DAZI SULLA PASTA, LA MOLISANA: “LE ACCUSE DI DUMPING SONO INFONDATE, CI SIAMO COMPORTATI IN MODO CORRETTO”
LO STORICO PASTIFICIO DI CAMPOBASSO E’ TRA LE AZIENDE COLPITE DA TRUMP
La Molisana, storico pastificio di Campobasso, smentisce al momento l’apertura di uno stabilimento produttivo negli Stati Uniti. Ma questa ipotesi, se lo stallo dei dazi permane, rischia di diventare una concreta realtà. E non solo per loro, ma anche per i restanti produttori della filiera. Pesano infatti i dazi al 107% che gli Usa di Donald Trump potrebbero imporre da gennaio 2026 sui noti marchi di pasta italiani. L’amministratore delegato, Giuseppe Ferro, ha tenuto un incontro con i giornalisti nel quale ha rivelato che la sua azienda è stata sottoposta a una nuova
procedura di dumping, la terza, e ce n’è un’altra in arrivo. «Cercheremo di discutere con l’amministrazione americana, perché con dazi al 107% per noi non è possibile lavorare», ha detto Ferro senza troppi giri di parole.
La mossa de La Molisana
Ad oggi, l’export verso gli Stati Uniti equivale a circa il 10-11% del totale delle esportazioni de La Molisana. «Speriamo in un ripensamento”. Parlando della procedura di dumping, Ferro ha spiegato che «la prima volta abbiamo ottenuto ‘zero’, quindi il meglio della correttezza, la seconda 1,6%». Questa volta, invece, il pastificio molisano ha ottenuto il 91% di dazi. Una percentuale applicata perché, secondo Washington, l’azienda non sarebbe stata collaborativa. «Cosa assolutamente non vera», protesta Ferro.
In realtà, i dazi che Washington potrebbe imporre sui pastifici italiani non nascono da una decisione politica di Trump ma da un’indagine su presunte pratiche di dumping, sollecitata da produttori di pasta statunitensi. Alcune aziende italiane sono accusate di vendere la propria merce a un prezzo ribassato e sotto il costo di produzione, con l’obiettivo di sbaragliare la concorrenza. Per correggere questa pratica, la Casa Bianca starebbe pensando di applicare una tassa all’importazione.
La mediazione di Italia e Ue
In seguito alla notizia, il governo italiano si è attivato per aprire un canale diplomatico con Washington e scongiurare
l’introduzione dei dazi. E lo stesso, si è appreso oggi, sta facendo anche l’Ue. «La Commissione europea, in stretto coordinamento con il governo italiano, sta collaborando con gli Stati Uniti sull’indagine e interverrà se necessario», ha spiegato il portavoce dell’esecutivo Ue responsabile per il Commercio, Olof Gill. «Questa – ha precisato – è un’indagine antidumping, pertanto esula dall’ambito della dichiarazione congiunta Ue-Usa» sui dazi, raggiunta la scorsa estate.
(da agenzie)
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