“È TRASCORSO UN ANNO TOSTO MA NON PREOCCUPATEVI, PERCHÉ IL PROSSIMO SARÀ MOLTO PEGGIO”: IL MESSAGGIO DI AUGURI DI GIORGIA MELONI AI DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI È PIÙ PREOCCUPANTE DELLE PREVISIONI DELLA VEGGENTE BABA VANGA (CHE OGNI ANNO ANNUNCIA QUALCHE SCIAGURA)
LA MELONA RIESCE A INFILARE DEL VITTIMISMO ANCHE NEGLI AUGURI DI NATALE: “NON È FACILE GOVERNARE UNA AMMINISTRAZIONE COME QUESTA” (NESSUNO TI OBBLIGA…)… IL COMPUTER IN REGALO DA 10.000 EURO RESTA INVISIBILE COME LE PROMESSE ELETTORALI
Il Palazzo chiude un paio di giorni e dopo le tribolazioni sulla manovra, dentro FdI tirano
sospiri di sollievo lunghi come corridoi ministeriali. Giorgia Meloni però già avverte: «È trascorso un anno tosto ma non preoccupatevi, perché il prossimo sarà molto peggio…».
Il clima tra i suoi, alla fine, è comunque talmente da rompete le righe che al brindisi con i parlamentari di FdI, radunati alla sala Tatarella della Camera, Giovanni Donzelli architetta pure uno scherzone, prima che la leader si presenti: «Giorgia non viene più, è dovuta andare al Quirinale».
Qualcuno impallidisce, qualcuno imbocca l’uscita, i più sghignazzano a denti stretti: è la vecchia goliardata da generazione Atreju, che non si crucciava di tendere tranelli al
capo quando il capo era Gianfranco Fini, e oggi non ha timore di tirare in ballo perfino il Colle, tanto per tenere allenato il battito cardiaco. Ignazio La Russa non aspetta la premier, ha un volo. Ma ha tempo per una battuta, che racconta bene le ansie dei Fratelli, dopo scorrerie della Lega sulla legge di bilancio: «Senza di me finivamo in esercizio provvisorio».
La premier alla fine si presenta, con la sorella Arianna. Discorso rapido, ma stretta di mano a tutti i presenti, a mo’ di colonnella con le truppe. Proferisce uno «scusate» per non avere concesso troppo tempo ai suoi quando è in aula, «devo occuparmi soprattutto dell’opposizione».
E un invito a serrare le file: «Tutti concentrati, ci aspetta un anno molto impegnativo». Applausi, cin cin. Manca il regalo, comprato con la colletta da 50 euro a testa: il famoso supercomputer da diecimila euro resta invisibile, come certe promesse elettorali.
Superato con più di un intoppo lo scoglio manovra, Meloni si congeda anche dai dipendenti di Palazzo Chigi. E pure a loro parla delle difficoltà passate e a venire, dell’anno «tosto» alle spalle e del 2026 che «sarà ancora peggio». Dunque a tutti dice: «In questi giorni riposatevi». Ricaricate le pile. Dirigenti, funzionari e travet di Chigi affollano il cortile nonostante la pioggia battente.
Meloni parla da un palchetto sotto il porticato che conduce allo scalone d’onore, circondata dal suo staff e guardata a vista dalle guardie del corpo. Nel suo intervento ringrazia l’entourage, a partire dalla segretaria particolare Patrizia Scurti, i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. «Non è facile
governare una amministrazione come questa. Noi siamo una famiglia, combattiamo tutto l’anno».
(da Repubblica)
Leave a Reply