Destra di Popolo.net

NELLE CASE POPOLARI OCCUPATE DI TOR BELLA MONICA TRA ARREDAMENTI E RIFINITURE SFARZOSE, MANIGLIE DORATE ED ELETTRODOMESTICI DI LUSSO

Dicembre 7th, 2017 Riccardo Fucile

E CERTA DESTRA DIFENDE QUESTI MALAVITOSI ITALIANI DALLA LEGITTIMA ASSEGNAZIONE DELLA CASE SECONDO REGOLARI GRADUATORIE

Un’operazione realizzata mercoledì dagli agenti del nucleo di supporto al Dipartimento Politiche Abitative (Usdpa) con personale del commissariato Casilino Nuovo a Tor Bella Monaca, in via dell’Archeologia, per sgomberare un appartamento già  sequestrato in passato.
Vi erano stati violati i sigilli per permettere l’ingresso di nuovi occupanti, si legge in un comunicato del comando dei vigili urbani.
“Una volta entrati gli agenti hanno constatato che l’appartamento presentava arredamenti e rifiniture sfarzose, con maniglie dorate ed elettrodomestici di lusso – prosegue la nota -: al momento era presente una donna italiana con tre minorenni, che ha volontariamente lasciato l’appartamento dopo aver portato via gli oggetti personali e alcuni mobili: data la presenza di minori, la Sala Operativa Sociale ha chiesto se la donna avesse necessità  alloggiativa temporanea, offerta rifiutata. Dopo la sostituzione delle serrature e lo sgombero, l’appartamento è stata rimesso nella disponibilità  del Patrimonio e contestualmente riassegnato ad una famiglia in lista”.
“Successivamente nello stesso pianerottolo è stato scoperto un secondo appartamento illegalmente occupato da persone legate da rapporti di parentela con gli occupanti del primo, tutti facenti capo ad una nota famiglia malavitosa di zona, già  conosciuta alle forze dell’ordine – ancora il comunicato -. Anche in questi locali, posti poi sotto sequestro, era presente arredamento lussuoso con vasca da idromassaggio, cassaforte, tv gigante e mobili preziosi. Tutti e due gli appartamenti presentavano allacci abusivi alla rete elettrica Acea: gli agenti hanno quindi provveduto a denunciare la donna all’Autorità  Giudiziaria per violazione dei sigilli e furto di energia elettrica”.
“Durante le operazioni di sgombero si è poi presentata una persona, successivamente identificata, che ha spontaneamente riconsegnato le chiavi di un terzo appartamento nello stesso pianerottolo, del quale deteneva indebitamente le chiavi senza occuparlo.
Gli agenti, dopo aver sostituito la serratura e convocato una seconda famiglia in lista di assegnazione, ha contestualmente consegnato l’appartamento”.
Durante le operazioni la Polizia ha impiegato unità  cinofile che hanno permesso l’arresto di due soggetti per detenzione e spaccio di droga. Indagini in corso su altre occupazioni illegali in zona.

(da “Huffingtonpost”)

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MARIA ELENA TRA LE ROVINE

Dicembre 7th, 2017 Riccardo Fucile

BOSCHI IN FUGA DA AREZZO, INDIVIDUATO IL COLLEGIO SICURO DI ERCOLANO-POMPEI

In fuga da Arezzo, dove il Pd rischia di essere sepolto dalla macerie di Etruria.
L’ultima idea è di catapultare Maria Elena Boschi in un collegio “sicuro” al Sud, quello di Ercolano e Pompei, luoghi di rovine storiche e di scavi, di voto “organizzato” e signori delle tessere che controllano il territorio.
E di fondi, tanti fondi, per la rinascita di Pompei grazie al lavoro di Franceschini, considerato dall’Ue e dall’Unesco un modello da seguire.
Proprio a Ercolano, erano i giorni della conferenza programmatica del Pd a Napoli, per accogliere la Boschi come una regina, fu emessa un’ordinanza per ripulire la città : via foglie, cartacce, munnezza e addirittura i manifesti funebri sui muri della città , per non turbare l’umore dell’illustre ospite.
Il sindaco è Ciro Bonajuto, astro nascente del renzismo di rito boschiano, rimasto fedele anche se non è stato premiato con un posto nella segreteria del Nazareno
Dice una fonte del Nazareno, dietro garanzia di anonimato: “Il punto è questo. Maria Elena in questa fase è debole sul voto di opinione, perchè c’è questo tipo di clima sulle banche. Occorre candidarla in un uninominale dove il Pd è forte e anche su un proporzionale sicuro”.
Il che, tradotto, significa che la Boschi va “nascosta” e garantita, perchè l’effetto Etruria è devastante per il Pd, come lo fu prima del referendum.
Portatrice di un oggettivo conflitto di interessi, il suo volto è il simbolo di una responsabilità  mai chiarita sulla parte che lei stessa ha giocato in questa storia, scaricando tutto il peso dei crac sui controllori e auto-assolvendosi.
Più di un dirigente del Pd spiega: “Ci sono due piani in questa storia. C’è Renzi che dice: ‘il male che ci dovevano fare ce lo hanno fatto’. Rispondiamo colpo su colpo. E dunque vuole mettere a riparo i suoi e continuare la guerra totale. E ci sono le colombe del renzismo, come quelli di Delrio, che pensano che così ci schiantiamo e lei dovrebbe evitare di andare in giro, per il bene di tutti”.
Secondo i calcoli, il collegio campano è sufficientemente sicuro. Sufficientemente, perchè un anno fa, in provincia di Napoli, il No vinse ovunque.
Comprende Ercolano, Pompei, Torre Annunziata, Torre del Greco, Trecase.
Ercolano, la potente ex ministra lo ha curato come già  fosse un collegio elettorale, intensificando visite e attenzioni, come quando, a maggio, si presentò a sorpresa alla cerimonia annuale di consegna di alcune borse di studio, organizzata da Buonajuto.
In platea erano presenti alcuni immigrati africani, ubicati a favor di telecamere. Un’immagine che era un messaggio, dopo le polemiche che avevano investito Buonajuto sulla partecipazione degli immigrati alle primarie nella sua città , dove Renzi ha raccolto un bulgaro 80 per cento.
Sempre di recente la Boschi ha partecipato al party per i 40 anni di Ciro Buonajuto nell’elegante cornice settecentesca di Villa Campolieto, insieme a una cinquantina di invitati.
Tra loro, il capogruppo del Pd in regione Mario Casillo, vero dominus del Pd campano e garante dell’operazione Boschi. Il collegio è un suo feudo. A Pompei è stato eletto sindaco, un anno fa, Pietro Amitrano, un suo fedelissimo.
Tra i suoi sostenitori il precedente sindaco del Pd, finito in una inchiesta nell’ambito della gestione locale del cimitero. Altro ex democristiano legato alla dinastia dei Casillo (il padre di Mario è Francesco, vecchio notabile democristiano) è Vincenzo Ascione, sindaco di Boscoreale.
Al Pd campano sono pronti: “Appena ci danno l’ordine su Maria Elena, partiamo col casa per casa”.
Per il proporzionale, invece, il ragionamento è ancora in fieri: se è opportuno puntare tutto sulla Campania o diversificare.
Nel collegio Nola-Portici-Torre del Greco-Castellammare, l’ex ministra può contare sul sostengo pesante di Vincenzo Cuomo, diventato famoso come “furbetto del privilegio”: eletto sindaco di Portici alle ultime amministrative con una valanga di preferenze, prima di rinunciare all’incarico da senatore fece una infinita “melina” per non perdere il vitalizio.
Meglio Ercolano, dicono al Nazareno. Si viaggia sempre alla distanza di oltre 400 km a Sud di Arezzo.

(da “Huffingtonpost”)

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ORA DI MAIO FA LO SPOT ALLA BANCA AMICA

Dicembre 7th, 2017 Riccardo Fucile

IN TV DA FLORIS DI MAIO FA L’ELOGIO DI WIDIBA, BANCA ON LINE DEL MONTE DEI PASCHI DI SIENA… L’INCONTRO TRA CASALEGGIO E L’AD DELLA BANCA ANDREA CARDAMONE LO AVEVA PRECEDUTO

Ospite di Giovanni Floris a DiMartedì, Luigi Di Maio ieri si è lanciato in un interessante elogio di Widiba, banca on line del Monte dei Paschi di Siena, sostenendo che è “la terza banca al mondo online, è italiana, ha solo 400 dipendenti, non ha filiali, stanno cambiando le banche e questo ci permetterà  anche con le nuove tecnologie di sganciarle dai partiti”.
Una circostanza curiosa, notata da Michele Anzaldi del Partito Democratico: “Qualche mese fa c’è stato un incontro, tenuto come al solito segreto quando si tratta di questioni di carattere finanziario che smentiscono la propaganda grillina su questi temi (vedi la riunione M5s-banche d’affari, oppure il pranzo di Di Maio con la Trilateral), tra Davide Casaleggio e l’amministratore di Widiba Andrea Cardamone.
Lo stesso blog di Grillo fu costretto a confermarlo, ma solo dopo che era finito sui giornali.
Di cosa hanno parlato il figlio del cofondatore M5s e l’amministratore della banca fondata e posseduta dal Monte dei Paschi? Mistero.
Oggi, però, ci troviamo il candidato premier M5s, di fronte a milioni di persone, che fa un mega spot per Widiba, che e’ solo l’ultima arrivata tra le banche online e che sta ingrossando le file dei propri correntisti grazie ai passaggi forzati e senza preavviso che Mps sta effettuando dai conti correnti delle proprie filiali”.
E ancora: “Mps chiude 600 filiali vere, effettua 5.500 esuberi, e intanto passa i clienti alla sua nuova creatura online. Ecco il modello di business di cui Di Maio e’ testimonial nelle tv. Ripeto la domanda: che tipo di rapporto c’e’ tra M5s e Widiba/Mps? E tra Widiba e la società  di servizi online Casaleggio Associati?”.
“Ci troviamo di fronte a quella che ha tutta l’aria — scrive ancora Anzaldi su Vita.it — di essere una pubblicità  occulta, o chissà  cos’altro. Possibile che il conduttore Giovanni Floris, innanzitutto un cronista di questione economiche, non abbia detto nulla su uno spot del genere? E il suo editore, Urbano Cairo, che ne pensa? La stessa domanda va alle tante autorità  di controllo: Agcom, Antitrust, Anac non hanno nulla da dire su un candidato premier che utilizza gli spazi di informazione per promuovere un’azienda, oggetto di incontri con il cofondatore del suo partito? E l’Abi, associazione bancaria, non ha nulla da dire?”

(da “NextQuotidiano”)

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MEDICI SENZA FRONTIERE: “LA POLITICA DELL’ITALIA HA RIALIMENTATO IL BUSINESS DEI TRAFFICANTI DI UOMINI”

Dicembre 7th, 2017 Riccardo Fucile

“IL VALORE ECONOMICO DEI MIGRANTI IN LIBIA SI E’ MOLTIPLICATO”…   LA DENUNCIA CONTRO “L’IPOCRISIA DELLE POLITICHE EUROPEE”

“Il valore economico dei migranti che vengono riportati in Libia si è moltiplicato. Si è messo su un sistema che sta rialimentando il business dei trafficanti di uomini e del quale noi non vogliamo essere complici”.
Gabriele Eminente, direttore generale di Msf, traccia un bilancio scuro dei sei mesi trascorsi dagli accordi stretti tra Viminale e Libia che hanno fatto diminuire del 32 per cento gli arrivi di migranti in Italia nel 2017.
Eminente, voi siete critici anche nei confronti del patto siglato dalla conferenza di Abdijian per lo svuotamento dei centri di detenzione in Libia. Perchè?
“Siamo necessariamente diventati scettici rispetto alla reale applicazione delle misure che vengono adottate. Non è nè la prima nè l’ultima volta. Lo ha detto anche Filippo Grandi, L’Unhcr è riuscito ad evacuare 1.000 persone e spera di arrivare a 2.000. La situazione in Libia è drammatica. È chiaro a tutti che parliamo di numeri piccolissimi e di tempi lunghi. Lì ci sono 4-500.000 persone in condizionidi estrema difficoltà ”.
Insomma, secondo voi è come provare a svuotare il mare con un cucchiaino?
“Esatto. E in più si continua con un grande esercizio di ipocrisia. Le politiche europee configurano una complicità  vergognosa perchè si dice che sono diminuite le partenze ma non si dice che il modo per farlo è quello di tenere bloccate le persone in quell’inferno”.
Msf è rimasta l’unica Ong a non aver firmato il codice di autoregolamentazione voluto dal Viminale e ha risposto no anche al bando della Farnesina per andare ad operare nei centri di detenzione. Perchè questo no su tutta la linea?
“Già  dai giorni immediatamente successivi all’adozione del codice si è visto come quelle firme siano state inutili. Anche chi ha firmato, come Moas e Save the children, è andato via dal Mediterraneo o, come Proactiva open arms, è stata bloccata dai libici in un paio di occasioni. Il codice è stato uno strumento di propaganda inutile. Non è vero che il codice ci consentiva di operare con nuove regole. Quello che si è fatto è consentire ai libici, con i nostri finanziamenti, di riportare in Libia migliaia di persone”.
Anche andare ad operare nei centri di detenzione in Libia vi pare inaccettabile?
“Questo è un dilemma. I nostri medici continuano ad operare in mare sulla nave di Sos Mediterranèe e a terra operiamo con cliniche mobili. Sappiamo che ci espone a grossi rischi ma lavoriamo in totale indipendenza, senza finanziamento dei governi di cui non condividiamo le politiche, come facciamo ormai da dopo gli accordi raggiunto tra Europa e Turchia per la chiusura della rotta balcanica. E questo per noi è irrinunciabile”.

(da “La Stampa”)

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PERCHE’ ROMA E’ DI NUOVO SOMMERSA DAI RIFIUTI?

Dicembre 7th, 2017 Riccardo Fucile

LA RACCOLTA NORMALE NON FUNZIONA, IL PORTA A PORTA VA A SINGHIOZZO… I PROBLEMI: IMPIANTI NON ADEGUATI E TROPPI MEZZI DELL’AMA ROTTI

Il ponte dell’Immacolata è alle porte ma Roma è tutt’altro che pulita. Mentre Virginia Raggi su Facebook parla del nuovo stadio della Roma e di una città  che “sa dire sì a progetti belli, moderni, innovativi, che rispettano l’ambiente e danno impulso a nuovi posti di lavoro” i romani fanno lo slalom tra i rifiuti.
La raccolta procede a rilento da giorni, con il risultato che davanti ai cassonetti l’immondizia si accumula. A complicare le cose poi c’è la situazione abbastanza disastrosa della raccolta porta a porta. Ma in quel caso per l’assessora all’ambiente Montanari è colpa di Marino e dei romani.
Il problema del porta a porta che non funziona
A creare i maggiori problemi in alcune zone della città  e il porta a porta. Il Comune vorrebbe estendere entro il 2019 a tutta la città  la sperimentazione che al momento coinvolge un milione di cittadini.
L’obiettivo è quello di arrivare entro il 2012 al 54% di raccolta differenziata con il porta a porta. Uno dei quartieri dove i disagi sono maggiori è San Lorenzo, nel II Municipio (uno dei due governati dal PD).
Qualche tempo fa l’assessora all’Ambiente Pinuccia Montanari ha risposto al Presidente del Municipio dicendo che se il porta a porta non funziona la colpa “è di Marino” che ha avviato “un modello sostanzialmente aberrante di porta a porta”. Un modello al quale però l’attuale Amministrazione non sembra aver messo mano pur essendo a conoscenza delle criticità .
La sperimentazione del nuovo modello à  la 5 Stelle è iniziato nel Ghetto.
La Montanari però non ha una soluzione per le altre zone della città  dove il porta a porta non funziona. Non c’è solo il II Municipio a criticare il sistema. C’è anche chi non lo vuole.
Accade nel XV Municipio, guidato dal pentastellato Stefano Simonelli.
«Oggi mi dicono: quando mettete il porta a porta? Ma che sei matto! Io lo toglierei il porta a porta perchè non lo riusciamo a fare. Non si riesce a fare. È inutile farlo».
Successivamente Simonelli si è giustificato dicendo che la sua era solo una provocazione, perchè al momento la raccolta dei rifiuti porta a porta non è sostenibile dal punto di vista aziendale.
Ed in effetti i mezzi scarseggiano: oltre la metà  degli 850 camioncini usati per raccogliere i rifiuti differenziati è fuori servizio o in manutenzione.
Riparazioni che AMA non riesce ad effettuare e così i rifiuti che dovrebbero essere conferiti in giorni stabiliti non vengono ritirati. La carenza di mezzi è una delle questioni prioritarie anche per Natale di Cola, segretario Fp Cgil Roma e Lazio.
I rifiuti in strada in tutta la città  e il “giallo” di quelli destinati in Toscana
Nel resto della città , dove la raccolta porta a porta non c’è, le cose non vanno meglio. Saranno anche “materiali post consumo” come li chiama la Montanari ma ai romani sembrano proprio rifiuti. E il problema è che rimangono in strada per giorni, accumulandosi fuori dai cassonetti.
La situazione riguarda molti quartieri della città  ed è dovuta principalmente al fatto che gli impianti di trattamento dei rifiuti della municipalizzata sono saturi e non riescono a ricevere i carichi dei camion dell’AMA che sono costretti a lunghe file in attesa di poter essere svuotati. Non va meglio nemmeno a Malagrotta. La discarica di Manlio Cerroni ha “ricevuto” poco meno della metà  delle 1.200 tonnellate al giorno che il Comune di Roma può conferire giornalmente nell’impianto del CoLaRi.
Ieri Regione Lazio aveva annunciato il raggiungimento di un accordo con Regione Toscana per il conferimento di 20mila tonnellate di rifiuti indifferenziati in impianti di trattamento toscani.
La Regione Toscana però, per bocca dell’assessora regionale all’Ambiente Federica Fratoni, ha fatto sapere che quell’accordo non c’è ancora: «Nessuna delibera. Sono al momento in corso tutti gli approfondimenti del caso sulla richiesta avanzata».
Per la Regione Lazio però è cosa fatta e mancherebbe solo la firma dei rispettivi funzionari regionali. Nel frattempo però Roma deve affrontare il ponte dell’Immacolata. AMA deve fare i conti con le festività  e la carenza di operatori. Se ne giorni feriali ne sono in servizio circa 5mila l’otto dicembre la municipalizzata dei rifiuti riuscirà  a metterne in campo meno della metà , 2.200. Riusciranno i nostri eroi a impedire che Roma venga sommersa dai rifiuti per l’ennesima volta?

(da “NextQuotidiano”)

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IN PIAZZA NON SI PRESENTA NESSUNO: L’AGORA’ DEI CINQUESTELLE DIVENTA UN VOLANTINAGGIO

Dicembre 7th, 2017 Riccardo Fucile

L’EVENTO A PIAZZA MONTECITORIO E’ UN PAUROSO FLOP

In piazza non si presenta nessuno, e così i Cinque Stelle trasformano l’Agorà  in un volantinaggio per le strade di Roma.
Il Movimento aveva organizzato per oggi un evento di presentazione del programma su costi e privilegi della politica a Roma.
La manifestazione, inizialmente prevista a piazza San Silvestro, è stata successivamente spostata a piazza Montecitorio alle 14, dove tuttavia non si è presentato quasi nessuno.
I parlamentari M5s, con il candidato premier Di Maio, hanno così deciso di trasformare il comizio in un volantinaggio per le vie del centro di Roma.
Il palco, a quanto si apprende da fonti del M5S, non era previsto in piazza a Montecitorio ma era stato pensato nella location iniziale, in piazza San Silvestro.
Poi, per un equivoco, è stato montato anche davanti alla Camera.
Poi il Movimento ha deciso di cambiare format optando per l’uscita in massa dei parlamentari dal Palazzo di Montecitorio (immagine che, nella strategia M5S, dà  il senso della volontà  di tagliare i privilegi della politica), seguita dal punto stampa e dal volantinaggio.

(da agenzie)

argomento: Grillo | Commenta »

LAURA BOLDRINI AL QUINTO POSTO TRA LE 28 PERSONALITA’ CHE STANNO CAMBIANDO L’EUROPA

Dicembre 7th, 2017 Riccardo Fucile

ENTRA NELLA “CLASS OF 2018” DEL SETTIMANALE PER LA SUA BATTAGLIA CONTRO GLI “ABUSI ON LINE DI STAMPO MISOGINO”

C’è Laura Boldrini tra i «top 28» che influenzeranno le scelte e la direzione dell’Unione europea nel 2018. Ne è convinto il sito-web di Politico nella sua edizione europea.
La presidente della Camera è al quinto posto della classifica, premiata per la sua crociata contro gli «abusi online di stampo misogino».
Le battaglie di Boldrini
È il terzo anno consecutivo che Politico prova a immaginare quali saranno le persone (politici, imprenditori, artisti) che riusciranno a modellare l’anno a venire.
La «Class of 2018» raccoglie, come negli anni precedenti, «la lista di tutti coloro che agendo, innovando e sognando trasformeranno l’Europa nel prossimo anno». Boldrini è al quinto posto: «A giudicare dal torrente di insulti online che le si è rivolto contro Laura Boldrini è la donna più odiata d’Italia», scrive il settimanale.
E ancora: «Da quando è stata eletta presidente della Camera, nel 2013, è diventata il bersaglio di insulti misogeni, attacchi di natura sessuale e minacce di morte. Il suo crimine: utilizzare il suo incarico per far crescere la visibilità  in politica delle donne in un Paese nel quale troppo spesso restano fuori dai confini del potere».
“L’atteggiamento favorevole di Boldrini nei confronti dei migranti, il suo precedente lavoro come portavoce dell’Agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite, l’Unhcr, l’hanno messa in prima linea nella crisi – spiega Politico – non l’avrebbero mai resa popolare tra alcune fasce dello spettro politico, ma è stata la sua campagna per cambiare il modo in cui si parla delle donne al potere ad aver causato la maggior parte degli attacchi al vetriolo».
In testa alla classifica
Quest’anno in testa alla classifica c’è Christian Lindner, il «pugnace» leader liberale, alla guida di un partito che ha conquistato un elettorato conservatore e cauto sull’Euro: quando ha staccato la spina ai colloqui con Angela Merkel per fare un governo di coalizione, Lindner ha gettato il Paese nel caos; ed è probabile che proprio il liberale sarà  un «freno» al motore franco-tedesco che vuole imprimere una nuova direzione all’Europa.
Al secondo posto, l’uomo che Londra ha incaricato di gestire il «divorzio» da Bruxelles, il ministro britannico Michael Gove; al terzo, il ministro del lavoro francese, pugno di ferro’ del governo Macron, Muriel Penicaud (n. 3).
Il relatore per la Brexit al Parlamento europeo, Guy Verhofstadt è al decimo posto. Ma non ci sono solo politici, bensì anche artisti e uomini di cultura nella classifica.
Nella classifica c’è l’aggressivo conduttore televisivo austriaco Armin Wolf (n. 11); la giornalista investigativo slovena Anuka Deli (n. 6); Renè Redzepi, lo chef danese e proprietario del pluripremiato ristorante Noma (n. 26); e Mirga Tyla, la direttrice lituana della City of Birmingham Symphony Orchestra (n. 27).

(da agenzie)

argomento: violenza sulle donne | Commenta »

IL LAVAVETRI CON IL CURRICULUM: AHMED CERCA LAVORO TRA LE AUTO FERME AL SEMAFORO

Dicembre 7th, 2017 Riccardo Fucile

OGNI SERA PULISCE I PARABREZZA DELLE AUTO A BOLOGNA: LUI ALLUNGA IL FOGLIO CON LE SUE ESPERIENZE

«Cerco lavoro. Posso parlare con te?». È una delle poche frasi che Ahmed, nato in Bangladesh nel 1984, sa scandire in un italiano corretto. Senza lamenti: il tono è pacato e sereno. Anche quando ribadisce: «Ho molto bisogno». Ha il volto stanco ma si vede che è giovane.
Ha pronto nel taschino del giubbotto anche un curriculum, ordinato e ben piegato, da offrire rapidamente al suo interlocutore. Rapidamente, perchè il tempo per parlare della sua condizione, oggettivamente, è poco.
Il «suo» incrocio
Ahmed Sulaiman è un lavavetri e ha fatto dell’incrocio di strade – tra via Azzurra e via Massarenti staziona, per esempio, regolarmente ogni sera –, il suo personale improvvisato ufficio di collocamento.
È lì, sotto il semaforo in cui prova a racimolare qualche spicciolo – con l’attrezzo lavavetri stretto in una mano – , che infila il suo prezioso curriculum dai finestrini che si abbassano.
Lì, fra le automobili che rombano e attendono impazienti che il semaforo viri al verde. Il ragazzo è gentile, prova a sorridere alla facce scure che, per evitare l’imbarazzo di negare il suo servizio, preferiscono non incrociarne lo sguardo.
Se gli va bene, pulisce il cristallo del parabrezza e quando la mano dall’interno dell’automobile si allunga per porgere l’obolo, ci prova. Prova, cioè, a cambiare la sua condizione. «Adesso faccio questo», ci dice.
In Italia dal 2006
Non sa nemmeno quanto guadagna, quanto raccoglie, o non lo vuole dire. Fatto sta che non gli basta. Perchè lui ha lavorato parecchio, e forse sono stati proprio quei mestieri che gli hanno consentito di ottenere il «permesso di soggiorno valido» che è indicato sul suo curriculum.
È in Italia dal 2006, ha vissuto soprattutto con connazionali e immigrati, ma qualcuno lo ha aiutato a compilare quel foglio che elenca dati personali, esperienze e «obiettivi professionali», così preciso, dal formato europeo consigliato in ogni ufficio di collocamento che si rispetti.
Mille lavori (anche in Libia)
Ahmed non ferma solo gli autisti al semaforo, lui conosce gli sportelli per la ricerca di lavoro, ma ha fretta. Per strada fa sempre più freddo. E quella del lavavetri non è un’attività  legale. Qualcuno deve anche averlo consigliato male.
Ad ogni modo Ahmed, forte della sua «licenza scuola dell’obbligo» conseguita in Bangladesh è disponibile ai mestieri più umili e li enumera uno per uno: carico e scarico, pulizie, addetto alle scaffalature, aiuto magazziniere.
Pronto a tutto: «Turni diurni, serali e notturni», lo scrive nero su bianco, e se lo incontri non parla d’altro: «Solo lavoro».
E aggiunge a voce: «Cerco di lavorare per privati, aziende, magazzini, uffici, garage». Il magazziniere lo ha fatto nel 2000, in Libia. Precisa che lì ha imparato a usare «il transpallet manuale ed elettrico».
Sempre in Libia ha fatto anche il lavapiatti e l’addetto alla cucina di un ristorante in cui ha appreso la pulizia di carne e pesce e l’impiattamento.
Poi in Italia, subito a Bologna, non si è risparmiato: lavapiatti, colf presso una famiglia che lo utilizzava anche come giardiniere, venditore ambulante di bigiotteria, addetto alle pulizie per privati e uffici.
Ha pulito scale, appartamenti, capannoni. Scrive di sapere parlare in italiano e inglese e di sapere destreggiarsi con internet e posta elettronica.
Cosa cercavi in Italia quando hai lasciato il tuo Paese?, chiediamo. «Lavoro – risponde – Stare meglio. Mia famiglia».
Il suo curriculum è finito su Facebook e, per ora, ha raccolto «mi piace» e tanti cuori.
Al semaforo come ti trattano? «Bene, bene». E ride.

(
da “il Corriere della Sera”)

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CICCHITTO C’E’

Dicembre 7th, 2017 Riccardo Fucile

PISAPIA NO, ALFANO NO, LA BONINO SOLO SE RACCOLGONO LE FIRME, MA IL MITICO FABRIZIO SI SCHIERA CON IL PD

Sospiro di sollievo al Nazareno: Giuliano Pisapia ha detto no, Angelino è caduto in volo ma a sorpresa Fabrizio Cicchitto, 77 anni, come tanti amori che fanno giri immensi e poi ritornano, annuncia che starà  con il PD nonostante il tana libera tutti nel partito di Alfano. Scrive il Corriere della Sera:
Dopo l’annuncio del ministro degli Esteri, si è subito riunita la segreteria del partito; e lunedì prossimo è convocata la direzione. In vista delle prossime elezioni, il partito era già  diviso tra chi spingeva per un accordo con il centrosinistra, chi si spendeva per il centrodestra e chi invocava «meglio da soli».
Adesso il processo e il dibattito sono accelerati. E ieri sera, mentre i componenti della segreteria di Alternativa popolare erano riuniti, Fabrizio Cicchitto ha voluto rendere nota subito la sua «posizione personale»: «Reputo che questa missione politica vada ribadita costruendo anche sul piano politico-elettorale la stessa coalizione di governo fra i moderati riformisti e la sinistra riformista del Pd che ha dato vita al governo Gentiloni».
«Questa coalizione – ha continuato il deputato di Ap – deve dare una risposta innovativa sia a un’estrema sinistra rancorosa, sia a un centrodestra a trazione leghista, sia al populismo del Movimento 5 Stelle».
Cicchitto, quindi, c’è. Come durante la campagna elettorale per il sindaco di Roma aveva annunciato con un’intervista entusiastica all’Unità  di voler votare convintamente Roberto Giachetti, oggi è pronto a raccogliere la sfida per una campagna elettorale tutta in salita. Che però non lo spaventa.
Avanti il prossimo.

(da “NextQuotidiano”)

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