Febbraio 5th, 2018 Riccardo Fucile
CARICHE DELLA POLIZIA, FERITO UN MANIFESTANTE
Scontri tra manifestanti e polizia al sit-in di protesta contro la visita del presidente turco Recep Tayyip Erdogan a Roma.
Al termine della manifestazione un gruppo di partecipanti, dietro allo striscione “Erdogan boia”, ha cercato di partire con un corteo non autorizzato verso San Pietro. La polizia, in tenuta antisommossa, li ha caricati. Un manifestante è rimasto ferito alla testa nel corso degli scontri.
Gli agenti hanno fermato due manifestanti; al vaglio degli investigatori anche le immagini riprese dalla polizia scientifica per identificare i partecipanti ai disordini.
“Ecco la vostra democrazia – ha urlato una manifestante curda – noi siamo qui a difendere le nostre madri e i nostri figli. Oggi avete perso voi e anche il Papa. Il popolo curdo è qui a chiedere la pace. Avete perso l’umanità “.
Il sit-in contro il presidente turco si è svolto nei giardini super presidiati di Castel Sant’Angelo, al grido “Erdogan assassino” e “Ieri Hitler, oggi Erdogan”.
Tra gli striscioni esposti “Stato turco assassino”, “Boia Erdogan! Giù le mani dal Kurdistan”, “Erdogan = Turchia autostrada per i terroristi”.
Alla manifestazione, indetta dalla Rete Kurdistan Italia, hanno aderito la rete No bavaglio e la Fnsi. In piazza anche bandiere e uno striscione con il volto di Ocalan. Esposte diverse foto di bombardamenti e bambini feriti.
“Grazie al popolo italiano che è accanto ai curdi – ha detto al megafono Rudi – vengo da Afrin dove stanno massacrando donne e bambini. Nessuno dice nulla. Il nostro cuore è ferito. E oggi il razzista Erdogan viene ospitato dal Papa. Speriamo che il Pontefice gli dica di fermare questo massacro”.
Le proteste erano iniziate già ieri. Cinque cittadini curdi sono stati bloccati mentre tentavano di entrare in piazza San Pietro, all’Angelus, con bandiere curde. “Ieri sono arrivato a San Pietro con due bambini e dei cartelli con scritto ‘Pace in Kurdistan’ e ‘Pace ad Afrin’ ma non mi è stato permesso di entrare. Oggi però un criminale come Erdogan stringe la mano al Papa”, racconta Said.
“Sono stato identificato – spiega – e mi è stato impedito di entrare. A San Pietro ho sentito tante volte la parola pace e ieri non ho potuto esporre dei cartelli che la invocavano. Accanto alla parola pace c’erano disegnati anche dei cuoricini”.
L’Associazione nazionale magistrati e la Federazione della stampa hanno inviato una lettera a Mattarella perchè “venga posta attenzione alla questione dei diritti umani violati” in Turchia.
Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, chiede all’Italia di avere “la schiena dritta” di fronte a chi rappresenta un “regime sanguinario e spietato” e critica l’annunciata mancanza della rituale conferenza stampa.
(da “agenzie)
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Febbraio 5th, 2018 Riccardo Fucile
UN ALTRO FIGLIO ERA AI DOMICILIARI PER SPACCIO DI COCAINA… ALTRE DUE RISORSE PADANE VENGONO MENO A SALVINI
Gianmarco Buonanno, 32 anni, figlio del Procuratore capo di Brescia Tommaso Buonanno, è stato
arrestato su ordinanza di custodia cautelare per rapina a mano armata. E’ accusato di far parte di una banda entrata in azione mercoledì scorso a Zogno, nella Bergamasca, in un supermercato Conad.
Buonanno, che avrebbe impugnato una mitraglietta durante la rapina, è stato riconosciuto da alcuni video. I carabinieri, che hanno reso noto oggi la notizia, lo hanno arrestato sabato notte in casa.
L’auto utilizzata da Gianmarco per allontanarsi dopo la rapina era intestata al padre procuratore capo di Brescia. Il particolare ha consentito ai carabinieri, oltre alle immagini della videosorveglianza, di risalire al figlio del magistrato, che è stato arrestato
. Un suo complice era già stato arrestato subito dopo il colpo, che aveva fruttato 12 mila euro.
Lo scorso marzo era finito nei guai, agli arresti domiciliari, l’altro figlio del procuratore, Francesco, per spaccio e consumo di cocaina tra gli ultras dell’Atalanta.
(da agenzie)
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Febbraio 5th, 2018 Riccardo Fucile
A CORRIDONIA INSIEME ALLO STATO MAGGIORE DELLA LEGA MARCHIGIANA, COMPRESO IL SEN. ARRIGONI… ALTRO CHE “NON LO VEDEVAMO DA MESI”
Il 20 gennaio scorso, due settimane prima del tiro al bersaglio umano per le strade di Macerata, Luca Traini era ad una cena a Corridonia insieme a tutto lo stato maggiore della Lega marchigiana.
Compresi il commissario regionale, il segretario provinciale e quello comunale di Macerata.
Lo scrive oggi Repubblica in un articolo a firma di Fabio Tonacci, il quale racconta che nell’occasione Traini ha mostrato il suo tatuaggio con la runa nazista:
Repubblica è in grado di ricostruire quella serata, organizzata nella sala grande dell’osteria adiacente all’hotel “Il Camerlengo”.
Gli stessi titolari confermano l’evento e la partecipazione di Traini.
Il 28enne era tra i quaranta invitati e serenamente mostrava ai commensali l’ultimo suo orgoglio: la “zanna di lupo” tatuata sulla tempia destra, ossia la runa Wolfsangel pescata dalla simbologia nazista.
«Luca si fa chiamare “Lupo”, quindi abbiamo pensato che fosse solo un’altra delle sue stravaganze», racconta un esponente della Lega di Corridonia presente alla cena.
Accetta di parlare solo con la garanzia dell’anonimato, e già questo dice molto dell’inquietudine in cui naviga – e non da adesso – il partito di Salvini nelle Marche. «Luca è un attivista iscritto a Macerata e con Corridonia ha poco a che fare: non ha mai fatto politica da noi».
La sua candidatura alle amministrative del 2017 è stata, a quanto pare, un ripiego dell’ultimo minuto. «Inserito in lista dal coordinatore comunale di Macerata, Stefano Migliorelli solo per fare numero». Il Lupo prese zero preferenze, il candidato sindaco leghista 307 voti su 7.775.
La Lega aveva spiegato che negli ultimi mesi Traini non si faceva più vedere alle iniziative del partito. Di Traini si conosceva l’estremismo, il tic per il saluto romano e la fascinazione per Aries Officina Nazional Popolare, gruppo fascistoide legato a Forza Nuova
«Non è stata una cena elettorale ufficiale, era dedicata ai simpatizzanti e agli iscritti. Da Macerata sono venuti Migliorelli e il segretario provinciale Maria Letizia Marino. C’era anche il senatore Paolo Arrigoni, il nostro commissario regionale».
Il menù proponeva risotto e spezzatino di vitella. «Luca chiacchierava con tutti, sembrava a suo agio con i capi. Era uno che straparlava sugli immigrati ma, nonostante la stazza e il fisico palestrato, sembrava innocuo». Innocuo non era.
Ieri Cronache Maceratesi ha pubblicato un video in cui si vede Luca Traini che stringe la mano a Matteo Salvini durante un convegno elettorale all’Abbadia di Fiastra del 2015. Nel 2017 era candidato al comune di Corridonia, ultimo in lista.
Si è invece rivelata una balla l’ipotesi della segretaria provinciale della Lega che Traini avesse un rapporto con Pamela Mastropietro.
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 5th, 2018 Riccardo Fucile
L’UOMO DENUNCIATO E’ UN SIMPATIZZANTE DEL M5S MOLTO ATTIVO SUI SOCIAL
Qualche settimana fa erano stati i Giovani Padani a dare fuoco ad un fantoccio con la faccia della
Presidente della Camera Laura Boldrini. In questi giorni invece l’odio in Rete, che ha partorito il fotomontaggio di Laura Boldrini sgozzata è sottoprodotto della cultura anti-ka$ta del MoVimento 5 Stelle.
L’autore infatti sembra essere uno dei classici sostenitori del M5S.
Almeno così appare spulciando i suoi numerosi profili Facebook. A creare e diffondere il fotomontaggio è stato Gianfranco Corsi, un artigiano sposato con due figli che abita a Torano Castello in provincia di Cosenza.
L’artigiano, non sarebbe nuovo alla realizzazione di simili fotomontaggi, ma non apparterrebbe ad alcuna organizzazione estremista.
Corsi è stato portato in Questura, a Cosenza, dove è stato denunciato. La perquisizione della sua abitazione è scattata dopo un summit che, questa mattina, il Questore di Cosenza, Giancarlo Conticchio, ha tenuto con il procuratore Mario Spagnuolo.
Nella sua abitazione è stato trovato e sequestrato molto materiale definito interessante.
Gianfranco Corsi ha diversi profili Facebook, almeno tre a quanto pare.
E su tutti condivide lo stesso genere di contenuti.
In uno la foto di copertina ritrae Matteo Renzi e Maria Elena Boschi appesi ad una forca. Sul patibolo invece sono seduti altri carcerati illustri in “attesa di giudizio”: il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, il Presidente Emerito Giorgio Napolitano e il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. Tutti con le manette ai polsi e la palla di ferro legata alla caviglia.
La foto profilo invece è un omaggio a Beppe Grillo. A quanto pare Corsi spera che il MoVimento 5 Stelle sia in grado di liberare (“togliere dalle palle”) l’attuale classe politica (“queste merde”).
§In un altro profilo invece Corsi manda “affanculo” quelli che hanno votato per una vota Forza Italia e il PD e poi vanno a dire ai grillini “Grillo vi sta prendendo per il culo..” mentre nella foto di copertina propone la confisca dei beni dei politici (di centrosinistra e di centrodestra) per uscire dalla crisi.
Molto attivo nella produzione e diffusione di “meme” a carattere gentista il 13 gennaio Gianfranco Corsi invece ci faceva sapere che “i vermi traditori della patria” meritano “solo di essere giustizziati” (sic.) per alto tradimento.
Nel frattempo Roberto Corsi, il fratello di Gianfranco, definisce su Facebook definisce “una medaglia al valore” la denuncia a carico del fratello.
Roberto Corsi è un commerciante di Montalto Uffugo (Cosenza), paese non lontano da Torano Castello, che qualche tempo fa minacciò il suicidio su Facebook per protesta nei confronti del sistema fiscale italiano e vicino al movimento politico dei Forconi.
Come ha scoperto David Puente nel 2013 Corsi fu citato in un post di Beppe Grillo successivamente condiviso dalla deputata pentastellata Giulia Sarti. Nel 2014 Roberto Corsi definiva “da medaglia” l’aggressione nei confronti di un dipendente di Equitalia da parte di un contribuente.
Uno dei tre profili di Corsi, quello con le impostazioni della privacy meno ristrette, condivide a tutto spiano materiale relativo al MoVimento 5 Stelle invitando i contatti a votare per Luigi Di Maio il 4 Marzo.
Non è chiaro al momento se Gianfranco Corsi sia anche un attivista certificato o un semplice (ma molto acceso) simpatizzante grillino.
(da “Huffingtonpost”)
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Febbraio 5th, 2018 Riccardo Fucile
NIENTE CANDIDATURA PER CASAPOUND, CONTANO I SOLDI, BASTA SAPERLO… E PENSARE CHE EZRA DICEVA L’OPPOSTO
Nina Moric è da tempo sotto i riflettori dopo le sue recenti dichiarazioni a favore di Casa Pound e in molti hanno pensato di trovare nella lista dei candidati alle prossime elezioni anche il nome della showgirl.
In un’intervista rilasciata a Libero ha voluto rispondere a chi le ha chiesto perchè non si sia candidata nella lista di Casa Pound, in cui è già presente il compagno Luigi
“Non ambisco ad una poltrona, nè ad avere soldi pubblici. Ho già un lavoro e con un shooting fotografico di qualche ora guadagno quanto un parlamentare in un mese. Tifo per Casa Pound e li voterò perchè grazie a loro sto imparando molto, ma ho preferito fare un passo indietro. Io la poltrona non la voglio”
Occuperebbe troppo del suo tempo e con una remunerazione inadeguata, par di capire.
Pazienza, sarà per un’altra volta.
Non se ne sentirà la mancanza.
(da agenzie)
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Febbraio 5th, 2018 Riccardo Fucile
“RIMANGO BASITA DI FRONTE ALLE PAROLE DEL CAVALIERE CHE APRE ALLA POSSIBILITA’ DI COALIZIONE ALLARGATA”
Rapporti non proprio da alleati tra Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi. 
Almeno stando a quanto scrive su Facebook la leader di Fratelli d’Italia.
“Rimango basita di fronte alle parole di Silvio Berlusconi che apre alla possibilità di ‘coalizione allargata’ – spiega – e dice che non parteciperà alla manifestazione del 18 febbraio promossa da Fratelli d’Italia a Roma per dire no agli inciuci. Ma è un atto di chiarezza”.
Meloni continua: “Gli italiani ora sanno che Forza Italia si dice disposta a un altro governo con Renzi, mentre Fratelli d’Italia no. Scelgano il prossimo 4 marzo quale opzione preferiscono”.
In realtà Berlusconi non ha mai detto quanto sostiene la Meloni, trattasi di unan sua libera interpretazione. Se poi avesse elementi più seri per sostenere questa tesi farebbe bene a renderli pubblici.
Fa poi sorridere una manifestazione antiinciucio interna alla coalizione, vuol dire che non ti fidi degli alleati.
Ma se non ti fidi perchè ci stai? Presentati da sola e finisce ogni polemica.
(da agenzie)
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Febbraio 5th, 2018 Riccardo Fucile
DOPO LA FOTO CON SPADA E LA CASA POPOLARE A 7 EURO AL MESE: “HO SPIEGATO I MIEI MOTIVI, MA EVIDENTEMENTE NON BASTA”
“Cosa ha firmato per rinunciare a candidatura? Non posso farlo capire, perchè non l’ho capito neanche io”.
Così in un’intervista al Messaggero Emanuele Dessì, il grillino candidato dal M5S a Palazzo Madama, ritiratosi dopo che emerso il fatto che viveva in una casa popolare a 7 euro al mese. “Ho firmato e concordato con Luigi un documento, ma non so come funziona, l’ho firmato per il Movimento e basta, per me non c’è problema – ha spiegato – Io ho firmato un documento in cui rinuncio alla candidatura. Questo è quello che ho letto sui giornali, io pensavo che fosse una cosa più semplice, evidentemente non lo è”.
“Io ho spiegato i miei motivi, ma evidentemente non bastano, quindi voglio togliere questa attenzione mediatica dalla mia persona. A qualcuno posso non piacere, ma non credo che questo mi privi dei miei diritti civili, di esprimere le mie opinioni”, ha concluso Dessì.
(da “Huffingtonpost”)
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Febbraio 5th, 2018 Riccardo Fucile
RAPINA CON COMBATTIMENTO NEL RISTORANTE SUSHI DI SEGRATE… DUE RISORSE PADANE ARRESTATE
Doveva essere una classica rapina ma è diventata una scena da film a causa dell’imprevedibile reazione
delle vittime.
Due pregiudicati italiani, di 39 e 42 anni, sono entrati armati di pistola e con una parrucca nel bar ristorante Sushi Fuel di via Cassanese, a Segrate (Milano), nella tarda serata di ieri.
Il proprietario del locale, un cinese di 35 anni, ha reagito assieme a un altro dipendente, e li ha infatti affrontati con i coltelli riuscendo a colpirli in diverse parti del corpo. E’ stato però ferito a sua volta e trasportato all’ospedale San Raffaele con una ferita al gluteo riportata durante la colluttazione.
I militari di San Donato Milanese hanno fermato il pregiudicato di 41 anni al San Raffaele, lo stesso ospedale dove è stato trasportata la vittima.
L’uomo infatti si è presentato attorno alle 3.40 per medicare le ferite.
Il complice, in condizioni più gravi ma comunque non in pericolo di vita, è stato arrestato poco dopo nel suo appartamento.
(da agenzie)
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Febbraio 5th, 2018 Riccardo Fucile
DA CALENDA A GENTILONI: “CHI E’ DELUSO DAL PD VOTI EMMA”… “LA SFIDA E’ TRA UN’ITALIA SERIA E UNA CIALTRONA”
La speaker della “kermesse Bonino” lo annuncia come fosse uno di quegli intermezzi simpatici, di solito immaginati per scaldare le platee: «E ora una piccola sorpresa, un graditissimo fuori programma, un intervento di Sergio Staino…».
Lui, uno degli ultimi simboli di una certa tradizione comunista italiana, si avvia lentamente verso il palco, poggiandosi su un bastone e sul braccio del radicale Riccardo Magi e una volta conquistato il microfono, si prende la scena, facendo due cose che nessuno si aspetta.
Si produce in una raffica di battute irriverenti e penetranti su Matteo Renzi, Maria Elena Boschi ma soprattutto si rivolge agli elettori del Pd incerti se votare il partito guidato da Renzi: «Tanti mi dicono, il Pd non lo voto più… Bene, io farò di tutto perchè possano votare “Più Europa”. Perchè sono sicuro che più cresce “Più Europa” e più si fa bene al Pd!».
E al culmine di un applaudito show, Staino ha aggiunto: «Qualcuno mi chiede: e tu perchè stai ancora nel Pd? Perchè se c’è uno che deve andar via, quello non sono io!».
Un discorso per iperboli eppure insidioso, quello di Staino, perchè sul fronte Pd il nervo scoperto dei prossimi 26 giorni di campagna elettorale è esattamente questo: evitare che i tantissimi elettori delusi o incerti (si calcola siano circa due milioni e mezzo) possano votare liste concorrenti, anzichè tornare sulla via di casa.
Ecco perchè proprio l’intervento del toscanaccio Staino ha finito per diventare il momento paradossalmente più significativo, in una Convention, quella che ha aperto la campagna di “Più Europa”, che pure ha fatto segnare altri momenti importanti.
Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il ministro Carlo Calenda (di fatto diventato la “seconda punta” della lista Bonino) hanno tracciato un messaggio controcorrente: una parte del governo tifa per la leader radicale e perchè la sua lista superi il 3 per cento. Anche se Paolo Gentiloni si è “limitato” a simpatizzare per la leader radicale: «Con Emma cammineremo insieme e possiamo vincere». *
Eppure l’intervento che, allo “Spazio Novecento” dell’Eur ha fatto la differenza, è stato quello di Staino.
Incipit bruciante: «Avevo appena promesso ad Emma di venire qui, mezzora dopo mi ha telefonato il segretario Pd di Scandicci: sabato viene Renzi, mi raccomando! E io, da ipocrita, come sappiamo essere noi fiorentini, ne avete molti esempi…, gli ho risposto: come fo’? Ho già un impegno… Dentro di me ho pensato: che culo!».
E ancora: «Se me lo chiede Emma, sarei venuto pure a “Più Alto Adige” e il riferimento a Maria Elena è voluto! Vi sembra di buon gusto candidarsi in 5 posti blindati? È significativo del kitsch che ci affoga».
Battute per D’Alema («c’è chi distribuisce mele avvelenate»), per Bersani («romanticismo patologico») e per Renzi: «Ha detto del suo programma “Cento passettini”… Nell’Italia di Impastato e dei 100 passi, tu mi parli dei cento passettini? Ma come ti permetti?».
Dopo il “salvatore” Bruno Tabacci (anche lui ha alluso al “voto utile”) i saluti di Anna Fendi, Stefania Sandrelli, Paolo Gentioni e prima della chiusura della Bonino, il più applaudito è stato Carlo Calenda.
Ha annunciato che sosterrà «in tutti i modi» «Più Europa» con una motivazione semplice: «La sfida è tra un’Italia seria e una cialtrona».
E ha aggiunto una chiosa inusuale nella politica attuale: «Voterò nel mio collegio per Gentiloni ed Emma con entusiasmo: sono dei signori e nella vita questo conta».
(da “La Stampa”)
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