Destra di Popolo.net

TERZO POLO DIVISO: FINI VORREBBE IL PARTITO DELLA NAZIONE SUBITO, MA CASINI RINVIA AL DOPO ELEZIONI

Gennaio 26th, 2012 Riccardo Fucile

TENSIONE PRE AMMINISTRATIVE… FLI SI PRESENTERA’ CON IL SIMBOLO SOLO SE E’ PREVISTO IL RAGGIUNGIMENTO DEL 5%, ALTRIMENTI SALTA IL COORDINATORE LOCALE… LA   CONSEGNA E’ MIMETIZZARSI IN LISTE CIVICHE

C’è stato un momento in cui la situazione è sembrata sul punto di esplodere.
E’ accaduto venerdì scorso, quando Gianfranco Fini ha ‘inviato’ Italo Bocchino da Pier Ferdinando Casini e Lorenzo Cesa.
Non solo a causa della grana della giunta Lombardo in Sicilia, ma soprattutto per discutere delle prospettive del terzo Polo.
Del futuro, insomma, a partire dalle amministrative e in vista delle prossime Politiche.
Il messaggio recapitato dal vicepresidente di Fli, riferiscono fonti centriste, suona più o meno così: fateci capire se credete ancora nella prospettiva del Terzo Polo, se avete intenzione di dar vita fin da subito a un percorso unitario, oppure ciascuna forza prenderà  atto della situazione.
La riunione, riferiscono le stesse fonti, si è conclusa con una tregua.
Che basta forse a placare per ora il malcontento nel partito di Fini. Ma il nodo delle intese alle amministrative resta sul tavolo, così come la prospettiva del Terzo polo e l’ipotesi di dar vita a un soggetto unitario.
E’ proprio su questo punto che Fini e Casini, da settimane, divergono.
Perchè il Presidente della Camera è convinto che la prospettiva sia quella di dar vita fin da subito a un unico soggetto, da ‘testare’ fin dalle amministrative.
Un ‘partito della Nazione’ che, fra l’altro, eviti a Fli, Udc, Api di correre separatamente a maggio 2012, nel voto amministrativo, e quindi di contarsi.
Casini però, riferiscono, non la pensa allo stesso modo.
Preferirebbe attendere le amministrative, ‘pesare’ le diverse forze in campo, dar vita solo dopo a un unico soggetto politico.
Da qui le tensioni, culminate con il caso Sicilia, da qui la riunione tra Casini, Cesa e Bocchino, per cercare di ritrovare un percorso comune.
Futuro e libertà , se la trattativa con l’Udc non dovesse decollare, avrebbe davanti due strade, entrambe valutate negli ultimi giorni.
Il primo scenario prevede una scelta ‘minimalista’, quella di correre alle amministrative facendo leva su molte liste civiche, evitando la presentazione del simbolo in ogni centro chiamato alle urne.
In quest’ottica – è il retroscena svelato maliziosamente da un centrista – il vertice del partito ha già  invitato i responsabili regionali a far richiesta formale nel caso in cui si intenda presentare il simbolo.
Con una clausola pesante: Chi non ottiene il 5% dei voti rimette il mandato di coordinatore.
L’altra strada è in via di valutazione.
Prevede che sia Fini a ‘forzare la mano’, a rompere gli indugi entro marzo.
Lanciando la sfida all’Udc, pubblicamente, magari nel corso di un evento organizzato proprio con questo scopo: è il momento di costituire un soggetto unitario, potrebbe dire Fini, il momento è adesso.
Difficile per Casini sottrarsi di fronte alla ‘chiamata’ dell’alleato. Molto, naturalmente, dipenderà  anche dalle prossime settimane del governo Monti e dalla tenuta complessiva dell’esecutivo.

(da “TMNews”)

argomento: Casini, Fini, Futuro e Libertà, Politica, Udc | 1 Commento »

LA LEGA VUOLE FAR CADERE MONTI, MA DAL SITO DI RADIO PADANIA IL 75% L’ELETTORATO LEGHISTA FA IL TIFO PER LUI

Gennaio 26th, 2012 Riccardo Fucile

L’EMITTENTE PROPONE UN SONDAGGIO SUL GOVERNO: A SORPRESA TRE ELETTORI SU QUATTRO SI SCHIERANO CON “L’ESECUTIVO DEI BANCHIERI E DEI POTERI FORTI”… PER BORGHEZIO E’ LA DIMOSTRAZIONE DELL’IMBECILLITA’ PADANA

L’emittente di via Bellerio, infatti, ha proposto un sondaggio online in cui chiede: “Cosa ne pensi dei primi mesi di attività  del governo Monti?”.
L’esito è sorprendente: oltre il 75% si è schierato dalla parte del governo
Oggi la Lega Nord è l’unico partito all’opposizione.
Perchè il governo Monti, secondo gli esponenti del Carroccio, è “l’esecutivo dei banchieri e dei poteri forti”.
Eppure sul sito di Radio Padania emerge che la base del movimento non sia altrettanto compatta contro i ministri tecnici.
L’emittente di via Bellerio, infatti, ha proposto un sondaggio online in cui chiede: “Cosa ne pensi dei primi mesi di attività  del governo Monti?”.
L’esito è sorprendente: oltre il 75% si è schierato dalla parte del governo.
Il 57% degli utenti (1768 voti) si è detto “molto soddisfatto”, seguito dal 18,5% (566) che si dichiara “soddisfatto”.
Al contrario solo il 18,8% (576) si definisce “arrabbiato”, il 2,2% (68) “deluso” e il 2,8 (87) “molto deluso”.
Risultati che tracciano un’opinione nettamente a favore di Monti e della sua squadra, mentre poco meno del 25% sposa la linea dei colonnelli di rimanere all’opposizione.
Numeri che alimentano il sospetto di un Carroccio che a Roma segue una linea diversa rispetto a quella indicata dalla base.
Tuttavia i dirigenti del partito non sono d’accordo, anche se faticano a trovare spiegazioni dinanzi all’esito del sondaggio.
“Probabilmente hanno votato tutti i parenti di Mario Monti — scherza il deputato Gianluca Buonanno — . Non credo siano i nostri ascoltatori che hanno votato, questo risultato non è veritiero”.
Eppure è pubblicato sul sito di Radio Padania. “Certo, ma posso assicurare che i militanti che incontro io tutti i giorni non sono dalla parte di questo governo, che non è certo visto bene dalla base”.
Della stessa opinione Matteo Salvini, eurodeputato e capogruppo della Lega a Milano che taglia corto: “Questo risultato non corrisponde affatto a quanto emerge dalle telefonate che arrivano in radio” e ritiene che i tremila voti online non esprimano gli umori profondi dei simpatizzanti.
A differenza dei colleghi, però, Mario Borghezio trova conferme nei voti espressi dagli utenti.
Che non lo sorprendono affatto. “Quel che penso è molto semplice — spiega al Fatto quotidiano l’eurodeputato — e da convinto indipendentista non sono affatto stupito”.
In che senso? “Una parte dei padani continua a pagare le tasse a Roma e il Canone Rai. Quindi già  sapevo che una parte di loro è politicamente imbecille”.
Quindi chi vota Lega non dovrebbe nemmeno pagare le tasse?
“Questo mi sembra il minimo — conclude Borghezio — . I numeri che emergono a favore del governo Monti sono una manifestazione tangibile dell’imbecillità  padana. E sono convinto che il Sud non avrebbe risposto allo stesso modo”.
E cosa avrebbe detto?
“La stessa domanda di Radio Padania fatta a Palermo avrebbe dato risultati opposti. Perchè loro manderebbero via Monti coi forconi. In Padania dovremmo solo prendere esempio da quello che sta facendo la Sicilia oggi”.

(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: LegaNord, Politica | Commenta »

MANAGER E BANCHIERI, GLI STIPENDI D’ORO: DAI 40 MILIONI DI EURO DI PROFUMO A 1,5 DI MALACALZA

Gennaio 26th, 2012 Riccardo Fucile

CON LA PUBBLICAZIONE DEI BILANCI 2011 SI ALZERA’ IL SIPARIO SU EMOLUMENTI E PREMI DELL’ANNO

La polemica sulla bolla degli stipendi d’oro dei manager è uno di quegli argomenti ciclici che anche in Italia tende ad accendere gli animi per poi scomparire dalle agende fino al nuovo giro di boa.
La prossima, peraltro, si avvicina: le società  quotate hanno l’obbligo di comunicare le politiche di remunerazione dei vertici nei bilanci e così tra marzo e inizio aprile, con la pubblicazione dei bilanci 2011, si alzerà  il sipario su emolumenti e premi dell’anno appena chiuso.
Rispetto alla classifica 2010, quella degli ultimi dati disponibili, le novità  non mancheranno.
Un anno fa Alessandro Profumo con 40,59 milioni doppiava ampiamente tutti i colleghi alla guida di grandi aziende in virtù della liquidazione monstre da 38 milioni ricevuta in uscita da Unicredit il 20 settembre 2010.
In seconda posizione, per dire così, figurava Luca Cordero di Montezemolo con 8,713 milioni, ma anche qui nel 2010 si è chiuso il pluriennale legame con la Fiat che ha presieduto fino al 21 aprile.
A seguire figuravano Marco Tronchetti Provera con 5,95 milioni, Cesare Geronzi con 5,088, Paolo Scaroni con 4,42 e Pier Francesco Guarguaglini con 4,314 milioni.
Insomma, alcune pedine si sposteranno visto il valzer di poltrone realizzatosi nel frattempo, anche se a non cambiare sarà  la sostanza.
E in tempi di austerity per tutti e di messa in discussione dello stesso sistema capitalistico-finanziario occidentale questo dovrebbe spingere ad affrontare in un’ottica più strutturale il dibattito sui tetti agli stipendi d’oro.
Quando basta? E quando è «immorale», termine dèmodè ma efficace, una busta paga faraonica con un multiplo astrale tra il capoazienda e il suo dipendente tipo?
Proprio nel 2011 dentro il frullatore del dibattito era finito Sergio Marchionne, amministratore delegato del gruppo Fiat, non perchè fosse il caso «peggiore» ma perchè il gruppo era in piena ristrutturazione.
Nel 2010 il manager ha guadagnato 3,473 milioni ma mettendo in fila le sue buste paga dall’arrivo alla guida del Lingotto fino all’ultimo dato disponibile era stato calcolato che il suo stipendio medio giornaliero lordo (15.500 euro) poteva essere confrontato con quello annuale di un metalmeccanico di fascia media.
Il che corrisponde a un multiplo tra il capoazienda e l’operaio, considerando anche bonus e premi (ma non stock option), pari a circa 365.
Eccessivo anche per chi è famoso per il superlavoro.
Peraltro Marchionne scivolò su un’infelice battuta il cui senso era: un operaio non farebbe a cambio, visto la vita che faccio.
Qualche cambiamento è in arrivo: da quest’anno con le nuove regole Consob le società  dovranno pubblicare più ampi dettagli sui guadagni dei top manager.
Un esempio è l’oggettività  degli obiettivi con il clawback (con la restituzione dei super-gettoni se un anno dopo gli obiettivi che sembravano raggiunti in realtà  non lo sono).
Almeno, un pizzico di trasparenza in più.
Certo la bolla delle buste paga dei vertici non è una specificità  italiana.
Non a caso se ne discute in Inghilterra come a livello europeo.
Anzi, il fenomeno è occidentale: l’industria delle banche d’affari Usa ha scritto pagine vergognose nel «pre» ma anche nel «post» crac-Lehman.
Basterebbe leggere il best seller «Too Big To Fail», del giornalista del New York Times , Andrew Ross Sorkin.
Per ora a prevalere resta il diffuso malinteso tra liberismo e assenza totale di regole.

Massimo Sideri
(da “Il Corriere della Sera“)

argomento: denuncia, economia | Commenta »

IL REDDITO DELLE FAMIGLIE ITALIANE E’ SOTTO IL LIVELLO DEGLI ANNI ’90

Gennaio 26th, 2012 Riccardo Fucile

INDEBITATO IL 27,7% DEI NUCLEI FAMILIARI, IN MEDIA PER OLTRE 43.000 EURO… UN TERZO RITIENE INSUFFICIENTI LE ENTRATE

Il 27,7 per cento delle famiglie italiane è indebitato, per un ammontare medio di 43.792 euro.
È quanto emerge da un’indagine della Banca d’Italia secondo cui il rapporto tra debito e reddito disponibile, un indicatore di sostenibilità  dell’indebitamento che indica quante annualità  di reddito sarebbero necessarie a estinguere lo stock di debito detenuto, risulta pari al 45,6 per cento per la famiglia indebitata mediana, corrispondenti a circa 5 mesi.
La ricchezza familiare netta, data dalla somma delle attività  reali (immobili, aziende e oggetti di valore) e delle attività  finanziarie (depositi, titoli di Stato, azioni, ecc.) al netto delle passività  finanziarie (mutui e altri debiti), nel 2010 presenta un valore mediano di 163.875 euro.
La Banca d’Italia sottolinea inoltre che il 10 per cento delle famiglie più ricche possiede il 45,9 per cento della ricchezza netta familiare totale contro il 44,3 per cento registrato nel 2008.
La concentrazione della ricchezza, misurata in base all’indice di Gini, è risultata pari a 0,62, in lieve aumento rispetto alla precedente rilevazione del 2008 (0,61).
Si restringe il reddito medio delle famiglie italiane che nel 2010, al netto delle imposte sul reddito e dei contributi sociali è risultato pari a 32.714 euro, 2.726 euro al mese. Secondo la ricerca di via Nazionale in termini reali il reddito medio nel 2010 è inferiore del 2,4% rispetto a quello riscontrato nel 1991.
Tra il 2008 e il 2010 il reddito familiare è rimasto sostanzialmente invariato, con un aumento dello 0,3% in termini reali, dopo essersi contratto di circa il 3,4% nel biennio precedente.
In termini di reddito equivalente, cioè quello di cui ciascun individuo dovrebbe disporre se vivesse da solo per raggiungere lo stesso tenore di vita che ha nella famiglia in cui vive, la variazione delle entrate tra 2008 e 2010 risulta leggermente più sfavorevole (-0,6%) a causa di un lieve aumento nella dimensione media della famiglia osservata nel periodo.
Nel 2010 il 29,8 per cento delle famiglie reputava le proprie entrate insufficienti a coprire le spese, il 10,5 per cento le reputava più che sufficienti, mentre il restante 59,7 per cento segnalava una situazione intermedia.
Banca d’Italia che sottolinea come rispetto alle precedenti rilevazioni emerga una tendenza all’aumento dei giudizi di difficoltà .

argomento: economia, povertà | Commenta »

LIBERTA’ DI STAMPA: L’ITALIA PRECIPITA AL 61° POSTO NELLA GRADUATORIA MONDIALE

Gennaio 26th, 2012 Riccardo Fucile

NELLA SPECIALE CLASSIFICA DI REPORTER   SANS FRONTIER IL NOSTRO PAESE SCENDE DAL 50° POSTO AL 61°…ANCHE GLI USA PERDONO TERRENO: DAL 20° al 47°

«Repressione», è questa la parola chiave del rapporto 2012 sulla libertà  di stampa nel mondo stilato da Reporter Senza Frontiere.
Il 2011 è stato l’anno delle rivolte contro i regimi dittatoriali del Nord Africa.
Ma anche l’anno delle minacce, delle ritorsioni e delle pesanti sanzioni per i giornalisti che hanno cercato di raccontare un anno di straordinari cambiamenti.
Nella classifica redatta dall’associazione internazionale l’Italia precipita dal 50° al 61° posto, ben al di sotto di tutti i principali Stati europei.
Uno scivolone che si giustifica con la fase del declino del berlusconismo, quando il conflitto d’interesse è deflagrato in tutto la sua potenza, le minacce recapitate dalle organizzazioni mafiose ad oltre 12o giornalisti, con la tagliola delle richieste di risarcimento dannio usate a scopo a intimidatorio.
Nel resto dell’Europa la situazione migliora.
La Francia è al 38° (in risalita dalla posizione 44), la Spagna al 39°, mentre ai primissimi posti restano Finlandia, Norvegia e Paesi Bassi.
Interessanti i nuovi ingressi nella top 20 dei Paesi africani Capo Verde e Namimbia, dove gli osservatori internazionali hanno accertato che non esistono limitazioni all’attività  giornalistica.
A sorpresa perdono terreno anche gli Stati Uniti cadono invece dal gradino numero 20 direttamente al 47, scontando così alcuni gravi episodi registrati nell’ultimo periodo soprattutto nel mondo dell’informazione digitale.

Antonio Castaldo
(da “Il Corriere della Sera“)

argomento: Stampa | Commenta »

OCSE: I RICCHI SEMPRE PIU’ SU, ORA GUADAGNANO DIECI VOLTE PIU’ DEI POVERI

Gennaio 26th, 2012 Riccardo Fucile

NEGLI ANNI ’80 IL RAPPORTO ERA OTTO A UNO…FATICARE NON BASTA, ESSERE LAVORATORE DIPENDENTE NON AIUTA

Ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri.
In Italia l’ascensore sociale si è rotto, le categorie di reddito sono sempre più chiuse e il divario fra classi – invece di diminuire – aumenta.
La tendenza accomuna quasi tutte le economie sviluppate, ma da noi la distanza è superiore rispetto alla media dei Paesi Ocse.
Uomini e donne non salgono più i gradini della scala sociale e restano aggrappati alla ringhiera anche al momento delle nozze: il matrimonio tende a «polarizzare» i redditi.
Il medico sposa quasi sempre il medico, l’avvocato dice «sì» solo all’avvocatessa, l’operaio all’operaia.
Ricchi con ricchi, poveri con poveri: una dura legge che nemmeno la favola bella di Cenerentola riesce a contrastare.
Oggi i principi azzurri e le ricche ereditiere non rappresentano più la soluzione del problema: ce lo dice l’Ocse nel suo rapporto «Divided we stand», una spietata analisi sulla crescita delle ineguaglianze sociali presentata ieri all’Istat.
Le cifre indicate dallo studio dettano una tendenza netta: nel 2008, anno degli ultimi dati disponibili (e periodo comunque antecedente alla fase più pesante della crisi), il reddito medio del 10 per cento di popolazione più ricco del Paese era di oltre dieci volte superiore a quello del 10 per cento più povero (49.300 euro contro 4.887).
A metà  degli anni Ottanta il rapporto era di 8 a 1: il gap sta quindi peggiorando.
Non è un fenomeno solo italiano, sia chiaro: il divario fra più e meno abbienti, sottolinea l’Ocse, sta aumentano in quasi tutti i paesi europei.
Francia a parte dove – come in Giappone – il quadro è rimasto più o meno stabile, il differenziale è salito anche nella ricca Germania e nell’evoluta penisola Scandinava (passando dall’1 a 5 degli anni Ottanta all’attuale 1 a 6).
Imbarazzante l’1 a 17 degli Stati Uniti, drammatico – pur se in netto miglioramento – il dato del Brasile dove i più ricchi hanno redditi cinquanta volte superiori a quelli dei più poveri.
Più sei pagato, più lavori, più ti arricchisci: a guardare le tabelle dello studio Ocse par di capire che le occupazioni di basso livello difficilmente evolvono e permettono il riscatto.
Secondo gli studi dell’Ocse in Italia (ma la tendenza è confermata anche negli altri paesi) quantità  e qualità  del lavoro vanno di pari passo.
Dalla metà  degli anni Ottanta ad oggi il numero annuale di ore di lavoro effettuate dai dipendenti meno pagati è passato dalla 1580 alle 1440 ore.
Anche fra i lavoratori meglio pagati la quantità  è diminuita, ma in minor misura, passando dalle 2170 alle 2080 ore.
Faticare, quindi, non basta. Ed essere lavoratore dipendente non aiuta: a differenza di molti paesi Ocse in Italia la diseguaglianza sociale va di pari passo con l’aumento dei redditi dei lavoratori autonomi. La loro quota sul totale della ricchezza è aumenta, negli ultimi trenta anni, del 10 per cento
Cos’è che fa aumentare la diseguaglianza?
Il livello minimo di istruzione, certo, la bassa percentuale di lavoro femminile, lo storico divario fra Nord e Sud.
Ma non basta. Il gap di casa nostra è causato anche dalla tendenza degli italiani a celebrare unioni fra caste: i principi azzurri non vanno più in cerca della loro Cenerentola e questa mancanza di fantasia ha contribuito per un terzo dell’aumento delle diseguaglianze di reddito. Cosa fare per invertire la tendenza?
L’estensione dei servizi pubblici non basta più: istruzione, sanità  e welfare riducono il gap, ma in modo meno incisivo rispetto al passato (di un quarto nel 2000, di un quinto oggi).
La svolta, suggerisce l’Ocse, per l’Italia passa attraverso una riforma del fisco e della previdenza, il potenziamento degli ammortizzatori sociali e delle politiche di sostegno al reddito.

Luisa Grion
(da “La Repubblica”)

argomento: povertà | Commenta »

LEGA, TOSI IN RIVOLTA ANCHE CONTRO BOSSI: “LEADER NON PIU’ ELETTO PER ACCLAMAZIONE”

Gennaio 25th, 2012 Riccardo Fucile

NELLA LEGA CONTINUA LA GUERRA INTERNA…IL SINDACO DI VERONA CONTRO IL DIKTAT CHE BLOCCHEREBBE LA SUA LISTA: “MARONI E’ CON ME”

«Un giochino inaccettabile, che rischia di farci perdere le elezioni».
Flavio Tosi, sindaco leghista della città  scaligera così commenta l`ennesimo diktat comminato dal “federale” del, Carroccio: vietate le liste personali.
La sua lista Tosi nel 2007 prese il 16%, contro il 12% della Lega.
Ma adesso, stando agli ordini, il bis non ci sarà .
Lei ha già  detto che se non le permetteranno di presentare la sua lista, la Lega dovrà  cercarsi un altro candidato sindaco. Conferma?
«Assolutamente sì. So come abbiamo amministrato la città  in questi cinque anni e come dovremo comportarci nei prossimi cinque: servono condizioni di governabilità , la Lega a Verona non può vincere da sola, senza la lista Tosi».
C`è sempre il Pdl…
Il divieto del consiglio federale di presentare liste personali è un tentativo di impedirmi di scalare la leadership regionale L` aut aut sulla Lombardia? Le vicende giudiziarie dei consiglieri provocano nella nostra base malumori come per Cosentino e Papa. Un altro possibile risultato di questo giochino, che hanno fatto per questioni legate ai congressi nel Veneto…
Un momento: sta dicendo che si tratta di un provvedimento ad personam per impedirle di scalare la segreteria regionale?
«Difficile negarlo. C`è anche il tentativo di evitare il confronto tra i miei consensi personali e quelli di altri».
Tornando al Pdl?
«Una sua parte ci ha remato contro. Il caso più eclatante riguarda gli 86 milioni di finanziamento per i filobus: abbiamo rischiato di perderli perchè erano fermi al Cipe. L`ex ministro Altero Matteoli e l` ex sottosegretario all`Economia, il veronese Alberto Giorgetti, potevano sbloccarli, ma non l`hanno fatto. Ci ha dovuto pensare il governo Monti, appena si è insediato».
Dica la verità : questo can can sulla lista è legato alla guerra interna scoppiata nella Lega. Non a caso domenica Maroni verrà  a Verona a darle manforte.
«Bobo sa qual è la strategia vincente. E soprattutto la condivide».
Non basta, bisogna convincere Bossi, che però al “federale” di domenica ha ritirato fuori la storia del commissariamento della Lega veronese.
«Il ragionamento da fare è uno solo: è più conveniente che qui la Lega vinca insieme a una lista che in qualche modo le è complementare o che rischi di perdere, magari con il Pdl?»
Il governatore Zaia prevede che la sua lista ci sarà .
«Ha perfettamente presente qual è la strategia giusta per vincere».
E in Lombardia come andrà ? L`aut aut lanciato domenica da Bossi è stato ripreso da suo figlio Renzo, consigliere regionale.
«Le vicende giudiziarie che coinvolgono esponenti dell`amministrazione Formigoni provocano trai nostri gli stessi malumori che avevano i parlamentari della Lega di fronte ai casi Papa, Milanese, Cosentino ».
Renzo Bossi dice anche che domenica a Milano i fischi non erano per il Cerchio magico, ma per Monti.
«Sicuramente ce ne sono stati anche per il premier, ma non solo».
L`ex capogruppo Marco Reguzzoni sostiene di aver stretto la mano a Maroni: lei l`ha visto?
«Ero distratto».
«Bossi è sempre stato eletto per acclamazione, non so se in futuro andrà  ancora così»: l`ha detto lei, significa che la gara per la leadership è aperta?
«L`ho detto e lo confermo. Ora è aperta la gara ai congressi provinciali e regionali, già  fissati. Sarà  il “federale” a stabilire se ci saranno passi successivi».

Rodolfo Sala
(da “La Repubblica“)

argomento: LegaNord | Commenta »

IL LEGHISTA FAVA CHE VOLEVA IL BAVAGLIO AL WEB RESTA SOLO COI PADAGNI

Gennaio 25th, 2012 Riccardo Fucile

L’EMENDAMENTO DI FAVA CONSENTE A QUALSIASI SOGGETTO INTERESSATO E NON SOLO ALL’AUTORITA’ PUBBLICA DI RICHIEDERE A UN FORNITORE DI SERVIZI INTERNET LA RIMOZIONE DEI CONTENUTI PUBBLICATI SULLA RETE

È una levata di scudi quello contro il “Fava”, l’articolo della legge comunitaria da ieri in discussione a Montecitorio.
Il provvedimento fatto approvare dal leghista Giovanni Fava sulla falsa riga del “Sopa” e del “Pipa” — le due leggi appena bloccate negli Usa da una imponente mobilitazione on line — prevede che un “contenuto illecito” che viola il diritto d’autore, possa essere eliminato dal web su richiesta dei “soggetti interessati” senza passare dalla decisione di un giudice.
L’allarme è stato lanciato la scorsa settimana dal giurista Guido Scorza e, dopo l’associazione Libertiamo, numerose associazioni e forze politiche hanno annunciato battaglia in Parlamento in una conferenza stampa che si è svolta questa mattina a Montecitorio.
Articolo 21, Libertiamo, Il Futurista e Agorà  Digitale, hanno presentato oggi le iniziative per bloccare il provvedimento. Emendamenti abrogativi del testo ora confluito nell’art. 18 della legge comunitaria, sono stati presentati Idv, Pd, Udc, Radicali e Pdl: tutti i partiti esclusa la Lega.
In Parlamento si lavora affinchè tutti gli emendamenti confluiscano in un unico provvedimento abrogativo che potrebbe essere votato nelle prossime settimane.
Dopo un iniziale stupore che ha colpito utenti e forze politiche, si delineano i retroscena del “Bavaglio al web” approvato in commissione Affari Costituzionali: appare per molti versi un’iniziativa personale del deputato leghista, un’iniziativa senza maggioranza tanto che anche il governo non ha preso posizione a riguardo e si è rimesso alla decisione dell’Aula.
Nella conferenza stampa di questa mattina tutte le forze politiche — con i relativi distinguo in base al diverso approccio in materia di difesa del copyright — si sono dette convinte che “la libertà  della
Rete va tutelata” e che questioni sensibili come quelle affrontate dal “Fava” vadano approfondite e discusse pubblicamente, e non possano essere oggetti di provvedimenti estemporanei.

argomento: LegaNord | Commenta »

ORA CESARO PUO’ SUCCEDERE A COSENTINO

Gennaio 25th, 2012 Riccardo Fucile

ALFANO RISOLVE IL PROBLEMA, TOGLIENDO L’INCOMPATIBILITA’… UN ALTRO INQUISITO COORDINATORE REGIONALE DEL PDL

La Camera ha negato l’autorizzazione all’arresto di Nicola Cosentino, ma lui si è dimesso ugualmente da coordinatore del Pdl della Campania.
Un segnale che indicava la volontà  di rischiarare le ombre calate sul partito?
Forse, di certo non c’è stato un riscontro altrettanto netto nelle norme per la successione del prossimo coordinatore.
Infatti il segretario nazionale Angelino Alfano ha apportato una deroga al “Regolamento sulle incompatibilità ” che consente di fatto la candidatura di Luigi Cesaro, attuale presidente della Provincia di Napoli per il Popolo delle Libertà , ma anche coordinatore nel capoluogo campano e parlamentare.
Non solo: Cesaro, come Cosentino, è coinvolto nell’inchiesta su camorra, affari e politica che a dicembre ha portato in carcere oltre 50 persone, considerate vicine al clan dei Casalesi.
E alla seconda richiesta d’arresto per l’ex coordinatore regionale.
Lo scorso 6 dicembre il segretario nazionale aveva inviato una lettera ai dirigenti del Pdl per specificare quali cariche istituzionali fossero incompatibili con quelle partitiche.
Secondo quelle disposizioni Cesaro, che lo scorso novembre aveva promesso di non volersi ricandidare, non avrebbe potuto presentarsi al posto di Cosentino, perchè la carica di coordinatore regionale era incompatibile con quella di presidente della Provincia.
Fino al 19 gennaio, quando Alfano invia un’altra comunicazione — pubblicata in esclusiva da Dagospia — che riguarda “l’attuazione della seconda norma transitoria”. Viene modificato l’articolo 2: “Per quel che riguarda le incompatibilità  dei Presidenti, dei membri della Giunta e dei Capogruppo del Consiglio Provinciale”, si legge nel documento, tali posizioni “saranno considerate compatibili con gli incarichi di Coordinatore o Vice Vicario Regionale, Provinciale o di Grande città . Sono escluse da tale deroga le Province autonome di Trento e Bolzano”.
Tradotto: Cesaro potrà  candidarsi per sedere al posto di Cosentino.
L’attuale Presidente della Provincia è stato coinvolto negli anni ’80 in un processo per collusioni camorristiche finito con l’assoluzione, ma sul quale incombono le frequentazioni, peraltro ammesse, con alcuni boss cutoliani.
Poi le strade di Cesaro e Cosentino si incrociano sulle carte della Procura di Napoli lo scorso 6 dicembre quando quando il gip Egle Pilla firma l’ordinanza cautelare per l’ex coordinatore regionale, già  a processo per concorso esterno in associazione camorristica.
Cesaro viene indagato e coinvolto nell’inchiesta per un incontro con funzionari di Unicredit che dovevano assegnare un finanziamento a una impresa ritenuta espressione imprenditoriale del clan dei Casalesi, anche se, questa la sua versione ai magistrati, in quell’occasione si limitò ad accompagnare Cosentino.
Nello stesso giorno Alfano spedisce la lettera sulle incompatibilità , che verrà  poi reinviata modificata il 19 gennaio.
“Vale per noi il principio anatomico — aveva dichiarato il segretario lo scorso ottobre — basta con doppi, tripli e quadrupli incarichi. Umanamente siamo concepiti per occupare una sola sedia e chi con un solo posto vuole occupare tre sedie finisce per lasciarne due vuote e quindi non fare bene”.
Ma la realtà  potrebbe tradire le buone intenzioni e consentire a Cesaro di accedere alla carica di coordinatore regionale.

argomento: PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.582)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Aprile 2026 (31)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Gennaio 2012
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    3031  
    « Dic   Feb »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • PERCHÉ CLAUDIA CONTE, CHE SOSTIENE DI ESSERE UNA “PERSONA MOLTO RISERVATA”, HA DECISO DI ROMPERE GLI INDUGI E DICHIARARE AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO PROPRIO ADESSO?
    • TRUMP NON SA COME USCIRE DAL PANTANO IRANIANO. NEL PRIMO DISCORSO DEL TYCOON ALLA NAZIONE DOPO L’INIZIO DELLA GUERRA, IL GANGSTER DELLA CASA BIANCA ALTERNA MINCHIATE A COSE GIA’ NOTE
    • DITE A GIORGIA MELONI CHE C’È POCO DA ESSERE OTTIMISTI. IL MERCATO DEL LAVORO TIRA IL FRENO A MANO A FEBBRAIO: L’ISTAT RILEVA 29MILA OCCUPATI IN MENO RISPETTO A GENNAIO, CON LA RIDUZIONE PIÙ MARCATA, DELLO 0,6%, PER LA FASCIA DI ETÀ TRA I 25 E I 34 ANNI, MA IL CALO È NOTEVOLE PURE NELLA FASCIA SUCCESSIVA
    • CLAUDIA CONTE E LA DENUNCIA CONTRO L’EX FIDANZATO, IL CALCIATORE ANGELO PARADISO: “SI FECE SEI MESI AI DOMICILIARI, POI FU ASSOLTO CON FORMULA PIENA”
    • GIORGIA MELONI SAPEVA DELLA RELAZIONE TRA PIANTEDOSI E CLAUDIA CONTE E L’AVEVA AVVERTITO
    • NETANYAHU HA BISOGNO DEL CONFLITTO PERENNE PER SOPRAVVIVERE
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA