LA DICIOTTI ATTRACCA A TRAPANI IN CULO AI RAZZISTI FALSARI, L’ARMATORE SMENTISCE SALVINI: “NESSUNA VIOLENZA O AMMUTINAMENTO A BORDO”
LA ZECCA ISTERICA CAMBIA VERSIONE: “O C’E’ STATA VIOLENZA O NO, IN OGNI CASO QUALCUNO DEVE ANDARE IN GALERA”… ESATTO: SI CONSEGNI A REBIBBIA IN SERATA PER AVER DIFFAMATO 68 DISPERATI
Il braccio di ferro sulla nave Diciotti della Guardia costiera si fa sempre più aspro. Da Innsbruck
Salvini non perde di vista quella che per lui è ormai una questione di principio: “Io non voglio farmi prendere in giro. Finchè non c’è chiarezza su quanto accaduto non autorizzo nessuno a scendere dalla Diciotti: se qualcuno lo fa al mio posto se ne assumerà la responsabilità “, dichiara.
“O hanno mentito gli armatori denunciando aggressioni che non ci sono state – e allora devono pagare – o l’aggressione c’è stata e allora i responsabili devono andare in galera”.
Per il titolare del Viminale, i presunti responsabili dei disordini a bordo del rimorchiatore Vos Thalassa che hanno giustificato l’intervento della Guardia costiera e il trasbordo dei 67 migranti devono scendere dalla nave in manette.
Ma dall’indagine-lampo effettuata dalla polizia nelle ultime 24 ore in mare non sembrano essere emersi elementi tali da giustificare un fermo.
Ci sono due denunciati: il cittadino ghanese e di quello sudanese identificati già ieri. A decidere saranno i magistrati della Procura di Trapani, ma potranno farlo solo una volta attraccata la nave: solo in quel momento infatti si radicherà la competenza della Procura.
Tra gli elementi che la Procura di Trapani si ritroverà a valutare nelle prossime ore prima di decidere eventuali provvedimenti a carico dei presunti “facinorosi” tra i migranti recuperati dalla Vos Thalassa ci sono anche le dichiarazioni di Cristiano Vattuone, portavoce della Vroon, la società olandese proprietaria della nave che lavora nel servizio di sorveglianza di una piattaforma petrolifera Total
“Nessuna insurrezione a bordo, la situazione è stata ingigantita dai giornali, non c’è stato nessun ammutinamento e nessuno è stato pestato”, dice a “La Verità “
Parole quelle di Vattuone che alimentano il giallo su quello che è veramente successo nel Mediterraneo tra domenica e lunedi e che, in mancanza di informazioni tempestive che ormai da settimane vengono negate dalla Guardia costiera italiana ai mass media, è stato ricostruito sulla scorta delle mail intercorse in quelle ore tra la nave Vos Thalassa, la sala operativa di Roma e la sede della società armatrice.
Che, pur accollandosi la responsabilità di quella richiesta di aiuto volta a favorire un rapido intervento risolutivo della Guardia costiera italiana, nega che a bordo della Vos Thalassa sia accaduto nulla di così grave da lasciar ipotizzare una situazione di ammutinamento a bordo o peggio ancora di dirottamento, per utilizzare le parole del ministro Salvini
“A bordo ci sono stati momenti di tensione, di confusione – spiega il portavoce dell’armatore – Ovviamente la tensione saliva anche perchè siamo stati due giorni e mezzo in attesa e i migranti non volevano essere riconsegnati ai libici che poi non si sa cosa ne facciano. Ma non non ci sono state rivolte, non ci sono stati pestaggi e non è stato picchiato nessuno”
Insomma, la richiesta di aiuto alla sala operativa di Roma c’è stata ma sarebbe stata una “’soluzione” adottata per cercare di risolvere la fase di stallo e giustificare l’intervento della Guardia costiera per prevenire una situazione di rischio che, con il passare delle ore, sarebbe potuta diventare ingestibile.
Un escamotage, se si vuole, utilizzato da sempre dalle navi mercantili che, negli ultimi anni, si sono ritrovate a dover operare dei soccorsi ma che non per questo sono disposte a perdere giorni di lavoro e soldi rimanendo ostaggio delle dinamiche politiche.
Come sarebbe successo anche in questo caso se il Comando generale della Capitanerie di porto, a questo punto con le mani libere dovendo intervenire a tutela della sicurezza di una nave italiana, non avesse ordinato il trasbordo dei migranti sulla nave Diciotti, prendendo in contropiede il ministro dell’Interno.
(da agenzie)
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