Dicembre 12th, 2020 Riccardo Fucile
LE RICHIESTE SEMPLICI E GENUINE: “DEVI METTERE LA MASCHERINA?”
“Santa Lucia, quest’anno hai peso il Covid? E l’asinello?”. “Devi mettere la mascherina?”. “Mi saluti i nonni che sono da Gesù?”
Nell’anno della pandemia che ha sconvolto tutte le abitudini, anche le lettere dei bambini che chiedono i dolci e i regali per le feste sono, inevitabilmente, diverse. Dubbi, speranze, paure e pensieri per i propri cari che non sono più. Un punto di vista genuino, quello dei bimbi, sulla pandemia.
A Bergamo infatti prima dell’arrivo del Natale c’è un’altra data che i bambini attendono con trepidazione: è quella di Santa Lucia, tra il 12 e il 13 dicembre.
Un avvenimento che assume un significato particolare, nel 2020, nella città martoriata dal Coronavirus in primavera, fino a diventare simbolo della tragedia con le immagini delle bare il lutto di migliaia di famiglie. Anche con le restrizioni, nei paesi e nelle valli della Bergamasca per permettere ai più piccoli di lasciare le lettere sono state allestite buche, camini e punti di raccolta.
I pensieri dei bambini bergamaschi, riportati dai quotidiani locali, risentono quest’anno dell’esperienza vissuta insieme alle loro famiglie. “Quest’anno c’è stato il Covid e per qualche mese non sono andata a scuola”, racconta una bimba. “Con questo virus non è andato molto bene, ma noi non ci arrendiamo lo combatteremo di sicuro”, scrive l’autore di un altra lettera.
Parole e riflessioni più da adulti che da piccoli. “Le lettere di quest’anno contengono quasi tutte un riferimento alla tragedia della pandemia, al dramma che Bergamo ha vissuto”, ha raccontato il curato dell’oratorio dell’Immacolata.
(da Fanpage)
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Dicembre 11th, 2020 Riccardo Fucile
PRIMA ESALTA IL REGNO UNITO, POI DICE CHE LUI LO FARA’ SOLO SEI IL SUO MEDICO GLI CONFERMERA’ L’EFFICACIA
Pur di dare in testa al governo, Matteo Salvini su vaccino anti-covid riesce a dire tutto e il contrario
di tutto.
Ha prima esaltato il modello britannico (santificando la Brexit); poi si rimangia tutto sottolineando come la sua intenzione sarà quella di sottoporsi all’immunizzazione solamente dopo consulto con il suo medico che dovrà confermargli il livello di sicurezza del prodotto «che gli sta iniettando nelle vene».
Insomma, appare evidente come il leader della Lega sia in uno stato di contraddizione perenne inseguendo i vari umori social. Come al solito.
Partiamo dall’inizio. Durante il suo intervento in Senato dello scorso 2 dicembre, il segretario del Carroccio ha sottolineato come il Regno Unito — anche grazie alla Brexit, secondo lui — abbia avuto la prontezza di anticipare tutti sul vaccino anti-covid prodotto da Pfizer e BioNTech.
Come abbiamo spiegato quello stesso giorno, però, il governo britannico ha deciso di saltare l’ultimo passaggio fermandosi ai dati della fase-3 di sperimentazione, senza attendere l’analisi del dossier finale.
A differenza di quanto deciso dall’Agenzia Europea del Farmaco che, per questo motivo, ha richiesto più giorni rispetto al Regno Unito per formalizzare la messa in circolazione del prodotto.
Insomma, nella speranza che tutto vada nel verso giusto, la Gran Bretagna ha accelerato prendendosi degli inevitabili rischi. Ma questo Salvini non lo dice (o non lo sa). O, almeno, non lo diceva. Perchè a una settimana di distanza da quella polemica avviata a Palazzo Madama, il leader della Lega è stato ospite del TG2 Post.
«Io farò quello che il mio medico mi suggerirà , però pretendo che il vaccino sia sano, verificato e controllato perchè entra nelle case, nelle vene, nel cuore e nei polmoni degli italiani e quindi occorrono tutte le certificazioni del caso».
E qui sorge un dubbio: ma non aveva, solo sette giorni prima, esaltato il modello britannico che, però, aveva deciso di bypassare l’ultimo step di controlli?
La risposta, ovviamente, è nota a tutti: l’abilità di salite sul Carroccio dei vincitori (del giorno) è una qualità primaria nel suo modo di fare ‘politica’.
(da agenzie)
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Dicembre 8th, 2020 Riccardo Fucile
FACENDO RUNNING AVEVA SCONFINATO, VIOLANDO LE NORME
Giulio Gallera, l’assessore soprappensiero. 
Così soprappensiero che non si è accorto che stava sconfinando dal suo comune di residenza, mentre la Lombardia si trova in zona arancione, facendo una corsetta salutare di 20 chilometri e facendosi fotografare insieme ad altre persone.
Ovviamente, gli sconfinamenti tra comuni sono vietati in un regime di zona arancione per le attività sportive e di questo lo stesso assessore si è detto consapevole, al momento delle scuse pubbliche dopo la polemica sui social network.
«Sono uscito a correre — riporta il Corriere della Sera -, come faccio quando posso su un percorso urbano tra quelli frequentati da noi runner milanesi. Ero solo, ho incrociato gli amici alla partenza e poi ognuno per conto suo, con il proprio passo e la sua distanza. Io mi sentivo bene, le gambe andavano, avevo la musica nelle orecchie e, se c’era, non ho fatto caso a nessun cartello che segnalasse il confine comunale. Avrò probabilmente sconfinato di un paio di chilometri e mi dispiace, ma non c’era alcuna intenzione, ero soprappensiero, immerso nella corsa in un percorso riservato a runner e ciclisti».
Una riflessione, tuttavia, sarebbe da fare. L’attività fisica di Giulio Gallera è avvenuta di domenica mattina, mentre il post sui social network è stato pubblicato alle 15 di domenica pomeriggio.
Ci sarebbe stato spazio per la riflessione se Gallera si fosse accorto di aver sconfinato, riguardando le foto.
Delle due l’una: o l’assessore conosce poco il proprio territorio di competenza, oppure era soprappensiero anche quando — diverse ore dopo la corsa di 20 chilometri — ha deciso di postare le fotografie sui suoi seguitissimi canali social.
Tra l’altro, come dimostrato sempre dallo stesso post sui social network, Giulio Gallera ha utilizzato anche una delle tante app che servono ai runner per monitorare la propria prestazione giornaliera, con l’indicazione dei chilometri. Sarebbe bastato dare un’occhiata al gps per stabilire che il percorso effettuato presentava uno sconfinamento comunale.
Un problema per chi, da rappresentante delle istituzioni, dovrebbe stare molto attento a dare il buon esempio. E a non sconfinare.
Anche quando si tratta di dichiarazioni pubbliche di scuse. Perchè quella della corsa soprappensiero ha un bel po’ di lacune.
(da agenzie)
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Dicembre 5th, 2020 Riccardo Fucile
7 EURO PER “LEGGERE” 110 PAGINE BIANCHE PER SPIEGARE I MOTIVI “PER CUI MERITA RISPETTO E AMMIRAZIONE”
Non è passato inosservato solo in Italia il libro su Salvini, divenuto un vero e proprio best seller su
Amazon, tanto che risulta essere il più venduto nella categoria “Scienze politiche”, davanti persino a “Una terra promessa” di Barack Obama.
Persino Al Jazeera ha pubblicato un articolo sul proprio sito web. Il focus, però, non è tanto sul libro su Salvini in sè, quanto per un atro dettaglio: ci sono 110 pagine, tutte bianche.
Già , perchè nel volume dal titolo ‘Perchè Salvini merita fiducia, rispetto e ammirazione’ non c’è scritta neanche una parola.
Chi si aspettava di trovare l’esaltazione del segretario del Carroccio commette un errore madornale.
L’annuncio su Amazon, a onor del vero, lo dice chiaramente: ‘Questo libro è pieno di pagine vuote. Nonostante anni di ricerche, non abbiamo potuto trovare niente da dire su questo argomento, così per favore sentitevi liberi di usare questo libro per gli appunti’.
Al Jazeera ironizza proprio su questo fatto: “Con la sua copertina nera e il titolo in grassetto bianco e rosso, il piccolo libro sembra un tomo serio. Finchè non lo apri“.
Il libro su Salvini costa 6,99 euro e l’autore è tale Alex Green, che viene descritto come “analista politico” ma che in realtà potrebbe essere uno pseudonimo.
Cliccando sul suo nome su Amazon, scopriamo che Green sarebbe autore anche di altri due libri in inglese: uno sugli Stone Roses, un gruppo musicale britannico attivo negli anni Ottanta-Novanta, e un altro sul giardinaggio.
(da agenzie)
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Dicembre 5th, 2020 Riccardo Fucile
GLI ANZIANI VANNO CITATI SOLO QUANDO BISOGNA PORTARE AVANTI LA POLEMICA PER UN NATALE AMMASSATI, POI SE MUOIONO AMEN
Tra le sue tante uscite social c’è stata anche quella in cui spiegava come il virus passasse attraverso le mascherine. Nonostante questa bufala, Enrico Montesano continua a essere intervistato da alcune trasmissioni Mediaset che chiedono a lui — di professione attore — un pensiero su cosa stia accadendo in Italia.
E qui vige il principio della democrazia, in cui ognuno è libero di pensare e di esprimere il proprio pensiero con un solo limite: non intralciare le libertà e la reputazioni altrui.
Quindi l’attore capitolino è senz’altro libero di esprimersi come meglio crede, ma ci sono alcune affermazioni che ci fanno pensare che lui viva in un altro pianeta.
Giovedì sera Enrico Montesano è stato ospite, in collegamento, con Dritto e Rovescio, la trasmissione condotta da Paolo Del Debbio in onda su Rete 4.
Sul tema del buon senso e gli inviti, possiamo sottolineare come non siano mancati fin dall’inizio della pandemia. E qui non si nega la responsabilità del governo e dello Stato italiano nel non saper reagire e organizzarsi a un’inevitabile seconda ondata, ma occorre sottolineare come la sensibilizzazione sia stata portata avanti per tutti questi lunghi dieci mesi. E se c’è qualcuno che invitava a non indossare la mascherina — magari esponendosi pubblicamente nei convegni in Senato o nelle manifestazioni di piazza tra baci, selfie e abbracci -, c’è chi ha anche dato ascolto a questo.
Insomma,Enrico Montesano dimentica di sottolineare come alcuni (non tutti, ma una discreta parte) degli italiani abbiano abbassato la guardia pensando che il nemico fosse stato sconfitto.
«Io vedo tutta gente triste e incavolata. Ma che Natale è? I nonni stanno da soli nella loro casa perchè non possono andare a casa dei figli e a trovare i nipoti. Diciamo agli italiani di non intossicarsi mangiando zozzerie e di aumentare le difese del loro organismo. I nostro medici ci sono e sono bravissimi e stanno facendo miracoli».
Ma la frase finale dell’intervento di Enrico Montesano è quella che mostra un cinismo quasi alieno e che ci fa pensare come l’attore abbia vissuto e stia vivendo su un altro pianeta: «Io rispetto le persone che non ce la fanno e mi addolora, però non possiamo sempre nasconderci dietro ai decessi che ci sono». I morti, dunque, non contano.
Gli anziani vanno citati solo quando bisogna portare avanti la polemica per un Natale differente (e a loro tutela, e a tutela di tutti). Poi se muoiono, amen.
(da “Giornalettismo”)
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Dicembre 3rd, 2020 Riccardo Fucile
L’ANIMALE ADOTTATO NEGA OGNI RESPONSABILITA’ PER L’INCIDENTE A BIDEN E INVITA I SERVIZI SEGRETI A INDAGARE… IL POST FA GUADAGNARE CONSENSI A BIDEN
L’infortunio al piede di Joe Biden ha fatto notizia, ma ha senza dubbio avuto più risalto il finto
comunicato del cane di Biden uscito sui social.
Il breve comunicato, scritto su carta intestata del comitato di transizione Biden-Harris, ha conquistato la rete, con tantissimi che all’inizio hanno creduto che fosse una geniale mossa comunicativa dello staff del presidente eletto.
Non era così, ma sicuramente l’idea ha fatto guadagnare punti a Biden, ma soprattutto al buon Major.
La figura di Major Biden era diventata nota già dopo la vittoria del presidente eletto, visto che dopo quattro anni la Casa Bianca sarebbe tornata ad avere un animale.
Una tradizione cara al popolo americano, che Trump aveva scelto di non proseguire, e che adesso torna ancora più di moda con i Biden che porteranno al 1600 di Pennsylvania Avenue il primo cane preso da un canile.
Major Biden, ora conosciuto da tutti negli States per il finto comunicato del cane di Biden, è infatti arrivato a casa del presidente eletto nel 2018 e da allora vive con il presidente eletto e la First Lady eletta.
E proprio giocando con lui l’ex vice di Obama si è infortunato a un piede, tanto da dover ricorrere a un tutore per camminare.
Un fatto che ha scatenato la fantasia di qualcuno che ha fatto uscire su Twitter un falso comunicato del comunicato di transizione Biden-Harris, nel quale Major abbaia la sua difesa e invita i Servizi Segreti a indagare per confermare la sua estraneità all’incidente.
Un comunicato che forse adesso lo staff di Biden rimpiange di non aver fatto, visto il successo sui social e le reazioni che ha scatenato nella rete. Un falso che aiuta il presidente a guadagnare consensi, in attesa di vedere all’opera alla Casa Bianca il vero Major Biden.
(da agenzie)
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Dicembre 1st, 2020 Riccardo Fucile
DIVENTA IL REGALO NATALIZIO PER ECCELLENZA
E’ il libro più venduto nella categoria “Scienze politiche” di Amazon, piazzato davanti a “Una terra promessa”
di Barack Obama.
Costa 6,99 euro, ha una copertina flessibile e ha 110 pagine. Ma sono tutte bianche.
Nel volume dal titolo “Perchè Salvini merita fiducia, rispetto e ammirazione” non c’è scritta nemmeno una riga.
L’annuncio è accompagnato da un avvertimento che con onestà precisa: “Questo libro è pieno di pagine vuote. Nonostante anni di ricerche, non abbiamo potuto trovare niente da dire su questo argomento, così per favore sentitevi liberi di usare questo libro per gli appunti”
L’autore è un tale Alex Green, che potrebbe essere uno pseudonimo, e che sulla copertina del volume dedicato a Matteo Salvini si definisce “analista politico”.
Cliccando sul suo nome su Amazon si scopre che è autore anche di due altri libri in inglese: uno sul giardinaggio e un altro sugli Stone Roses, un gruppo musicale britannico attivo negli anni Ottanta-Novanta.
Ma non è detto che i due Alex Green siano la stessa persona.
(da agenzie)
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Dicembre 1st, 2020 Riccardo Fucile
IN OGNI CASO UN GIORNALISTA HA DIRITTO A CHIEDERE UNA INTERVISTA A CHIUNQUE NELLE FORME DOVUTE MA NON A ROMPERE I COGLIONI AI FAMILIARI DI UN QUALSIASI POLITICO SE QUESTI NON VUOLE CONCEDERLA
È sorpreso lui stesso e lo ammette nelle battute finali del suo editoriale pubblicato quest’oggi su Libero quotidiano: Vittorio Feltri difende Conte.
Un evento più unico che raro, come spiega lo stesso ex giornalista, il cui mirino dialettico è rivolto — questa volta — sulla magistratura rea di aver aperto un’indagine nei confronti del Presidente del Consiglio con l’accusa di peculato.
Il casus belli è quello della scorta del capo del governo, intervenuta in soccorso della sua compagna Olivia Paladino. Feltri non ci sta e implora i giudici di lasciarlo stare e di fargli fare il suo lavoro, già molto complesso in tempo di pandemia.
«Credo che nessuno si stupisca se le forze dell’ordine che scortano Giuseppe Conte, in un momento di libertà , siano intervenute in favore della moglie o compagna che sia del premier, in difficoltà poichè minacciata — scrive Vittorio Feltri nell’incipit del suo editoriale dal titolo ‘Accusano Conte anche quando ha ragione’ -. Quando polizia e carabinieri fanno qualcosa di utile al di fuori del loro incarico specifico non solo non meritano deplorazione, ma vanno lodati».
Insomma, il caso che ha riempito molte prime pagine di diverse testate, che già parlavano di scandalo, viene sminuito da Vittorio Feltri che prende le difese del Presidente del Consiglio e prova a dare una versione dei fatti che scagiona Giuseppe Conte, la sua compagna Olivia Paladino e gli uomini della scorta del capo del governo.
Secondo l’ex giornalista, infatti, parlare di peculato (l’accusa mossa dalla magistratura) è del tutto fuori luogo. Anzi, chi è intervenuto in soccorso della compagna del Presidente merita encomi
Forse neanche Feltri aveva mai immaginato di trovarsi un giorno a difendere Giuseppe Conte dalle accuse. E lo scrive chiaro e tondo: «Per la prima volta nella vita siamo dalla parte del Presidente del Consiglio e dei suoi familiari, convinti che la vicenda in cui si trovano coinvolti sia degna di una alzata di spalle. I motivi per cui Conte non ci va a genio sono ben più gravi. Supplico l’autorità giudiziaria di lasciare in pace un premier già abbastanza tribolato».
(da agenzie)
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Novembre 30th, 2020 Riccardo Fucile
LA PROPENSIONE AI RISPARMI PASSA DAL 9% DEL 2019 AL 18,6%: MA ALLORA I SOLDI CI SONO
Consumi in calo del 12% a dicembre: la quota di coloro che faranno regali, secondo il sondaggio di Confcommecio, scende da quasi l’87% del 2019 a poco più del 74%.
A incidere sul calo della spesa c’è la riduzione delle tredicesime, che quest’anno valgono 41,2 miliardi contro i 43,3 del 2019, prevalentemente a causa del calo dell’occupazione e della cassa integrazione.
Ma c’è comunque la voglia di reagire alla crisi: chi può, spenderà per i regali una cifra solo un po’ più bassa di quella dello scorso anno, 164 euro a testa conto i quasi 170 del 2019.
Secondo un sondaggio di Izi con Comin & Partners, su come cambieranno le abitudini di spesa in vista delle prossime feste, il 65% degli italiani spenderà meno per il cenone e i regali. Le spese rimarranno invariate solo per poco più di un quarto degli intervistati.
Si spenderà di meno, in particolare, per la mancanza di certezze sul futuro (45%) e a causa di una diminuzione delle possibilità economiche (35%).
Il 33% degli intervistati dichiara che spenderà meno di 50 euro per il cenone dell’ultimo dell’anno (con un aumento del 10% rispetto allo scorso annodella quota under 50).
E mentre a Natale 2019 la spesa media per il cenone ammontava a 127 euro, quest’anno si ferma 93 euro, con una rilevante riduzione in percentuale (-26%).
“Sarà un Natale difficile anche dal punto di vista economico. La crisi rallenta i consumi e l’emergenza Covid obbliga ancora molte imprese a restare chiuse come quelle della ristorazione. – dice il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli – Ma c’è tanta voglia di ripartire che va incoraggiata. Bene, come da noi richiesto, che l’ultimo decreto preveda l’esonero degli oneri fiscali per le imprese più penalizzate. Un’attenzione necessaria che chiediamo anche per gli indennizzi che devono essere ancora rafforzati”
Tuttavia questo non significa che tutti gli italiani abbiano una minore possibilità di spesa. Le forti asimmetrie emerse nel corso della crisi fanno sì che la propensione al risparmio sia più che raddoppiata, passando dall’8,5% del 2019 al 18,6%.
Tutti risparmi, sottolinea Confcommercio, tenuti al riparo, in attesa che la situazione migliori e torni la fiducia, che porterebbe le famiglie a spendere di nuovo.
Nel complesso, nel 2019 il mese di dicembre valeva 110-115 miliardi di euro di spese per consumi (inclusi affitti, utenze, servizi, ecc.), pari a circa 81 miliardi per le sole spese commercializzabili, cioè alimentari, abbigliamento, mobili, elettrodomestici bianchi e bruni, computer, cellulari e comunicazioni, libri, ricreazione, spettacoli e cultura, giocattoli e cura del sè, alberghi, bar e ristoranti.
Nel 2020 questa spesa scende a circa 73 miliardi di euro. Dicembre, sottolinea Confcommercio, resta comunque il mese più importante, anche se cresce novembre grazie al Black Friday (in particolare per abbigliamento, elettrodomestici bianchi e bruni, telecomunicazioni e Ict domestico), che ormai si allunga su più giorni.
Il sondaggio Izi-Comin & Partners rivela come a Natale, nonostante le difficoltà legate alla pandemia, rimanga forte la voglia di girare per i negozi per l’acquisto dei regali.
Oltre la metà degli italiani (53%) non rinuncerà , infatti, allo shopping natalizio negli esercizi commerciali, mentre a scegliere il commercio online sarà il 46% degli italiani.
A causa delle attuali restrizioni sono invece tagliati fuori i tradizionali mercatini di Natale. Anche se sono in calo tutti i principali generi di consumo, l’acquisto di libri e prodotti di arredamento rimarrà tuttavia tendenzialmente costante in confronto allo scorso Natale, con una diminuzione esigua rispettivamente dell’1,5% e dello 0,5%. Registrano una maggiore riduzione gli articoli di profumeria (-12%) il genere abbigliamento/accessori (-11%) e i dispositivi tecnologici (-10%).
(da agenzie)
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