GLI AMERICANI BOCCIANO “THE DONALD”: IL CONSENSO SULL’OPERATO DEL PRESIDENTE SULL’IMMIGRAZIONE È SCESO DAL 50% AL 40%
E IL 46% VORREBBE L’ABOLIZIONE DELL’AGENZIA ANTI-IMMIGRATI
In Minnesota la tensione è sempre alle stelle. Nuovi filmati mostrano sempre più chiaramente
che Renee Nicole Good cercava di scappare e non voleva investire l’agente che l’ha uccisa, ma Trump continua a sostenere che l’agente Jonathan Ross ha sparato per legittima difesa e ai manifestanti che chiedono il ritiro della polizia federale anti immigrati da Minneapolis risponde mandando nello Stato altri mille uomini dell’Immigration and Customs Enforcement.
Inoltre il Dipartimento di Giustizia ha aperto un’indagine sul governatore del Minnesota Tim Waltz e il sindaco di Minneapolis Jacob Frey per presunta ostruzione all’attività dell’Ice
Trump reagisce alle proteste inasprendo la repressione e l’Ice, diventato quasi un suo esercito personale, si sente onnipotente: continua a usare metodi brutali e anche veri e propri abusi, in alcuni casi denunciati dagli stessi ispettori di questo corpo paramilitare federale
In Minnesota, intanto, arresti e maltrattamenti anche per di nativi delle tribù Oglala Sioux e Ojibwe. Sotto tiro per il colore della loro pelle, denuncia il capo tribù, Frank Star: «Trattano come clandestini noi che siamo americanissimi, i primi americani».
La volontà di Trump di continuare col pugno di ferro è evidente e le minacciose parole di Miller confermano che si sta pensando anche a usare contro i manifestanti norme straordinarie come l’Insurrection Act. Durezza apprezzata da molti nella destra radicale.
Basti pensare che l’agente che ha ucciso la Good non solo non è stato fin qui messo sotto accusa, ma è diventato milionario: 21 mila cittadini gli hanno mandato soldi attraverso due siti,
GoFundMe e GiveSendGo, sui quali sono state lanciate (non da lui) sottoscrizioni a suo favore. Ieri le donazioni avevano già ampiamente superato il milione di dollari.
Ma se la linea dura contro gli immigrati è stata una delle chiavi della vittoria elettorale di Trump, l’eccessiva durezza e gli abusi dell’Ice, le deportazioni anche in carceri straniere senza processo, potrebbero costare caro al presidente e ai repubblicani nel voto di midterm a novembre.
I sondaggi dicono che gli americani che giudicano positivamente l’operato del presidente sull’immigrazione sono scesi in pochi mesi da numeri superiori al 50% all’attuale 40% (sull’economia, tallone d’Achille di Trump, i consensi sono al 36%), mentre i cittadini che vorrebbero addirittura la soppressione dell’Ice sono passati dal 27% del giugno scorso all’attuale 46%
(da agenzie)
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