“UN SECONDINO DICEVA AL COLLEGA DI PASSARGLI IL BISTURI: ‘QUALE PALLA TAGLIAMO, SINISTRA O DESTRA?'”: I RACCONTI DELLE VIOLENZE SUBITE DAI GIOVANI DETENUTI DEL CARCERE MINORILE DI CASAL DEL MARMO, A ROMA: “UNO CI MINACCIAVA DICENDO ‘VI FACCIO COME CARNE MACINATA'”
AL CENTRO DELL’INCHIESTA CI SONO 10 AGENTI DELLA POLIZIA PENITENZIARIA (DUE SONO INDAGATI PER TORTURA, CINQUE PER LESIONI E TRE PER FALSO IDEOLOGICO) – A ROMPERE IL SILENZIO SONO STATI EDUCATORI, OPERATORI E IL CAPPELLANO, CHE HA DETTO: “QUI O SI INTERVIENE O SCAPPA IL MORTO”
“Vi porto sopra e vi faccio come carne macinata”. Non era una frase buttata lì ma una promessa. La stessa che torna nelle carte dell’inchiesta della Procura di Roma su ciò che sarebbe accaduto tra febbraio e novembre del 2025 dentro l’istituto penale minorile di Casal del Marmo. In breve: torture, lesioni, falsi. Reati commessi a vario titolo da 10 agenti, due dei quali sono indagati per tortura, cinque per lesioni e tre per falso ideologico in atto pubblico. Per cinque di loro i pm hanno chiesto la sospensione dal servizio.
Nelle zone dell’istituto non coperte dalle telecamere avrebbero commesso una serie di violenze: pestaggi, schiaffi, pugni, aggressioni con sedie, bastoni, perfino estintori. Vittime almeno tredici detenuti stranieri, tra i 15 e i 19 anni. Le accuse si fondano sui loro racconti e su quelli di operatori del penitenziario: cappellani, suore, educatori. Narrazioni che restituiscono agli investigatori un lessico fatto di soprannomi. Gli agenti diventano “Pugile”, “Animale”, “lo sceriffo”, “Shrek”. Le cui azioni vengono descritte come brutali.
«Animale mi ha lanciato addosso dei libri e mi ha fatto sdraiare sul lettino, togliere i pantaloni e gli slip. Poi mi ha minacciato di tagliarmi le palle, ha preso una forbice e l’ha avvicinata al mio testicolo destro facendomi uscire del sangue. Io piangevo, pregavo di smettere. E poi mi hanno riportato in cella e hanno continuato a picchiarmi con calci e pugni», è una tra delle testimonianze. A lungo taciute per timore di ritorsioni
A rompere il silenzio sono stati educatori, operatori e guide spirituali. Il cappellano arriva a dire: «Qui o si interviene o scappa il morto». «Tutto questo va fermato
prima che accada qualcosa di peggiore», dice invece una suora, raccontando di aggressioni sventate anche contro il prelato. E poi ci sono gli educatori, cacciati via, con violenze verbali e spintoni, nei momenti di maggiore tensione. Che a Casal del Marmo sono frequenti, come racconta la cronaca. È un carcere difficile: 214 sanzioni disciplinari nel 2024, 16 detenuti trasferiti nel circuito per adulti per ragioni di sicurezza, 188 episodi di autolesionismo e 17 tentati suicidi. Ma anche 4 evasioni.
Una situazione insostenibile, denunciata costantemente dai sindacati della polizia penitenziaria. Dall’altro lato della medaglia c’è invece l’inchiesta della pm Rosalia Affinito e del procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, nata dai racconti arrivati alle orecchie del capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile del ministero, Antonio Sangermano, e quindi sul tavolo dei magistrati coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi
Al momento le accuse più dettagliate riguardano le violenze. Una vittima dice: «Entravano in cella e mi prendevano a schiaffi senza nessun motivo». Un altro parla di aggressioni con «qualsiasi cosa, bastone, sedia». Il racconto più duro è quello di un quindicenne. Dice che dopo una lite con il compagno di cella sarebbe intervenuto un agente. il “Pugile”. Un pugno in pieno volto.
«Poi mi hanno portato in infermeria perché avevo l’occhio nero». E lì «mi hanno minacciato di tagliarmi i testicoli», dice. «Diceva al collega: passami il bisturi, quale tagliamo, il sinistro o il destro?», conferma un altro ragazzo.
(da La Repubblica)
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