“INDECENTI I TELECRONISTI RAI CHE NON NOMINANO GHALI NELLA SUA PERFORMANCE. FATE PENA!”: SUI SOCIAL SCOPPIA LA RIVOLTA CONTRO TELE-MELONI CHE, DURANTE LA CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELLE OLIMPIADI INVERNALI, PROVA A “NASCONDERE” L’ESIBIZIONE DI GHALI, TROPPO SCOMODO PER IL GOVERNO
IL GAFFEUR PETRECCA, CHE DURANTE LA TELECRONACA DELLA CERIMONIA HA COMMESSO UNA SERIE INFINITA DI ORRORI, NON ANNUNCIA IL CANTANTE, CHE HA INTERPRETATO ALCUNI MERAVIGLIOSI VERSI DI GIANNI RODARI … INOLTRE, LA REGIA NON HA MAI INQUADRATO DA VICINO IL CANTANTE, LIMITANDOSI A DELLE RIPRESE DALL’ALTO
Nessun primo piano. Nemmeno la citazione durante la telecronaca (quella del direttore di
RaiSport Paolo Petrecca costellata di gaffe, dalla presidente del Cio scambiata per la figlia di Mattarella, al mancato riconoscimento dei campioni delle nazionali di volley, allo scambio di persona fra Mariah Carey e Matilda De Angelis). Come se Ghali non avesse preso parte alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi. Trasparente. Invisibile. Confuso fra i ballerini del corpo di danza che ha messo in scena il quadro di cui avrebbe dovuto essere protagonista.
Era sua infatti la voce che ha recitato una poesia di Gianni Rodari contro la guerra. Un «Promemoria» in italiano, francese e inglese sulle cose da fare ogni giorno e ogni notte e su quelle, la guerra appunto, da non fare mai. Sui social sono esplose le critiche alla Rai: si va dal «trattamento irrispettoso» alle accuse di «censura» con centinaia di conversazioni che spingono il rapper nei trending topic.
Che il clima attorno alla presenza di Ghali alla cerimonia non fosse rilassato lo si era capito già nei scorsi scorsi. Giovedì sera, alla vigilia dell’inaugurazione, il rapper aveva postato sui social un commento che lasciava intendere le tensioni con l’organizzazione. «So quando una voce viene accettata. So quando vene corretta. So quando diventa di troppo. So perché vogliono uno come me. So anche perché non mi vorrebbero. So perché mi hanno invitato». Il rapper faceva anche capire che gli sarebbe stato impedito di cantare l’inno di Mameli (è stato affidato a Laura Pausini) e anche di aggiungere l’arabo alle lingue in cui è stato tradotto Rodari. «So anche perché non ho più potuto cantare l’Inno d’Italia. So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace. So che poteva contenere più di una lingua. So che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo», queste le sue parole. Il messaggio si concludeva ancora più duro: «So che un mio pensiero non può essere espresso. So anche che un mio silenzio fa rumore. So che è tutto un gran teatro».
Il rapper milanese e di origini tunisine era diventato un caso dopo che nei giorni scorsi il ministro per lo Sport Giovanni Abodi aveva lasciato intendere che l’artista non avrebbe avuto carta bianca sulla sua performance. «Ritengo che un Paese debba sapere reggere all’urto di un artista che ha espresso un pensiero che non condividiamo, che non sarà espresso su quel palco». Il riferimento era alla posizione di Ghali sulla questione palestinese e allo «stop al genocidio» pronunciato sul palco di Sanremo 2024.
(da agenzie)
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