IL GARANTE DEI CAZZI SUOI. I MEMBRI DELL’AUTHORITY SULLA PRIVACY, INDAGATI PER CORRUZIONE E PECULATO, USAVANO L’AUTO DI SERVIZIO E LE CARTE AZIENDALI PER SCOPI PRIVATI: MESSE IN PIEGA, CENE CON GLI AMICI E FINO A 7MILA EURO IN MACELLERIA
L’ACCUSA PIÙ GRAVE PERÒ È QUELLA DI AVER ORIENTATO O MODULATO LE SANZIONI IN BASE A UTILITÀ PERSONALI: COME QUANDO NON HANNO EROGATO ALCUNA MULTA A “ITA AIRWAYS”, E HANNO RICEVUTO TESSERE “VOLARE”, CLASSE EXECUTIVE, DAL VALORE DI 6MILA EURO CIASCUNA. O IL CASO META: LA SANZIONE ALLA HOLDING DI FACEBOOK SUGLI OCCHIALI SMART È STATA RIDOTTA DA 44 MILIONI A 1 MILIONE DI EURO, E NEL FRATTEMPO UNO DEI MEMBRI DEL GARANTE, GUIDO SCORZA, “SPONSORIZZAVA” IN UN VIDEO GLI SMART GLASSES OGGETTO DEL PROVVEDIMENTO … I VIAGGI IN BUSINESS CLASS, I SOGGIORNI IN HOTEL DI LUSSO E LA CASA DA 3700 EURO DI AFFITTO DI PASQUALE STANZIONE, ACCANTO A UN B&B DELLE FIGLIE
La messa in piega «pagata con la carta di credito aziendale, salvo poi successivo rimborso». Una cena per 6-7 persone «per finalità estranee al mandato» pagata e poi, come per l’acconciatura, rimborsata. E poi le spese in macelleria, pari a circa 7mila euro in tre anni.
Ma anche l’utilizzo dell’«auto di servizio per scopi diversi dalla funzione pubblica», ad esempio per raggiungere la sede di un partito politico e, cioè, di Fratelli d’Italia, nel giorno antecedente alla multa da 150mila euro a Report.
Ancora, «le richieste di rimborsi per viaggi, soggiorni in alberghi di categoria “cinque stelle”, cene di rappresentanza, servizi di lavanderia, fino a ricomprendere fitness e cura della persona».
Le «condotte» in questione, quelle che i pm di Roma definiscono «disinvolte», sono riconducibili a Pasquale Stanzione, Ginevra Cerrini Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza, i quattro membri del Garante per la Privacy indagati dalla procura capitolina per corruzione e peculato e nei cui confronti gli uomini della Guardia di finanza ieri hanno eseguito un mandato di perquisizione e sequestro.
«Condotte – continuano i magistrati – emerse a più riprese e in molteplici occasioni, disvelando comportamenti che da meri illeciti offensivi del decoro dell’ente sarebbero sfociati con facilità nelle ipotesi delittuose provvisoriamente ascritte, oltre a
integrare, in molteplici occasioni, l’abrogata fattispecie del reato di abuso d’ufficio».
Il procedimento «trae origine da due puntate della trasmissione giornalistica d’inchiesta» di Rai 3 e si incentra anche su altre vicende, finite sotto la lente degli inquirenti.
C’è ad esempio quella che riguarda Ita Arways. In particolare, i quattro indagati, in qualità di «pubblici ufficiali, non erogando alcuna sanzione se non una meramente formale, alla società Ita Arways, a fronte del riscontro di irregolarità, ricevevano come utilità tessere “Volare” classe executive, per il valore di euro 6mila cadauna».
E c’è anche il «tema dello studio E-Lex» con cui avrebbe rapporti un membro del Collegio, Scorza: all’Asl Abruzzo 1, che si era avvalsa dall’assistenza dello stesso studio legale, il Garante avrebbe comminato un semplice provvedimento di ammonimento davanti alle irregolarità riscontrate.
Mentre «alla società Meta, in relazione all’immissione in commercio degli smartglasses, dispositivi caratterizzati da evidenti criticità sotto il profilo della tutela della privacy, la sanzione inizialmente ipotizzata in misura pari a 44 milioni di euro sarebbe stata successivamente ridotta ad appena 1 milione di euro e adottata con tale ritardo da renderne necessario il successivo annullamento in autotutela».
Non solo Scorza, sottolineano i pm, avrebbe «sponsorizzato in un video i predetti occhiali», ma il 16 ottobre 2024 «in occasione dell’evento Comolake 2024 sia avvenuto un incontro tra un esponente di Meta e il componente del Garante, Ghiglia»
Un capitolo a parte viene dedicato al presidente Stanzione
«Stanzione, residente in Salerno – si legge nel decreto – ha stipulato un contratto di locazione agevolata di immobile a uso abitativo per un immobile sito in piazza della Pigna il cui importo è stato modificato dalla somma di euro 2.900 euro mensili alla somma di euro 3.700 euro».
Un’«anomala circostanza, meritevole di approfondimenti investigativi, che fa il paio con un altro aspetto ovvero la contiguità spaziale del predetto immobile ove il presidente dimorerebbe, con altro immobile, sito al numero civico vicino, nel quale risulta insistere una struttura ricettiva nella forma di B&B, riconducibile a società facente capo alle figlie del presidente Stanzione, i cui rapporti con i rimborsi da parte dell’Autorità sono in corso di accertamento».
Sotto la lente dei pm ci sono anche i viaggi istituzionali. Come quello in Giappone. Un testimone ai pm ha detto: «Pare che la Cerrina e il suo assistente siano rimasti altri 4-5 giorni in Giappone per poi volare in California per partecipare ad un convegno presso un’università di Berkeley. Ho sentito anche che in California la Cerrina si sia trattenuta più del dovuto». Circostanza da verificare.
Si è passati, per i rimborsi, da «circa 851mila euro nel 2021 a un milione di euro nel 2024». E per i costi di gestione da «una spesa marginale nel 2021 poco superiore a 20 mila euro raggiungendo nel 2024 circa 400mila euro».
Nel 2022, dopo aver aumentato di oltre un terzo il tetto di spesa riservato ai costi di rappresentanza e gestione, l’Authority per il trattamento dei dati personali viaggia verso nuovi traguardi: «A fronte di una spesa marginale nel 2021 (poco superiore a 20 mila
euro) — recita il decreto di perquisizione — avrebbe registrato un aumento significativo a partire dal 2022 raggiungendo nel 2024 circa 400 mila euro l’anno»
Dalla gestione apparentemente virtuosa dei primi due anni di mandato, Pasquale Stanzione dunque si attesta su posizioni assai meno sobrie. A cominciare dall’affitto di un appartamento nel cuore monumentale di Roma — piazza della Pigna (peraltro accanto al B&B delle figlie) — tutto subisce ritocchi al rialzo: incluso il canone mensile della casa che da 2 mila e 900 euro passa a 3 mila e 700.
Nel post Covid il grande salto, insomma: i vertici dell’ente pubblico interpretano le norme, che disciplinano i rimborsi per dirigenti in caso di viaggi nonché l’impiego dell’auto blu, alla luce di più gratificanti necessità. L’ipotesi di peculato, formulata dai pm, poggia anche sulle ricostruzioni di funzionari interni (protetti da anonimato in questa fase) e dirigenti dell’Authority.
Spiega Angelo Fanizza, ex segretario generale: «A dire del presidente lui stesso aveva proceduto a una rinegoziazione privata che aveva quindi comportato l’imposizione di tale nuovo canone». Sull’ospitalità il solo risparmio per l’ente è rappresentato dal fatto che il consigliere Guido Scorza vive a Roma.
Per il resto, tra la residenza di Ginevra Cerrina Feroni (Hotel Bristol di piazza Barberini) e l’altra di Agostino Ghiglia (Parco dei Principi) le note spese per il soggiorno romano dei vertici dell’Authority salgono un anno dopo l’altro.
A sollevare i primi dubbi su quell’Autorità, che dovrebbe essere sinonimo di austerità e rispetto delle regole, è stata un’inchiesta,
aspramente osteggiata, della trasmissione Report di Rai3 condotta da Sigfrido Ranucci. Si parte dalle spese di rappresentanza aumentate negli ultimi anni: «Dagli 851 mila euro del 2021 a un milione e 247 mila nel 2024».
Con un tetto di spesa «passato da 3.500 euro a 5 mila». Report chiede di accedere agli atti e negli uffici di piazza Venezia si scatena il caos. Angelo Fanizza, ex segretario generale costretto alle dimissioni nella speranza che facesse da capro espiatorio un po’ per tutti, racconta di un «clima d’apprensione, di tensione». Si sapeva che certe informazioni «avrebbero certamente comportato un danno d’immagine per la società».
Sotto la lente degli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, finisce ogni cosa. Ad iniziare dalle spese di vitto e alloggio.
I membri del Collegio hanno «una carta di credito» dell’Ente e un rimborso di 5 mila euro mensili per chi non è residente a Roma. Come il presidente Stanzione che stipula una sorta di affitto per circa tremila euro al mese, e poi, a seguito di una «negoziazione privata», aumenta la richiesta di rimborso a 3.700. E proprio lì accanto c’è un b&b gestito dalle figlie. Circostanze che gli inquirenti appuntano come «anomale».
Dagli accertamenti del nucleo Pef della Guardia di finanza, guidato dal colonnello Maurizio Querqui, emergono poi spese esagerate per i viaggi di rappresentanza. Come quelle per il G7 di Tokyo nel 2023 che ammonterebbero a 80 mila euro, «di cui 40 mila solo per i voli». Situazione analoga «per le missioni in Georgia, a Batumi, e in Canada».
Tutti volevano stare in business class, anche se il regolamento
per le pubbliche amministrazioni lo consente solo per i viaggi che durano più di cinque ore. Senza interruzioni. Il volo per la Georgia, però, prevedeva degli scali. Ma, stando alle testimonianze, Ghiglia e Cerrina di sedersi in una classe più economica non ne volevano proprio sapere.
Non è questione di soldi, ma di status. E, va da sé, a quei viaggi volevano partecipare un po’ tutti. Riuscendo, se possibile, «a trattenersi anche più del dovuto». Insomma: unire l’utile al dilettevole.
Agli atti finiscono anche cene organizzate per una decina di persone e pagate con la carta di credito dell’Ente, ma che nulla c’entravano con l’attività lavorativa. E ancora. Fatture d’albergo per «bevande e fiori».
Altro capitolo riguarda l’utilizzo dell’auto di servizio. E la procura di Roma chiama in causa Ghiglia che avrebbe utilizzato la Citroen aziendale per recarsi presso la sede di Fratelli d’Italia «per finalità estranee al suo mandato». C’è poi chi quella vettura la sfruttava per farsi portare a casa o all’aeroporto.
(da agenzie)
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