DALLA PADELLA ALLA BRACE. IN MINNESOTA DOPO GREG BOVINO ARRIVA “LO ZAR DEL CONFINE” TOM HOMAN: FU LUI A TEORIZZARE LA SEPARAZIONE DEI BAMBINI DAI GENITORI E L’USO DELLE GABBIE
HOMAN FU ACCUSATO DI PRENDERE MAZZETTE … CHE FINE FARA’ QUEL CALABRO-LESO DI GREG BOVINO? “CONTINUERÀ IL SUO LAVORO ALTROVE”
Alcuni repubblicani al Congresso hanno subito accolto con favore la notizia che lo «Zar
del Confine» Tom Homan, 64 anni, sostituirà la ministra della Sicurezza Interna Kristi Noem in Minnesota alla guida delle operazioni contro gli immigrati illegali, sperando che questo possa portare a una de-escalation.
Anche alcuni funzionari del dipartimento della Sicurezza interna — secondo i media americani — hanno espresso (anonimamente) sollievo, perché non tutti vedono con favore le tattiche pesanti usate dal capo della Polizia di Frontiera Gregory Bovino e appoggiate da Noem, ex governatrice del South Dakota diventata celebre per i selfie davanti agli immigrati tatuati e a torso nudo chiusi in cella. Nel dare la notizia su Truth Trump ha scritto ieri che Homan è un «duro ma giusto».
Si dice che abbia una visione diversa dei raid anti-immigrati e che li voglia più mirati (ma se ci sono altri immigrati illegali «collaterali» sul posto vengono arrestati comunque) e che sia più abile nei rapporti con le forze dell’ordine locali. La Casa Bianca nega ogni rivalità interna, ma il sito Axios scriveva a dicembre che il rapporto tra Homan e Noem è così teso che quasi non si parlano. L’approccioultra-aggressivo di Noem ha portato anche alle dimissioni del
commissario per la Polizia di frontiera Rodney Scott, secondo il sito di destra Washington Examiner.
La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha mostrato ieri ai giornalisti un articolo di 9 anni fa del Washington Post intitolato «Incontrate l’uomo che la Casa Bianca ha premiato per aver deportato gli immigrati illegali»: nel 2015 Homan ha ricevuto la Presidential Rank Award, sotto Obama. Alle prime righe del pezzo si legge che «deporta le persone, ed è molto bravo a farlo».
Lui è stato accusato di prendere mazzette (ma prosciolto) e di conflitto di interesse. Tanti funzionari dell’immigrazione sono fedeli a Homan: è nel settore da 30 anni. E ci sono lamentele che Noem sia troppo influenzata da Corey Lewandowski, ex consigliere di Trump che ha molti nemici nell’entourage del presidente.
Un falco per placare l’incendio di Minneapolis. Donald Trump ieri ha deciso d’inviare sul campo Tom Homan, classe 1961, già capo a interim dell’Ice fino al 2018 e grande sostenitore delle politiche di “tolleranza zero”. Lo stesso che nel gennaio 2017 suggerì la separazione dei figli degli immigrati dai genitori per scoraggiarne l’ingresso in America. Il programma venne sospeso 18 mesi dopo, quando emerse un audio sconvolgente, “rubato” in Texas da un volontario e recapitato ai giornalisti investigativi di ProPubblica, dove si sentivano decine di piccini, rinchiusi in celle simili a gabbie, piangere in maniera straziante invocando le mamme e i papà.
E la carriera di Homan ne fu devastata: incapace di ottenere la conferma del Senato per il ruolo di direttore dell’agenzia di cui era reggente, divenne membro di quell’Heritage Foundation che ha scritto l’estremista Project 2025, “per rimodellare il governo federale” che Trump sta usando come base delle sue politiche. Per loro, Homan ha curato la parte dove si teorizzavano arresti di massa, detenzioni e deportazioni di immigrati illegali in tutta la nazione ed è dunque in parte responsabile di quanto sta accadendo.
Ex poliziotto, ex agente di frontiera, è però un uomo di legge che finora non ha mai provato a spingersi oltre le regole scritte. Un conservatore che nel 2013 l’allora presidente Barack Obama scelse per il ruolo di direttore esecutivo delle operazioni dell’Ice e ne gradì così tanto il lavoro da insignirlo nel 2015 con la prestigiosa onorificenza Presidential Rank Award, proprio per il record di rimpatri.
L’arrivo di Homan fa presupporre che, almeno per ora, sia la sua fazione a prevalere. La pensa infatti in maniera opposta a chi ha gestito la situazione fin qui, convinto che sia necessario focalizzare le operazioni su chi ha precedenti penali gravi ed è nel Paese senza status legale.
«Il ruolo di Homan sarà quello di dialogare con le autorità locali e statali e coordinarle con i federali», ha spiegato ieri la solita Leavitt. Assicurando pure che il suo arrivo non significa che «Gregory Bovino uscirà di scena. È un grande professionista, continuerà il suo lavoro altrove». Non è detto che lo zar calmerà le tensioni: il suo carattere è ostico e l’ha mostrato più volte.
(da Corriere della Sera)
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