NIENTE INCONTRO A SCUOLA SUL NAUFRAGIO DI CUTRO, PERCHE’ “MANCA IL CONTRADDITTORIO”: L’ASSURDA MOTIVAZIONE DELLA DIRIGENZA
CHI DOVREBBE ESSERE IL “CONTRADDITTORE”?
La denuncia del sindacato Flc Cgil sulla decisione del preside del Barlacchi: «Era un
momento di riflessione civile, non politica. La scuola ci ripensi»
Una scuola di Crotone ha vietato un’iniziativa per ricordare la strage di Cutro, il naufragio del 26 febbraio 2023 in cui morirono oltre 90 persone migranti, tra cui decine di bambini. La motivazione fornita dalla dirigenza è la «mancanza di
contraddittorio». La decisione riguarda l’Istituto polo tecnico professionale Barlacchi, dove era in programma un incontro dal titolo «Steccato di Cutro, una ferita aperta – il valore dell’umanità», fissato per il 25 febbraio alle 11 del mattino. L’iniziativa, ora annullata, avrebbe coinvolto studenti, docenti ed educatori, con la partecipazione di alcuni rappresentanti sindacali della Flc Cgil. Tra i momenti previsti c’erano anche la testimonianza di Rosa Maria Riente, educatrice dell’associazione Agorà Kroton, la presentazione degli elaborati realizzati dalle classi quarte e quinte e l’assegnazione di una borsa di studio agli studenti per i lavori dedicati al naufragio. Nessun esponente politico, invece, era stato invitato.
Il sindacato: «L’istituto ci ripensi»
A denunciare pubblicamente l’annullamento è proprio il sindacato della scuola Flc Cgil, che contesta apertamente la motivazione fornita dalla dirigenza. «La motivazione del mancato contraddittorio solleva interrogativi che non possono essere elusi. Di fronte a una tragedia umana di tale portata, chi dovrebbe o potrebbe rappresentare il contraddittorio? Chi potrebbe legittimamente porsi in opposizione al ricordo di 94 persone morte in mare, tra cui decine di bambini?», afferma la Flc Cgil. Nel ricostruire il senso dell’iniziativa, il sindacato spiega che l’obiettivo era quello di offrire uno spazio di riflessione civile, non un dibattito politico. «Nasceva con l’intento di offrire alla comunità scolastica un momento di riflessione civile e umana su una delle più dolorose tragedie che hanno colpito il nostro territorio e l’intero Paese: 94 vittime accertate, tra cui 34 minori. Numeri che non sono statistiche, ma vite spezzate, famiglie distrutte, diritti negati», si legge in una nota. «La memoria delle vittime del naufragio di Cutro non può essere oggetto di bilanciamenti formali che ne svuotino il significato». Il confronto auspicato, ribadisce la Cgil, era «sui valori della solidarietà, dell’accoglienza, del rispetto della vita umana», con l’auspicio che l’istituto possa tornare sui propri passi.
La decisione del preside fa discutere
Sul caso, per il momento, il dirigente scolastico Girolamo Arcuri ha scelto di non rilasciare dichiarazioni. Dura anche la reazione di Cosimo Scarinzi, coordinatore nazionale della Cub Scuola Università Ricerca. «Ha creato un notevole stupore, per non dire sconcerto la decisione del preside. Non si capisce infatti che
contraddittorio ci dovrebbe essere di fronte alla morte accertata di 94 persone, a decine di dispersi anch’essi morti con ogni evidenza, al fatto che non è stato garantito un soccorso adeguato alla gravità della situazione», afferma.
(da agenzie)
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