L’AMERICA È UNA POLVERIERA, SCOPPIA IL CAOS NEGLI STATI UNITI: DOPO LA MORTE DELLA 37ENNE RENEE NICOLE GOOD, AMERICANA UCCISA A MINNEAPOLIS DAGLI AGENTI DELL’AGENZIA FEDERALE ANTI-IMMIGRAZIONE, MIGLIAIA DI PERSONE IN DECINE DI CITTA’ USA SCENDONO IN STRADA PER PROTESTARE CONTRO L’AMMINISTRAZIONE TRUMP
A MINNEAPOLIS LE SCUOLE SONO CHIUSE PER PAURA DEI DISORDINI
Le scuole pubbliche di Minneapolis rimarranno chiuse per il resto della settimana
scolastica “per motivi di sicurezza” dopo la sparatoria avvenuta ieri in cui sono stati coinvolti agenti dell’ICE e una donna e’ rimasta uccisa.
“Per eccesso di precauzione, giovedi’ 8 gennaio e venerdi’ 9 gennaio non ci saranno lezioni a scuola a causa di problemi di sicurezza legati agli incidenti di oggi in citta’”, si legge nell’avviso delle autorita’. Saranno cancellati anche altri programmi, attivita’, attivita’ sportive e corsi di educazione alla comunita’ sponsorizzati dalla scuola. “La scuola riprendera’ lunedi’ 12 gennaio”.
Migliaia di persone, a Chicago, New York, Detroit, San Francisco e in altre città del Paese, oltre naturalmente a Minneapolis, stanno manifestando per le strade dopo che un agente dell’Ice ha sparato e ucciso nella sua auto nella città del Minnesota una donna americana di 37 anni, Renee Nicole Good. A Detroit, decine di persone si sono radunate davanti all’edificio dell’Ice in Michigan Avenue, nel centro della città, per protestare contro gli agenti.
La protesta è stata organizzata dal Comité de Acción Comunitaria, il Comitato d’Azione Comunitaria di Detroit. L’organizzatrice principale, Kassandra Rodriguez, ha denunciato “l’abuso di potere”. “Credo che questa sia una cosa che non dovrebbe mai accadere ed è del tutto inaccettabile – ha affermato – E credo che spetti alle nostre amministrazioni locali prendere una posizione dura contro una situazione del genere e non permettere all’Ice di fare quello che vuole nei nostri quartieri”.
A New York, i dimostranti hanno riempito Foley Square per quella che gli organizzatori hanno definito una manifestazione di emergenza in risposta all’incidente di Minneapolis, per poi marciare fino al 26 di Federal Plaza, la sede centrale del Dipartimento della Sicurezza Interna. I manifestanti hanno urlato
il nome di “Renee Nicole Good”.
La folla ha protestato anche fuori dall’edificio dell’Ice nel centro di San Francisco, dove i relatori di varie organizzazioni, tra cui Indivisible Sf, si sono alternati nel condividere il loro messaggio di fronte alla folla. “Minneapolis oggi sta soffrendo e noi la piangiamo”, ha detto un partecipante. Centinaia di manifestanti a Seattle invece si sono radunati fuori dal Federal Building. Una manifestazione si è tenuta anche nel Boston Common, il parco cittadino situato nel centro della capitale del Massachusetts.
Una folla di residenti del Minnesota e di attivisti sta tenendo una veglia attorno a un santuario improvvisato di fiori e candele, su un tratto di neve vicino al luogo in cui, poche ore fa, la 37enne Renee Nicole Good è stata uccisa a colpi d’arma da fuoco da un agente dell’Ice nel corso di un raid anti immigrazione.
Lo riporta la Cnn. “Non tollereremo l’Ice”, hanno intonato alcuni dei presenti. Altri reggevano cartelli con scritte come ‘Ice assassina, fuori dalle nostre strade’. Le azioni degli agenti federali, hanno affermato gli oratori, sono inaccettabili e il risultato diretto di quello che hanno definito uno Stato militarizzato senza responsabilità
Hanno poi chiesto che vengano presentate accuse contro l’agente dell’Ice che ha ucciso la donna all’interno del suo veicolo, sottolineando che si trovava lì per osservare le attività degli agenti federali.
(da agenzie)
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