I SOCIAL NON POSSONO DIVENTARE UNA FOGNA SENZA REGOLE: DUE “HATER” DI LILIANA SEGRE, ACCUSATI DI DIFFAMAZIONE AGGRAVATA DALL’ODIO RAZZIALE, SI SCUSANO CON LA SENATRICE A VITA, SOPRAVVISSUTA ALLA SHOAH
I DUE, CHE AVREBBERO INSULTATO LA SENATRICE SUI SOCIAL, FATTO PERVENIRE UN RISARCIMENTO E LA QUERELA È STATA RIMESSA… ALTRI STANNO TENTANDO LA MESSA ALLA PROVA CON LAVORI SOCIALMENTE UTILI, MENTRE IL PROCESSO PROSEGUE PER GLI ALTRI IMPUTATI
Altri due “hater” della senatrice a vita Liliana Segre si sono scusati e hanno fatto
pervenire un risarcimento. Passaggi che hanno portato alla remissione della querela, come è emerso oggi dall’udienza del processo milanese con al centro l’accusa di diffamazione aggravata dall’odio razziale per raffiche di insulti via social alla sopravvissuta alla Shoah.
Già per tre posizioni nella scorsa udienza, davanti alla sesta penale del Tribunale di Milano, era stato dichiarato il non doversi procedere per remissione delle querele. E si era saputo proprio di quel percorso con lettere di scuse, soldi versati in beneficenza alla Fondazione Memoriale della Shoah e altre proposte di risarcimenti, dai 500 fino ai duemila euro.
Altri due imputati, intanto, stanno cercando di ottenere la messa alla prova (che sospende il processo e se va bene il reato si estingue), con lavori di pubblica utilità, ma oggi è stato disposto un rinvio dalla giudice Francesca Ghezzi, data l’assenza attuale dei requisiti per ottenerla. Rinvio al 16 aprile, giorno in cui è fissato anche il processo abbreviato per l’unico imputato che ha scelto questa strada
Si tratta del primo processo derivato da uno dei filoni di una maxi inchiesta della Procura, scattata dopo le denunce di Segre, assistita come parte civile dall’avvocato Vincenzo Saponara.
(da agenzie)
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