Luglio 30th, 2018 Riccardo Fucile
HANNO TENUTO NASCOSTO DI AVERE PENDENZE CON IL COMUNE, MA C’E’ CHI DEVE ANCHE 40.000 EURO DI CARTELLE ESATTORIALI EVASE
Si potrebbe chiamare sovranismo a credito. A Terni hanno qualche problema a convocare il
consiglio comunale neoeletto e quindi il sindaco Leonardo Latini, che ha vinto le elezioni nel giugno scorso con una coalizione di centrodestra e civici, rischia di finire dimezzato.
La storia è surreale e ha portato, venerdì pomeriggio, alla convocazione e alla sconvocazione del consiglio dopo ben 50 secondi di lavori, il tempo del messaggio per lo scioglimento da parte del presidente del consiglio, Francesco Maria Ferranti. Ferranti ha spiegato che «l’istruttoria relativa alle richieste di accesso agli atti per la verifica di possibili incompatibilità , proposta dal consigliere Orsini, non è ancora conclusa. Mancano ancora dei dati, pertanto — ha continuato appellandosi poi all’articolo 11 del regolamento comunale, Aronica poi tirerà in ballo il 21 — ritengo che gli atti votati nella seduta di oggi sarebbero illegittimi».
Ben 11 consiglieri, dieci della maggioranza di destra e uno del M5S avrebbero dichiarato il falso quando hanno firmato il verbale di accettazione dell’avvenuta elezione in consiglio.
Al momento dell’atto infatti i neo eletti devono dichiarare di non avere pendenze con il Comune. Un atto sottoscritto da tutti i 32 consiglieri, 33 con il sindaco. Ma quell’atto è un falso.
A Terni, comune in default per 14,5 milioni di euro, «Un nostro consigliere, Orisini, ha chiesto l’accesso agli atti che sono pubblici e ha scoperto che ben 11 consiglieri, quasi tutti della Lega, devono soldi al Comune. Si va dal consigliere pentastellato che deve versare 70 euro per la mensa scolastica, a casi ben più consistenti di cartelle evase per cifre di migliaia di euro, anche di 40mila euro e l’istruttoria non è ancora conclusa perchè mancano ancora alcuni riscontri per esempio delle partecipate del comune e pensare che facevano atti di indirizzo contro l’evasione fiscale», ha spiegato Francesco Filipponi del PD.
Avendo dichiarato il contrario, i consiglieri avrebbero commesso un falso in atto pubblico, un reato che in base alla legge Severino potrebbe portare anche allo scioglimento del consiglio comunale.
E infatti ora sul caso sta indagando la Procura che dopo l’esposto presentato dal Pd ha aperto un fascicolo.
(da “NextQuotidiano“)
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Luglio 30th, 2018 Riccardo Fucile
SMENTITA LA TESI CHE HANNO PRESO DI MIRA “UN GRUPPO”, LE AUTORITA’ NON ACCREDITINO BUFALE… LA TESTIMONIANZA DELL’ATLETA
Colpita al volto mentre tornava a casa a Moncalieri. Presa di mira da un gruppo di giovani per il colore della sua pelle.
E’ l’ennesimo gravissimo caso avvenuto nelle ultime settimane, e questa volta la vittima è una campionessa italiana dell’atletica leggera, nata da genitori nigeriani ma da sempre cresciuta in Piemonte.
Daisy Osakue, 22 anni, è la primatista italiana Under 23 di lancio del disco. Ma rappresenta i colori azzurri anche nel getto del peso.
Secondo quando avrebbero accertato gli inquirenti, è stata colpita in pieno volto da un uovo lanciato da un’auto in corsa, un Doblò.
Trasportata all’ospedale Oftalmico di Torino, ha riportato una abrasione alla cornea e dovrà essere operata per rimuovere un frammento di guscio dell’uovo, ma questo non le impedirà di partecipare agli Europei di atletica che si terranno a Berlino.
Il gesto non è stato accompagnato da insulti a sfondo razziale “ma in quel momento c’ero solo io – riferisce la ragazza – Io penso che nessuno a mezzanotte vada in giro con un uovo in mano. Ho visto l’auto che accelerava verso di me e quando mi è stata allineata sono stata colpita”.
(da agenzie)
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Luglio 30th, 2018 Riccardo Fucile
DURO COMMENTO DEL DIRETTORE DI LA7: “GLI AUTORI SONO DELLE MERDE”
Molto duro il commento del direttore di TgLa7 Enrico Mentana che su Facebook scrive: 
Salvini, Di Maio, ma come si fa a dire che non c’è un aumento allarmante di episodi di intolleranza nei confronti dei neri in questo paese? Non è che perchè i partiti di opposizione stanno lì imbambolati a decidere cosa fare sul presidente della Rai potete pensare che dorma anche l’informazione.
Gli episodi si accumulano. Stanotte un’atleta della nazionale italiana di atletica (ve lo sottolineo perchè siete sovranisti), Daisy Osakue, di origine sudafricana, è stata aggredita a Moncalieri mentre rincasava da un gruppo di giovani. L’hanno colpita in piena faccia. È a rischio la sua partecipazione agli europei di Berlino. Cosa erano, sostenitori di altre nazionali? Anche se si sta al mare non si può nascondere la testa sotto la sabbia.
E su Instagram rincara la dose, condividendo una foto dell’atleta ferita e in lacrime, dove definisce gli autori dell’aggressione razzista delle “merde”.
(da agenzie)
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Luglio 30th, 2018 Riccardo Fucile
LA DENUNCIA DI ENRICO MENTANA SU INSTAGRAM… LANCIATE UOVA DA UN’AUTO DI PASSAGGIO… LA RAGAZZA, NAZIONALE ITALIANA DI ATLETICA, RISCHIA DI NON POTER PARTECIPARE AGLI EUROPEI
Daisy Osakue, atleta della nazionale di Atletica leggera, detentrice del record italiano under 23 di lancio del disco, nata a Torino da genitori nigeriani è rimasta ferita ieri sera in un episodio che potrebbe nascondere motivazioni un atto di razzismo.
La notizia è stata diffusa da Enrico Mentana su Instagram con un post nel quale si vede il volto di Daisy in lacrime e con un occhio pesto.
Daisy è stata ferita ieri sera a Moncalieri quando da un furgoncino di passaggio è iniziato un lancio di uova contro il gruppo delle sue amiche.
Daisy è stata colpita a un occhio ed ha riportato una lesione delle cornea che potrebbe compromettere la sua partecipazione ai prossimi Europei.
Nata a Torino il 16 gennaio del 1996, Daisy detiene la quarta migliore prestazione italiana di tutti i tempi nel lancio del disco. Attualmente si allena in Texas e si trova in Italia per le vacanze.
(da agenzie)
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Luglio 30th, 2018 Riccardo Fucile
ORA RINGRAZIATE CHI VI HA ISTIGATO ALL’ODIO, FATE IL NOME DEI VOSTRI MANDANTI MORALI IN TRIBUNALE
Giustizieri e forse neanche troppo improvvisati. 
Sulla aggressione di Aprilia nel quale è stato ucciso un cittadino nordafricano, è subito spuntato è ancora resta il sospetto delle ronde.
Nell’attesa di avere dall’autopsia delle risposte chiare sulla morte dello straniero inseguito la notte tra sabato e domenica nel nord della provincia di Latina e poi trovato privo di vita dai carabinieri, gli investigatori stanno cercando di appurare se gli inseguitori, dei quali due sono stati denunciati per omicidio preterintenzionale, fossero impegnati in una ronda.
“Non lo escludo, non abbiamo però ancora elementi per poterlo affermare, e se così fosse ne sarei stupito”, assicura il colonnello Gabriele Vitagliano, comandante provinciale dell’Arma. In via Guardapasso, dove alle 2 è stata notata una Renault Megane sospetta, dall’inizio dell’anno sono infatti stati denunciati soltanto quattro furti e tutti su auto parcheggiate. Nulla dunque da giustificare la paura dei ladri e l’organizzazione addirittura di ronde.
Dopo aver segnalato l’auto ai carabinieri, senza attendere l’arrivo di una pattuglia, tre residenti hanno però iniziato a inseguirla e quando, per l’alta velocità , è uscita fuori strada, due di loro, due incensurati di 46 e 43 anni, avrebbero colpito Hady Zaitouni, 43 anni, di nazionalità marocchina, domiciliato ad Aprilia e noto alle forze dell’ordine per qualche furtarello, che è stramazzato a terra ed è stato trovato dai carabinieri privo di vita.
“Lì era un casino, ci siamo rovinati”, hanno detto in lacrime i due indagati ai carabinieri, senza però ammettere di aver aggredito la vittima, come invece risulta agli investigatori anche dalle telecamere di sorveglianza della zona.
Gli inseguitori si sarebbero inoltre giustificati dicendo di aver notato la Megane perchè in quel momento dei bambini giocavano in cortile, spiegazione che non convince i militari. Le indagini dunque proseguono. Sia per fare piena luce sulla morte dello straniero che sugli inseguitori, senza appunto escludere l’ipotesi delle ronde.
(da agenzie)
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Luglio 29th, 2018 Riccardo Fucile
IL SINDACO DI RACALE CONTRO LA CIRCOLARE PATACCA: “LA LEGALITA’ LA FACCIO RISPETTARE CONTRO LA MALAVITA E FACENDOMI BRUCIARE L’AUTO, LA LEGALITA SI GARANTISCE RESTITUENDO I SOLDI RUBATI”
Dal Salento una lezione all’arroganza razzista di chi fa il duro contro i poveri ma poi lascia che i razzisti e gli altri sguazzino nei loro sporchi affari: “Le scrivo per dirle che io i miei Vigili non li manderò a pattugliare le spiagge ed a sanzionare i venditori ambulanti, i “vu cumpra’” come li chiama qualche suo Senatore”.
Queste le considerazioni del sindaco di Racale, in provincia di Lecce, Donato Metallo, che ha scritto allo xenofobo che siede al Viminale, ossia Salvini, dopo la circolare che prevede controlli a tappeto e multe fino a 7mila euro anche a chi compra
Ha detto Metallo: ”I vigili hanno altro da fare, più importante, più giusto. Sono lì a prevenire i reati ambientali, grandi e piccoli, sono lì a fornire aiuto a cittadini e turisti, sono lì a mandare via i parcheggiatori abusivi (quasi sempre italiani ed affiliati alla malavita… però quelli per voi signor Ministro non sono un problema), sono lì a evitare incidenti”.
Poi la questione politica: “I miei Vigili molto spesso sono ragazzi che lavorano solo per 18/24 ore alla settimana, sono quelli che tra mille difficoltà portano avanti famiglie ed hanno figli piccoli da crescere, sono uomini e donne che fanno sacrifici e capiscono il concetto di bisogno e difficoltà , non li manderò signor Ministro a fare la guerra ai poveri, la guerra fra poveri non ci appartiene, abbiamo sempre diviso il tozzo di pane e versato il vino, messo una sedia di più a tavola”
“Signor Ministro — aggiunge Metallo — la legalità non la preserviamo non facendo vendere un accendino o una collanina o cocco e mandorle, la rispettiamo ogni giorno noi Sindaci in tanti e difficili modi, mettendoci contro la malavita e facendoci bruciare la macchina, denunciando le tangenti ed i grandi evasori, spiegando casa per casa come si fa la differenziata, portando i bambini alle giornate ecologiche, costruendo parco giochi inclusivi e nuove biblioteche, creando scuole di teatro comunali, garantendo scuole sicure e Gesù sorride di più, signor Ministro, quando vede ciò, sorride di più di quando viene appeso in ogni classe. Signor Ministro la legalità si garantisce restituendo i soldi rubati, mandando a casa i condannati e chi le scrive, Signor Ministro, è un garantista ma non a fasi alterne”.
(da Globalist”)
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Luglio 29th, 2018 Riccardo Fucile
L’ULTIMA PATACCA DI DI MAIO E’ QUELLA DI ESTENDERE L’INCONTRO AL MINISTERO A 62 SIGLE, ALCUNE QUASI SCONOSCIUTE… CRITICA ANCHE ARCELOR MITTAL: “AMPLIAMENTO INATTESO”
Sale la tensione sul fronte Ilva. Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, ha annunciato che non
intende partecipare al vertice in programma domani e convocato dal ministro per lo Sviluppo economico, Luigi Di Maio per via della scelta del ministro di coinvolgere “una serie di sigle pseudo associative e comitati, tra cui quelle delle aggressioni in Prefettura nel giorno dell’ultimo tragico incidente nello stabilimento”. Per il sindaco di tratta di “dilettantismo spaccone che il Ministro Di Maio ci spaccerà per trasparenza e democrazia, ma è solo una sceneggiatura ben congegnata per coprire il vuoto di proposte e di coraggio”.
Il sindaco si riferisce alla decisione di estendere la partecipazione al tavolo a 62 sigle, alcune minoritarie e poco rappresentative. “Poco dopo le 21.30 di sabato, l’invito al tavolo Ilva del 30 luglio è stato revisionato, non integrandolo magari coi parlamentari ionici, ma estendendolo addirittura ad una serie di sigle pseudo associative e comitati, tra i quali si rinvengono quelle delle aggressioni in Prefettura nel giorno dell’ultimo tragico incidente nello stabilimento, sigle dunque spesso inclini al dileggio delle Istituzioni, sigle che hanno parte della responsabilità di aver lacerato la comunità ionica in questi anni”, ha spiegato con una nota.
Il Ministro Di Maio, ha sottolinearo Melucci, ha “perciò scelto i suoi interlocutori e ha tracciato definitivamente la linea dei lavori, contro ogni nostro ulteriore possibilismo”. “Il Comune di Taranto – si legge nella nota – non parteciperà a nuove iniziative in questa forma. L’azienda e i Commissari sanno dove trovare il sindaco quando la legge della Repubblica Italiana prevederà il suo coinvolgimento”.
Un scelta, quella dell’allargamento dei partecipanti, criticata anche da Arcelor Mittal, principale socio industriale della cordata che ha rilevato la società , che parla di decisione “per noi del tutto inattesa”.
“In merito alla comunicazione con cui ieri il Ministero ha allargato ad un ampio numero di soggetti privati il tavolo istituzionale convocato per lunedì, teniamo a precisare che la nostra società non era stata messa previamente al corrente di tale decisione, che quindi anche per noi è del tutto inattesa”, ha spiegato la società .
“Siamo aperti al dialogo con tutti i portatori d’interesse e che questo avvenga nel rispetto delle istituzioni in un percorso condiviso, consono e costruttivo”, prosegue la multinazionale dell’acciaio che auspica per questo come “sarebbe utile avere al tavolo anche il Ministero dell’ambiente ed i tecnici del Governo che hanno lavorato alla loro controproposta, i quali sono ovviamente portatori di un interesse qualificato in ragione del tema oggetto dell’incontro”.
A sollevare perplessità anche il segretario della Fim-Cisl, Marco Bentivogli. “Il rischio è quello di una passerella. E quello di domani mi sembra più un atto dovuto per dire che la riunione c’è stata che un confronto vero mentre io mi auguro che il ministro Di Maio capisca che il confronto è una cosa seria e non un riempitivo tra una cosa e l’altra”, ha spiegato all’Adnkronos. Eppure, l’occasione è importante visto che ArcelorMittal dovrà presentare l’Addendum migliorativo alla proposta di acquisto del Gruppo, messo a punto con il governo. Per la segretaria della Fiom Francesca Re David quello di domani è un “incontro oggettivamente informativo” che dovrà rendere però evidente anche “la volontà o meno del ministro ad aprire in parallelo un tavolo sul piano occupazionale e su quello industriale” e “fornire chiarezza sul percorso” ancora da compiere.
Intanto le opposizioni vanno all’attaco del ministro. “Caro Luigi Di Maio – scrive la senatrice Pd Teresa Bellanova – al posto di distribuire falsità e montare sceneggiate penose e fasulle su AirforceRenzi dicendo che è costato 76mila euro al giorno: che ne dici, vuoi occuparti di Ilva che perde 1milione di euro al giorno, 30milioni al mese? O ti si chiede di studiare troppo?”.
“Per come si stanno mettendo le cose, salvo colpi di scena, domani il governo chiuderà Ilva”, dichiara invece la deputata Forza Italia Mara Carfagna. “Continuando così la più grande acciaieria d’Europa non potrà essere trasformata nemmeno in un luna park come voleva Beppe Grillo. Tutto il Sud pagherebbe un prezzo altissimo in termini di posti di lavoro e di sviluppo per questa decisione sbagliata di Luigi Di Maio”
(da agenzie)
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Luglio 29th, 2018 Riccardo Fucile
DON RIZZOLO: “LA SUA E’ UNA STRUMENTALIZZAZIONE DEL ROSARIO E DEL VANGELO”
“Salvini? A me fa piacere che lui si dichiari cattolico, ma dovrebbe dimostrarlo anche con i fatti e seguire il Vangelo. Ma, dato che nei fatti non lo dimostra, la sua mi sembra più una strumentalizzazione del rosario e del Vangelo”.
Sono le parole pronunciate a Ho scelto Cusano (Radio Cusano Campus) da Don Antonio Rizzolo, direttore del settimanale Famiglia Cristiana, a proposito del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e della copertina a lui dedicata.
“I toni di Salvini sono aggressivi” — continua — “così li hanno definiti anche i vescovi. Sono toni che vengono imitati molto facilmente. Salvini ha dato il la, ma basta guardare quello che si scrive sui social: c’è una violenza verbale, ci sono dei toni che non hanno nulla di cristiano, ma non sono accettabili proprio dal punto di vista umano. Per ora da Salvini ci sono slogan e affermazioni, ma i risultati non ci sono. Si chiudono i porti, ma aumentano i morti nel Mediterraneo, c’è un problema anche umanitario”.
Il direttore del settimanale spiega il senso della copertina anti-Salvini: “Il nostro è stato un titolo volutamente forte. Il senso fondamentale è anche quello di attirare l’attenzione. Ma il punto di partenza è quanto affermato dalla Cei e dai vescovi: non intendiamo volgere lo sguardo altrove riguardo la questione migranti, nè vogliamo far nostri atteggiamenti sprezzanti e toni aggressivi. Qui si riferiscono non solo a Salvini, ma sicuramente anche a lui. Quindi abbiamo voluto raccontare le reazioni di questa parte della Chiesa. Dovevamo sintetizzarlo in un titolo che fosse forte e accattivante. Potevamo farlo in molti altri modi, come usare ad esempio il titolo “Altolà Salvini”, ma ovviamente l’espressione “Vade retro” ha un’eco ecclesiastica e ci sembrava più efficace.
Bisogna ricordare” — continua — ” cosa c’è dietro questa espressione. E’ un’espressione di uso popolare e guardando su Google o sullo Zingarelli c’è scritto che è utilizzato in senso scherzoso per prendere le distanze da chi dice cose accattivanti ma non sempre accettabili. Inoltre “Vade retro” è un’espressione che Gesù disse a San Pietro per dire che non stava pensando secondo Dio, ma secondo gli uomini. Il senso può essere anche: ‘Vai dietro a me, seguimi, metti in pratica il Vangelo’. Noi abbiamo pensato al “Vade retro” che vuol dire “la Chiesa prende le distanze”, dopodichè c’è anche un riferimento al Vangelo”.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Luglio 29th, 2018 Riccardo Fucile
APRILIA, DUE UOMINI DENUNCIATI PER OMICIDIO PRETERINTENZIONALE, NON SIA MAI CHE VENGANO ARRESTATI: LORO SONO ITALIANI, LA VITTIMA UN MAROCCHINO
Inseguito e pestato a morte. 
La caccia ad un uomo, presunto ladro, è sfuggita di mano la notte scorsa ad Aprilia, nel nord della provincia di Latina, e i giustizieri della porta accanto si sono all’improvviso trasformati in assassini.
Ne sembrano convinti i carabinieri, che dopo alcune indagini hanno denunciato due uomini di 40 anni, del posto, ipotizzando l’omicidio preterintenzionale.
A far scattare la giustizia fai da te sarebbe stata un’auto, una Renault Megane che si aggirava attorno alle 2 in via Guardapasso, una zona periferica.
I residenti, sicuri che si trattasse di ladri, hanno prima dato l’allarme al 112 e poi, senza aspettare l’arrivo di una pattuglia, si sono messi direttamente all’inseguimento dell’utilitaria.
Il conducente della Megane, dopo aver tentato la fuga, è finito fuori strada nei pressi di via Nettunense e quando i militari dell’Arma sono giunti sul posto vicino all’auto hanno trovato il corpo senza vita di un uomo di 43 anni, di nazionalità marocchina, con attrezzi da scasso in uno zaino.
Le impronte sul terreno dimostravano che erano state presenti altre persone poi allontanatesi – spiegano i carabinieri – Si fermava un’ambulanza che constatava il decesso, probabilmente di natura traumatica».
Visionate le immagini di alcune telecamere di sorveglianza e convinti alcuni testimoni a parlare, i carabinieri ritengono che il presunto ladro sia stato aggredito e ucciso. Sono così scattate le due denunce a piede libero. Uno degli indagati era rimasto sul luogo della tragedia, mentre l’altro si è infine costituito.
(da agenzie)
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