NEGLI USA DI TRUMP ODIO DI STATO COME CON HITLER
I BIMBI ARRESTATI? SONO SEQUESTRI DI MINORE , NON E’ SICUREZZA E’ TERRORISMO GOLPISTA
Hanno la stessa età, li separa meno di un secolo. Sono solo due bambini, le due
fotografie che li ritraggono fanno la storia. Maggio 1943, Varsavia: un piccolino in calzoncini corti mai identificato con certezza (Levi Zelinwerger o Artur Dab Siemiatek) alza le mani in segno di resa nel ghetto di Varsavia. Gennaio 2026, Minneapolis: Liam Conejo Ramos, 5 anni, berretto blu da coniglio e zainetto di Spiderman, viene perquisito e scortato dagli agenti dell’Ice.
La prima immagine è diventata il simbolo di tutto l’Olocausto, la seconda lampeggia nel presente a testimonianza dei rastrellamenti e delle violenze da parte della milizia privata di Donald Trump, paragonata alla gestapo del nostro tempo. È insensato cercare analogie, legittimo provare lo smarrimento della storica ebrea Anna Foa: “Siamo alla confusione sentimentale e politica totale, come allora. Il bambino nel ghetto di Varsavia è la distruzione dell’infanzia, gli arresti dei bambini nella nostra America del mito e del sogno riconfermano la stessa follia”.
Che nome dà a questa follia?
“Odio di Stato nascosto dietro un velo di legittimità. La retorica della sicurezza assume in maniera sempre più chiara i contorni della punizione collettiva: arresto il figlio per mettere in scacco il padre. Si è persa la distinzione fra bene e male, giustizia e libero arbitrio. Soprattutto fra adulto e bambino, una cosa inconcepibile. Come fu inconcepibile allora la mattanza dei piccoli morti per fame, malattia o nelle camere a gas”.
È successo così in fretta: non li hanno visti arrivare?
“Negli Stati Uniti è in atto un colpo di Stato, ecco il vero nome di questa follia. E la cosa più inquietante è la mancanza di una reazione energica da parte dei cittadini americani. Eppure avrebbero dovuto sentire odore di golpe già il 6 gennaio del 2021, dopo il discorso di Trump ai suoi sostenitori al Campidoglio. Non siamo di fronte a una serie di arresti paradossali ma a veri sequestri di persona di parte di un gruppo di terroristi, non saprei come definirli altrimenti. Le scuole si stanno svuotando per paura che i bambini vengano portati via, certi libri vengono proibiti. È un punto di non ritorno e non è insensato cercare analogie con l’altro buco nero della storia”.
Anna Frank, una bambina, diceva: “Credo ancora che la gente abbia un cuore”.
“Ho visto la grande umanità dei senatori democratici che sono andati a trovare in carcere i minori arrestati. Certo l’America è quel cuore grande, ma non basta. Al comando c’è un uomo che sogna i resort sui cadaveri dei bambini di Gaza. Temo andrà a finire molto male, per loro e per il resto del mondo. La polizia entra nelle case della gente, un paradosso nel Paese che ha fatto della libertà individuale la sua ossessione”.
Anche un libro negato è una violenza fatta ai più piccoli.
“Era una gioia appiccare il fuoco. Era una gioia speciale veder le cose divorate, vederle annerite, diverse”. È l’incipit di Fahrenheit 451 di Ray Bradbury. La furia di Trump e dei suoi nel cancellare i materiali didattici che affrontano temi legati all’ideologia dell’equità pare quella. Basta titoli su empowerment delle donne, persone di colore, migranti, transgender, parità, sessualità. Censurato Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini e Freckleface Strawberry, il libro dell’attrice Julianne Moore su una bambina che si sente diversa perché ha le lentiggini ma impara ad accettarsi. Come nella peggiore delle distopie”.
(da (quotidiano.net)
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