I TOGATI DEL CSM CONTRO GLI ATTACCHI A GRATTERI: “INTERROGARSI SU CONVENIENZE MAFIOSE NON E’ ERESIA, LE RIFORME RICHIEDONO SERIETA’”
I 18 MAGISTRATI E I 2 LAICI DIFENDONO IL PROCURATORE DI NAPOLI: “SI E’ COSTRUITA UNA POLEMICA SU SINGOLE FRASI”
Contro la pioggia di attacchi al procuratore Nicola Gratteri da parte di ministri del governo
Meloni, parlamentari di maggioranza e di alcuni consiglieri laici del Consiglio superiore della magistratura (in quota centrodestra), scendono in campo 20 consiglieri del Csm. “Nel pieno della campagna referendaria si è costruita una polemica su singole frasi del Procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri”, scrivono i 18 magistrati e i due laici sottolineando che questo “è un metodo che non serve a nessuno: distorce il senso delle argomentazioni, alimenta contrapposizioni e distrae dal merito di scelte ordinamentali decisive”.
Una dichiarazione congiunta e bipartisan, stilata da Marco Bisogni di Unicost e sottoscritta dai togati Antonino Laganà, Michele Forziati, Roberto D’Auria (di Unità per la Costituzione); Marcello Basilico, Francesca Abenavoli, Maurizio Carbone, Antonello Cosentino, Tullio Morello, Genantonio Chiarelli (di Area); Mimma Miele (di Magistratura democratica); Maria Luisa Mazzola, Maria Vittoria
Marchianò, Paola D’Ovidio, Dario Scaletta, Edoardo Cilenti, Eligio Paolini (di Magistratura indipendente) e l’indipendente Roberto Fontana. Hanno firmato anche i consiglieri laici Roberto Romboli (Pd) ed Ernesto Carbone (Italia viva).
Sul merito delle dichiarazioni di Gratteri i membri del Csm evidenziano che “in un Paese come il nostro, segnato dal peso delle grandi organizzazioni criminali, interrogarsi su interessi e convenienze – anche criminali – che possono muoversi intorno a una riforma non è un’eresia: è un dovere di responsabilità per chi ricopre funzioni pubbliche. Anche se certamente ciò va fatto con rigore e misura, senza generalizzazioni e nel pieno rispetto della libertà del voto”, aggiungono.
I magistrati e i due laici ricordano anche un elemento di contesto: “L’assetto costituzionale e ordinamentale sviluppato nei decenni – si legge nel documento – ha consentito allo Stato di sconfiggere il terrorismo rosso e nero e di ridimensionare in modo significativo il potere delle mafie, anche grazie all’equilibrio tra indipendenza della magistratura, controlli di legalità e strumenti investigativi efficaci. Proprio per questo le riforme richiedono serietà, analisi e prudenza, non scorciatoie polemiche”.
(da Il Fatto Quotidiano)
Leave a Reply