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“GIUBILEO, VOGLIO MILLE EURO A PULMANN DI TURISTI”

Agosto 30th, 2015 Riccardo Fucile

PIU’ CHE TICKET UNA RAPINA… LA PROPOSTA DEL NEO-ASSESSORE ESPOSITO

L’assessore Sì-Tav, l’assessore «multitasking» (autodefinizione, visto l’attivismo sui social), l’assessore pendolare che vola tra Roma, dove lavora, e Torino, dove ha mantenuto famiglia e bacino elettorale.
Ma Stefano Esposito, classe ’69, nativo di Moncalieri, nella giunta del Campidoglio è soprattutto l’assessore che, in vista del Giubileo, ha dichiarato guerra ai pullman turistici
Ticket di mille euro per entrare in centro. È così?
«Sì, questa è la mia proposta che porterò alla giunta politica del 3 settembre».
Perchè questa decisione?
«Nel 2014 sono entrati 90 mila bus turistici. Per l’Anno Santo ne prevediamo circa 170 mila. E fargli pagare appena 200 euro al giorno, o 2.800 euro annuali, è un incentivo pazzesco che va eliminato».
Su con le tariffe, allora…
«Esatto. Mille euro per la zona centrale, 10-12 mila per l’abbonamento annuale».
Pagheranno i turisti: mille diviso 50 persone, la capienza di un bus, fa 20 euro a testa.
«Se è per questo ero partito dal divieto assoluto di entrare. Poi nel confronto politico e coi tecnici ho pensato che era meglio questa strada. Solo i cretini pensano di sapere tutto…».
Ticket anche per le auto?
«Nelle altre capitali europee c’è. Ma qui mi sembra prematuro. Per ora andiamo coi pullman: del resto se vuoi arrivare sotto il colonnato di San Pietro oppure al Colosseo è giusto che si paghi tanto. Ma qui a Roma, ma come un po’ in tutta Italia, c’è una mentalità  gommarola ».
Sarebbe?
«Abituata a pensare al trasporto pubblico quasi esclusivamente su gomma. Io voglio cambiare questa mentalità ».
Detto da uno che è noto per le sue posizioni per la Tav suona quasi come una minaccia…
«Vengo da una solida cultura del ferro contro la gomma. Chi è avversario dei treni, invece, ne è un sostenitore».
E tolti dal centro, dove andranno questi bus turistici?
«Abbiamo già  predisposto una serie di parcheggi subito fuori la cinta centrale, in posizioni comodissime, vicino alle stazioni ferroviarie o della metropolitana».
Tiburtina, ad esempio. Dove ogni sette minuti ci sarà  un treno per la stazione San Pietro?
«Esatto. Ma non posso dire tutto. Domani avrò la bozza di delibera».
Penserà  mica di collegare anche Termini con San Pietro via rotaia?
«Veramente è un’idea che mi è venuta. Ho fatto anche fare un’analisi tecnica agli uffici».
Risultato?
«Speravo di avere più “materiale” utilizzabile. Invece i binari, su quel tratto, sono stati tolti a fine anni 80 non so perchè. Per il Giubileo non faremmo in tempo, e poi serve un bell’investimento economico».
Progetto abortito?
«Per l’Anno Santo sì. Non possiamo aprire cantieri senza chiuderli. Ma nell’orizzonte temporale del 2018 è un obiettivo che si può tenere in considerazione».
E lei come fa avanti e indietro tra Roma e Torino?
«In aereo, anche due volte a settimana. Parto la sera alle 20, torno la mattina alle 6.50. E spesso la domenica sono nella Capitale».
Chi paga i suoi viaggi?
«Il Senato, come per tutti i senatori. Ma con me il Comune risparmia: faccio l’assessore a zero euro, ho anche sbarrato la riga sull’Iban nel modulo per i pagamenti che mi ha consegnato il Campidoglio…».

Ernesto Menicucci
(da “il Corriere della Sera”)

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VINCERE E VINCEREMO

Agosto 30th, 2015 Riccardo Fucile

LE ARMI SEGRETE DELLA CONTROGUERRIGLIA DA BAGNASCIUGA

Se il marziano Kunt, quello   di Ennio Flaiano, atterrasse   di nuovo a Roma e   desse un’occhiata ai principali   giornali italiani, scoprirebbe   che:
a) nel caso in cui leggesse la   stampa governativa, cioè quasi   tutta, la biblica migrazione di   persone in fuga dall’Africa e   dall’Asia verso le coste e le frontiere   italiane sta per essere risolta   una volta per tutte da un epocale   intervento della mitica   “Europa” che, convinta a viva forza dal giovane ed energico,   ginnico e scattante premier Matteo Renzi, si accinge a farsi   carico “pro quota” delle centinaia   di migliaia di profughi e   clandestini che si affacciano sul   nostro territorio, insomma il   Piano B della fase 2 del secondo tempo funziona alla grande;
b)   nel caso in cui s’imbattesse nelle prime pagine dei giornali di centrodestra,   dal Giornale a Libero,   la biblica migrazione eccetera è   in realtà  un’invasione in piena regola, favorita anzi voluta e sollecitata   da alcune quinte colonne   “buoniste”, “radical chic” e   “cattocomuniste” degli scafisti   libici e siriani, annidate nei palazzi   del governo e del Vaticano,   che ricoprono d’oro i nuovi arrivati,   quasi tutti iscritti all’Isis,   trasformandoli in nababbi   provvisti di ogni sorta di bendidio:   soldi a palate, gioielli, pietre   preziose, sei o sette pasti al giorno,   suite in hotel a 5 stelle con   piscina e Spa, moschee in ogni   angolo e naturalmente sesso   gratuito a ogni ora del giorno e   della notte (resta da capire perchè   mai questi fortunati africani   o asiatici, che hanno trovato in   Italia il Paese di Bengodi, si ostinino   pervicacemente a crepare   in mare o nelle celle frigorifere dei tir prima di assaporare   la cuccagna, o a tentare la fuga   dall’Italia verso i paesi del Nord   Europa, i quali —sempre secondo   gli house organ berlusleghisti   — li trattano doverosamente a   pesci in faccia, immuni come sono   dal contagio “buonista”, “radical   chic” e “cattocomunista”;   nè si comprende perchè mai gli   italiani non fuggano dall’inferno italiano verso le ubertose coste   libiche e siriane).   Cogliamo fior da fiore dagli   ultimi titoli di Libero.
“Ecco come   l’Italia regala permessi ai   clandestini. Invasione legalizzata”,   “Il governo regala l’8 per   mille ai profughi. Incentivi   all’invasione”, “Ai clandestini i   soldi dei disabili”, “in nome dell’accoglienza la Boldrini dichiara guerra a mezzo mondo”,   “Ho il diritto di odiare l’Islam”,   “Gli immigrati bloccano Milano:   schifano cibo e aiuti e rifiutano   le tende dove dormono i   soldati”, “L’invasione continua,   naufraga il buonismo”, “La Libia   è un inferno e noi progettiamo   interventini di pace”, “Clandestini   in poltrona, italiani e turisti   per terra. Il trattamento   privilegiato sui traghetti”.   L’accoglienza ‘benedetta’ ci   rende stranieri in casa nostra”,   “I vescovi se la prendono   anche con gli alpini: proibita   a messa la loro preghiera,   si temeva che gli immigrati si   offendessero”, “Maroni: il   Nord riempito di clandestini   per ripicca politica”, “La sinistra   europea mena gli immigrati,   quella italiana invece tace   e si fa invadere”, “Vaticano   vietato ai profughi” mentre “Papa e vescovi attaccano chi   non è disposto ad accogliere   tutti gli extracomunitari”,   “Rifiutano i clandestini: denunciati   10 sindaci. Accoglienza   a tutti i costi”, “Due   moschee a Milano, l’ulti mo   regalo di Pisapia”,“Violentata   da tre ‘profughi’”,“In galera ci   va la polizia”,“Più bikini meno   burqa: protesta anti-islam”,   “Fassino in Comune presta una   stanza per pregare Allah”,   “Perchè l’Italia è il bengodi dei   clandestini ”, “Risse, occupazioni,   censure: l’Italia in mano   agli immigrati”, “La satira che   fa paura a chi tifa invasione:   buonisti talebani”, e infine il   top dei top: “La sinistra uccide   10 immigrati al giorno. I disastri   dei buonisti”.   Ma ecco il Giornale di Sallusti   che, per non rimanere indietro   e non prender buchi, risponde   da par suo. “Fisco e   migranti: così l’accoglienza si   mangia Imu e Tasi”,“I n v a s i one   via terra”, “Il nemico tra i   banchi. Padova, la ragazzina   lascia la scuola per il Jihad”,   “Alfano usa i profughi come   u n’arma. Vendetta contro il   Nord”, “Immigrati violenti.   Stupro in spiaggia, caccia a un   ragazzo di colore”, “Bu o n ismo   da sacrestia”, “Il paradiso   degli stupratori”, “Gli amici   degli invasori: preti, attivisti   e lo zampino dell’Arci, ecco   chi aiuta i profughi a sbarcare   sulle nostre coste”,“L’u m a n itarismo   diventa complice degli   schiavisti”, “Mons. Galantino,   il piazzista del Papa”,   “Milano, il cocker eroe salva   la padrona dallo stupro di un   cin gales e”, “L’affare clandestino   delle coop cattoliche”,   “Il Pd mette Buddha al posto   del crocefisso”, “La strage   buonista di migranti: i morti   passati da 20 a 3500 all’anno”,   “Zingari sparano, evacuata   spiaggia. Allarme stupri, vietato   dire che i responsabili sono   stranieri”,“Isis, dieci indagati   in Italia. Spariti nel nulla   5 mila baby profughi”, “In Italia   ci sono 50 mila musulmani   che tifano per i tagliagole   dell’Isis”, “Il governo regala   l’Italia ai terroristi”, “Versilia   in mano ai delinquenti,   serve l’esercito sulle spiagge”.
A   questo proposito, sempre   sul Giornale, si segnala un   patriottico trattatello di alta   strategia militare firmato da   Stefano Zurlo sull’epica battaglia   ingaggiata dai vigili urbani   “contro i vu’ cumprà  di   Alassio” che “fanno concorrenza   sleale alle botteghe artigiane   del centro storico”.
“Il   comandante Francesco Parrella   ha deciso di aggiornare il   modus operandidel corpo… In   bermuda e maglietta. O addirittura   in costume da bagno.   Con tanto di tuffo in mare. Via   la divisa, basta con gli appuntamenti   (sic, ndr) tradizionali.   E con le solite tecniche. Cambia il nemico e si adeguano   pure loro: i vigili. Quest’estate   verrà  ricordata come   quella del cambiamento… Una   piccola rivoluzione”.
È la   svolta: “Pensa e ripensa, Parrella   ha trovato il modo di aggirare   i vu’ cumprà . Prendendoli   alle spalle… Come capitò   — ci si conceda il paragone — ai   soldati francesi che si credevano   protetti dalla linea Maginot   e furono sorpresi dalle   armate tedesche. A ciascuno   la sua guerra”.
Ecco dunque il   comandante Parrella, pancia   in dentro e petto in fuori, armato   dei migliori manuali di   arte militare, lanciare “l’assalto   alle bancarelle abusive”,   ma attenzione: esso “non parte   più da terra, ma dalla sabbia,   dalla spiaggia, se necessario   dal mare”.
Con mezzi anfibi   di ultima generazione, si   presume. “Ogni giorno due   pattuglie in versione balneare   camminano a ridosso degli   ombrelloni e al momento opportuno   intervengono”.
Zac!,   “più scattanti” che pria. “Chi   combatte questa guerra — dichiara   il sindaco Enzo Canepa   in tuta mimetica dal suo rifugio   antiatomico sotto le cabine   di un lido, poco prima del   coprifuoco — deve adattarsi   alla natura del territorio”.   Giusto.
Il comandante Parrella   svela perigliosamente una   delle tecniche di controguerriglia   da bagnasciuga: “Le nostre   pattuglie hanno imparato   a mimetizzarsi”.

Marco Travaglio
(da “Il Fatto Quotidiano”)

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MARTEDI’ RIAPRONO LE MATERNE STATALI, MA SENZA INSEGNANTI RISCHIO CAOS

Agosto 30th, 2015 Riccardo Fucile

I PASTICCI DI RENZI E I DIECIMILA PRECARI CHE PERDONO IL POSTO… LE SENTENZE EUROPEE INAPPLICATE

Martedì è il 1° settembre   e quindi   riaprono gli asili   statali. Cioè, forse.   Specialmente nelle grandi   città  c’è un problema non   piccolo che discende da una   scelta fatta dal governo nella   “Buona Scuola”: la legge, infatti,   esclude dalle assunzioni   i precari della scuola materna,   che tecnicamente è   pertinenza dei comuni e non   del ministero.
Per gli asili,   insomma, continuano a funzionare   le vecchie graduatorie:   per la fine della “supplentite”   (come la chiama il   presidente del Consiglio) se   ne riparla un’altra volta.   Solo che pure coprire i posti   da supplente è un problema:   oltre 10mila insegnanti   precari della materna infatti,   su circa 23mila, hanno già    avuto contratti a termine per   più di 36 mesi e quindi non   possono essere ulteriormente   prorogati, ma solo assunti.
Il problema si presenta   quest’anno perchè il mondo   della scuola, con una legge   del 2011, era stato escluso   dalla norma sulle stabilizzazioni   dopo tre anni di precarietà :   a novembre 2014, però,   una sentenza della Corte   di Giustizia europea ha bocciato   lo stato d’e ccezione   creato per la scuola con la   buona ragione che, se quegli   insegnati servono, vanno assunti   e non tenuti a bagnomaria.
A Roma, la battaglia è particolarmente   infuocata perchè   riguarda la metà  della   platea: circa 5mila insegnanti   precari delle materne che —   magari dopo supplenze reiterate   per un quindicennio —   ora rischiano di perdere il lavoro.
Un bando per coprire i   posti vacanti firmato dalla   Giunta il 14 agosto, infatti, escludeva   i cosiddetti precari   “+36”, ma ora il nuovo assessore Marco Rossi Doria ha   sospeso l’iter imponendo almeno   all’inizio dell’anno i   “turni unici” per maestri e   maestre di ruolo.
In alcuni istituti,   però, su una pianta   organica di 12 posti, ne risultano vacanti fino a 5: reggere   a lungo in questa situazione è   impossibile, senza contare   che nei nidi settembre è il delicato   mese del cosiddetto   “inserimento” dei bimbi.
La soluzione? Non c’è.
Per   ora i ministeri interessati si   sono rimpallati domande,   ma la via per uscirne non si   trova.
La prima, e più ovvia,   sarebbe che i Comuni assumano   le persone di cui hanno   bisogno, specialmente quelle   che — avendo avuto un decennio   di contratti a termine   — ne hanno diritto per legge (a   quello o a un risarcimento,   dicono le sentenze).
Gli enti   locali, però, com’è noto, sono   sottoposti ai rigori del Patto   di Stabilità  interno e non   hanno lo spazio finanziario   per assumere.
Ieri Il Sole 24 Ore parlava di una possibile   soluzione in due tempi: lunedì   31 agosto una circolare per chiarire il destino dei “+ 36   m es i” e poi, con la legge di   Stabilità , un intervento per   aiutare i comuni nelle assunzioni   (sempre che si trovino i   soldi).   Quanto al governo, con la   legge “La Buona Scuola” ha   già  detto che per ora non   metterà  le mani nella scuola   materna.
La cosa curiosa, e in   un certo senso paradossale, è   la seguente: le 102.734 assunzioni   previste e finanziate   dal governo per elementari e   medie (inferiori e superiori)   non saranno raggiunte. I   nuovi insegnanti saranno tra   gli 80 e i 90mila.
È successo che — analizzando   le 71.643 domande di   regolarizzazione arrivate — il   ministero si è accorto che per   vari motivi non sono coperti   alcuni profili: mancano docenti   abilitati all’insegnamento della matematica e, in misura minore, di altre materie   scientifiche e mancano   pure gli insegnanti di sostegno.
Per questi posti si dovrà    continuare ad affidarsi alle   supplenze annuali.
Un vero peccato che nasconde   un paradosso: le   71mila e dispari domande,   infatti, ne nascondono tremila   di docenti che nel frattempo   sono stati assunti e   quasi 15mila di insegnanti abilitati   nella scuola materna,   di cui però la legge Giannini-   Renzi ha scelto di non occuparsi.

Marco Palombi
(da “Il Fatto Quotidiano”)

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IL SACRIFICIO DA EROE DI ANATOLIJ CHE CI FA VERGOGNARE: ORA LO STATO FACCIA LO STATO

Agosto 30th, 2015 Riccardo Fucile

NEL PAESE DEL “FATTI I CAZZI TUOI”, UN EROE RIBELLE CI RICORDA CHE UNO STATO VIVE SE CI SONO REGOLE E CHE QUESTE VANNO FATTE RISPETTARE DA TUTTI

“Perchè non si è fatto gli affari suoi???… Se l’è cercata“. E’ il retropensiero che in molti fanno in queste ore leggendo la notizia dell’uccisione di Anatolij Korov, 38 anni, ucraino, operaio edile precario, che accortosi di una rapina non ci ha pensato su due volte ed è intervenuto con slancio, coraggio e in disprezzo del pericolo.
Aveva appena terminato di fare la spesa al supermarket vicino casa, insieme a sua figlia di quasi due anni: la più piccola dei suoi tre figli.
Ha notato i criminali puntare le pistole contro gli addetti alle casse, non ha esitato un attimo: ha lasciato la piccola e il carrello per tornare indietro e cercare di bloccare i malviventi.
E’ tragedia, orrore, dramma a Castello di Cisterna in provincia di Napoli. Anatolij Korov si è avventato su uno dei rapinatori.
Lo ha disarmato e bloccato a terra. Il complice è intervenuto nel modo più vigliacco, bastardo, criminale che si possa immaginare.
Pistola in pugno — a distanza ravvicinata — ha esploso contro un uomo disarmato numerosi proiettili. Anatolij Korov è stato centrato al petto e a una gamba.
Pochi istanti — privo di vita — stramazzato davanti alle casse, in una pozza di sangue. Un’esecuzione di morte avvenuta sotto lo sguardo della figlioletta, di alcuni clienti e del personale del discount. Qualcuno ha tentato di soccorrere e aiutare Korov ma è stato inutile.
Abitava da diversi anni a Castello di Cisterna, aveva un regolare permesso di soggiorno, lavorava come un mulo e amava la sua famiglia.
Questa era la vita che Anatolij Korov con la moglie avevano scelto lontano dal suo Paese.
Il suo sogno era vivere in Italia, a Castello di Cisterna per costruire un futuro diverso per i suoi tre figli. Allevarli nell’esempio di una vita vissuta nel rispetto delle regole contro le ingiustizie e nella solidarietà .
Speranze e propositi fermati con immane violenza a revolverate da due infami. Ma non solo da loro.
Mette i brividi il gesto altruistico di Korov. Uno straniero. Uno venuto a “rubare il lavoro” agli italiani dice certa vulgata razzista.
Un migrante. Uno che non conta niente.
Il sacrificio di Anatolij Korov ci fa sentire piccoli, piccoli, ci fa vergognare.
A noi professionisti del girare la faccia da un’altra parte, a noi esperti del far finta di niente e dell’omertà  di coscienza davvero non capiamo e non comprendiamo il suo slancio.
Noi stiamo dall’altra parte con quelli che sono fuggiti. E’ così.
I nostri sono comportamenti opportunistici, pur di salvare la pelle   meglio essere complici e conniventi con gli assassini-infami.
E sono chiacchiere di circostanza, sempre le solite scritte a cadavere caldo e comodamente con il sedere sulla sedia.
Ma cosa fare? Come fermare questa violenza inaudita?
Lo scrivo e lo riscrivo da sempre : se il meridione d’Italia resta abbandonato a se stesso non basteranno eroi civili come Anatolij Korov per salvarlo.
Qui è come ai tempi del terremoto: “Fate presto”.
Gli onesti anche i più ostinati, i più combattivi, quelli che non hanno il torcicollo: di fronte al sacrificio di Anatolij Korov e di tanti come lui in coro sussurreranno convinti anche loro: “Perchè non si è fatto i cazzi suoi???. Se l’è cercata”.
Occorrono segnali inequivocabili e di durezza di uno Stato che deve fare lo Stato fino in fondo.
Il pensiero corre alla tanto amata famiglia di Korov, non bisogna lasciarli soli.
E’ il minimo per ringraziare Anatolij Korov e lavarsi la coscienza.

Arnaldo Capezzuto
(da “il Fatto Quotidiano”)

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“ANATOLIJ UN EROE, LUTTO CITTADINO”: CASTELLO DI CISTERNA RENDE OMAGGIO ALL’UCRAINO UCCISO PER AVER SVENTATO UNA RAPINA

Agosto 30th, 2015 Riccardo Fucile

FUNERALI A CARICO DEL COMUNE, MALORE PER LA MOGLIE

Sarà  proclamato il lutto cittadino a Castello di Cisterna, in provincia di Napoli,   in occasione dei funerali di Anatolij Korol, il 38enne ucraino ucciso sabato sera   per aver tentato di sventare una rapina in un supermercato.
Lo ha annunciato lo stesso sindaco, Clemente Sorrentino il quale ha sottolineato che si tratta di “un atto doveroso verso una persona che ha compiuto un gesto coraggioso quanto eroico”.
Sorrentino, in mattinata, ha voluto incontrare la moglie e i tre figli dell’uomo, e si è offerto di accompagnarle in obitorio. “Ma ho fatto un errore – ha spiegato – perchè è stata negata la visita e Nadiya è svenuta mentre tornavamo a casa
L’ho portata al pronto soccorso dove le hanno praticato una flebo per rimetterla in piedi”.
Il Comune, ha poi aggiunto, pagherà  i funerali del 38enne.
“La moglie – spiega il sindaco – ha espresso la volontà  di portare il corpo del marito in Ucraina, ma io spero che cambi idea, perchè vorremmo che questo uomo coraggioso rimanesse qui, dove ha compiuto il suo ultimo gesto eroico”.
Intanto proseguono le indagini dei carabinieri   per individuare gli autori del delitto.
Le riprese effettuate dalle telecamere di videosorveglianza sono ancora al vaglio dei militari.Secondo quanto si è appreso, i due malviventi sono giunti al supermercato con in testa un casco semintegrale, ed il volto completamente coperto da maschere.
I due erano armati di una sola pistola, usata da uno dei rapinatori per uccidere Korol, “colpevole” di aver bloccato l’altro malvivente.
Nel corso della colluttazione che ne è seguita, Korol è stato anche colpito e ferito di striscio al capo con un oggetto appuntito, oltre ad essere raggiunto dai proiettili esplosi da uno dei rapinatori.
Il 38enne era in compagnia della figlia di un anno e mezzo, ed aveva già  pagato il conto.
Uscito dal supermercato Piccolo in via Selva, si è imbattuto nei rapinatori ed ha deciso di lasciare la figlioletta nel carrello della spesa fuori del punto alimentare, avventandosi sui malviventi.
Nel corso della colluttazione che ne è seguita, Korol è stato anche colpito e ferito di striscio al capo con un oggetto appuntito, oltre ad essere raggiunto al petto e ad una gamba dai proiettili esplosi da uno dei rapinatori che sono poi fuggiti con un bottino di appena 300 euro.
Inutili i tentativi di aiutare l’uomo da parte del personale e di alcuni clienti del supermercato, i quali si sono resi quasi subito conto che non c’era più nulla da fare,
Anatolij   era un operaio edile, aveva un regolare permesso di soggiorno e viveva a Castello da diversi anni

(da “La Repubblica”)

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