IO SO’ IL GARANTE, E VOI NON SIETE UN CAZZO – L’EX SEGRETARIO GENERALE DELL’AUTHORITY PER LA PRIVACY, ANGELO FANIZZA, È STATO SENTITO DAI PM CHE INDAGANO L’INTERO COLLEGIO PER PECULATO E CORRUZIONE. E HA RILEVATO DETTAGLI SULLE “SPESE PAZZE”
LA PRETESA DI VIAGGIARE SEMPRE IN BUSINEES IN AEREO, I SOGGIORNI IN HOTEL DI LUSSO, I SEIMILA EURO SPESI DA STANZIONE IN MACELLERIA IN TRE ANNI (“SPESE DUBBIE”) E L’AFFITTO PER IL SUO ALLOGGIO AL CENTRO DI ROMA PASSATO DA 2.900 EURO A 3.900 AL MESE
È stato l’uomo dello scandalo, quello a cui era stato commissionato di “spiare” i
dipendenti del Garante della privacy per rintracciare la fonte di Report e individuare chi aveva raccontato ai giornalisti le spese sfacciate del Collegio dell’Ente.
Ora Angelo Fanizza, segretario generale travolto dalle polemiche, scaricato dai “suoi” e costretto alle dimissioni, diventa testimone chiave per i magistrati. La procura di Roma ha indagato l’intero Collegio del Garante per peculato e corruzione e gli investigatori della Guardia di finanza stanno scandagliando ogni cosa: soggiorni in hotel di lusso, viaggi in taxi e auto blu, voli in business class, cene, fiori, sanzioni annullate o ridotte in maniera «opaca».
Fanizza, audito in procura a inizio mese, parte da un dato: nel 2024, i costi di rappresentanza superano i 400mila euro. E se il tetto di spesa autorizzato dal Collegio nel 2012 era di 3.500 euro mensili per ciascuno, «nel 2020 credo sia salito a 5mila».
Certe dinamiche l’ex segretario generale le conosce bene e davanti ai magistrati non esita ad avanzare dubbi e perplessità. Ad iniziare dall’affitto stipulato dal presidente Pasquale Stanzione per un immobile a Roma, proprio accanto al b&b gestito dalle figlie, prima di 2.900 euro poi rinegoziato a 3.900. «Un aumento considerevole», osserva Fanizza, che aveva esortato a temporeggiare prima di procedere con i rimborsi.
I seimila euro spesi da Stanzione in macelleria in tre anni? «Spese dubbie». Sulla missione in Giappone, per il G7 di Tokyo 2023, l’ex segretario generale spiega come i membri del Collegio Agostino Ghiglia e Ginevra Cerrina Feroni abbiano voluto viaggiare in business class, pare anche senza averne diritto: «Ghiglia aveva riferito che loro non viaggiavano mai in economica».
Gli inquirenti, negli atti, parlano di «condotte disinvolte» tenute in «numerose occasioni», di atteggiamenti «inopportuni» e di «ipotesi di reato». Ci sarebbe stato anche l’abuso d’ufficio, scrivono, ma è stato abrogato.
Parallelamente alla procura di Roma, poi, sono in corso gli accertamenti della Corte dei Conti chiamata a valutare un eventuale danno erariale. Con le nuove norme, però, il risarcimento del danno in caso di colpa non potrà superare il 30%.
In molti raccontano che le spese dell’Autorità fossero «chiacchierate» da tempo e alcune segnalazioni tramite whistleblowing, ovvero riservate e in anonimo, sono arrivate anche all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione. Report trasmette l’inchiesta in prima serata e negli uffici di piazza Venezia si scatena il caos.
L’allora segretario generale viene incaricato di controllare le email dei dipendenti, farne copia, di violare la privacy pur di
trovare “la talpa”. La faccenda viene resa nota durante l’assemblea dello scorso 23 novembre ed è una prima resa dei conti. I dipendenti chiedono spiegazioni, Fanizza spiega di non essersi mosso da solo, dice: «Non sono un battitore libero».
Ieri con un comunicato congiunto Il presidente Pasquale Stanzione, la vice presidente Ginevra Cerrina Feroni ed il componente Agostino Ghiglia hanno espresso «la loro ferma volontà di proseguire nello svolgimento delle loro funzioni istituzionali» convinti di «aver sempre agito in piena trasparenza e correttezza».
(da agenzie)
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