI NEL LORO EGOISMO, DOVREBBERO IMPARARE DAI BAMBINI
Una bella storia, la storia di Arthur, un bambino di 10 anni di Cambrai (Francia) che vende i suoi disegni e con il ricavato compra panini per i senzatetto.
Tutto comincia quando il bambino ha solo 4 anni, e si imbatte per la prima volta in una persona senza dimora. L’incontro lo colpisce molto e sente il bisogno di fare di più che dare una semplice moneta, così la famiglia lo aiuta a capire in quale modo potrebbe, facendo quello che ama fare, creare qualcosa di buono per le persone che vivono ai margini
Il bambino decide quindi di disegnare, attività che piace a tutti i bambini, e di vendere i suoi disegni per aiutare i senzatetto.
Il suo obiettivo è ben più grande dei panini, il suo sogno è poter comprare una casa alle persone senzatetto, e in questi anni sta mettendo da parte i suoi ricavi
Arthur è riuscito a convincere il sindaco della sua città a esporre le sue tele e riceve tantissimi aiuti da ogni parte della Francia, per il suo progetto.
Una bellissima storia di differenza all’indifferenza
Ed è emozionante vedere come questa iniziativa sia partita da un bambino.
(da Globalist)
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Marzo 12th, 2019 Riccardo Fucile
LA DONNA E’ GRAVE… LUI E’ UN ITALIANO EVASO DAGLI ARRESTI DOMICILIARI
Voleva uccidere l’ex moglie, vederla bruciare viva sotto i suoi occhi. 
Per questo Ciro Russo non ha esitato a evadere dai domiciliari, viaggiare per oltre 400 chilometri per raggiungerla a Reggio Calabria. E questa mattina ha agito.
Erano da poco passate le 8.40 questa mattina, quando l’uomo, 42 anni, originario di Napoli con diversi precedenti di polizia, si è avvicinato all’auto dell’ex moglie con in mano un contenitore. In pochi istanti ha aperto la portiera, le ha lanciato addosso del liquido infiammabile, e le ha dato fuoco.
Un’azione di pochi secondi, probabilmente progettata nei dettagli. L’uomo sapeva dove trovare l’ex compagna e a che ora, l’ha aspettata e non appena l’ha vista non ha esitato un secondo, nonostante la donna si trovasse in una via semicentrale e trafficata, nei pressi del liceo artistico, uno dei più frequentati della città .
Dopo aver appiccato il fuoco si è allontanato in fretta a bordo della sua auto, una Hyundai i30 di colore grigio scuro targata FF685FW, fra le urla della donna e quella dei passanti attoniti. Subito sono arrivati i soccorsi.
La donna, gravemente ustionata in più punti, è stata immediatamente trasferita in ospedale, mentre in città è scattata la caccia all’uomo.
Ciro Russo, informa la Questura, è di corporatura robusta, brizzolato, alto quasi un 1.90, con occhi marroni. Gli agenti delle Volanti e della Mobile stanno battendo le strade di Reggio e dell’hinterland sulla base delle poche testimonianze raccolte.
Nessuno sembra saper indicare verso che direzione sia fuggito. Tutto — hanno detto gli abitanti della zona— “è successo troppo in fretta, solo quando la donna ha iniziato ad urlare ci siamo resi conto dell’accaduto”.
(da agenzie)
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Marzo 12th, 2019 Riccardo Fucile
AGRIGENTO: COSTRETTA DALLA MADRE AD AVERE RAPPORTI SESSUALI, IN MANETTE CINQUE ITALIANI DAI 18 AI 68 ANNI
Alle prime luci dell’alba, a conclusione di una complessa indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo, i Carabinieri della Compagnia di Sciacca (Agrigento) hanno eseguito le sei Ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip del Tribunale di Palermo, nei confronti di cinque uomini ed una donna, tra Menfi e Gibellina.
Le accuse sono: induzione alla prostituzione minorile, sfruttamento e favoreggiamento della stessa, nonchè violenza sessuale ed atti sessuali con minorenne, aggravati (poichè consumati ai danni di una vittima infra quattordicenne).
L’indagine portata a termine dai Carabinieri, “fotografa una realtà di profondo degrado e disagio sociale, dove la vittima, purtroppo, è una ragazzina che all’epoca dei fatti era appena 13 enne”.
L’attività investigativa ha preso spunto da un controllo su strada effettuato da una pattuglia dell’Arma nel dicembre del 2017, lungo la S.S. 624, nel comune di Sambuca di Sicilia (Agrigento).
In quell’occasione, nel cuore della notte, era stata fermata un’auto, a bordo della quale vi erano un 60 enne originario di Gibellina ed una ragazzina 13 enne.
I Carabinieri, insospettiti dalle dichiarazioni rese dall’uomo e per la presenza dell’adolescente, con la quale non aveva alcun legame di parentela, decisero subito di approfondire la situazione, accompagnando i due presso la Stazione Carabinieri di Menfi, comune di residenza della minore.
“Dopo aver ascoltato l’uomo, la realtà che ne affiorava lasciava intendere che lo stesso aveva accompagnato la ragazza presso un ovile nei pressi di Gibellina, dove altri due individui non meglio identificati avrebbero abusato sessualmente della minore, tutto questo con la piena consapevolezza ed il benestare della madre stessa della giovane”, dicono gli investigatori.
In quell’occasione, i Carabinieri fecero subito scattare le manette ai polsi dell’uomo, Pietro Civello di Gibellina, per sfruttamento della prostituzione minorile nonchè denunciarono la madre per lo stesso reato, collocando la ragazzina presso una struttura protetta.
Ma per fare piena luce sulla scioccante vicenda, i militari hanno continuato mediante sofisticate intercettazioni e attraverso pedinamenti, nonchè con il supporto dei Carabinieri del RIS di Messina, a raccogliere tutti gli elementi che hanno permesso oggi di eseguire i provvedimenti restrittivi non solo nei confronti della madre della ragazzina e del Civello, ma anche nei confronti dei clienti con i quali la minore, sotto costante minaccia di morte, era stata costretta ad avere rapporti sessuali.
(da agenzie)
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