Maggio 2nd, 2010 Riccardo Fucile
ISTITUITA NEL 2007, LA FONDAZIONE “WELFARE AMBROSIANO”, CREATA DA ENTI LOCALI E CCIA, AVREBBE DOVUTO DISTRIBUIRE 8 MILIONI A 20.000 PICCOLI IMPRENDITORI E ARTIGIANI IN DIFFICOLTA’, ATTRAVERSO IL MICROCREDITO…DUE ANNI PER FARE UNO STATUTO, UN ALTRO ANNO DI LITIGI… ARTIGIANI, PARTITE IVA E PRECARI ABBANDONATI A SE STESSI
Secondo i dati di Unioncamere, nel 2010 la crisi non rallenta, soprattutto per i piccoli
imprenditori e per chi lavora in proprio: sono quasi 300.000 i professionisti a rischio chiusura e con loro artigiani, partite Iva, lavoratori autonomi.
Tutti in grande difficoltà senza che nessuno li aiuti.
E’ significativo che le forze politiche (Lega, Pd, Pdl in primis) che avevano fatto tante promesse ora latitino.
Un esempio è a Milano la Fondazione, voluta da Comune, Provincia e Ccia, denominata inizialmente “Milano sociale” per poi divenire “Welfare Ambrosiano”, costituita tre anni fa per sostenere i lavoratori milanesi in condizioni di difficoltà .
Avrebbe dovuto aiutare 16.000 persone l’anno, attraverso iniziative di microcredito a tasso agevolato, a sostegno delle realtà territoriali.
Spesso sono proprio Lega e Pdl che parlano delle inefficienze nel Sud del Paese, come se il Nord fosse invece sinonimo automatico di efficienza, rapidità e organizzazione.
Quando si tratta di passare ai fatti però l’iter burocratico e i litigi politici fanno assomigliare certe realtà settentrionali degne del più arretrato e tanto vituperato meridione.
Creata nel 2007, la Fondazione, rivolta a coloro che si trovano sull’orlo della povertà come piccoli artigiani, partite Iva e precari, ha impegnato ben due anni per mettere per iscritto lun semplice Statuto, mentre un altro anno se n’è andato per assegnare i posti del consiglio d’indirizzo e di quello di gestione. Dopo tre anni qualcuno giustamente si chiede : “ma la sede dov’è?” . Continua »
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Maggio 1st, 2010 Riccardo Fucile
IL GOVERNO PARLA TANTO DI GIUSTIZIA, MA IL DECRETO CONTRO LA CORRUZIONE, SU CUI C’ERA ANCHE L’ACCORDO CON L’OPPOSIZIONE, APPROVATO A MARZO GIACE DA TEMPO IN QUALCHE CASSETTO…I FINIANI DI “GENERAZIONE ITALIA” CHIEDONO CHE VENGA PORTATO IN AULA E APPROVATO
Un decreto legge che riceve l’approvazione bipartisan di maggioranza e opposizione è un fatto solitamente raro nel panorama politico italiano.
Il decreto anticorruzione che avrebbe quindi dovuto seguire un iter parlamentare agevolato, visto che palesi dissensi non ve ne sono, pare si sia invece intoppato in qualche meandro della vita politica del Palazzo, visto che non se ne sa più nulla.
E se a pensar male e a sollecitarne la discussione in Aula sono i finiani di “Generazione Italia”, è probabile che siano a conoscenza di qualche manovra poco chiara per mantenerlo su un binario morto.
In cosa consisteva in concreto questa proposta su cui c’era un consenso unanime?
Il disegno di legge aumentava l’elenco dei reati che facevano scattare automaticamente l’istituto dell’ineleggibilità , sia negli Enti locali che in Parlamento.
Venivano inasprite le sanzioni per i reati contro la pubblica amministrazione. E poi c’era il “fallimento politico”, ovvero l’ incandidabilità specifica dei Presidenti di Regione che avevano lasciato l’Ente sommerso dai debiti.
Con una norma del genere, tanti Governatori non si sarebbero potuti ricandidare, sia nel 2010 che nel 2005.
C’era poi il Piano nazionale anticorruzione, con tanto di Osservatorio sulla corruzione e gli altri reati contro la Pubblica Amministrazione. Continua »
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Maggio 1st, 2010 Riccardo Fucile
ANCHE CIAMPI SI E’ DIMESSO DA UN COMITATO CHE NON DECIDE NULLA, PER ORA HANNO FATTO SOLO IL LOGO… DEI 150 MILIONI PROMESSI NON E’ ARRIVATO ANCORA UN EURO: LA LEGA LI AVRA’ DIROTTATI ALTROVE….NON CI RESTA IN AUTUNNO CHE LA TRASMISSIONE SU RAI1 DI PIPPO BAUDO
Il “Comitato dei garanti” per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia è in
pieno caos, dopo la rinuncia del presidente Carlo Azeglio Ciampi, motivata da “ragioni anagrafiche” cui non crede nessuno.
Altri cinque dei trenta componenti del Comitato hanno preannunciato le proprie dimissioni per “motivi di profondo disagio”, creato dalla mancanza di fondi con conseguente svuotamento delle iniziative e il tentativo in atto di sminuirne il significato attraverso una lettura in linea con l’ideologia leghista”. In un’intervista rilasciata al “Secolo XIX”, il regista Ugo Gregoretti rivela: “Quei pochi quattrini stanziati a suo tempo da Prodi si sono ora ridotti a zero, chissà Tremonti li avrà spesi per togliere l’Ici. Il risultato è l’assoluta impotenza a progettare iniziative, ormai il Comitato è un’entità priva di potere economico, possiamo solo definire dei piani virtuali e teorici. Questo governo è rimasto latitante per un anno, poi due mesi fa si è fatto vivo Bondi, con suggerimenti governativi fiacchi e senza un quattrino. L’unica cosa da salvare è il logo”. Ripercorriamo la nascita del Comitato per le celebrazioni dell’Unità del nostro Paese.
Fermo restando che ognuno può avere le proprie motivazioni storiche per giudicarlo un evento positivo o meno, o avanzare critiche storiografiche, rimane il fatto che in qualsiasi altro Paese occidentale e non, una ricorrenza del genere sarebbe oggetto di celebrazioni e attenzioni degni dell’evento. Voluto da Prodi con uno stanziamento minimo di 150 milioni, il Comitato avrebbe dovuto gestire, insieme all’allora ministro Rutelli, una serie di interventi.
Nel calderone erano stati messi anche finanziamenti a capocchia, tipo la pista ciclabile a Imperia e l’aeroporto di Perugia che non c’entravano una mazza. Ma quando è subentrato l’attuale governo, la prima cosa che ha fatto è aumentare il numero dei componenti del Comitato, un atto non proprio qualificante. Continua »
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