TUTTI I FLOP DEL GOVERNO, DAI “RAVE” ALLE BISTECCHE
A PARTE CHE ADESSO GIORGIA MELONI VESTE SCERVINO, CHE PER UNA CHE FACEVA LE FLESSIONI ALLA SEZIONE COLLE OPPIO E’ IL MASSIMO, COS’E’ CAMBIATO DA QUANDO SI E’ INSEDIATO IL GOVERNO? UNA MAZZA
A parte che adesso Giorgia Meloni veste Scervino, che per una che faceva le flessioni alla
sezione di Colle Oppio è un considerevole upgrade, cos’è cambiato da quando si è insediato il suo governo nell’ottobre 2022? Se si fa questa domanda ai fan di Meloni, che sono ancora tanti anche se non sono mai stati la maggioranza come lei millanta(va) (è stata votata dal 26% del 63% degli elettori, quindi ha sempre avuto semmai il 14% dei consensi degli italiani), fanno fatica pure loro a trovare qualcosina di cui attribuirle il merito.
La cosiddetta Autonomia differenziata (in realtà secessione delle Regioni ricche) le è stata smontata dalla Corte Costituzionale; la riforma della Giustizia è stata seppellita dalla proterva vanità dell’asserito ministro Nordio e dagli affari del suo viceministro Delmastro con la figlia teenager di un prestanome della mafia romana, oltre che da 15 milioni di italiani; l’abolizione dell’abuso d’ufficio è stata censurata dal Parlamento europeo, che obbliga l’Italia a ripristinarlo immantinente.
L’unica misura rimasta in vigore è il primo decreto legge (dotato di carattere d’urgenza), del novembre 2022: firmato dal Cupido dell’Interno Piantedosi, si proponeva di sgominare il crimine che si annida nei rave, laddove sarebbero bastate le leggi vigenti (il Testo unico di pubblica sicurezza e il Codice penale). Infatti
l’altro giorno, ancora stordito dai postumi dell’incidente referendario e dai fumi della bisteccheria Delmastro-Caroccia, l’apparato di comunicazione del governo ha diramato il successo dell’operazione con cui è stato fermato un rave abusivo in provincia di Torino, con sequestro di impianti di amplificazione talmente ingenti che potevano benissimo esser destinati a una serenata prematrimoniale o a un karaoke di Pasquetta.
L’immigrazione? Nei primi due anni di governo gli sbarchi sono triplicati; poi hanno cominciato a calare, ma solo perché, secondo il database dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), sono aumentate le morti in mare.
Nel 2025 nel Mediterraneo centrale i morti sono stati 1.873; nei primi 40 giorni del 2026, ciò che ha fatto esultare Meloni in un video celebrativo, sono stati 484. Secondo Ispi, il rapporto tra chi si imbarca da Tunisia o Libia e chi muore è del 16%. Eppure Piantedosi glielo aveva detto, dopo il naufragio di Cutro, nel marzo 2023 (94 morti): “Non dovete partire! Io sono stato educato alla responsabilità, di non chiedermi io cosa mi posso aspettare dal luogo e dal Paese in cui vivo!”, tutto ciò mentre si decomponevano i corpi di 35 bambini affogati.
Meloni, ricevendo i superstiti e i parenti dei defunti, aveva chiesto loro: “Non conoscevate i rischi della traversata?”; loro niente: hanno continuato a mettersi in mare. Poiché colpevolizzare i genitori di bambini affogati non ha funzionato e Giorgia non è riuscita ad acciuffare “gli scafisti per tutto il globo terracqueo” come promesso, il governo ha puntato tutto sugli accordi con l’Albania per “esternalizzare” gli sbarchi. È finita la pacchia: l’Italia, che aveva promesso circa 3 mila trasferimenti al mese, 39 mila all’anno, detiene attualmente nel centro di Gjadër la bellezza di 25 “ospiti” di nazionalità diverse, soprattutto Egitto e Nord-Africa. Il costo dell’operazione è di circa 670 milioni in 5 anni (2024-2028), 134 milioni l’anno. Oltre 250 milioni li buttiamo nei costi per i viaggi, per portare i migranti in Albania e rimpatriarli nei loro Paesi, oppure per riportarli indietro in Italia, a botte di 80 mila euro a rientro, perché vulnerabili o minorenni. Di molti di loro, i giudici hanno dichiarato illegittimi i trattenimenti
E le tasse, che Giorgia chiamò “pizzo di Stato”? Aumentate per tutti, tranne che per i milionari (che pagano solo 200 mila euro l’anno). Reddito di cittadinanza abolito,
con grande gioia di “riformisti” e renzian-calendiani. Risultato: 5,7 milioni di individui in povertà assoluta, il 9,8% dei residenti.
La Sanità pubblica? Giorgia si è sgolata da Vespa per decantare i molti soldi messi sulla Sanità in termini assoluti, quando ormai anche i bambini sanno che i fondi si calcolano in rapporto al Pil e all’inflazione.
Intanto aumentano petrolio e gas a causa delle guerre altrui che il governo sta stupidamente continuando a foraggiare, si bloccano i salari e diminuisce il potere d’acquisto. L’ultima genialata: per tagliare le accise sui carburanti per 20 giorni, incidentalmente a cavallo del referendum miseramente fallito, sono serviti 550 milioni, di cui 80 sono stati presi dalla Sanità; ma tranquilli: dal 7 aprile i prezzi della benzina torneranno a salire, mentre alla Sanità mancheranno 80 milioni.
C’è da dire che Meloni ha un fiuto infallibile per le alleanze: ha puntato tutto su Trump e Netanyahu, un pericoloso alienato e un genocida messianico, entrambi dotati di atomica, che stanno portando l’umanità sull’orlo della distruzione.
(da ilfattoquotidiano.it)
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