LA VOCE LIETA DELLA PROPAGANDA
LA GRAVE RESPONSABILITA’ DI GIORGIA MELONI E’ AVER NASCOSTO AGLI ITALIANI LA VERITA’
Il governo Meloni non ha colpe dirette nei funesti contraccolpi economici della guerra di Trump e Netanyahu; ha qualche responsabilità, magari, nel non avere rimediato nemmeno in piccola misura al costante affanno dell’economia italiana, ben precedente questa guerra e questo governo.
La sua vera colpa, gigantesca, è avere parlato a un Paese invecchiato e smarrito senza alcuna gravità e serietà, nessun rispetto della realtà (i numeri accidenti, sono pur sempre numeri!), con i toni lieti e puerili del racconto edificante e della propaganda autocelebrativa.
Non l’avessero fatto, il giudizio su Meloni e la sua pattuglia di improvvisatori sarebbe ugualmente negativo, ma più rispettoso, per la serie: ce l’hanno messa tutta po’racci, ma non erano in grado di farcela. Così, invece, quando sarà il momento dei bilanci sarà inevitabile rinfacciare a questo governo il suo stonato trionfalismo.
Cedere alla tentazione della propaganda è un grave difetto di tutti o quasi i governanti — le eccezioni esistono. Ma quella di Meloni è stata, fino a qui, gravemente offensiva nei confronti di un popolo che, con tutti i suoi difetti e i suoi problemi, non è stupido. Sappiamo di non essere una società in rovina, ma neppure in buona salute. Perché non parlarci come si parla agli adulti?
Lo sventolio incessante e non sempre congruo del tricolore, l’accusa automatica di antipatriottismo rivolta a qualunque osservazione critica, l’imbarazzante codazzo di militanti travestiti da giornalisti il cui unico obiettivo è inzuccherare i problemi e glorificare «Giorgia»: tutto questo non era obbligatorio. Non serve al Paese e danneggia per primo il governo, il cui unico organo efficiente e in perenne attività, a giudicare dal coro ormai inudibile della propaganda, sono le tonsille.
(da Repubblica)
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