COSA PUÒ FARE DAVVERO TRUMP CONTRO LA NATO? IL CONGRESSO USA HA RESO L’ALLEANZA A PROVA DI “THE DONALD” POCO PRIMA DEL SUO RITORNO ALLA CASA BIANCA: UNA NATO-EXIT DOVREBBE ESSERE APPROVATA DA 2/3 DEL SENATO MENTRE UN’USCITA UNILATERALE FINIREBBE SUL TAVOLO DELLA CORTE SUPREMA
QUELLO CHE TRUMP PUÒ FARE E’ METTERE “IN CASTIGO” I PAESI NEMICI E SPOSTARE LE TRUPPE STATUNITENSI IN STATI “AMICI”. PUÒ IMPORRE DAZI E PUÒ RIFIUTARSI DI INTERVENIRE IN CASO DI ATTACCO A UNO STATO DELL’ALLEANZA CHE IN QUESTO MODO PERDEREBBE LA DETERRENZA
Poco dopo il meeting alla Casa Bianca dell’altra notte con il segretario generale della Nato, l’olandese Mark Rutte […] Trump ha usato tutte maiuscole per esprimersi sul suo Truth Social, segno di gravissima irritazione presidenziale: «LA NATO NON C’ERA QUANDO AVEVAMO BISOGNO, E NON CI SARANNO SE NE AVREMO ANCORA BISOGNO. RICORDATEVI DELLA GROENLANDIA, QUEL GRANDE BLOCCO DI GHIACCIO MALGESTITO!!!».
E poi, per ribadire, ieri mattina, sempre sul Truth Social: «Nessuna di queste persone, inclusa la nostra, molto deludente, NATO, ha capito nulla, l’unico modo è esercitare pressioni su di loro!!!» (esercitare pressione peraltro, basta leggere l’autobiografia del 1987, è da mezzo secolo il modus operandi trumpiano: tratta Iran e Nato e Groenlandia e tutti gli altri come trattava la Hilton quando si trattava di comprare il loro hotel-casinò di Atlantic City).
Il Wall Street Journal prima, la Reuters poi, hanno rivelato ieri che ci sono discussioni già in stato avanzato alla Casa Bianca sull’idea di spostare truppe americane dai Paesi Nato «renitenti» sulla guerra in Iran verso Paesi ritenuti collaborativi (al momento ci sono circa 80 mila soldati americani in Europa, 30 mila dei quali in Germania).
Schiaffeggiata via social media l’alleanza atlantica, ecco Rutte (che peraltro gli è simpatico, Trump lo ripete spesso: figuriamoci se ci fosse al suo posto uno che gli è antipatico) costretto a qualche equilibrismo: «Gli alleati stanno fornendo un sostegno massiccio, mettendo a disposizione risorse logistiche e altre misure per garantire che le potenti forze armate statunitensi riescano a impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari e a ridurne la capacità di seminare il caos. Quasi senza eccezioni, gli alleati stanno facendo tutto ciò che gli Stati Uniti chiedono. […] Ma cosa può fare Trump davvero contro la Nato?
Non può ritirare o sospendere gli Stati Uniti dall’alleanza (appena prima del suo ritorno alla Casa Bianca il Congresso ha reso la Nato a prova di Trump: una Nato-exit deve essere approvata da 2/3 del Senato, auguri), ma ha un potere molto significativo per punire i Paesi membri, o svuotare di fatto l’alleanza con altri mezzi.
Sì, il National Defense Authorization Act (NDAA) del 2024 è stato smaccatamente progettato per rendere l’alleanza «a prova di Trump» (giuristi amici pensano che Trump potrebbe ancora tentare un’uscita unilaterale invocando l’articolo II della Costituzione, quello del potere esecutivo sugli affari esteri. Però finirebbe tutto alla Corte Suprema, dove Trump spesso perde male (dazi, ius soli).
Però, quando vuole, Trump può ordinare unilateralmente il movimento delle truppe statunitensi, ha già minacciato di spostare truppe dai paesi «in castigo» e di stazionarle in Paesi che ritiene più favorevoli, cioè quelli dell’est.
Utilizzando giustificazioni di sicurezza nazionale (Trade Expansion Act), può imporre dazi pesanti. L’opzione più pesante: l’Articolo 5, quello finora invocato soltanto dagli Usa dopo l’11 settembre.
Trump può dire che non difenderà un membro specifico se attaccato: l’alleanza perderebbe immediatamente il suo senso — la deterrenza.
Trump ha ripetuto più volte attraverso gli anni che vede la Nato, di fatto, come un racket: con i clienti che pagano il capo, Washington, per la protezione. Pagando in denaro, cioè alzando le spese militari; in fedeltà politica, rispondendo all’appello quando Washington chiama.
(da “Corriere della Sera”)
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