E ALLA FINE SALVINI E’ COSTRETTO AD ACCETTARE IL GREEN PASS
CERTIFICATO OBBLIGATORIO PER PROF, STUDENTI UNIVERSITARI E TRASPORTI LUNGHI
Matteo Salvini alla fine abbassa le sue pretese sul tema della scuola, spinto da ragioni di realpolitik e anche di armonia interna alla Lega.
Nonostante il tentativo di dura opposizione leghista, la carta verde per tutto il personale non docente e per i professori, che vorranno varcare la soglia delle scuole, sarà obbligatoria.
Lo stesso discorso vale per i professori universitari e in questo caso anche per gli studenti. Non si parla di vaccinazione obbligatoria ma del certificato che attesti l’avvenuta vaccinazione o un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti. Durante la Cabina di regia della maggioranza, a cui ha partecipato Massimo Garavaglia in rappresentanza della Lega, è arrivato il via libera a questo pacchetto di misure che sarà ratificato dal Consiglio dei ministri.
Resta fuori il tema del lavoro e sono invece passate le misure, richieste sempre dalla Lega, per quanto riguarda gli alberghi. I clienti che vorranno mangiare nei ristoranti degli hotel al chiuso non dovranno mostrare il certificato vaccinale.
Che Salvini, contrario all’inizio sia all’obbligo vaccinale sia al Green pass, avesse cambiato rotta, costretto ad ammorbidirsi sulla scuola, lo si era intuito anche dalle ultime sue dichiarazioni, in cui era sparito il tema degli insegnanti.
Ha parlato piuttosto di alberghi, trasporti e prezzi più bassi per i tamponi, dicendo che erano queste le richieste portate al tavolo dalla Lega.
Il premier Mario Draghi per tenere insieme la maggioranza e raggiungere un compromesso con la Lega concedendo loro qualcosa, come ha fatto sul tema della Giustizia con i 5Stelle, ha quindi escluso dal Green pass i clienti degli alberghi che vogliono mangiare al chiuso.
Ma il passaggio più importante attorno al quale si sta consumando ancora l’ultimo scontro riguarda il trasporto a lunga percorrenza. Una delle richieste della Lega, così da accettare il Green pass per gli insegnanti, era che il certificato verde per i mezzi di trasporto a lunga percorrenza entrasse in vigore a settembre, quando la stagione estiva sarà finita. Ma per gli altri partiti di maggioranza ciò rappresentava un rischio troppo grande.
Quindi le due date in ballo, su cui stanno discutendo le Regioni, sono fine agosto o primo settembre. Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale non sarà richiesta la carta verde, anche perché sarebbero complicati i controlli, e sale all′80 per cento la capienza dei mezzi.
Infine i prezzi dei tamponi saranno più bassi ma non gratis, perché renderli gratuiti, è il ragionamento fatto dal governo, rischierebbe di essere disincentivante rispetto alla campagna vaccinale.
(da Huffingtonpost)
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