ZINGARETTI SI DEFILA DALLA CORSA AL CAMPIDOGLIO, ALLA MELONI INTERESSA DI PIU’ CANDIDARE IL COGNATO ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE LAZIO
ZINGARETTI VUOLE COMPLETARE IL SUO MANDATO FINO AL 2023
È stato tirato più volte in ballo dalla stampa e dalle voci interne al Partito
Democratico come nome spendibile per la candidatura a sindaco di Roma. Alcuni sondaggi lo hanno etichettato come la figura forte da cui ripartire per riportare il centrosinistra alla guida della capitale dopo l’esperienza pentastellata con Virginia Raggi. Oggi, però, Nicola Zingaretti ha rotto il silenzio e ha annunciato che la corsa al Campidoglio non è tra i sui progetti futuri e futuribili
Il Presidente della Regione Lazio, intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio 24, ha spiegato che il suo obiettivo resta e rimane solo quello di portare a termine il suo mandato che si esaurirà nel 2023. Quindi, di fatto, si defila da una possibile candidatura a sindaco di Roma. Il suo nome era emerso dai pareri di molti parlamentari e rappresentanti del Partito Democratico che lo hanno avuto come segretario per due anni (dal 14 marzo del 2019 al 17 marzo del 2021).
“Adesso c’è la campagna vaccinale e voglio continuare a portare avanti questa missione che salva la vita”, ha detto Zingaretti rispondendo a una domanda sul suo futuro in politica e su una sua possibile candidatura con vista sul Campidoglio. Il Pd e tutto il centrosinistra (in attesa di delineare i progetti futuri anche per la Capitale, dove ancora non è stato definito un piano concreto in vista delle elezioni in programma il prossimo autunno).
Le primarie del Centrosinistra e l’incognita Calenda
Il nome del centrosinistra passerà comunque dalle primarie in programma nei prossimi mesi, con l’incognita Calenda. “Sono contento – ha aggiunto Nicola Zingaretti nella sua intervista a Radio 24 – che il centrosinistra abbia deciso di rivolgersi ai romani per scegliere il suo candidato e sono sicuro ci saranno delle personalità che sapranno utilizzare questo strumento”
CENTRODESTRA
Che cosa sta succedendo veramente nel centrodestra di lotta (Giorgia Meloni) e di governo (Matteo Salvini e Silvio Berlusconi)?
Ad esempio, non c’è uno straccio di nome condiviso per Roma capitale, una città che in altri tempi e vista la debolezza dei competitor, il centro-destra avrebbe fatto sua senza troppe difficoltà.
Ma ad oggi non c’è un nome condiviso, Giorgia Meloni è pronta “a valutare tutte le proposte sul tavolo”. Parole che suonano come un possibile via libera perfino per quel Guido Bertolaso finora osteggiato e sostenuto solamente da Lega e Forza Italia.
In realtà, la vera domanda che il centro-destra si pone è la seguente: che senso ha indicare adesso una candidatura se il centro-sinistra lo farà con le primarie il 20 giugno? Perché scoprire le carte ora? E se poi alla fine decidesse di scendere in campo Nicola Zingaretti per la capitale portando di conseguenza al voto anche la Regione Lazio? Perché è via Cristoforo Colombo il vero punto di caduta delle ambizioni di Fratelli d’Italia.
A quel punto la leader sarebbe pronta a dare luce verde a Salvini e Berlusconi sulla candidatura per la città di Roma a patto però di avere un “diritto di prelazione” sulla scelta del candidato governatore della Regione Lazio. In particolare la leader Fdi punterebbe tutte le sue carte sull’attuale capogruppo di Fratelli d’Italia a Montecitorio, Francesco Lollobrigida, nonche’ suo cognato-
(da agenzie)
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