Marzo 26th, 2019 Riccardo Fucile
SERGIO VESSICCHIO AVEVA DETTO: “E’ UNO SCHIFO VEDERE LE DONNE CHE VENGONO A FARE GLI ARBITRI”
Sergio Vessicchio è stato sospeso per un anno dall’Ordine dei Giornalisti della Campania per gli insulti rivolti alla guardalinee Annalisa Moccia prima del match di Eccellenza Agropoli — Sant’Agnello.
Vessicchio è diventato tristemente famoso domenica sera ben oltre il territorio campano perchè ha avuto la geniale idea di insultare una guardalinee prima dell’incontro tra Agropoli e Sant’Agnello, valida per il campionato di eccellenza: “È uno schifo vedere le donne che vengono a fare gli arbitri in un campionato dove le società spendono centinaia di migliaia di euro, è una barzelletta della Federazione una cosa del genere”.
Ieri sera è arrivato l’intervento del presidente Ottavio Lucarelli: «Il signor Vessicchio è sospeso per un anno. Le sue parole causano un grave danno all’immagine della categoria, pure a livello nazionale».
Duro anche Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale Dilettanti. «Le parole pronunciate nei confronti di Annalisa Moccia sono vergognose e possono fomentare la violenza fisica e verbale. Le donne arbitro e le assistenti sono oltretutto una realtà importante nei nostri campionati, atlete che si preparano molto seriamente». Sulla stessa linea il Comitato regionale. «Condanniamo il linguaggio sessista e ingiustificabile del giornalista Vessicchio».
Prima, Vessicchio aveva pubblicato un messaggio su Twitter in cui rivendicava e confermava il suo “pensiero”, condendolo con affermazioni che fanno a botte con la logica elementare, del tipo: “Perchè tutti questi squallidi moralisti non fanno una battaglia per farle giocare insieme ai maschi?”. Tipico di chi vuole buttarla in caciara perchè non sa più che dire. Il messaggio è stato prudentemente cancellato subito dopo, vista la sequela di insulti arrivati.
E vista anche la surreale intervista rilasciata al Fatto Quotidiano in cui sosteneva che intendeva dire il contrario di quello che ha detto: “Ho sbagliato ma non era quella la mia intenzione, per questo mi scuso. Volevo dire che nel Cilento e in Campania le arbitre donne vengono vessate. È uno schifo quello che si verifica, finiscono nel mirino tra offese, insulti, battutine e ingiurie dal momento in cui arrivano sul campo di calcio”.
«Rimango sconcertato per le inqualificabili e discriminatorie espressioni utilizzate dal telecronista nei confronti della nostra associata solo perchè donna», ha scritto Nicchi in un comunicato ufficiale.
«Ad Annalisa, ed a tutte le nostre associate, va la piena solidarietà mia e di tutto il movimento arbitrale italiano. Ho segnalato l’episodio al Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’Autorità politica delegata e le forze di polizia».
Anche perchè Annalisa Moccia, docente di educazione fisica, è una dei primi 10 assistenti in Eccellenza e da 8 anni è in organico nei ruoli AIA. Ilpresidente della sezione AIA di Nola Severino Vitale l’ha sentita ieri: «Mi sento uno schifo presidente nel sentire quel commento in tv».
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 26th, 2019 Riccardo Fucile
FILMANO TUTTO CON IL TELEFONINO… LA VITTIMA E’ UNA RAGAZZA ALLA PARI IN ITALIA DA TRE MESI
Violentata in una strada buia vicino piazza Europa a due passi dal salotto buono della città . Vittima
di violenze di gruppo una giovane americana di 19 anni che a Catania, da tre mesi, era ospite alla ‘pari’ di una famiglia per la quale faceva la baby sitter.
Accuse infamanti per tre giovani della città bene: Roberto Mirabella di 20 anni, Salvatore Castrogiovanni e Agatino Spampinato tutti e due di 19 anni.
Sono stati arrestati per violenza sessuale di gruppo: i tre sono stati fermati dai carabinieri della stazione di piazza Verga lo scorso 21 marzo, sottoposti ad interrogatorio di garanzia sono stati rinchiusi nel carcere di piazza Lanza su disposizione del gip che ha convalidato il fermo ed emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere.
La ragazza americana, che non parla italiano ma comprende perfettamente la lingua, nella tarda serata dello scorso 15 marzo è stata avvicinata dai tre giovani insieme con un’amica in un bar di via Teatro Massimo. Questi si sono intrattenuti con lei dopo che era rimasta da sola. E dopo averle offerto da bere l’hanno convinta a spostarsi in un altro bar della zona. Una volta in strada si sono avvicinati con una banale scusa alla loro auto e l’avrebbero obbligata a salire. Sarebbe iniziato così l’incubo per la giovane.
Uno dei tre le avrebbe intimato di stare zitta ed afferrandola per un braccio l’avrebbe spinta sul sedile posteriore. La ragazza, confusa e spaventata, avrebbe tentato di nascosto di chiamare il 112, ma uno dei tre giovani glielo avrebbe impedito. Fermata l’auto in un luogo appartato vicino piazza Europa, come ricostruiscono le indagini, i tre giovani avrebbero abusato a turno della vittima. E anche ripreso le fasi della violenza con i loro telefonini.
Dopo una notte sconvolgente, il giorno seguente, la ragazza ha parlato al telefono con la madre e la sorella che l’hanno incoraggiata a denunciare quanto le era accaduto.
Quindi ha chiesto aiuto alla famiglia che la ospita, la quale a sua volta, sentiti i fatti, ha contattato un amico che presta servizio nei carabinieri.
La vittima, ascoltata dai militari della stazione di Piazza Verga, ha denunciato tutto ai militari che, coordinati dal magistrato di turno della procura e dai magistrati del pool specializzato nei reati di violenza di genere, hanno ricostruito minuziosamente quanto raccontato dalla ragazza e hanno identificato i tre violentatori.
I militari hanno acquisito alcune registrazioni audio-video fatte dalla giovane all’interno del bar, e un video inviatole la mattina successiva, sul suo profilo social, da uno degli autori della violenza, che la invitava ad un nuovo incontro. Atti d’accusa nei confronti dei tre.
(da agenzie)
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Marzo 26th, 2019 Riccardo Fucile
“UN MAREA DI HANDICAPPATI CHE PRENDONO PURE I PARCHEGGI RISERVATI”: ORMAI LA FOGNA RAZZISTA E’ STATA SDOGANATA
Un attacco a due associazioni che hanno fatto dell’inclusione e dell’attenzione al mondo della disabilità la loro missione: in via Cadore a Cremona, dove nelle prossime settimane verrà inaugurata la nuova sede di Baskin (ovvero il basket inclusivo, che consente a normodotati e disabili di giocare insieme nella stessa squadra) e di Associazione Giorgia (che si occupa di teatro inclusivo), è comparso un messaggio anonimo che recita “E quindi? Una marea di handicappati qui, in via Cadore, che magari prendono pure i parcheggi riservati. Avete sbagliato via”.
L’episodio è stato denunciato dal sindaco Gianluca Galimberti con un post su Facebook: “No, cittadino che nemmeno ci metti la faccia, sei tu che hai sbagliato. Cremona è una città attenta e aperta alle fragilità che sa che i disabili ci insegnano ogni giorno la forza della vita e del rapporto con gli altri per stare meglio tutti” ha scritto il primo cittadino, definendo la frase apparsa sul cartello con le informazioni relative al cantiere per il restauro dello stabile che ospiterà la sede delle associazioni “orribile, incivile, cattiva e ignorante”.
Secondo il presidente di Baskin, Antonio Bodini, “chi si ritiene immune da una qualunque fragilità e crede che nella propria vita non avrà mai bisogno di aiuto dimostra quanto meno una scarsa lungimiranza e si qualifica da sè”.
Quello che però Bodini tiene a sottolineare, anche in vista del campionato nazionale di Baskin che si terrà proprio a Cremona dal 31 maggio al 2 giugno, è che “questa uscita è la spia di una mentalità ancora troppo diffusa in molte città , tra cui la mia. C’è chi non esprime il proprio rifiuto della disabilità scrivendo sui cartelli, ma in modo più subdolo, per esempio non abbattendo le barriere architettoniche nonostante esista da 20 anni una legge in materia. Basta fare un giro per i ristoranti e i negozi del centro: quasi tutti hanno un gradino all’ingresso che impedisce l’accesso alle carrozzine”. Insomma c’è ancora tanto lavoro da fare, “anche se la solidarietà delle istituzioni ci fa indubbiamente molto piacere”.
Dal canto suo, il sindaco ribadisce che “Baskin rappresenta un modo di fare sport e comunità e Associazione Giorgia un modo di vivere la creatività attraverso la diversità in cui ci riconosciamo appieno. E’ questa la Cremona che vogliamo e mi auguro che l’autore o l’autrice di quel messaggio vigliacco abbia un giorno modo di conoscere in prima persona queste realtà “.
Per quanto riguarda l’abbattimento delle barriere, “come amministrazione abbiamo pensato a degli scivoli da dare in dotazione ai commercianti in modo che possano utilizzarli in caso di necessità – spiega il sindaco – Ma comunque il primo ostacolo restano a mio avviso le barriere culturali e di mentalità “.
(da agenzie)
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