Destra di Popolo.net

MARCHIONNE PAGATO COME 2.000 OPERAI

Marzo 7th, 2015 Riccardo Fucile

PER IL MANAGER DI FIAT-CHRYSLER CIRCA 66 MILIONI L’ANNO: 6,6 DI STIPENDIO E 60 DI PREMI E INCENTIVI

Sessantasei milioni di euro. In un anno.
Questa è la “busta paga” di Sergio Marchionne come emerge dal rapporto annuale di Fca (Fiat Chrysler Automobile) depositata presso la Sec statunitense, l’autorità  di controllo delle società  quotate.
La somma è il prodotto di diverse voci.
La prima è il compenso fisso del manager che ha avuto un emolumento annuo di 6.611.518 euro sopravanzando di circa quattro volte il suo presidente, John Elkann, che ha ricevuto uno “stipendio” di 1.685.853 euro.
Quello che però ha fatto schizzare verso l’alto la retribuzione di Marchionne sono gli “incentivi straordinari” deciso dal Comitato Compensi, la struttura interna che ha determinato “specifiche transazioni ritenute eccezionali in termini di importanza strategica e di effetto sui risultati aziendali”.
Per il 2014, il Comitato ha approvato un pagamento “cash” di 24,7 milioni di euro per Marchionne il quale “è stato determinante in importanti realizzazioni strategiche e finanziarie del Gruppo”.
Più in particolare, si legge nel rapporto, “attraverso la visione e la guida del Ceo, la Fca ha visto creare “un enorme valore per la Società , i suoi azionisti e dipendenti”.
A riprova di questo giudizio riverente nei confronti del manager, il Comitato ha poi stabilito (ma la decisione dovrà  essere approvata dall’assemblea degli azionisti) di assegnare 1,62 milioni di azioni che, ai valori di ieri, ammontano a 22,6 milioni di euro e, ciliegina sulla torta, un assegno da 12 milioni di euro come buonuscita quando lascerà  la compagnia. Totale, 66 milioni.
L’amministratore delegato della Fca possiede anche l’1,12% delle azioni Fca dal valore di poco inferiore ai 200 milioni.
La motivazione è data dalla fusione tra Fiat e Chrysler che, nonostante la crisi, ha prodotto anche nel 2014 un margine positivo di 3 miliardi di euro.
La “paga” di Marchionne, in ogni caso, equivale alla busta paga di circa duemila operai della Fiat in Italia, tanti quanti i cassaintegrati di Pomigliano.
Mai si era visto un rapporto tra lo stipendio di un lavoratore e il manager della stessa azienda pari a uno a mille.

Salvatore Cannavò
(da “il Fatto Quotidiano“)

argomento: Lavoro | Commenta »

SALVINI A GENOVA: 400 PERSONE SENZA OSTRICHE PER CANDIDARE UN INDAGATO PER PECULATO

Marzo 7th, 2015 Riccardo Fucile

PIU’ MANIFESTI CHE PERSONE IN SALA: LA LEGA SCEGLIE UN TEATRINO STRIMINZITO PER LANCIARE LA CANDIDATURA DI RIXI, INDAGATO DALLA PROCURA INSIEME AGLI ALTRI DUE CONSIGLIERI REGIONALI DEL CARROCCIO… STAVOLTA NIENTE CROSTACEI PAGATI DAI CONTRIBUENTI AL CAFE’ DE TURIN DI NIZZA

Salvini sbarca a Genova in una mattinata di sole, mare calmo come quello preferito dai clandestini a lui cari, e subito viene messo in protezione dalla polizia italiana, come si addice a un esponente del governo straniero della padagna del magna magna.
Caso vuole che la presa in carico da parte di uno spiegamento inusitato di forze delll’ordine avvenga a pochi metri dalla Questura, proprio dove Belsito era abituato a parcheggiare a scrocco la sua Porsche Cayenne, suscitando le ire dei sindacati di polizia.
La location scelta non è una piazza (il flop di Piazza del Popolo ha fatto scuola) ma un piccolo teatro da 368 posti, una miseria per i passati fasti bossiani che riempiva le piazze della provincia anche con 1000 persone nei tempi migliori.
Qua, nonostante la mobilitazione regionale, si arriva a malapena a 400 presenze.
Fuori i soliti contestatori dei centri sociali che non trovano di meglio che spaccare la targa che ricorda l’operaio missino Ugo Venturini, assassinato nel 1970 durante un comizio di Giorgio Almirante.
Incapaci di analisi politiche, macchiette come Salvini: i missini erano gente seria, qua siamo dinanzi a una corte di miracolati.
A proposito della quale, spiccano in prima fila molti politici trombati e trombabili, ex Forza Italia, ex An, ex di tutto: non si sa mai che esca fuori una poltroncina anche in similpelle adatta alle loro chiappe adipose.
Salvini cambia felpa e ostenta quella “Liguria”, pronto al cambio appena finito il comizio: si lamenta della mancanza di democrazia di chi lo contesta ovunque, dimenticando che è grazie alla democrazia se è ancora a piede libero.
Poi perora la causa del candidato presidente leghista, Edoardo Rixi, solito aspetto di fighetto, inquisito per peculato dalla procura di Genova.
Qualcuno obietterà : ma proprio un inquisito dovevano proporre?
Scelta obbligata: su tre consiglieri in Regione, sono tutti inquisiti per peculato.
Dalle indagini della Guardia di Finanza sono emersi pranzi a base di ostriche a Nizza, soggiori in hotel nei fine settimana, viaggi in località  turistiche non giustificate da impegni politici, oltre 60 ricevute dello stesso ristorante, compreso menu per bambini, regalie natalizie e altro ancora.
Salvini parla contro la casta romana e la corruzione del ceto politico, accanto Rixi applaude, mentre qualche fintofascio dimentica che sovranità  fa rima con legalità .
Tutti rimangono delusi: non è previsto alcun assaggio di ostriche del cafè de Turin, Nizza è troppo lontana.
E pare che neanche Belsito, proprietario della più rinomata gelateria di Genova a poche decine di metri dal teatro, abbia pensato a fornire una coppa mista alla platea.
Forse negli accordi perchè Salvini ritirasse la costituzione di parte civile per i danni milonari causati alla Lega da Belsito, la fornitura di gelati non era contemplata.

argomento: LegaNord | Commenta »

E SE BERLUSCONI DECIDESSE DI APPOGGIARE TOSI?

Marzo 7th, 2015 Riccardo Fucile

LA MOSSA CHE FA TREMARE SALVINI PERCHE’ SAREBBE LA SUA FINE

Dopo aver detto che non era in previsione alcun incontro con Berlusconi, ieri pomeriggio Salvini è corso a Milano per incontrare il leader di Forza Italia.
Al di là  delle dichiarazioni ufficiali, il motivo della visita era quello di ricevere assicurazioni sull’appoggio al governatore uscente Zaia da parte di Forza Italia.
E, forte di queste, chiudere la vicenda Tosi con la sua cacciata.
Ma Salvini non ha affatto avuto le rassicurazioni che cercava, bensì la solita considerazione “disponibili ad un’alleanza con Lega e Ncd, anche in vista delle regionali in Campania”, rimettendo la palla in campo leghista.
Ora Salvini ha due possibilità : se cede all’alleanza con Alfano perde la faccia, se rimane nella sua posizione rischia di perdere il Veneto e di conseguenza la segreteria.
Il flop di Piazza del Popolo ha dimostrato che al centro-sud la Lega non attecchisce e perdere al nord sarebbe la mazzata finale.
Ma Zaia può perdere? Maroni che non è stupido dice di sì e cerca di ricomporre.
Perchè se anche fossero veri i sondaggi di Zaia al 45% e la Moretti al 30%, è evidente che nel 45% di Zaia c’è un 10% di Forza Italia e una percentuale imprevedibile di amici di Tosi.
Non solo: Tosi sta abilmente spostando la polemica dal personale a “in Veneto decidono liste e alleanze i veneti, non i milanesi”, argomento che in due mesi di campagna elettorale può attecchire.
E lo statuto art 37 gli dà  ragione, cosa non da poco.
Un’alleanza Forza Italia, Tosi, Ncd e liste civiche a quanto può arrivare? E quale percentuale può togliere a Zaia?
E ancora: la Moretti è tutt’altro che rassegnata, combatte come una belva, visita otto comuni al giorno, 259 ad oggi su oltre 500. Dalla lotta interna alla Lega può solo trarre giovamento: e se toccasse quota 35-37%, siamo certi che Zaia ci arrivi?
Ecco perchè, arroganza a parte, Salvini sta rischiando grosso e molti leghisti neutrali sussurrano che “sta tirando troppo la corda”.
Nella sua presunzione non ha capito che per vincere le elezioni non basta sparare agli immigrati, ma saper conquistare il voto moderato che non a caso ha dato fiducia in passato al rassicurante Zaia.
Ma se domani questo tipo di elettore venisse “rassicurato” da Renzi e dalla Moretti?
Se Berlusconi vuole recuperare deve distinguersi da Salvini, andargli dietro non paga.
Riuscirà  a capirlo? E’ certo che se la Lega perdesse il Veneto, alll’interno del partito si scatenerebbe l’inferno e Salvini finirebbe out.
E tutti quelli che oggi si contendono la felpa del “sistemamogli” domani direbbero che non gli è mai piaciuta.
Avrà  Berlusconi il coraggio di far saltare il banco?

argomento: Berlusconi, LegaNord | Commenta »

PISAPIA NON SI RICANDIDA

Marzo 7th, 2015 Riccardo Fucile

E A DUE MESI DALL’INAUGURAZIONE SOLO IL 18% DEI LAVORI DELL’EXPO E’ CONCLUSO

Il vento gelido che attraversa l’Italia sta sferzando particolarmente (e metaforicamente) Milano.
Il Corriere della Sera annuncia che con ogni probabilità  Giuliano Pisapia non si ricandiderà  alla poltrona di sindaco.
Alla base della scelta, spiega il quotidiano, “l’enorme fatica di reggere una città  metropolitana pronta a inabissarsi a causa dei buchi di bilancio”.
Per il momento, però, Pisapia non intende far sapere quando annuncerà  la sua decisione. Scrive il Corriere:
I segnali sembrano però convergere tutti su un punto. Pisapia nel 2016 non ci sarà .
Come leggere altrimenti, quello che lo stesso sindaco ha detto ai microfoni di Radio24 tracciando i confini entro cui dovrà  essere individuato un nuovo candidato?
Due paletti: primarie e stesso perimetro dell’alleanza (senza però Rifondazione). Insomma, il modello arancione che ha portato Pisapia alla vittoria del 2011.
Aggiungendo non senza una punta di malignità : “Qualora non mi candidassi, mi batterei affinchè si facciano le primarie. E alle primarie non sempre il Pd vince”.
Al posto del sindaco potrebbe correre per le primarie Pierfrancesco Majorino, attuale assessore al Welfare, “uomo della sinistra Pd che avrebbe le caratteristiche per tenere insieme l’alleanza con Sel”.
Intanto il capoluogo lombardo è segnato dall’angoscioso countdown di Expo 2015.
Lo chiamano “Cruscotto dei lavori”, è lo strumento con il quale dovrebbe essere possibile seguire l’avanzamento dei cantieri.
E, secondo il cruscotto, a 57 giorni dall’apertura della esposizione internazionale di Milano il 74% dei lavori è ancora in corso e alcune opere – sempre stando alle date riportate dal governo – finiranno due mesi dopo l’inaugurazione.
Soltanto il 18%, invece, i lavori completati.
Per il resto il sito del dipartimento per la Funziona pubblica non spiega quasi nulla ed è di difficilissima interpretazione.
L’allarme sull’impossibilità  di finire in tempo per il primo maggio è lanciato anche dal Fatto quotidiano: “una eventualità  catastrofica ma a guardare lo stato del sito oggi vengono i brividi”, scrivono Gianni Barbacetto e Marco Maroni.
Per arrivare in tempo all’appuntamento del 1 maggio, nelle ultime settimane si è ingaggiata quella che i sindacati – presenti sul sito per vigilare sulla sicurezza di oltre 5mila addetti – definiscono “una guerra all’ultimo minuto”.
Per farsi un’idea della situazione, basti considerare che non è ancora stata completata neppure la “piastra”, la spianata di cemento con le infrastrutture di base su cui vanno edificati i padiglioni e tutto il resto.
Dei padiglioni esteri, solo due sono stati consegnati, sui 54 previsti
Peggio ancora: non è terminato nemmeno il lavoro di “rimozione delle interferenze”, il primissimo appalto di Expo, per togliere di mezzo edifici, vegetazione, tralicci e altri manufatti preesistenti che intralciano il cantiere.
Un documento riservato della Cmc, l’azienda delle coop che ha vinto la gara, comunica ad Expo spa che la data di fine lavori, inizialmente fissata a giugno 2013, sarà  il 28 settembre 2015: a esposizione quasi finita!
Dopo pressioni, la data è stata cambiata: 26 giugno, comunque a evento già  in corso.
La situazione più problematica, segnala il Fatto che cita il cronometro del governo, riguarda il Palazzo Italia e il Future food district.
Ma anche i padiglioni esteri non sembrano pronti a essere completati. Il rischio insomma che all’inaugurazione una quota consistente di lavori non sia finita è altissimo.
Roberto Formigoni, ex governatore della Lombardia, intervistato dal giornale di Marco Travaglio addossa la colpa alla ex sindaca Letizia Moratti: “Io e la Regione trovammo tutto deciso. C’erano altre aree più adatte”

(da “Huffingtonpost”)

argomento: Milano | Commenta »

“SALVINI IN GIORNO CHIEDERA’ I VOTI ANCHE AI ROM. PERCHE’ LA MELONI NON GLI HA CHIESTO DI CANTARE “FRATELLI D’ITALIA?”: L’IRONIA DI LUXURIA

Marzo 6th, 2015 Riccardo Fucile

“E’ COME PIPPO BAUDO, CERCA SOLO POLTRONE, TRA POCO VI SPUNTERA’ ANCHE DALL’OBLO’ DELLA LAVATRICE”

“Salvini? La sua è un’operazione di facciata, cerca solo poltrone. E’ dovunque ormai, ho paura di vederlo anche nell’oblò della lavatrice. Manco Pippo Baudo ai suoi tempi d’oro stava così tanto in tv“.
Sono le parole di Vladimir Luxuria, ospite di “Ecg Regione Lazio”, su Radio Campus. “Salvini” — continua — “aspira a diventare premier comprato da Putin. La cosa strana è che la leader di un partito che si chiama Fratelli d’Italia (Giorgia Meloni, ndr) sia stata a Roma sullo stesso palco della Lega, che da sempre ha contrapposto l’inno italiano al “Va, pensiero” di Verdi. Perchè la Meloni non ha chiesto a Salvini di cantare “Fratelli d’Italia”? E perchè Casapound non ha imboccato di trippa alla romana Borghezio, come fecero Alemanno e la Polverini con Bossi?”.
L’ex deputata di Rifondazione Comunista si sofferma sulle contraddizioni della Lega e sottolinea: “Non mi meraviglierei se un giorno Salvini chiedesse il voto anche ai nomadi, quando questi potessero avere il diritto di voto. Mi ha colpito il fatto che Salvini, che prima aveva cercato di farsi comprare da Putin, ormai icona dei fascisti e dei leghisti, non con la moneta padana ma con rubli, ora non parla più dell’amico russo, forse per l’omicidio di Nemtsov“.
Luxuria si esprime poi su Putin, definendolo uno “zar pericoloso e omofobo” e racconta l’episodio di censura in cui è incorsa nel novembre dello scorso anno, dopo l’intervento di Mario Adinolfi: “Il direttore di Tv2000 mesi fa mi invitò per commentare le notizie del loro telegionale. Adinolfi per impedire la mia partecipazione nella tv dei vescovi fece social bombing e inondò di mail la redazione della rete tv, scomodando non so chi. Io non l’avrei mai fatto: ecco la differenza tra me e lui. Ad oggi Tv2000 non mi ha fatto sapere più nulla, anche se mi aveva detto che l’ospitata sarebbe stata solo rinviata di qualche settimana”

(da “il Fatto Quotidiano“)

argomento: LegaNord | Commenta »

OTTO PARLAMENTARI TOSIANI PRONTI A LASCIARE LA LEGA

Marzo 6th, 2015 Riccardo Fucile

“SALVINI STA TIRANDO TROPPO LA CORDA, LA PORTERA’ IN UN BURRONE”

Mentre Matteo Salvini e Flavio Tosi consumano le ultime ore del loro lunghissimo divorzio con una sequela di diktat reciproci, l’uragano Veneto comincia ad avvicinarsi anche a Roma.
E’ lì, tra Montecitorio e palazzo Madama, che gli effetti dello strappo potrebbero farsi sentire molto presto, con una scissione numericamente ancora più pesante di quella consumata mercoledì scorso nel consiglio regionale Veneto.
Cinque deputati e tre senatori, per un totale di otto parlamentari: sono questi i numeri su cui Tosi può contare, almeno sulla carta.
L’enclave più numerosa è alla Camera, dove il gruppo leghista scenderebbe sotto il numero di 20, il minimo per un gruppo parlamentare.
Attualmente i leghisti sono venti precisi, dunque basterebbe anche un solo addio per far sparire il gruppo: ma i precedenti vengono in soccorso alla truppa fedele a Salvini.
I partiti che hanno presentato il proprio simbolo alle elezioni possono chiedere e ottenere delle deroghe, come è già  successo a Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, che sono meno di dieci.
Ciononostante, perdere un quarto del gruppo sarebbe un grosso problema per i leghisti.
Anche perchè dal gruppo uscirebbero tutti e cinque i deputati veneti.
Sicuri al 100% il veronese Matteo Bragantini (che è anche numero due del gruppo) e il veneziano Emanuele Prataviera. In bilico il padovano Roberto Caon, Filippo Busin e Marco Marcolin.
In Senato di sicura fede tosiana ci sono Patrizia Bisinella (compagna del sindaco di Verona), la bellunese Raffaela Bellot ed Emanuela Munerato, operaia di professione, che a fine 2011 si presentò in Aula alla Camera con la divisa da lavoro per il suo intervento sulla sfiducia alla manovra di Monti.
A palazzo Madama, nessun problema di numeri: il Carroccio passerebbe dagli attuali 15 a 12 senatori, quando il limite minimo è dieci.
E tuttavia, per una pattuglia parlamentare formata da 35 unità , l’addio di 8 eletti non sarebbe una passeggiata.
Sia in termini di risorse, che di agibilità  nelle varie commissioni.
Bisinella, che in questi ultimi giorni ha fatto da pontiere, favorendo anche il pranzo di giovedì a Milano con Salvini, spiega: “Non è una questione di affetti personali, quello che stanno provando a fare alla Liga Veneta ed al suo segretario è inaccettabile. Al punto che alcuni di noi in Parlamento stanno valutando ogni mossa possibile…”.
La senatrice respinge l’ipotesi di abiura verso la fondazione di Tosi, uno dei diktat di Salvini: “Non ci siamo mai posti il problema della doppia appartenenza perchè era una cosa abbastanza chiara visto che siamo partiti due anni fa, legittimati anche dall’allora segretario Maroni. Mi sembra che Salvini in passato abbia detto che la fondazione potesse dare una mano a ‘Noi con Salvini’. Se serviva chiarezza, bastava dare regole. Sembra una pensata punitiva con intenti politici. La fondazione non è un movimento politico, è un’associazione che chiede le primarie di centrodestra”.
Oltre che a Roma, lo strappo avrebbe conseguenze pesanti anche in Veneto.
In consiglio regionale, attualmente la maggioranza dei leghisti è di fede tosiana, ma di fronte a una scissione molti potrebbero decidere di restare fedeli al Carroccio di Salvini e Zaia.
In queste ore Tosi sta contando le sue truppe sul territorio. Giovedì sera ha verificato di avere una robusta maggioranza, disposta a seguirlo anche nel frontale con Salvini, dentro il Consiglio della Liga veneta.
Da qui a organizzare una lista contro Zaia però ce ne passa. Il sindaco di Verona può contare sulla sua Fondazione “Ricostruiamo il Paese”, messa in piedi nel 2013 per le primarie del centrodestra che non si sono mai svolte, e ben radicata in Veneto e, a sentire i tosiani, anche nel centrosud.
Proprio quella fondazione da cui, secondo il diktat di Salvini, entro lunedì tutti i leghisti doc dovrebbero separarsi, pena l’espulsione.
“Non cerco di spaccare la Lega, sono in Lega da 25 anni, non cerco scissioni. Ma so che un piccolo, modesto consenso personale in Veneto Flavio Tosi ce l’ha”, dice il sindaco veronese.
E aggiunge: “Se il Consiglio federale della Lega mantenesse la posizione del commissariamento valuterei le dimissioni da segretario della Liga Veneta. Poi a quel punto liberi tutti, potrei anche candidarmi a governatore”.
Salvini però non pare avere nessuna intenzione di ritirare il commissariamento o di fare altri passi in direzione del sindaco ribelle.
In queste ore, e probabilmente per tutto il weekend, i pontieri cercheranno una sempre più difficile mediazione tra i due litiganti.
Pesa lo spettro della scissione a Roma (i fuoriusciti potrebbero andare nel Misto, o confluire in un secondo tempo in Area popolare se in Veneto Alfano sosterrà  Tosi), ma anche la paura di perdere la regione.
Tra i parlamentari non schierati, c’è la preoccupazione che Salvini stia tirando troppo la corda. E che porti la Lega in un burrone.
Il punto dirimente sarà  il commissariamento della Lega in Veneto. Tosi ha fatto votare il consiglio nazionale giovedì sera per respingerlo, e dunque rimandando la palla al Consiglio federale di Milano.
Salvini però ha già  detto che “lunedì non ci sarà  nessun federale, per me la questione del Veneto è chiusa”.
Il punto di mediazione potrebbe essere fare solo una lista della Lega, e riempirla di seguaci di Tosi e di Zaia con il manuale Cencelli.
Ma è un’ipotesi sempre più remota. E anche la Bisinella vede pochi spazi: ”Per ricucire occorre rispetto per il segretario e per il Consiglio della Liga veneta. Il commissariamento non ha fondamento giuridico…”.
Il sindaco di Verona oggi è andato a Palermo per presentare la sua Fondazione, che ha come simbolo un faro.
“Dopo poco più di un anno, siamo arrivati a più di sessanta riferimenti nelle province italiane e la gran parte di essi sono al centro sud. Adesso ci stiamo radicando in vista della ricostruzione del centrodestra che ora è distrutto, non è rappresentativo, è largamente perdente rispetto a Matteo Renzi. Dobbiamo quindi creare qualcosa di nuovo per ridare fiducia agli elettori”.
Lui per ora scherza sul dress code: “Io non sono un tipo da magliette, nè da felpe. Non è per irriverenza verso Salvini. Non ho mai fatto politica con questo tipo di comunicazione. Mi vesto normalmente…”.

(da “Huffingtonpost”)

argomento: LegaNord | Commenta »

DOCENTI, 16 EURO IN PIU’ OGNI TRE ANNI E SOLO PER I “MERITEVOLI”: LA PRESA PER I FONDELLI DI RENZI

Marzo 6th, 2015 Riccardo Fucile

RIVELATA DALLA UIL LA NUOVA PROGRESSIONE ECONOMICA ALLO STUDIO DEL GOVERNO… IN PRATICA UNA SOMMA PERSINO INFERIORE A QUELLA PREVISTA ATTUALMENTE

Da 21 a 30 euro mensili (lordi) di aumento, ogni tre anni, per i docenti meritevoli. Solo 10 euro al mese di incremento, sempre ogni tre anni e sempre lordi, per coloro che resteranno al palo.
Ecco la nuova progressione economica che ha immaginato il governo Renzi per i docenti con la Buona scuola.
A decrittare l’algoritmo sui nuovi scatti stipendiali per il personale docente la Uil scuola.
Che ha semplicemente utilizzato il testo ufficioso del decreto-legge abortito venerdì scorso e aggiunto le somme di cui parla l’articolo 20: quello che ridisegna appunto la carriera degli insegnanti e i nuovi aumenti stipendiali.
In altre parole, secondo i calcoli del sindacato, i docenti meritevoli della scuola 2.0 guadagnerebbero meno di quanto non guadagnino attualmente tutti: meritevoli e non meritevoli.
Perchè un docente di scuola superiore che supera l’ottavo anno di servizio, attualmente, si vede calare 195 euro lordi mensili in più sullo stipendio per il semplice motivo che ha già  prestato otto anni di servizio.
Euro di aumento che calano a 156 mensili lordi per una docente di scuola dell’infanzia e primaria.
“E’ la realtà  dei numeri la vera ragione per cui vogliono evitare il contratto ed emanare un editto”, dichiara Massimo Di Menna riferendosi al governo.
Il conteggio estrapola dalle pieghe del decreto il nuovo meccanismo di attribuzione delle risorse — che restano le stesse di oggi — agli insegnanti. I 350 milioni all’anno che servono per pagare gli scatti stipendiali dei docenti che maturano l’anzianità  prevista si riducono a 280 perchè 70 spettano al personale Ata: amministrativo tecnico e ausiliario.
Questi 280 milioni vengono suddivisi in un 30 per cento — pari a 84 milioni — che serviranno a pagare gli scatti in base all’anzianità  a tutti i docenti in servizio.
Per un totale di 125 euro lordi mensili di aumento, ogni tre anni.
La restante parte, 196 milioni di euro, pari al 70 per cento, sarà  appannaggio dei docenti più attivi e meritevoli.
Ma prima di ripartire la somma a quell’80 per cento di super docenti presenti in ogni scuola occorre sottrarre le somme per le nuove figure che l’esecutivo intende introdurre: i due docenti mentori e il docente staff per scuola.
Una semplice moltiplicazione che decurta di 66 milioni di euro i 196 destinati al merito.
Con i 130 milioni annui rimanenti si potranno pagare gli scatti di merito che corrisponderanno a 16 euro mensili di aumento, ogni tre anni, se si prevede un’unica fascia.
Undici, 13 e 20 euro mensili di aumento, sempre ogni tre anni e lordi, se le fasce di merito saranno tre.
In questo modo, un docente meritevole potrà  ottenere da 21 a 30 euro di aumento mensili ogni tre anni.
I meno bravi soltanto 10 euro lordi in più al mese, ogni tre anni.
“Coloro che avranno ottenuto crediti formativi e professionali, quanti avranno raggiunto i requisiti per un riconoscimento da parte del Nucleo di valutazione, che sarà  costituito a tal scopo, potranno contare su 16 euro medi di aumento ‘per merito’. Ogni tre anni”, sottolinea Di Menna.
“Il mentor e il docente di staff avranno 200€ medi lordi al mese in più sullo stipendio, che sostituiscono quanto oggi ricevono in quanto funzioni obiettivo e di collaboratori del dirigente scolastico. Sono queste le cifre del progetto del governo per riconoscere il lavoro che si fa a scuola. La realtà  dei numeri — conclude — è la vera ragione per cui vogliono evitare il contratto ed emanare un editto”.

Salvo Intravaia
(da “La Repubblica”)

argomento: scuola | Commenta »

ARRESTATO GULLACE, BOSS DELLA ‘NDRANGHETA, INDAGATO IL RENZIANO FABRIZIO ACCAME PER CONCORSO IN ESTORSIONE

Marzo 6th, 2015 Riccardo Fucile

SEQUESTRATI AL BOSS BENI PER DUE MILIONI … PERQUISIZIONI IN CORSO

Esplode l’inchiesta che intreccia mafia, usura e politica nel Savonese.
Carmelo Gullace stamane è stato arrestato nella sua casa di Toirano: è considerato il boss della ‘ndrangheta a Savona ma con interessi in tutta la Liguria e anche in Piemonte e Lombardia.
Sequestrati beni per due milioni di euro intestati a lui e a presunti prestanome. Perquisizioni in corso.
A fare scattare le manette i carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Savona e gli uomini della Dia, la Direzione investigativa antimafia di Genova: le accuse sono tentata estorsione, usura e intestazione fittizia di beni.
Le indagini coinvolgono anche la politica locale.
Tra gli indagati figura Fabrizio Accame, ex segretario della Margherita ad Albenga e fervido sostenitore dell’attuale sindaco di centrosinistra, sempre di Albenga, Giorgio Cangiano: alle amministrative dello scorso anno era infatti candidato nella lista civica “Voce alla gente”, in sostegno all’attuale primo cittadino, e si fece ritrarre durante la campagna elettorale in una serie di fotografie insieme allo stesso Cangiano e al ministro per le Riforme Maria Elena Boschi.
Il nome di Accame, di professione mediatore creditizio, era già  finito nelle intercettazioni delle inchieste per riciclaggio su Antonino Fameli – essendone stato collaboratore – ma non aveva ricevuto avvisi di garanzia.
Oggi le sue responsabilità  agli occhi degli inquirenti sono più gravi e per questo risponde, sebbene a piede libero, di concorso sia nell’usura che nell’estorsione praticate dal boss.
Gli inquirenti hanno inoltre “mappato” una serie di incontri con Gullace, oltre ad aver registrato numerose intercettazioni ritenute «decisive».
C’è quindi la mafia, a Savona e provincia. Le prove concrete, con nomi e cognomi, erano emerse nell’ambito di un’inchiesta i cui elementi essenziali il “Secolo XIX” aveva rivelato per la prima volta nello scorso mese di ottobre.
La mafia c’è, con capi e “soldati” che hanno qui la loro base, viva e nascosta.
Gli uomini d’onore sono radicati nel territorio stretti attorno a un boss. Da qui comandano anche i clan fuori Liguria.
Da qui danno disposizioni, mandano ordini. Sempre eseguiti. Perchè a Savona ci sarebbe il regista, che governa la ‘ndrangheta del Nord Ovest: il sessantenne Carmelo Gullace.
Questo il quadro emerso dalle indagini concluse circa un anno fa (ottobre 2013) e condotte inizialmente dalla Procura savonese, insieme agli investigatori della squadra mobile della Questura.
Successivamente, proprio per l’importanza del caso, sono subentrati gli specialisti dell’antimafia della Dia e dello Sco (polizia) di Genova. Ma non è finita.
I faldoni con le carte fatte di intercettazioni, appostamenti e pedinamenti su quel mondo che gli inquirenti non esitano a ritenere “mafia”, sono stati trasferiti a Reggio Calabria, per competenza.
La procura calabrese avrebbe raccolto un dossier contenente elenchi di nomi di affiliati, la loro organizzazione, struttura e gerarchia.
E i loro rapporti e affari con la politica e la pubblica amministrazione.
A partire dalle indicazioni di voto alle urne di cui si sarebbero avvantaggiati politici savonesi insospettabili. L’esame laborioso delle carte era stato iniziato dai pm Giuseppe Pignatone, ora procuratore capo a Roma, e Michele Prestipino, che poi sono stati destinati ad altri incarichi. Ma i due magistrati avevano già  messo la firma sulle autorizzazioni alle intercettazioni, scottanti per la provincia di Savona.
L’iter è così ripartito da zero con altri pm e davanti ad altri giudici. Le carte sono imperniate su un nome e tutta la sua corte.
Il boss Carmelo, detto “Nino”, “Ninetto” Gullace, di Toirano. Ufficialmente un operaio di cava. Il boss del nord ovest della ‘ndrangheta. Un nome chiacchierato da decenni, finito sulle cronache per accuse pesanti che lo hanno visto coinvolto in omicidi e sequestri (assolto poi in Cassazione) e al centro di sequestri patrimoniali e indagini dei Ros dei carabinieri.
Al suo presunto ruolo rilevante all’interno della ‘ndrangheta gli investigatori sarebbero arrivati durante le indagini che avevano portato in carcere quello che sarebbe poi risultato essere, sempre secondo gli investigatori, il suo braccio destro: Antonio Fameli, di Loano.
E proprio il loro legame, al centro dell’indagine inizialmente della polizia di Savona (coordinata dall’allora pm Danilo Ceccarelli) poi della Dia di Genova, adesso è al vaglio di pm e gip di Reggio Calabria.
Fameli era stato arrestato per una serie di reati finanziari e lavorando su di lui e sulle sue utenze e reti di prestanome, era emersa la fedeltà  al capo, a Gullace.
Da lì sono stati monitorati incontri, colloqui, anche in Calabria. E dopo un vertice tra magistrati e procure del Nord Italia, presieduto dal magistrato milanese Ilda Boccassini, sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta, anche l’ipotesi “Savona” è finito davanti all’antimafia della Dda calabrese.
Sono stati monitorati anche i continui viaggi di Gullace dalla villa di Toirano al suo paese d’origine, Cittanova.
Da dove avrebbe scalato il potere ‘ndranghetista- secondo i dossier di Sco e Dia- arrivando ad essere a capo della potente cosca dei Gullace-Raso-Albanese.

Alberto Parodi e Matteo Indice
(da “il Secolo XIX“)

argomento: mafia | Commenta »

GLI AFFARI MILIONARI DI TOTTI CON IL COMUNE. CASE POPOLARI AFFITTATE A 2100 EURO AL MESE

Marzo 6th, 2015 Riccardo Fucile

AL CAPITANO 900.000 EURO L’ANNO… I RESIDENTI: “INFILTRAZIONI E SCARAFAGGI”…   TOPAIE DI PERIFERIA PER L’EMERGENZA CASA: 75 MILA EURO AL MESE PER 35 ALLOGGI. E UN PALAZZO ALL’EX SISMI

Pubblichiamo uno stralcio de ”I Re di Roma. Destra e sinistra agli ordini di Mafia Capitale” di Lirio Abbate e Marco Lillo, in vendita da ieri (Chiarelettere, 272 pagine, 14.90 euro)    

Il 19 maggio 2014, meno di tre mesi prima di presentare la richiesta di arresto per i protagonisti di “Mafia Capitale”, i pubblici ministeri romani mettono nel mirino i Caat, una parolina criptica che sta per Centri di assistenza abitativa temporanea, uno scherzetto da quasi 43 milioni di euro di spese all’anno nel bilancio di Roma Capitale. (…)
Questi centri vengono creati nel maggio del 2005 con una delibera del consiglio comunale ai tempi in cui è sindaco Walter Veltroni.
Negli anni successivi vengono attivati alloggi di emergenza in numerosi palazzi, quasi sempre in periferia, di proprietà  dei soggetti che ne fanno richiesta dopo un apposito bando del Comune. (…)
L’amministrazione spende 42 milioni e 597.000 euro all’anno per 33 residence, a cui si sommano i centri della Eriches 29, di Salvatore Buzzi, che ospitano complessivamente 584 persone.
Nell’elenco dei Caat troviamo grandi immobiliaristi (…). La procura finora non ha mosso accuse sull’emergenza abitativa.
Non mancano casi di estrema “concentrazione”. Su 18 strutture a disposizione del Dipartimento Politiche sociali, ben 16 sono delle solite “coop bianche” (…).
Alla fine le cooperative vicine a Comunione e liberazione racimolano grazie ai Caat del Comune più di 8 milioni di euro.
Secondo il prospetto del Campidoglio, consegnato ai pm nel maggio del 2014 e poi girato al Ros dei carabinieri, Eriches 29 — quindi il versante “rosso” — costa alle casse dell’amministrazione pubblica ben 5 milioni e 179.000 euro, circa 740 euro al mese per immigrato (…).
Grazie a Odevaine 5 milioni vanno alla società  di Francesco Totti
Nella lista consegnata dal pm Luca Tescaroli al Ros per le “concordate verifiche” c’è anche, all’undicesimo rigo della tabella dei Caat, il residence della Immobiliare Ten, amministrata dal settembre del 2009 da Riccardo Totti, fratello del capitano della Roma, e controllata indirettamente per l’83 per cento proprio dal fuoriclasse giallorosso, mentre il restante 17 per cento è diviso tra la mamma e il fratello stesso. La catena societaria a monte del palazzo di via Tovaglieri, zona Tor Tre Teste, è composta da tre società  che fanno tutte riferimento al numero impresso sulla maglia del“Capitano”: a valle c’è l’Immobiliare Ten, proprietaria dell’immobile affittato al Comune; più su c’è invece l’Immobiliare Dieci che possiede — oltre al 100 per cento delle quote della Ten — anche altri due palazzetti (ora uniti in un unico stabile, ndr) in via Rasella, a due passi da via Veneto.
Più su ancora c’è la holding di famiglia, la Numberten Srl: per l’83 per cento di Francesco Totti, per il 6,7 per cento del fratello maggiore Riccardo, amministratore di tutte e tre le società , e per il 10 per cento circa della mamma Fiorella Marrozzini.
La società  Immobiliare Ten del Capitano ha ottenuto dal Comune di Roma più di 5 milioni di euro in sei anni, per l’affitto di 35 appartamenti arredati in una zona dell’estrema periferia romana.
Grazie al canone accordato dall’amministrazione, la società  ha potuto realizzare negli anni utili interessanti: nel 2013 (ultimo bilancio depositato in Camera di commercio), 128.000 euro; nel 2012 addirittura 184.000.
Il punto è che il grande affare di Francesco Totti con il Campidoglio è stato fatto, come è accaduto per il gruppo Pulcini e per Salvatore Buzzi, grazie anche a un signore che oggi è in galera: Luca Odevaine.
Nessuno è indagato per queste storie, ma resta lo sperpero di denaro pubblico (…).
Il 16 ottobre 2007, dopo la pubblicazione di un bando sulla Gazzetta ufficiale il 13 agosto 2007 e dopo l’arrivo delle offerte, viene nominata dal direttore del Dipartimento Politiche abitative del Comune di Roma in carica, Luisa Zambrini, una commissione di gara. (…)
Il presidente della commissione è il “dottor Luca Odevaine”.
Qualche giorno prima, il 27 settembre, l’Immobiliare Dieci Srl “spara” l’offerta: per l’affitto di via Tovaglieri chiede un canone annuale complessivo di 1 milione e 280.851 euro.
Una cifra spropositata. In pratica Francesco Totti, o meglio, l’amministratore di allora che non era il fratello Riccardo — subentrato solo nel 2009 — ma il commercialista Adolfo Leonardi, chiede al Comune di Roma di pagare più di 3.000 euro al mese per ognuno dei 35 appartamenti del palazzo di Tor Tre Teste.
Lo stesso giorno il Campidoglio dispone di sottoporre l’offerta a un “parere di congruità  tecnica” e “a seguito di tali verifiche l’amministrazione di Roma ha informato l’Immobiliare Dieci Srl di essere interessata all’offerta in locazione della struttura” però “a un canone di locazione di 15 euro/mq per mese e 9,50 euro/mq per mese per i servizi gestionali pari a un canone annuo di 714.481 euro oltre Iva al 20 per cento (in tutto fanno 857.000 euro) di cui 437.437 euro oltre Iva al 20 per cento per le unità  abitative e 277.000 e 44 oltre Iva al 20 per cento per i servizi di pulizia delle parti comuni (tre volte alla settimana), la portineria 24h, la pulizia al cambio inquilino e la manutenzione ordinaria”.
Il contratto, dalla cifra originaria di 857.000 euro, forse per gli aumenti automatici, sale poi a 908.000 euro l’anno.
Un’enormità  se si pensa che la società  di Totti ha comprato l’immobile con un leasing, poco prima di affittarlo al Comune di Roma, e lo ha pagato 6 milioni di euro più Iva. In pratica, se il Campidoglio avesse acquistato a rate il palazzo invece di pagare la locazione e i servizi di portierato e pulizie alla società  di Totti, avrebbe speso quasi la stessa cifra entrando, però, in possesso di un bene.
Il contratto è scaduto il 31 dicembre 2014 ma l’amministrazione continua a pagare anticipatamente ogni mese i 75.000 euro di affitto per le 35 unità  immobiliari di questo palazzo di periferia. (…)
La società , inoltre, incassa gli affitti dei negozi — per un totale di 1900 metri quadrati — che sono esclusi dal contratto con il Comune.
Al piano terra, infatti, troviamo un bel bar, della catena Blue Ice, e un supermercato Conad.
Nel 2007 questi affitti extra erano pari a 231.000 euro all’anno. (…)
“Infiltrazioni in camera da letto, piove dal     bagno di sopra, gli scarafaggi ci tormentano”
Lo stabile è il classico immobile costruito per ospitare uffici, non certo appartamenti residenziali.
“Quando siamo entrati qui — racconta Elisa Ferri che abita con il marito e tre figli piccoli in un appartamento di 75 metri quadrati al primo piano — era tutto in ordine con i mobili ancora imballati. Dopo sei anni e mezzo la situazione è ben diversa. La manutenzione è fatta male. Da un mese nella nostra camera da letto e nel bagno ci sono le infiltrazioni che vengono dall’appartamento del piano di sopra. Uno schifo! Non possiamo fare intervenire i nostri idraulici e siamo costretti ad aspettare quelli della proprietà ”.
E ancora: “In realtà  qui in via Tovaglieri non c’è nessuno della Immobiliare Ten di Francesco Totti. Siamo costretti a passare tramite il portiere che mi risulta lavori per una cooperativa (…)”.
“Non sappiamo nemmeno il cognome del responsabile con cui parliamo. Io — si lamenta Elisa Ferri — so solo che si chiama Stefano. Nonostante le promesse, però, a casa mia dopo un mese non è venuto nessuno, piove da sopra e la macchia si allarga a vista d’occhio. Anche l’ascensore è rimasto rotto per settimane questa estate senza che nessuno intervenisse nonostante la presenza di anziani. La casa è molto umida. Le pareti e i tramezzi sono troppo sottili e questo palazzo non è stato costruito per essere abitato ventiquattr’ore al giorno, ma solo per lavorarci”.
E come se non bastasse, “il Comune spende tanto per la bolletta elettrica. Inoltre siamo tormentati dagli scarafaggi. Io penso che Francesco Totti non immagini nemmeno in che situazione ci troviamo. Qui non lo ha mai visto nessuno. Pensi che nel palazzo si era diffusa la voce che aveva regalato tutto al Comune”.     In realtà  non è così.
La Immobiliare Ten, amministrata da Riccardo Totti, in questa storia si è comportata come una società  che massimizza il profitto.
Semmai è il Comune che ha fatto beneficenza al calciatore più ricco di Roma.
Tra affitto e spese, gli appartamenti “ci” costano l’uno 2.161 euro di affitto al mese. Un canone degno del centro di Roma, non certo di Tor Tre Teste.
Un bell’autogol per tutti.
Quello stabile a due passi da via Veneto     che ospita gli uffici dell’Aise
A questo punto è interessante capire la storia del palazzo di via Tovaglieri. Inizialmente il proprietario, come accaduto per altri residence poi affittati come Caat al Comune, è la società  Fimit Sgr, un grande fondo immobiliare italiano nato nel 1998 per iniziativa di Inpdap e Mediocredito Centrale.
Fino a maggio del 2007, alla guida c’è Massimo Caputi, un manager molto importante che ha guidato colossi come Invitalia e Grandi Stazioni (…).     Il 30 maggio 2007 l’Immobiliare Dieci Srl stipula un preliminare con Fimit per comprare il palazzo di via Tovaglieri e due stabili in via Rasella.
La società  del Capitano si impegna ad acquistare il “pacchetto” a 16 milioni e 950.000 euro. Il prezzo è buono per gli acquirenti e permette al fondo di fare una plusvalenza di 3,3 milioni.
Il vero affare per i Totti sono i due palazzetti accanto a via Veneto, mentre quello di Tor Tre Teste viene infilato giusto per venderlo.
In via Rasella, infatti, il Capitano compra immobili quasi totalmente liberi da inquilini, con una superficie netta da affittare pari a 1.860 metri quadrati al prezzo di 10 milioni e 950.000 euro, tutt’altro che elevato per quella zon (…)
Ben diversa, almeno sulla carta, la situazione di via Tovaglieri. (…) Nel maggio del 2007, quando la società  di Totti firma il contratto preliminare di acquisto al prezzo di 6 milioni con Fimit, è un mezzo bidone: difficile da affittare e con un valore in calo. Tra il preliminare e il definitivo però le cose cambiano. (…) Il 16 ottobre viene nominata la commissione che deve valutare le offerte, presieduta da Luca Odevaine, e venti giorni dopo, il 7 novembre, la società  di Totti stipula il contratto definitivo di acquisto con Fimit per il palazzo di via Tovaglieri.
Sembra un azzardo ma il 16 dicembre 2008, il Comune e l’Immobiliare Ten firmano il contratto di locazione. (…) Via Tovaglieri, grazie al contratto per sei anni rinnovabile tacitamente, è una gallina dalle uova d’oro (…).
I due palazzi di via Rasella sono stati invece uniti e ristrutturati. Oggi ci sono gli uffici amministrativi dei servizi segreti italiani.
L’Immobiliare Dieci detiene in leasing lo stabile e ottiene, nel 2013, ricavi per 1 milione e 70.000 euro. Probabilmente pagati tutti dall’Aise (Agenzia informazione e sicurezza esterna).
Sul palazzo c’è anche la targa della presidenza del Consiglio.
L’Immobiliare Dieci sostiene per via Rasella una rata del leasing pari a 545.000 euro ai quali bisogna assommare altri costi e ammortamenti.
Alla fine, il netto utile è di 182.000 euro nel 2013.     (…) Francesco Totti, pur essendo il maggiore azionista delle due società  immobiliari e quindi “il beneficiario” economico principale, non è amministratore delle due società  e potrebbe non essere a conoscenza della genesi e dell’evoluzione dei rapporti con il Comune di Roma e con la presidenza del Consiglio per la locazione dei palazzi di via Tovaglieri e di via Rasella.
Francesco e Luca, romanista sfegatato,     si incontravano negli uffici del Comune     In Comune raccontano che Francesco Totti, ai tempi di Veltroni sindaco, aveva un buon rapporto personale con Luca Odevaine.
L’allora braccio operativo del primo cittadino è un romanista sfegatato. Il Capitano lo conosceva bene e andava anche a trovarlo talvolta nel suo ufficio in Campidoglio.
A testimonianza di un rapporto profondo tra i due, c’è un necrologio pubblicato in occasione della morte del padre di Luca, Remo Odevaine (…): “Sinceramente addolorati per la triste circostanza porgiamo le nostre condoglianze. Vito Scala e Famiglia, Francesco Totti e Ilary Blasi”.
Il necrologio è datato 15 novembre 2005, quindi precedente alla decisione, da parte della commissione presieduta da Luca Odevaine, di affittare per sei anni a un canone complessivo che supera i 5 milioni di euro il palazzo di proprietà  della società  dell’amico Francesco.
Nonostante ciò, Odevaine non riterrà  più opportuno astenersi da quel ruolo che spetterebbe a persone “terze” e in Comune nessuno dirà  nulla.     Il rapporto tra i due non si è mai interrotto, come il contratto di affitto.
Una traccia di questa stima reciproca si trova anche sui quotidiani del 24 gennaio 2013.
Quel giorno Odevaine, sotto la bandiera di Fondazione Integra/Azione e in collaborazione con Legambiente e cooperativa Abitus, organizza una partita contro il razzismo (…).
“L’iniziativa — scrive Repubblica — è stata apprezzata dal capitano dell’A. S. Roma, Francesco Totti” (…).     Un’altra “battaglia giusta” potrebbe essere anche quella contro gli sprechi, che dovrebbe imporre a Totti — certamente all’oscuro dei malaffari di «mafia Capitale» — di migliorare la condizione degli inquilini del palazzo di via Tovaglieri e al Comune di chiudere al più presto il contratto con la società  Immobiliare Ten e trovare una sistemazione più degna per 35 famiglie.

Lirio Abbate e Marco Lillo
(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: denuncia | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (37.800)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Febbraio 2026 (504)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Marzo 2015
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    3031  
    « Feb   Apr »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • IL NO AVANTI DI 5 PUNTI. L’ISTITUTO “IXÈ” CERTIFICA IL SORPASSO DEL “NO” (TRA IL 51,3-54,3%) SUL “SÌ” (45,7-48.7%) . LA PERCENTUALE DEI CITTADINI CHE HANNO INTENZIONE DI ANDARE A VOTARE È DEL 46%
    • “LA POLITICA ECONOMICA DI TRUMP È UN FALLIMENTO MISERABILE”. JOSEPH STIGLITZ, PREMIO NOBEL PER L’ECONOMIA: “IL PRESIDENTE CERCHERÀ DI FARE TUTTO CIÒ CHE PUÒ. NON HA MAI PRESTATO MOLTA ATTENZIONE ALLA LEGGE. POTREBBE IMPORRE ILLEGALMENTE UN’ALTRA SERIE DI DAZI, CHE DARANNO ORIGINE A ELEVATI LIVELLI DI INCERTEZZA E A NUMEROSE SFIDE LEGALI”
    • ESTORSIONI, MINACCE E ARRESTI NON FATTI: LA “DOPPIA VITA” DI CARMELO CINTURRINO, IL POLIZIOTTO ARRESTATO PER L’OMICIDIO DEL PUSHER MAROCCHINO ABDERRAHIM MANSOURI A ROGOREDO
    • MIGRANTI, L’ATTACCO DEI VESCOVI AL GOVERNO: “SCELTE POLITICHE DISUMANE”
    • MENO MALE CHE C’È MATTARELLA A TENERE ALTA L’ATTENZIONE SU NISCEMI IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA È ANDATO NEL PAESE CHE DA UN MESE VIVE CON IL FIATO SOSPESO: UN CENTINAIO DI FAMIGLIE HANNO PERSO LE LORO CASE PER SEMPRE, ALTRE NON SANNO QUANDO POTRANNO RIENTRARE
    • IL GRANDE VINCITORE DEI GIOCHI DI MILANO-CORTINA SI CHIAMA GIOVANNI MALAGO’: L’EX PRESIDENTE DEL CONI (A CUI IL GOVERNO MELONI HA NEGATO LA PROROGA DEL MANDATO) SI GODE IL SUCCESSO E INVITA A NON BRUCIARE LE TAPPE SULLA CANDIDATURA OLIMPICA DI ROMA NEL 2040
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA