Febbraio 1st, 2018 Riccardo Fucile
EMMANUELA FLORINO E GIUSEPPE SAVUTO, GLI ARRESTI E LE INTERCETTAZIONI: “PORTATE MAZZE, BOMBE A MANO E PICCONI”
C’era un doppio livello, come avveniva negli anni ’70. 
Una stratificazione della militanza, con un’ala occulta definita dai magistrati “militare”, pronta ad organizzare veri e propri agguati, a gestire la piazza con esplosivi, molotov, coltelli, spranghe, mazze da piccone.
Casapound Napoli, era il gennaio del 2013, mostrava un volto molto diverso rispetto a quello promosso dal segretario nazionale Simone Di Stefano in tour elettorale.
Una vera e propria associazione sovversiva, accusa che portò a 10 arresti, con una trentina di indagati, dopo due anni di indagini dei carabinieri del Ros. Il processo pende ora davanti alla corte di Assise napoletana, dopo un primo avallo del pesante capo di imputazione da parte della Cassazione che — in sede di ricorso della Dda dopo il riesame — ha confermato l’ipotesi dell’accusa.
Tutto è cambiato da allora? Casapound non rinnega quella storia, anzi.
I due principali esponenti che concorrono per la Camera dei Deputati nel collegio napoletano — sia nel listino del proporzionale che nell’uninominale — sono Emmanuela Florino, che all’epoca dell’inchiesta finì ai domiciliari, e Giuseppe Savuto, ritenuto nel 2013 dai magistrati uno dei capi dell’ala militare di Casapound.
Anche dopo gli arresti e la discovery che mostrò il volto violento dell’organizzazione i due non sono mai stati allontanati. Anzi. Oggi sono ai vertici del movimento a Napoli, leader indiscussi.
“Mazze e bombe, lo ha detto Iannone”
Le indagini iniziarono nel 2009, epoca caldissima a Napoli, con continui scontri tra Casapound e gruppi di sinistra, soprattutto all’interno dell’Università .
La “frangia militare” – così definita dal Gip nell’ordinanza del 2013 — era cresciuta in quel contesto. Le modalità operative diventano chiare, per gli investigatori, nel novembre del 2011, quando Casapound decide di organizzare una manifestazione nazionale a Napoli: “L’iniziativa a contenuto ideologico — scrive il Gip – viene corredata dall’organizzazione della violenza. Alla apparente natura paciï¬ca, si contrappone la reale disposizione alla violenza. (…) Non si tratta di un’unica faccia, a quella apparentemente paciï¬ca si afï¬anca quella sotterranea e violenta”.
L’organizzazione di quel corteo avviene, tra l’altro, in stretto coordinamento con il leader nazionale Gianluca Iannone, che darà indicazioni precise.
Le intercettazioni del Ros all’interno della sede storica dell’estrema destra napoletana, il “Berta”, registrazione, tra l’altro, le istruzioni per preparare ordigni micidiali:
Giuseppe Savuto: dobbiamo lanciare un cofano di COBRA (petardi di grosse dimensioni) …perchè se tu lanci e iniziano a lanciare loro la roba, comunque sei tu che parti …inc… e tu devi rispondere con un COBRA solamente non te ne fottere, che poi la DIGOS è difï¬cile che ti portano perchè dentro mille persone, uno da dietro a tutto prende e lancia COBRA in grosse quantit
Senatore Giovanni: io li metterei dentro le bottiglie i COBRA…
Giuseppe Savuto: dentro le bottiglie? e poi come fai ad appicciare? (…)
Senatore Giovanni: …però se la riempi d’alcol possiamo legare pure la torcia
Giuseppe Savuto: ma che cazzo vuoi combinare? Vuoi fare il mostro proprio?
Senatore Giovanni: è una molotov con la torcia… bello e buono perchè poi con la torcia non si scansano più di tanto
Angelo Todaro: invece poi vedono la bottiglia che si avvicina e non hanno più tempo
Senatore Giovanni: se vedono la ï¬amma loro sono convinti che è una torcia dentro lo scuro (…) quando si schiatta a terra poi [fa il verso dell’esplosione]
Anche l’attuale capolista di Casapound in Campania Emmanuela Florino – figlia di un ex senatore An – partecipava attivamente alla preparazione delle azioni di guerriglia.
In quella riunione, registrata dalle microspie, spiegava come dovevano prepararsi i militanti secondo le indicazioni arrivate da Roma:
Emmanuela Florino: Sappiate che cioè proprio da Roma Manolo ha detto che proprio da Napoli, a Toni Mollo lo ha detto, che a Napoli ci deve essere la camionetta piena di caschi, perchè se qua qualcuno gli viene sottratto il casco da una perquisizione ecc. Napoli deve avere caschi, mazze, Napoli deve avere bombe a mano (…) E.. i manici dei picconi, cioè… cioè… queste mazze qua non si possono guardare Peppe, e poi sono poche
Giuseppe Savuto: No ma non sono queste qua, lascia stare
Emmanuela Florino: I manici di piccone noi li dobbiamo comprare, hanno detto andate… non so dove… in questi posti dove vendono proprio i manici di picconi, e comperateli (…) A me hanno detto che dobbiamo ne comprare tanti, perchè ha detto poi non è detto che vi servono tutte quante a voi a Napoli, ha detto, le rivendiamo alle varie sezioni politiche, per l’Italia capito?
Per il Gip quelle indicazioni arrivavano direttamente da Gianluca Iannone: “Dunque Florino si fa portavoce delle richieste romane, provenienti da Iannone: sanpietrini (poi verranno sostituiti dai calcinacci – che si infrangono a terra e non possono essere rilanciati dagli avversari – come chiedeva Coppola), caschi (anche da rubare in caso di numero insufï¬ciente) e mazze, manici di piccone da acquistare, che servono per tutti i partecipanti, compresi quanti sarebbero giunti alla manifestazione da Roma, da dove non potevano muoversi con questo armamentario”.
I contatti con gli anziani: “Così facevamo gli agguati”
C’è una sorta di testimone che sembar passare dalla vecchia generazione dell’eversione nera degli anni ’70 ai giovani militanti di Casapound.
Un link che diventa evidente a Roma, ma che anche a Napoli appare come un’ombra scura.
Tra le intercettazioni appare una conversazione tra un militante di Casapound e un esponente storico della destra campana, quella generazione che negli ’80 militava nelle sigle dell’estremismo neofascista, Massimo M. (ritenuto estraneo all’organizzazione dal Gip).
Esponente di Casapound: e come dobbiamo fare
M.: blitz blitz..esecuzione esemplare…
Esponente di Casapound: eh
M:. esecuzioni esemplari…cioè te li devi andare a prendere a due o tre alla volta… Hai capito
Esponente di Casapound: noi lo abbiamo fatto
M:. lo sai dove stanno… pigli… senza parlare proprio a dire siamo Casapound…PUUU PUUM PUMMMPT…da sopra un motorino e te ne vai…chi è stato?… e che ne so… noi l’abbiamo fatto..hai capito?… come facemmo noi…
Esponente di Casapound: noi abbiamo fatto le nottate sotto le case di questa gente… a uno gli abbiamo incendiato la macchina… una notte arrivammo sotto la casa e lo abbiamo abbuffato di mazzate
M:. no ma io non voglio incitarvi alla violenza… per carità .. però è la rabbia (…)
Esponente di Casapound: noi vogliamo fare politica
M.: noi non facevamo politica….noi facevamo solo violenza…non facevamo politica… perchè se vogliamo non la sapevamo manco fare…
Esponente di Casapound: è la verità …o fai la politica con tutti gli errori che possono venire o decidi di impugnare un’arma e allora fai il terrorista… però poi…
Quel filo mai interrotto tra le organizzazioni degli anni di piombo e il neofascismo del terzo millennio ha un ruolo molto forte nella capitale.
Roma — raccontano le intercettazioni — è il luogo chiave, una sorta di grande camera di compensazione dell’estrema destra. Con i suoi luoghi simbolo, a partire dalla sede storica di Acca Larentia.
E’ il 4 luglio 2011. Enrico Tarantino — ritenuto dai magistrati a capo della struttura militare occulta di Casapound di Napoli, poi uscito dall’organizzazione pochi mesi prima degli arresti del 2013 — parla con tale Alexander, neofascista campano che si è trasferito a Roma: “Ci stanno parecchi camerati da queste parti, per cui mi trovo, ambiente mio insomma. Mo’ sto collaborando anche con il tuo capo.. .. (nota del Gip: il riferimento è a Iannone , capo di Casapound nazionale)”, esordisce.
Enrico Tarantino: ah si?
Alexander: Aspe’…stiamo facendo delle riunioni ad Acca Larentia ogni settimana… stiamo organizzando una cosa carina…ma penso che lo sai per luglio… Stiamo organizzando per ï¬ne luglio tipo i campi hobbit (…
Enrico: ma chi ci stanno alle riunioni?
Alexander: tutti… ma proprio tutti… cioè i rappresentanti… l’altra volta è venuto Iannone… poi è venuto il rappresentante di forza Nuova… proprio tutti (…) praticamente uno, due rappresentanti per ogni gruppo parlamentare o extraparlamentare che saranno un attimino aldilà degli scontri, anche perchè qua tra Casapound e Forza Nuova è abbastanza tesa la cosa (…
Enrico: va buo’, ma Ciavardini pure sta partecipando a queste riunioni
Alexander: Gigi sta praticamente dietro qualsiasi cosa ma come punto di riferimento per tutti… anche perchè poi…
Enrico: Adinolfi?
Alexander: Adinolfi sta a partecipa ‘…con voi…
Luigi Ciavardini, esponente dei Nar negli anni ’80, è uno degli autori della Strage di Bologna, con una condanna definitiva per il reato di strage.
Gabriele Adinolfi, ritenuto oggi l’ideologo di Casapound, è stato insieme a Roberto Fiore fondatore del movimento “Terza posizione”.
Una vecchia guardia che oggi mantiene contatti attivi con i movimenti della destra radicale: “Roma è tutta un’altra cultura — commenta Tarantino – perchè il testimone passa più facilmente…allora ‘u guaglione di 16 anni cresce sotto al trentenne che già gli spiega per ï¬lo e per segno come deve muoversi e come deve fare. È ovvio che a 20 anni il ragazzino che è cresciuto sotto al trentenne che poi di per sè è cresciuto sotto al quarantenne, già stanno inquadrati diversamente ed è tutta un’altra mentalità per questo tu dici che si respira un’altra aria”.
(da “L’Espresso”)
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Febbraio 1st, 2018 Riccardo Fucile
LA PERIZIA CALLIGRAFICA DISPOSTA DALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA INDICA CHI HA SCRITTO SULLA SCHEDA “IRMA, LA TR…”
La perizia della grafologa ha individuato un nome e un cognome: sarebbe stato il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Francesco Colella a scrivere l’insulto sessista, “Irma la tr….”, sulla scheda del voto segreto per eleggere i giudici popolari in aula Dalfino.
L’episodio risale al 14 novembre. Nel corso della seduta del consiglio comunale a Bari, durante lo spoglio, spuntò la scheda (subito dichiarata nulla) con l’offesa rivolta alla consigliera comunale di centrodestra Irma Melini.
A seguito di quell’episodio sia la consigliera sia il Comune di Bari presentarono denuncia alla procura di Bari.
Il pm Roberto Rossi, allora, decise di convocare tutti i presenti a quella seduta, 23 rappresentanti di tutte le formazioni politiche, per essere sottoposti al saggio grafico.
Nel fascicolo, aperto a fine novembre a carico di ignoti, è stato ipotizzato il reato di diffamazione aggravata.
Il consigliere Colella è stato convocato negli uffici di via Nazariantz per essere ascoltato dagli inquirenti.
Stando al risultato della perizia grafologica sarebbe lui l’autore dell’insulto.
Le prime ipotesi avevano puntato su una donna: la grafia era simile a quella di due consigliere comunale ma il perito incaricato dalla procura ha dato un altro verdetto.
Si attendono ora le mosse della difesa di Colella.
(da agenzie)
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Febbraio 1st, 2018 Riccardo Fucile
NEL 2013 RACCOLSE 58 PREFERENZE A PORTICI, POI DI LEI SI PERSERO LE TRACCE… E ORA UN POSTO ASSICURATO ALLA CAMERA
Nessuno sa chi sia. 
C’è chi dice che lavori per il Milan ma dall’organigramma non risulta, chi dice che sia vicina ad Adriano Galliani.
Di certo c’è che ha ventotto anni ed è candidata per Forza Italia in posizione blindata: al terzo posto nel collegio plurinominale 1 della Campania (Acerra – Pozzuoli – Casoria) dopo Mara Carfagna (che è capolista anche nel listino di Napoli città e quindi potrà optare) e Antonio Pentangelo; e al secondo posto nel collegio di Napoli – Portici dopo Paolo Russo.
È quasi un giallo la candidatura di Marta Antonia Fascina, la giovane bionda che nessuno sembra conoscere.
Però non è nuova alla politica: si è già candidata a Portici alle elezioni comunali del maggio 2013 sempre in lista con Il Popolo delle Libertà raccogliendo in realtà ben poco: solo 58 preferenze.
Allo stesso tempo si era candidata all’università Sapienza per farsi eleggere come rappresentante degli studenti nel Cnsu.
Insomma, il pallino della politica sembra averlo da tempo. Secondo quanto riporta Fanpage.it, in passato avrebbe però promesso di non essere più interessata, dopo l’esperienza alle comunali di Portici. E invece, eccola in posizione blindata.
Una scelta calata certamente dall’alto che però non è piaciuta a tutti.
Per l’ex consigliere Regionale campano Carlo Aveta “Portici avrà il suo deputato, una ventottenne che Forza italia ha blindato in ben due listini al proporzionale, come se fosse un big nazionale, dall’alto delle sue 58 preferenze raccolte alle comunali del 2013 con il Popolo della Libertà . Egregio Presidente Berlusconi, la ringrazio per averci spinto a sostenere le forze politiche anti sistema, quel sistema che lei con i suoi comportamenti pubblici e privati ha contribuito a far degenerare, mortificando la politica, i territori e gli elettori”
(da “Huffingtonpost”)
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Febbraio 1st, 2018 Riccardo Fucile
IL PRESIDENTE DELL’ORDINE SI E’ CANDIDATO SENZA DIMETTERSI, ORA CENTINAIA DI LEGALI CHIEDONO LE SUE DIMISSIONI
Qualche giorno fa il M5S ha annunciato ha annunciato la candidatura del Presidente dell’Ordine degli avvocati di Roma, Mauro Vaglio, nel collegio uninominale 3 di Roma — Quartiere Portuense per il Senato.
Contestualmente l’Avvocato Vaglio ha spedito una mail a tutti i circa 25mila iscritti all’Ordine di Roma per annunciare di aver accettato l’invito del Capo Politico del MoVimento.
Nella mail il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Roma faceva sapere che ci saranno ulteriori comunicazioni, scrive, “sarò lieto di condividere con voi le motivazioni che mi hanno indotto a tale scelta”.
La decisione di Vaglio di utilizzare la mailing list degli iscritti al COA non è stata gradita dai suoi colleghi.
Molti avvocati romani hanno iniziato una vibrante protesta sui social per chiedere le dimissioni di Vaglio dalla carica di Presidente.
Come ha spiegato l’avvocato Antonio Conte, già Presidente dell’Ordine di Roma nel 2011 «ogni avvocato è libero di candidarsi per qualsiasi partito politico, ma prima se ricopre una carica Forense si deve dimettere per evidenti ragioni di opportunità ed equidistanza».
Altrimenti, prosegue Conte, «può sorgere il dubbio che si è “utilizzata” la “carica Forense” per ottenere quella candidatura”.
Altri contestano proprio il fatto che il Presidente, oltre alla sua carica, abbia anche utilizzato “gli strumenti messi a disposizione per via della sua appartenenza all’Ordine”. Insomma la mail è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma non è solo quello il punto della questione.
Certo, a qualcuno viene il dubbio che il Presidente possa aver avuto accesso agli elenchi del COA. Ed il problema qui è che probabilmente un avvocato — anche facendone richiesta — non potrebbe averne accesso.
L’avvocato Massimiliano Cesali ribadisce che il problema non è essere un avvocato candidato alle Politiche, ce ne sono molti e ce ne sono sempre stati.
Il problema è essere candidato da rappresentante degli avvocati.
In questo caso — prosegue Cesali — «è doveroso dare le dimissioni per non coinvolgere la categoria in una campagna elettorale e non alimentare sospetti di “sfruttamento” della posizione soprattutto durante gli eventi a cui si partecipa nell’esercizio delle funzioni».
Quella che molto avvocati romani chiedono è una scelta di buon senso.
Se Vaglio si dimettesse dalla sua carica nessuno avrebbe da eccepire sulla sua candidatura. La mail inviata a tutti gli associati rimarrebbe, ma sarebbe un episodio tutto sommato marginale. Al massimo potrebbe essere vista come una caduta di stile, ma in fondo la campagna elettorale non è certo un pranzo di gala.
C’è anche chi ha invitato il Presidente dell’Ordine “a dichiarare puntualmente che la sua posizione politica è strettamente personale, e non degli Avvocati dell’Ordine di Roma”.
Ciò che ha creato più di qualche mal di pancia è la “questua” dei voti per via telematica che secondo qualcuno è quasi un “abuso” della sua posizione.
L’avvocato Conte ha annunciato che oggi (1 febbraio), durante l’Adunanza settimanale del COA di Roma, i nove consiglieri di minoranza formuleranno formale istanza con richiesta di dimissioni nei confronti dell’Avvocato Vaglio “raccogliendo la legittima indignazione di centinaia di avvocati romani.”
L’avvocato Libero Petrucci fa anche notare che non è solo Vaglio l’unico a ricoprire una “carica Forense” ad essere candidato senza essersi prima dimesso.
C’è chi scrive che le istituzioni forensi devono essere “a servizio della categoria e non rampa di lancio per proprie ambizioni politiche”.
E senza dubbio in un mondo ideale dovrebbe essere così. Non bisogna essere ingenui e dimenticare che l’aspirare ad cariche elettive risponde sì all’esigenza di mettersi “al servizio” della categoria (o della comunità ) ma anche all’ambizione personale di veder riconosciuto (e votato) il proprio ruolo.
Anche il Presidente della Cassa Forense Nunzio Luciano è candidato per Forza Italia al Senato nel Collegio proporzionale del Molise.
Secondo quanto scrivono gli avvocati anche il Presidente del Consiglio Nazionale Forense Andrea Mascherin sarebbe candidato con Forza Italia ma non risulta in nessun elenco dei candidati.
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 1st, 2018 Riccardo Fucile
PER LA SERIE FATEVI SEMPRE CONOSCERE… L’EX PRESTIGIOSO DIRETTORE DEL METROPOLITAN DI NEW YORK SBATTE LA PORTA AI CUCUZZARI
È in programma tra poco più di due mesi, dopo tre anni di attese e sogni in grande, ma non avrà la
sua vera stella, insieme direttore artistico, nome tutelare, “ testimonial” dell’evento e della città di livello mondiale, il Maestro Fabio Luisi.
Il direttore d’orchestra genovese, già direttore della Metropolitan Opera di New York, da pochi mesi anche sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, non è più il direttore artistico del Concorso Internazionale di Violino Premio Paganini.
L’ amministrazione dovrà ora cercare un sostituto in vista del concorso in programma tra due mesi.
Secondo quanto si apprende, Luisi era formalmente decaduto dall’incarico di direttore artistico del Concorso internazionale di violino ‘Premio Paganini’ a giugno scorso, in occasione delle elezioni amministrative che portarono al rinnovo del Consiglio comunale di Genova. L’articolo 5 del regolamento del concorso stabilisce che “la scadenza, ovvero lo scioglimento del Consiglio comunale, determinano la decadenza anticipata degli organi” del Premio Paganini.
A quanto risulta, l’assessore comunale alla Cultura Elisa Serafini avrebbe voluto riconfermarlo con l’indicazione di una “maggiore internazionalità della Giuria del premio”, ma la ‘rottura’ del confronto sulla sua composizione renderebbe ormai impossibile una mediazione o il ritorno di Luisi alla direzione.
In particolare Luisi critica la proposta del Comune di inserire in giuria il violinista russo Zakhar Bron che nel 2015 in un concorso a Lublino in Polonia avrebbe fatto vincere un primo premio a due suoi studenti: il fatto destò scandalo e il concorso venne sospeso.
Genova perde un grande personaggio e forse ospita un maneggione.
Ottima scelta della giunta leghista, come sempre.
(da agenzie)
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Febbraio 1st, 2018 Riccardo Fucile
LEI RISPONDE CON IRONIA: “IL MIO GRAFICO E’ MOLTO MEGLIO E SI RIFIUTA DI TOGLIERMI LE RUGHE ACCANTO ALL’OCCHIO”
“Sbaglio o ha usato lo stesso grafico della Meloni?”.
Qualcuno già ipotizza il ricorso a photoshop per “correggere” le imperfezioni ma lei, Anna Ascani, candidata Pd alle prossime elezioni politiche come capolista per la Camera nel collegio dell’Umbria, smentisce con simpatia.
“Sbagli. Il mio è molto meglio, si chiama Nicola e si rifiuta di togliermi le rughe accanto all’occhio”.
Non è però passata inosservata la nuovo foto profilo della deputata uscente, renziana di ferro (nel suo collegio per il Senato il capolista è proprio Renzi) su Facebook.
E tanti sono i complimenti e gli incoraggiamenti per la sua campagna elettorale. Come quello dell’amico Nicola: “Le rughe d’espressione sono la testimonianza di una donna felice e il lascito della saggezza del tempo”. Oppure: “Avanti senza tentennamenti sulla buona strada!!!!”.
Quanto a photoshop, di certo non c’è paragone con la Meloni, dicono i suoi follower: “Ma le rughe tu non le hai poi vuoi mettere gli occhi tuoi con quelli della Meloni, non c’è paragone”.
Insomma, photoshop o meno, la nuova foto profilo è un successo.
(da “Huffingtonpost”)
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Febbraio 1st, 2018 Riccardo Fucile
IL VESCOVO DI NOTO INTERVIENE: “BRUTTO GESTO CHE NON DEVE PIU’ RIPETERSI”
È accaduto durante le esequie di un’anziana a Modica. 
Il parroco, non contento degli spiccioli lasciati nel cestino delle offerte, avrebbe, stando al racconto di alcuni testimoni, gettato in strada le monete in corso di cerimonia, offeso per l’esiguità delle offerte.
Il prete avrebbe chiesto in precedenza ai fedeli una maggiore generosità per sostenere un progetto di solidarietà . Il sacerdote adesso è nella bufera, criticato dai parrocchiani e ripreso dal suo vescovo, monsignor Antonio Staglianò.
Sul caso è intervenuto pubblicamente il presidente del Comitato Festa e membro degli affari economici della parrocchia in cui è avvenuto il fatto, Peppe Minardi: “Non avrei mai voluto scrivere questo post, ma dopo quello che è successo oggi nella mia parrocchia del Cuore Immacolato di Maria in occasione di una cerimonia funebre, mi sento in dovere, come presidente del Comitato Festa e come membro degli affari economici di questa parrocchia, di prendere le dovute distanze dal gesto alquanto offensivo del nostro parroco”.
Della questione è stato immediatamente informato il vescovo di Noto, monsignor Antonio Staglianò, che ha ricevuto la comunità ed il parroco che si è reso protagonista del gesto.
“È un gesto brutto e disdicevole che non deve più accadere. Non è giusto, però, che passi il messaggio che i preti sono attaccati al denaro. Don Mario Martorina ha chiesto pubblicamente scusa e perdono per quanto ha fatto. Aveva impostato bene l’omelia chiedendo generosità per i bambini di Betlemme a cui sarebbero andate le offerte. Ritrovandosi dei centesimi impulsivamente ha commesso un gesto inconsulto e li ha buttati fuori dalla chiesa nel contesto di un funerale che stava celebrando, in un contesto oltretutto di particolare emozione”.
Il vescovo ha parlato con padre Martorina e i membri della comunità che hanno chiesto un incontro con lui. “È stato un brutto gesto, le persone erano amareggiate – conclude il vescovo – ma da tutti è arrivata l’attestazione che don Mario non è una persona attaccata al denaro; fa del bene ai bambini di Betlemme, ha delle iniziative per l’India e fa carità ai poveri della sua parrocchia personalmente. Il parroco ha chiesto scusa e perdono”.
(da agenzie)
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Febbraio 1st, 2018 Riccardo Fucile
CENTROSINISTRA BEN OLTRE LA MEDIA NAZIONALE, M5S SOTTO, CENTRODESTRA ALLO SFASCIO
Nicola Zingaretti al 38-40% e Roberta Lombardi al 25-28%.
Sono le percentuali di un sondaggio dell’Istituto Piepoli pubblicato oggi da “La Notizia”. Secondo il sondaggio di Piepoli, “Zingaretti è scelto dal 38-42% dei cittadini del Lazio e la candidata del M5S viene accreditata del 25-28% dei consensi, mentre non sembra sfondare il candidato scelto dal centrodestra, Stefano Parisi, fermo al 16-18%, seguito da Sergio Pirozzi, stimato tra il 6 e l’8%”.
Va sottolineato che Zingaretti non solo va ben oltre il consenso raccolto dai suoi partiti di riferimento, ma arriva a una percentuale di quasi 15 punti superiore alla media nazionale del centrosinistra, candidandosi a un ruolo importante nel dopo-Renzi.
Non convince neanche tutti i grillini invece la Lombardi che rresta sotto la media nazionale, pagando anche la cattiva amministrazione di Roma da parte della Raggi.
Capitolo a parte il centrodestra dove Parisi si rivela un perdente, portando il centrodestra a percentuale irrisorie, 20 punti in meno della media nazionale.
Ridimensionato anche Pirozzi che si ferma a un 6-8%, risultato modesto rispetto alle aspettative annunciate.
Neanche la somma tra Parisi e Pirozzi muterebbe l’esito delle regionali, in quanto un candidato unico del centrodestra resterebbe al terzo posto, addirittura dietro alla Lombardi.
(da “Huffingtonpost”)
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Febbraio 1st, 2018 Riccardo Fucile
MICAELA D’AQUINO, CANDIDATA GRILLINA AL SENATO IN VENETO, IL 22 DICEMBRE ERA TRA I MILITANTI BERLUSCONIANI CHE FESTEGGIAVANO NATALE CON BRUNETTA
Gli attivisti del M5S di Rovigo hanno accolto con una certa sorpresa la notizia di Micaela D’Aquino
nel collegio uninominale al Senato.
Come raccontava qualche giorno fa il Gazzettino nessuno degli esponenti locali del MoVimento 5 Stelle sapeva chi fosse nè l’aveva mai vista.
Niente di nuovo sotto il sole, come abbiamo imparato la scelta dei candidati per l’uninominale è prerogativa dei vertici che non hanno alcun obbligo di consultare la base.
La candidata pentastellata sfiderà il Pier Paolo Baretta del Partito Democratico, la coordinatrice provinciale padovana di Forza Italia Roberta Toffanin e Tania Azzalin (ex assessore a Porto Viro) di LEU.
La Voce di Rovigo riferisce però che la consulente del lavoro candidata all’uninominale sarebbe stata avvistata ad una cena di ringraziamento di Forza Italia alla quale ha partecipato il Presidente dei deputati azzurri Renato Brunetta.
Cosa ci faceva, scrive la Voce, Micaela D’Aquino «la sera di venerdì 22 dicembre, all’autodromo di Adria alla “cena degli auguri” di Forza Italia?».
Ad “inguaiare” la D’Aquino una foto che la Voce pubblica in prima pagina e che la ritrae sorridente assieme all’onorevole Brunetta.
Non si trattava certo di una cena qualsiasi stando a come la descrivono le cronache locali. La “Serata degli Auguri di Natale” organizzata dal coordinamento provinciale di Forza Italia di Rovigo è stata di fatto la riunione degli stati generali del partito di Berlusconi nel Polesine.
Erano presenti tra gli altri, il commissario regionale di FI Adriano Paroli l’assessora regionale Elena Donazzan e l’eurodeputata Elisabetta Gardini.
In tutto circa 350 invitati. Nessuno però sa dire cosa ci facesse lì la D’Aquino, che all’epoca probabilmente non era ancora nell’orbita del M5S.
Era lì ad accompagnare qualcuno? Non risulta che la D’Aquino abbia avuto alcun ruolo in Forza Italia. Forse però qualche simpatia, visto che ha partecipato alla cena di Natale dove Forza Italia ha fatto il punto in vista delle Politiche.
(da “NextQuotidiano”)
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