L’AVANZATA INESORABILE DEL DRAGONE: LE AZIENDE CINESI SI STANNO ESPANDENDO A VALANGA IN OCCIDENTE
DOPO AVER OSSERVATO E COPIATO PER DECENNI LE MULTINAZIONALI STRANIERE, LE IMPRESE DEL DRAGONE HANNO IMPARATO A REALIZZARE PRODOTTI AVANZATI E GUIDARE I PROCESSI DI INNOVAZIONE
Una nuova generazione di aziende cinesi si sta espandendo in tutto il mondo seguendo una
strategia diversa da quella dei loro predecessori. Qualche anno fa sarebbe stato difficile immaginare che i marchi cinesi potessero avere successo in America.
Oggi invece gli acquirenti di Manhattan possono fare acquisti da Urban Revivo, i cui abiti spopolano su TikTok (proprietà della cinese ByteDance), o gustare un caffè da Luckin Coffee e un gelato da Mixue, entrambi rivenditori cinesi approdati recentemente sull’isola – scrive The Economist.
Con il passare degli anni, la presenza delle aziende cinesi all’estero si rafforza sia nei paesi ricchi che in quelli poveri. L’anno scorso BYD ha superato Tesla nelle vendite di veicoli elettrici, vendendo all’estero oltre un quinto della sua produzione. Questa ondata è notevole per velocità e portata: nel
2024 le aziende cinesi quotate hanno generato vendite all’estero per 2.100 miliardi di dollari, investendo ormai fuori dai confini nazionali più di quanto le aziende straniere investano in Cina.
Le imprese cinesi hanno già attraversato diverse fasi di globalizzazione. A partire dagli anni ’90, aziende come Haier e Huawei hanno venduto prodotti economici faticando a scrollarsi di dosso la percezione di scarsa qualità.
Un’altra ondata si è verificata verso il 2010 con massicci investimenti in hotel e banche, ma è stata di breve durata a causa di veti geopolitici e debiti eccessivi. L’ultima ondata, iniziata dopo la pandemia, è invece figlia di condizioni economiche interne difficili e di una saturazione del mercato domestico.
Tuttavia, l’espansione riflette anche un’opportunità strategica. Dopo aver osservato per decenni le multinazionali straniere, le aziende cinesi hanno imparato a realizzare prodotti avanzati, dai robot industriali alle apparecchiature mediche. Pionieri come ByteDance e Shein hanno dimostrato che la Cina è ormai in grado di innovare, non solo di imitare. […] Spinte dall’aumento del costo del lavoro e dai dazi occidentali, queste aziende stanno costruendo fabbriche e data center all’estero, integrandosi profondamente nelle catene di fornitura locali.
Per prosperare fuori dai confini, le imprese stanno scoprendo di dover ripensare il proprio modo di fare business. In passato tendevano a trasferire il personale dalla Cina; ora assumono staff locale per le vendite, l’assistenza clienti e persino la gestione. Questo nuovo approccio è supportato da un ecosistema emergente di consulenti e studi legali che assistono le aziende cinesi nella loro globalizzazione.
Resta però la sfida dei conflitti normativi, come dimostrato dalle pressioni americane su TikTok. Alcune aziende stanno cercando di strutturare attività indipendenti all’estero per evitare problemi legali, ma tali manovre aumentano costi e complessità. Allo stesso tempo, le multinazionali cinesi devono fare i conti con la diffidenza del proprio governo, spesso restio a veder trasferire sedi e profitti in luoghi come Singapore. Nonostante ciò, Pechino sembra aver compreso il potere dei marchi globali e potrebbe allentare le attuali restrizioni sugli investimenti. Gli acquirenti di tutto il mondo possono dunque aspettarsi di incontrare un numero sempre maggiore di marchi cinesi di tendenza nel prossimo futuro.
(da “The Economist”)
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