TI AMO, QUINDI TI CONTROLLO: PER META’ DEI RAGAZZI TRA I 18 E 34 ANNI È ACCETTABILE CONTROLLARE IL CELLULARE E I SOCIAL DELLA FIDANZATA E VIETARLE DI USCIRE CON CHI VUOLE
QUASI IL 25% DEI GIOVANI COMPLESSATI È D’ACCORDO SUL FATTO CHE, SPESSO, LE ACCUSE DI VIOLENZA SIANO FALSE, IL 10,3% DEI RAGAZZI È CONVINTO CHE LE DONNE SERIE NON VENGONO VIOLENTATE . PIU’ DELLA META’ DEI GIOVANI REPUTA GIUSTO PROIBIRE ALLA PROPRIA FIDANZATA DI INDOSSARE ABITI SEXY
Molti ragazzi non stanno bene. Vivono un disagio sotterraneo che non riescono
ancora a gestire. Il segno di questa insicurezza è tracciato nelle loro storie sentimentali dove spesso scambiano la gelosia per prova d’amore.
Una ricerca dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo, realizzata su 2.001 residenti in Italia tra i 18 e i 34 anni, accende nuovi campanelli d’allarme. Solo il 47 per cento dei maschi considera «mai accettabile» controllare abitualmente il cellulare e i social della partner e vietarle di uscire con chi vuole. Come proibire
alla fidanzata o al fidanzato di vestirsi in un certo modo non è ammissibile soltanto per il 43,5% dei ragazzi contro il 73,7% delle ragazze.
L’indagine emerge nell’ebook, In nome di Giulia. Il coraggio di cambiare della Generazione Z — edito da Vita e Pensiero e scaricabile gratis da domani — a cura di Cristina Pasqualini, professoressa di Sociologia all’Università Cattolica di Milano. Più di 350 pagine riuniscono ricerche, interviste, pareri di esperti, oltre al lavoro degli studenti e delle studentesse di Sociologia della Cattolica.
Il risultato è una fotografia complessa di una generazione che si sente diversa da quelle passate, ma che conserva alcuni pregiudizi, molti legati alla violenza di genere. Ancora: solo il 37,7% del campione la considera un fenomeno molto diffuso (il 22,3% dei maschi contro il 50,1% delle femmine). Quasi il 25% dei giovani è molto e abbastanza d’accordo sul fatto che spesso le accuse di violenza siano false. Il 10,3% dei ragazzi e il 4,6% delle ragazze è convinto che le donne serie non vengono violentate.
Molti giovani si stanno interrogando su quello che possono fare per la parità di genere e l’emancipazione femminile. Il modello di maschio che non deve chiedere, né avere paura di niente ha portato gli uomini a una fragilità evidente. Ora in tanti si mettono in discussione». Pasqualini individua un punto di rottura nelle ragazze e nei ragazzi nati tra il 1996 e il 2010, la Generazione Zeta.
(da “Corriere della Sera”)
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