GIUSTIZIA PER NADA CELLA: A 29 ANNI DAL DELITTO, LA 57ENNE ANNA LUCIA CECERE, EX MAESTRA ELEMENTARE, È STATA CONDANNATA A 24 ANNI PER L’OMICIDIO DELLA SEGRETARIA DI CHIAVARI
PER I GIUDICI VOLEVA CONQUISTARE IL COMMERCIALISTA MARCO SORACCO, MA QUEL GIORNO NELLO STUDIO SI TROVÒ DI FRONTE LA VITTIMA (A CUI ERA STATO DATO L’ORDINE DI NON PASSARE PIÙ NEMMENO LE CHIAMATE DELLA CECERE) … SORACCO AVREBBE TACIUTO PER TIMORE E, ORA, È STATO CONDANNATO A DUE ANNI PER FAVOREGGIAMENTO
Aveva 24 anni Nada Cella quando venne uccisa nello studio da commercialista di Chiavari dove lavorava da segretaria. E ieri, per una stramba combinazione che mescola il caso e la procedura di computo della pena, a 24 anni di carcere è stata condannata la sua presunta assassina (è la sentenza di primo grado), Anna Lucia Cecere, 57 enne ex maestra elementare.
Nessun miracolo del dna questa volta, ma un lungo lavoro di cucitura di fatti, testimoni, verbali rimasti seppelliti e riesumati dalla pm Gabriella Dotto insieme agli investigatori della squadra mobile, all’avvocata di parte civile Sabrina Franzone e alla criminologa Antonella Delfino Pesce alla quale si deve lo spunto iniziale della riapertura del caso
Scrive la pm Dotto, per una serie di sviste e decisioni «erronee» della procura di Chiavari dell’epoca, il nome di Anna Lucia Cecere, indagata per soli cinque giorni, rimase ai margini delle indagini nonostante una perquisizione, e alcune testimonianze la indicassero sul luogo del delitto.
L’inchiesta di allora si concentrò sul commercialista e titolare dello studio Marco Soracco, ma la sua posizione venne archiviata dopo alcuni mesi. Ieri, invece, è stato condannato a due anni per favoreggiamento. Secondo la procura, e adesso anche per la Corte presieduta dal giudice Massimo Cusatti, Cecere uccise «per motivi di rancore e di gelosia verso la vittima».
Quel 6 maggio 1996 l’ex insegnante, descritta dall’accusa come una persona dal carattere decisamente difficile e un passato
traumatico, aveva cercato in studio il professionista, che frequentava e stava cercando di conquistare sentimentalmente, ma si era trovata davanti Nada. La stessa segretaria aveva ricevuto pure l’ordine di non passare sue telefonate.
Di fronte alla fermezza di Nada, in uno scatto d’ira del tutto compatibile con il proprio temperamento Cecere avrebbe aggredito la vittima. Soracco, arrivato nell’ufficio in quel momento l’avrebbe sorpresa ma avrebbe taciuto per un intrico di ragioni che vanno dal timore dello scandalo, alla possibilità che Cecere lo accusasse e ad altri aspetti che restano nell’ombra a causa degli anni trascorsi, a iniziare da possibili traffici di soldi in nero nello studio.
«Maledetti, ora l’hanno pagata» è stata la reazione di Silva Smaniotto 84 anni, la mamma di Nada, quando la cugina Silvia Cella l’ha avvisata al telefono della sentenza di colpevolezza. Il commercialista Soracco all’uscita dall’aula ha parlato di «situazione assurda, che convenienza avrei avuto a tacere, è tutto a mio danno, invece, da 30 anni». Quanto alla condanna di Cecere: «Se il verdetto è fondato è stata fatta giustizia se non è fondato, invece no».
(da agenzie)
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