Destra di Popolo.net

EMANUELE DESSI’ DICE CHE NON SI DIMETTERA’ E DIMOSTRA CHE DI MAIO NON CONTA UNA MAZZA

Febbraio 17th, 2018 Riccardo Fucile

COME LE PROMESSE DEL CANDIDATO PREMIER SI INFRANGONO CONTRO LA REATA’ DEI FATTI

Ieri Luigi Di Maio ha sostenuto che i reprobi del MoVimento 5 Stelle non andranno in parlamento perchè rinunceranno alla candidatura.
Lo stesso giochino il candidato premier del M5S l’aveva fatto all’epoca della candidatura di Emanuele Dessì, che, ricorderete, era finito nei guai per la storia della casa popolare affittata a 7,75 euro al mese e per essersi vantato di aver picchiato un cittadino rumeno.
Di Maio ha sostenuto che Dessì aveva firmato il modulo di rinuncia alla candidatura da presentare in Corte d’Appello che lui stesso aveva pubblicato sul Blog delle Stelle qualche tempo fa. Il giorno dopo, in un’intervista che rimarrà  nella storia di questa campagna elettorale, Dessì aveva invece sostenuto di aver firmato senza sapere cosa facesse, facendo ben capire quali fossero le sue intenzioni.
Ieri la scenetta è stata ripetuta: “Chiederemo a queste tre persone di andare in Corte d’Appello per rinunciare alla proclamazione”, ha scandito in un video postato su Fb il capo politico pentastellato. Tale richiesta sarà  estesa anche ai deputati e ai senatori coinvolti nel caso ‘rimborsopoli’.
Nel frattempo però lo stesso Dessì oggi ha rilasciato un’altra intervista al Messaggero e, come vedrete, il candidato al Senato nel Lazio ha dimostrato proprio di avere una grandissima voglia di rinunciare alla candidatura:
Ma alla fine una volta eletto lascerà  davvero il Senato?
«Il 5 marzo vedrò l’esito delle elezioni. Se il M5S sarà  andato bene nella mia Frascati, qualche domanda me la farò. Un giro al Senato per vedere l’arredamento di lusso ci sta, dai».
Le parole di Dessì sono facilmente interpretabili: com’era altamente prevedibile, il candidato aspetta i risultati del M5S in quel di Frascati perchè se i grillini andranno bene sosterrà , a ragione, che il popolo abbia votato il M5S perchè c’era lui in lista. Esattamente come i candidati dei collegi uninominali che il M5S nel frattempo ha cacciato perchè massoni potranno dire di aver vinto il collegio nonostante Di Maio e quindi la volontà  popolare li vuole in parlamento.
E chi è Giggetto per imporsi nei confronti della volontà  popolare? Nessuno, appunto.
Ecco quindi che le rinunce in Corte d’Appello che ha sbandierato Luigi Di Maio senza che i candidati ne abbiano ancora presentata una sono un modo per vendere la pelle dell’orso prima di averlo preso.
E a conferma di tutto ciò c’è anche quello che ha detto Dessì su Roberta Lombardi, candidata presidente della Regione Lazio nel colloquio con Simone Canettieri:
Continua la campagna elettorale per il M5S?
«Sì, per Roberta Lombardi alla Regione: è un’amica, anche se ha fatto dichiarazioni d’ufficio contro di me, ma doveva farle, la capisco»
Dessì sta quindi continuando a fare campagna elettorale per Roberta Lombardi, nonostante la stessa Lombardi l’abbia scomunicato ufficialmente sulla sua pagina Facebook.
Ecco quindi la plastica differenza tra le promesse del MoVimento 5 Stelle e la realtà  dei fatti, che oggi vale per Dessì e domani varrà  anche per gli altri candidati considerati “impresentabili” dal partito di Di Maio: saranno loro a decidere come comportarsi dopo l’eventuale elezione, non ci sarà  alcuna rinuncia preventiva e nel caso varrà  la loro volontà  e non certo quella del candidato premier del M5S.
Il quale sta vendendo agli elettori la pelle dell’orso prima di averlo ucciso. Un po’ come il miliardo di posti di lavoro di Berlusconi.

(da “NextQuotidiano”)

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INSULTI RAZZISTI AL CANDIDATO DELLA LORENZIN IN REGIONE LAZIO

Febbraio 17th, 2018 Riccardo Fucile

TOUADI E’ DOCENTE UNIVERSITARIO: “ORGOGLIOSO DI ESSERE ITALIANO E DELLA MIA PELLE NERA, LE OFFESE NON MI FERMERANNO”

«Martin Luther King diceva: non ho paura delle parole dei violenti, temo di più il silenzio degli innocenti». Così Jean Leonard Touadi, candidato di origine congolese alla presidenza del Lazio, dopo gli insulti razzisti dei quali è stato oggetto su Facebook.
«Gli innocenti in questo caso sono coloro che tacciono per convenienza, per tatticismo, per calcolo politico», prosegue, assicurando che «non bastano gli insulti e le offese per fermarmi. È proprio per questo silenzio che abbiamo lasciato che la narrazione razzista e xenofoba si accreditasse e diventasse pensiero comune – dice ancora Touadì -. Abbiamo lasciato che i valori della tolleranza diventassero minoritari nel corpo vivo della nostra società  fondamentalmente aperta ed inclusiva».
«Sono orgoglioso di essere italiano», aggiunge, «sto bene nella mia pelle nera».
Per Touadì sono arrivate molte manifestazioni di solidarietà , compresa quelladel presidente Pd Matteo Orfini, dopo che il leader di Civica Popolare Beatrice Lorenzin aveva lamentato il silenzio di Pd e Lista Bonino.
«È incredibile l’uso di antifascismo e antirazzismo a fasi alterne: sono indignata e sconcertata dal silenzio di grandi media davanti agli ignobili attacchi intimidatori e insulti a Jean Leonard Touadi, candidato di Civica Popolare alla Presidenza della Regione Lazio. Jean è una persona di valore, un professore universitario, un uomo che ha dedicato la sua vita alla politica e al rispetto dei diritti civili».

(da “La Stampa”)

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PENSIONATO ITALIANO ARRESTATO PER L’OMICIDIO DELLA BADANTE TROVATA MORTA DUE ANNI FA

Febbraio 17th, 2018 Riccardo Fucile

UCCISA CON UN COLPO DI PISTOLA ALLA NUCA E GETTATA POI NEL LAMBRO DALLA RISORSA PADANA

Due anni dopo il presunto omicida di Lavdije Kruja per tutti “Dea”, la badante uccisa nei pressi di una diga di Monticelli d’Ongina (Piacenza) ha un nome e un volto. Franco Vignati, ex assessore comunale e oggi pensionato 64 enne di Chignolo Po (Pavia) è stato arrestato nelle scorse ore e si trova dunque detenuto nel carcere di Lodi con l’accusa di omicidio premeditato.
La donna, badante albanese di 40 anni, era stata ammazzata con un colpo di pistola alla nuca e successivamente gettata nelle acque del Lambro nella primavera di due anni fa. Il suo corpo venne ritrovato nel Po il 7 giugno del 2016.
A far scattare le indagini della Procura di Lodi era stata la denuncia di scomparsa da parte dei familiari di Kruja. Semplice e riservata, la signor albanese si era allontanata da casa il 30 maggio 2016, per recarsi a un colloquio di lavoro a Miradolo Terme nel Pavese, dove risiedeva.
Sin da subito la pista dell’allontanamento volontario si era spenta, difficile infatti credere che la donna avrebbe lasciato soli i due figli adolescenti di 13 e 17 anni. Inoltre, erano stati a lungo sentiti due uomini, senza però ritrovare elementi utili per poter rintracciare con successo la badante. Vignati era proprio uno di questi, avendo in passato avuto una breve relazione con la badante albanese.
Alcuni giorni dopo l’omicidio a Miradolo Terme, paese di residenza dalla donna vennero organizzate diverse fiaccolate contro il femminicidio. Oggi la svolta. Ignoti per il momento i motivi che avrebbero spinto Vignati a compiere l’efferato gesto.

(da agenzie)

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NAPOLI, IL BOSS DEI RIFIUTI: “IL 15% PER TE E IL FIGLIO DI DE LUCA”. E IL COMMERCIALISTA DICE SI’

Febbraio 17th, 2018 Riccardo Fucile

IL NUOVO VIDEO DI FANPAGE: L’OFFERTA DI TANGENTE

L’ex boss di camorra e rifiuti si è presentato all’assessore al Bilancio di Salerno Roberto De Luca col suo nome vero, Nunzio Perrella.
Si è fatto passare con l’organizzatore dell’appuntamento, il commercialista Francesco Colletta, come imprenditore di una multinazionale.
Perrella ha discusso con il professionista di Angri (Salerno) e con il rampollo del governatore Pd della Campania Vincenzo De Luca di come smaltire i milioni di ecoballe che infestano la Campania.
Roberto ha ricordato “che c’è già  qualche gara in corso” e poi ha fatto riferimento a una telefonata da fare al “professore B. o a un altro tecnico della Regione” per saggiare Perrella “in via sperimentale” dopo avergli chiesto se si occupava solo di ecoballe e sentendosi rispondere da Perrella che la sua azienda può fare tutto.
Il giorno dopo, l’ex boss si è intrattenuto con Colletta, in assenza di Roberto, per proporgli una quota “tra il 10 e il 15%”, e Colletta ha risposto sì. “È comprensivo anche di Roberto”. “Sì”.
Gli incontri sarebbero avvenuti il 6 e il 7 febbraio nello studio di Colletta, e la prova è in 4 minuti e mezzo di video che sono la parte più incandescente delle 900 ore di filmati girati di nascosto dalla redazione di Fanpage.it nell’ambito di una colossale videoinchiesta di 6 mesi sui traffici di rifiuti tossici attraverso lo Stivale.
Il direttore Francesco Piccinini e la redazione hanno utilizzato Perrella come una sorta di “agente provocatore”.
Lui si è mosso con consumata esperienza, sfruttando le sue competenze nel business della spazzatura e una spregiudicatezza senza pari nel proporre tangenti sui lavori a cui fingeva di essere interessato (l’uomo ha fatto più di 20 anni di arresti ed è fuori dal giro, ma aveva fatto sapere di essere tornato “in attività ”). La videocamera nascosta registra Perrella, sulla sessantina, mentre dice “è proprio giovane” di fronte a Roberto, 34 anni, che gli apre la porta. Deve essergli sembrato un ragazzino.
A che titolo intermediari organizzano incontri su appalti di competenza della Regione Campania con un assessore di Salerno il cui unico rapporto con Palazzo Santa Lucia è l’essere figlio del presidente?
Forse la risposta verrà  dai pm di Napoli, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, che hanno indagato De Luca jr e Colletta per corruzione, hanno perquisito ieri all’alba casa e studio di Roberto (ma non gli uffici in Comune) e hanno acquisito computer e cellulari per estrarne documenti, email, sms e whatsapp.
Un’accelerazione improvvisa, che la Procura ha spiegato con la comunicazione informale di Fanpage di essere pronta a mandare in rete i video di gennaio sulla gestione di Sma Campania (bonifiche ambientali e smaltimento fanghi) da parte degli uomini di Luciano Passariello, candidato di FdI e del centrodestra a Napoli, indagato per corruzione e corruzione aggravata (oggi verrà  revocato l’ad di Sma, indagato anche lui). Ma c’era anche il materiale sull’entourage di De Luca jr.
Sarebbero tre video (in uno solo compare Roberto). I primi contatti tra i giornalisti della testata web e la Procura risalgono a pochissimi giorni prima di Natale.
Un camion pieno di fusti tossici manovrato da uno dei broker contattati da Fanpage sta girando per il Veneto senza riuscire a sversare, e Piccinini ritiene sia venuto il momento di tutelarsi. Va dai pm e racconta, sa che ci sono altri fascicoli aperti su Sma e spiega che sta girando da mesi una videoinchiesta. Il 30 dicembre mette a verbale e consegna il girato. Poi va avanti. Fino ad arrivare a De Luca jr attraverso Perrella.
Piccinini, Perrella e il videoreporter Sacha Biazzo (che si fingeva autista dell’ex boss) sono indagati di induzione alla corruzione e il direttore rischia anche la violazione del segreto d’ufficio perchè ha iniziato a pubblicare i video acquisiti dalla Procura l’altroieri. Roberto De Luca ieri sera ha fatto sapere che ha “piena fiducia nel lavoro della magistratura. Sono certo — dice — che tutto sarà  chiarito, rispetto a questioni con le quali non c’entro assolutamente nulla”.
I 5Stelle attaccano e ricordano che Passariello, presidente della Commissione partecipate, ha goduto di una proroga di 60 giorni, l’ennesima, fino al 28 febbraio. Fino al voto.

(da “il Fatto Quotidiano”)

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IL FIDANZATO DI GIULIA SARTI IN PROCURA: HA CONSEGNATO DOCUMENTI, CHAT E MESSAGGI

Febbraio 17th, 2018 Riccardo Fucile

SI E’ PRESENTATO ALLE 23,30 DI IERI ED E’ STATO ASCOLTATO FINO ALLE 4,30 DI STAMANE… RESPINGE OGNI ACCUSA DI APPROPRIAZIONE INDEBITA, SEGRETATO IL VERBALE

Interrogato fino alle 4.30 in procura a Rimini. Bogdan Andrea Tibusche, ex fidanzato e collaboratore della deputata M5s Giulia Sarti, è indagato per appropriazione indebita aggravata dall’ospitalità  e dalla coabitazione con la parlamentare.
“Io in pubblico non rilascio nulla ma vado dritto in procura”, aveva detto nelle scorse ore dopo che la portavoce 5 stelle lo aveva denunciato per non avere effettuato le restituzioni al fondo per la piccola e media impresa. “Non è la verità , ho le registrazioni”, aveva scritto su Facebook.
Tibusche è noto in rete con lo pseudonimo Andrea De Girolamo ed è tra gli editori di Social Tv, canale di informazione online pro M5s. Il 16 febbraio intorno alle 23.30 è stato sentito in procura a Rimini e ha consegnato una serie di documentazioni, tra cui messaggi, chat e corrispondenza al vaglio del tecnico informatico.
Difeso dall’avvocato Mario Scarpa, Bogdan è stato sentito dagli agenti della squadra mobile e dal sostituto procuratore Davide Ercolani, che sulla vicenda non rilascia dichiarazioni.
“Il verbale di interrogatorio di Bogdan per il momento è secretato”, ha dichiarato l’avvocato Scarpa, “perchè come ben si può intuire potrebbero esserci implicazioni di altro genere, informazioni anche estranee all’attuale vicenda processuale. Abbiamo presentato delle valide spiegazioni, con documenti alla mano, e che secondo noi hanno il loro peso, ma visto che si tratta di una vicenda ancora fluida preferisco non dare dettagli in merito”.
Il legale inoltre non esclude un ulteriore interrogatorio in Procura del proprio assistito per chiare altri aspetti della vicenda.

(da “il Fatto Quotidiano”)

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ULTIMO SONDAGGIO IXE’: M5S 28,1%, PD 21,5%, FORZA ITALIA 18%, LEGA 10,8%, LIBERI E UGUALI 6%, FDI 4,7%, BONINO 3,5%, POTERE AL POPOLO 2%, NOI CON L’ITALIA 1,8%, LORENZIN 0,7%, INSIEME 0,6%

Febbraio 16th, 2018 Riccardo Fucile

CALANO M5S, PD, LEGA, FDI, LEU… SALGONO FORZA ITALIA, BONINO   E POTERE AL POPOLO

A due settimane dal voto si confermano molte delle principali tendenze rilevate fino ad oggi:
frena ancora il PD scendendo sotto il 22%
continua l’aumento di Più Europa
nel centro-destra aumenta il divario fra Lega Nord e Forza Italia
l’M5S resta sopra il 28%
cala Liberi e Uguali
fa la sua comparsa Potere al Popolo
In termini di seggi alla Camera la situazione resta sospesa con il centro-destra solido in 264 collegi e con un vantaggio minimo in altri 33.
Analoga la situazione al Senato: centro-destra in vantaggio con 142 fra collegi certi o probabili e altri 12 in cui guida con un vantaggio minimo.
Molto probabilmente ai fini della benedetta governabilità  sarà  decisivo l’andamento nelle regioni meridionali del paese, dove lo scarto fra centro-destra e M5S appare minimo.
Da un punto di vista qualitativo vale la pena di osservare ancora:
l’accelerazione della lista Più Europa con Bonino, che sembra catalizzare l’attenzione degli orfani e degli scontenti del PD attuale;
l’apparente fragilità  di Liberi e Uguali che evidentemente pagano dazio a Potere al Popolo;
la virtuale impermeabilità  dell’M5S alle polemiche sui rimborsi;
il trend in continua crescita di Forza Italia a danno diretto della Lega di Salvini.
I principali punti interrogativi — cui ahimè i nostri lettori troveranno risposta solo il 4 marzo — sono relativi:
alla tenuta effettiva del Pd nelle regioni del centro e segnatamente in Emilia Romagna
al carattere della affermazione della Bonino: virtuale o reale come i sondaggi sembrano testimoniare?
al M5S che pur restando solidissimo, potrebbe aver esaurito il potenziale di crescita anche a causa delle polemiche recenti

Roberto Weber
Co-fondatore e presidente dell’istituto Ixè
(da “Huffingtonpost”)

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ORA EMMA FA PAURA AL PD (E NON SOLO)

Febbraio 16th, 2018 Riccardo Fucile

+EUROPA IN ASCESA CONTINUA NEI SONDAGGI, ORMAI OLTRE IL 3%… E ARRIVANO SOSTENITORI IMPORTANTI DAL MONDO DELLA CULTURA

Nelle intenzioni del Nazareno doveva essere l’alleata più attrattiva, il nome più spendibile verso un elettorato di opinione che a votare il Pd di Renzi proprio non ce la fa, ma che vede nel cartello elettorale di Liberi e Uguali un ritorno al passato dal sapore novecentesco.
E allora, vai avanti Emma. Adelante, sì, ma con juicio, perchè basta un 0,2 in più, per trasformare un investimento in una perdita. Di seggi.
Così da “angelo”, Emma Bonino passa, per l’entourage di Matteo Renzi, se non in un “demone”, in un problema. Anzi in 18-19 problemi.
Tanti, infatti, sarebbe i parlamentari che la lista “+Europa” porterebbe a casa, oltre quelli concordati con il Pd, se dovesse superare la fatidica soglia del 3%.
E questo obiettivo sembra essere a portata di scheda (elettorale). Non è solo questione dei sondaggi ufficiali che danno in continua ascesa la lista Bonino, collocandola attorno al 3,1%, e quelli in mano ai partiti che confermano questo dato, ma è il vento che soffia nella direzione di Emma, soprattutto da quando, anche a causa di eventi drammatici (Macerata), al centro del dibattito sono tornati temi quali l’immigrazione, il rapporto tra sicurezza e legalità , i diritti di cittadinanza da difendere e non coartare, che sono temi che l’ex ministra degli Esteri e Commissaria Ue incarna più di qualsiasi altro leader di centrosinistra e sinistra-sinistra.
Che Renzi non ami personalità  forti, tali da potergli fare ombra è cosa risaputa.
Come è cronaca politica (e non vacuo retroscenismo) che di fronte all’insistenza dell’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano affinchè Emma Bonino fosse riconfermata alla Farnesina, Renzi oppose un “no” innegoziabile, in nome del largo ai giovani, facce nuove e rottamazione.
Ma nella sua lunga vita politica, di colpi bassi la leader storica radicale ne ha ricevuti tanti, ma ha sempre saputo riprendersi, guardando avanti. All’Europa.
E questo è l’altro grande “marchio di fabbrica” di una lista che ha l’Europa nel cuore e nella testa e non solo nel simbolo.
Una Europa inclusiva, senza però chiudere gli occhi al problema, vero, della sicurezza (che è altra cosa da una inesistente “invasione”); una Europa “patria nostra”, con al centro l’ideale “spinelliano”: il federalismo, passaggio cruciale per realizzare il sogno degli Stati Uniti d’Europa.
Un riconoscimento che varca i confini nazionali: “Se l’Europa fosse una persona, si chiamerebbe Emma Bonino”, scrive nell’incipit dell’articolo su Le Monde di alcuni giorni fa di Sylvie Kauffmann, aggiungendo che la “sessantanovenne italiana appassionata di libertà , di democrazia e di giustizia, ha condotto ogni tipo di battaglia da oltre quarant’anni (…) In termini di battibecchi elettorali ha visto più o meno tutto. Ma quello a cui assiste oggi, questa sconclusionata campagna per le legislative del 4 marzo, dove sostiene i colori del suo nuovo movimento +Europa, non poteva certo immaginarlo”.
In campagna elettorale, Emma comincia a far paura, per le adesioni, per i dibattiti molto affollati che registra un po’ in tutta Italia.
A Confcommercio è stata molto apprezzata, oggi sul Corriere della Sera si è rivolta direttamente agli imprenditori, riuniti nelle Assisi generali della Confindustria a Verona.
Lei ripete che “Renzi non sarà  mai un avversario, ma essere alleati non significa rinunciare alle nostre battaglie radicali, come sui migranti o lo jus soli”.
E se poi insisti nel raccontare di un Renzi inquieto per lo sfondamento di “+Europa”, Emma taglia corto: “Francamente, quel che pensa Renzi non è la priorità  delle mie preoccupazioni”.
Insomma, Emma preoccupa, quanto più aumentano i consensi. E potrebbero crescere se si rafforzerà  la convinzione che quel 3% è un obiettivo raggiungibile. Su questo l’ultima settimana di campagna elettorale potrebbe risultare decisiva.
Soprattutto tra quanti fanno il ragionamento che una personalità  di primissimo piano del mondo della cultura fa ad HuffPost.
L’anonimato non è dettato dal volersi nascondere, la personalità  in questione non ha questo difetto, ma segno di una incertezza vera: “Il mio terrore è che l’Italia possa essere governata da un Salvini o da un Di Maio. Esiste una emergenza democratica e sinceramente non capisco come coloro che hanno dato vita a Liberi e Uguali non si rendano conto della necessità  di far prevalere le ragioni dell’unità  sulle pur motivate differenziazioni. D’altro canto, il modo in cui Renzi ha formato le liste, l’aver assolutizzato la fedeltà  a dispetto della competenza mi crea grossi dubbi. E sì, la Bonino potrebbe essere un’ancora di salvataggio, almeno della mia coscienza”.
Nel mondo della cultura sono in molti ad aver fatto questo ragionamento arrivando alla conclusione di sostenere pubblicamente – l’annuncio arriverà  nei prossimi giorni – Emma l’europeista, liberale e liberista, quella dei tavolini referendari, di leggi d’iniziativa popolare, come quella a sostegno della campagna “Ero straniero” e dello jus soli: Oliviero Toscani, Lella Costa, Anna Fendi, Franca Valeri, Raffaele La Capria, Sergio Staino, Remo Girone, Victoria Zinny, Irene Bignardi, Angela Missoni, Paolo Veronesi, Renzo Arbore, Dacia Maraini, Erminia Manfredi, Ferzan Ozpetek, Ornella Vanoni (con l’endorsement sanremese), Bruno Manfellotto, Vittorio Roidi, Cinzia Mascoli, Giuliana del Bufalo, Andrea Porcheddu, e molti docenti universitari, tra i quali Alberto Abruzzesse, Chiara Saraceno, Guido Carandini, Giulio Cossu, Alberto Zuliani….
E altri importanti influencer, specie per un pubblico giovanile, magari per la prima volta al voto, che dovrebbero aggiungersi a brevissimo, fanno sapere dalla cabina di regia di “+Europa”.

(da “Huffingtonpost”)

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ELETTORI DI CENTRODESTRA NON HANNO ANCORA CAPITO CHE SULLA SCHEDA ELETTORALE “ESTERA” NON CI SONO I SIMBOLI DI FORZA ITALIA, LEGA E FDI

Febbraio 16th, 2018 Riccardo Fucile

NON CI SONO LE LISTE DI CASAPOUND E FORZA NUOVA PERCHE’ NON SONO RIUSCITI A RACCOGLIERE LE FIRME NECESSARIE

Cominciano a circolare le prime teorie del complotto sul voto degli italiani all’estero. Come al solito iniziano a circolare le foto delle schede elettorali (gli elettori “esteri” votano prima) e qualcuno ha scoperto che non ci sono i simboli dei tre partiti della coalizione di centrodestra.
C’è chi attribuisce la cosa ad un errore di stampa e chi invece ritiene che sia tutta una macchinazione per estromettere alcuni partiti dalla competizione elettorale. Ovviamente non è nulla di tutto questo.
Quelli pronti a “fare un casino” perchè non trovano i simboli dei partiti di centrodestra sulla scheda elettorale per il voto dall’estero
Diversi elettori — residenti all’estero — hanno scritto in queste ore di aver ricevuto le schede elettorali per il voto per corrispondenza. Hanno notato però qualcosa si strano e non hanno perso tempo. In molti hanno denunciato la cosa su Facebook ritenendo “gravissimo” il fatto che all’estero le schede elettorali manchino dei simboli del Centrodestra.
In verità  i simboli ci sono.
Semplicemente Lega, Forza Italia e Fratell d’Italia hanno deciso di correre sotto un’unico simbolo. Il contrassegno viene utilizzato solo per le circoscrizioni elettorali estere e quindi è diverso da quello che si trova sulle schede per il voto in italia.
Inoltre la scheda elettorale è diversa perchè è differente il sistema elettorale con cui si vota all’estero dove non ci sono candidati all’uninominale e listini proporzionale. Sulla scheda ci sono solo i simboli dei partiti e un numero di righe corrispondenti al numero di parlamentari che si possono eleggere in quella determinata circoscrizione.
C’è anche chi ha contattato l’ambasciata chiedendo spiegazioni e si è sentito rispondere che le schede elettorali sono quelle con i simboli approvati dalla Corte d’Appello ma non è del tutto convinto.
Evidentemente l’elettore non è così attento da notare che c’è un simbolo con i cognomi dei leader dei tre principali partiti della coalizione (Salvini, Berlusconi e Meloni) e che c’è anche il contrassegno di Noi con l’Italia, la cosiddetta “quarta gamba” della coalizione di centrodestra.
Insomma il centrodestra c’è. E come era ovvio non c’è alcun complotto.
La scelta di presentare un simbolo unico è stata fatta da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia e gli elettori potranno votare i candidati della coalizione che si presentano nella propria circoscrizione estera.
Chi non ci crede può consultare il sito del Ministero dell’Interno e trovare tutte le informazioni necessarie.
A quanto pare però molti attenti elettori di centrodestra non si sono accorti della presenza del simbolo della coalizione e vanno dicendo in giro su Facebook che “i voti dall’estero sono truccati” minacciando ovviamente sfracelli e rivoluzioni ai quali nessuno avrà  la voglia e il coraggio eventualmente di dare corso. Anche perchè sarebbe una situazione ridicola.
L’assenza di CasaPound dalla circoscrizione estera è invece dovuta al fatto che non è riuscito a raccogliere le firme necessarie per presentare le candidature all’estero.
È stata la stessa organizzazione politica di Gianluca Iannone a spiegarlo due giorni fa in un post su Facebook.
Presumibilmente — ma non ci sono comunicazioni in merito — anche Forza Nuova non è riuscita a fare altrettanto e per questo risulta assente dalle liste delle circoscrizioni estere.

(da “NextQuotidiano”)

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INTERVISTA A PENNACCHI: “IL CAPITALISMO FINANZIARIO HA FATTO DIMENTICARE GLI ULTIMI”

Febbraio 16th, 2018 Riccardo Fucile

“HA VINTO L’EGOISMO, NON L’INTERESSE GENERALE”… “L’IGNORANZA E’ IL MALE ASSOLUTO DEI NOSTRI TEMPI”

Antonio Pennacchi è un fiume in piena, impossibile contenerlo dentro gli argini delle domande. Impastato com’è di politica fa giri strani, prende percorsi alternativi, li miscela con la sua lunga esperienza di militante e il talento letterario: quando sembra prigioniero del labirinto ne trae fuori la via d’uscita vincente, il guizzo rivelatore.
Da iscritto al Msi sino alla Cgil, sempre su posizioni ostinate e contrarie rispetto all’ortodossia, non stupisce per il gusto di farlo, ma per la necessità  quasi fisica di stare sempre e comunque dalla parte degli ultimi senza etichette e senza idee preconcette.
La sua è un’analisi spietata dell’Italia di oggi, ma con una ventata di ottimismo che non cessa mai di soffiare.
Le ultime statistiche sono impietose: descrivono un Paese dove le differenze sociali ed economiche sono sempre più evidenti. Che sta accadendo?  
«Non è un fenomeno italiano, siamo passati dal capitalismo industriale al capitalismo finanziario senza prendere le adeguate contromisure e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Gli industriali di un tempo pensavano anche al benessere dei loro operai, perchè li vedevamo come futuri compratori, ora i padroni se ne fregano allegramente: l’equoguadagno, l’equoprofitto sono parole finite in soffitta. Il liberismo ha vinto su tutti i fronti con buona pace di chi è rimasto indietro. Nessuno schieramento politico si occupa più degli ultimi, dei diseredati».
Come giudica l’Italia oggi?
«Ho una pessima opinione. Le ingiustizie non mi sono mai piaciute sin da quando ero bambino. Resto un’idealista, anche se non mitizzo il passato. Da inguaribile marxiano credo però in un futuro migliore. Tutto è iniziato quando siamo scesi dagli alberi in Africa e da lì abbiamo iniziato a migrare e non ci fermeremo. Resto infatti convinto che abbiamo le forze per rialzarci e riprendere il viaggio».
La tesi prevalente è che, finite le ideologie, manchino ricette per il futuro. Cosa ne pensa?  
«Tutte cazzate, destra e sinistra continuano ad avere la loro identità  precisa: quello che si è perso è la capacità  delle ideologie di attrarre le masse. Il problema di oggi è che la gente è sempre più convinta che il bene e il male siano divisibili con l’accetta invece noi siamo un misto di bene e male: bisogna imparare a convivere con questo fattore».
Senza ideologie restano i valori, dunque.  
«Esattamente. La divisione sostanziale è il rapporto dialettico con la società : se si mette al centro il singolo o se si pone come elemento più importante la collettività . Quando ero giovane io il collettivo venivo prima di tutto, adesso vince l’egoismo».
Ha l’impressione che gli intellettuali si schierino meno di un tempo?  
«Io non me lo pongo il problema, gli altri facciano come gli pare. Quello che è venuto meno è lo schieramento pubblico, i manifesti da firmare tutti assieme, che spesso rappresentavano una sorta di conformismo mentale. Io cerco sempre di distinguermi: come direbbe il mio analista ho un atteggiamento antisociale, creativo e triste. A volte mi sembra che non valga più la pena impegnarsi, anche se io continuo a fare quel che posso».
Segue i dibattiti politici?  
«No, perchè mi incazzo quando vedo le trasmissioni in tv o le fesserie di Internet dove è impossibile fare un ragionamento. Pensi al web, lì nessuno si guarda negli occhi: è impossibile capire chi dice il vero e chi dice il falso. Bugie, facce impresentabili: non è più la politica nobile che appassionava me. Una volta c’erano i partiti, le sezioni dove si faceva notte a dialogare, anche a litigare ma almeno si capiva qualcosa. Adesso solo slogan, nessun ragionamento complesso: e i problemi più gravi, come la migrazione e la povertà , vengono cacciati sotto il tappeto. L’ignoranza è il male assoluto dei nostri tempi».
Come vede il Paese tra cinque anni?  
«Io rimango ottimista. Penso per esempio alle possibilità  che ci darà  la conquista spaziale, sembra un discorso marginale ma in quel campo l’Italia è all’avanguardia. E così sono molti i campi dove siamo avanti rispetto ad altre nazioni. L’Italia è meglio di chi ci governa. Dobbiamo credere nel progresso e sperare che la politica assecondi i nostri lati migliori, non come ha fatto in questi anni durante i quali ha pensato solo al suo tornaconto».

(da “La Stampa”)

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