“IL MIO TEMPO NON È ANCORA VENUTO, IO SONO POSTUMO”: L’AMARO POST DI FINE ANNO DI BEPPE GRILLO DAVANTI AL SUO DOPPIO FALLIMENTO, SIA POLITICO CHE FAMIGLIARE
“LA POLITICA CONTINUA A RECITARE, CAMBIANO LE SIGLE, I SIMBOLI, GLI ACCORDI, E LE FACCE SONO SEMPRE LE STESSE, CHE COME ZOMBIE SI TRASCINANO CON LA SCORTA TRA I PALAZZI”
“Il mio tempo non è ancora venuto, io sono postumo”. La giustizia “usata come clava”. Le
facce della politica che “come zombie si trascinano con la scorta tra i palazzi”. Sono i passaggi più rilevanti del post di fine anno di Beppe Grillo che ritorna a dire la sua dal celebre blog.
Toni dolenti e qualche stilettata. Il comico e fondatore del Movimento 5 stelle rompe il silenzio sul web elogiando il suo, di silenzio, definito “la forma più elevata di presenza”, scelto
“perché arriva un punto in cui le parole rischiano di diventare parte del rumore”.
Sulla giustizia, come detto, le parole più significative. A poche settimane dalla condanna a otto anni per il figlio del comico e gli amici genovesi per violenza sessuale di gruppo. Giustizia, definita “quella parola ‘solenne’ agitata da tutti come una bandiera e usata come una clava”.
“Ci sono cose – continua Grillo – che non entrano nei bilanci di fine anno, esistono ferite che non fanno notizia e cambiano il modo di guardare il mondo, insegnano che la verità segue percorsi tortuosi e che la giustizia spesso procede con tempi e logiche lontane da ciò che appare davvero giusto”.
Mentre “la politica continua a recitare, cambiano le sigle, i simboli, gli accordi, e le facce sono sempre le stesse, che come zombie si trascinano con la scorta tra i palazzi”. Un’immagine, quella degli zombie, già usata in precedenza dal comico per definire in un apposito album sarcastico i fuoriusciti dai 5stelle, da Luigi Di Maio all’ex fedelissimo Davide Crippa, da Laura Castelli a Federico D’Incà. Era il primo agosto del 2022, un governo e un’epoca
(da Repubblica)
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