LA FINTA PATRIOTA GIORGIA MELONI HA DECISO DI FAR FUORI L’AD DI LEONARDO: LA “COLPA” DI CINGOLANI NSAREBBE QUELLA DI AVER PROGETTATO IL SOFISTICATISSIMO SCUDO ANTI-MISSILE “MICHELANGELO DOME”. DAGLI STATI UNITI SI ASPETTAVANO CHE L’ITALIA, COME LA GERMANIA, RICORRESSE AL COLLAUDATO SISTEMA ISRAELO-AMERICANO “IRON DOME”, A CUI IL PROGETTO ITALIANO FAREBBE UNA BELLA CONCORRENZA
CONTRO CINGOLANI GIOCHEREBBERO ANCHE FATTORI PIÙ “POLITICI”, A PARTIRE DAL SUO RAPPORTO PRIVILEGIATO COSTRUITO CON CROSETTO
L’uscita di Roberto Cingolani da Leonardo è più vicina; anzi, è cosa fatta, a sentire le fonti
che da ieri mattina danno l’ad del gruppo della difesa congedato da Palazzo Chigi. A Cingolani, secondo le stesse fonti, è stato comunicato sempre ieri che non comparirà nella nuova lista per il cda di Leonardo. Inutile cercare conferme dal diretto interessato, che non commenta mai le vicende istituzionali.
È arduo trovare una motivazione “tecnica” della mancata riconferma di Cingolani, che la stessa Giorgia Meloni aveva voluto ad tre anni fa e che nel suo mandato – complice la corsa al riarmo – ha portato il titolo a quadruplicare il suo valore e ha ideato Michelangelo Dome, un sistema di coordinamento delle difese spaziali nazionali.
Contro Cingolani giocherebbero fattori più “politici”, a partire dal suo filoeuropeismo per arrivare al rapporto privilegiato costruito con il ministro della Difesa Guido Crosetto. Dopo gli scandali e le dimissioni in Fratelli d’Italia, Meloni avrebbe infatti deciso di rendersi meno attaccabile e di scegliere manager che facciano riferimento solo a lei: non a caso da Leonardo potrebbero uscire altre figure apicali vicine a Crosetto.
I possibili successori di Cingolani? Tra i più quotati Lorenzo Mariani, manager del gruppo che tre anni fa proprio Crosetto avrebbe voluto ad del gruppo: sarebbe un compromesso fra Chigi e la Difesa.
Tra gli altri papabili l’ad di Fincantieri Piergiorgio Folgiero, quello di Fs Stefano Donnarumma e Alessandro Ercolani di Rheinmetall Italia.
(da agenzie)
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